cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

comune-di-castelmezzano

sequestro

Si tratta di cosmetici, bigiotteria e articoli per alimenti trovati in numerosi negozi della provincia Maxi sequestro di prodotti poco sicuri in provincia di Brindisi. La guardia di finanza ha passato al setaccio diversi negozi tra il capoluogo messapico, Fasano, Francavilla Fontana, Carovigno, Ceglie Messapica e Torchiarolo individuando ben 94mila prodotti non conformi alle normative in tema di sicurezza . Si tratta di cosmetici, bigiotteria, articoli per alimenti e apparecchi elettrici potenzialmente pericolosi per la salute. I titolari dei negozi  sono stati denunciati.

L’assalto avvenne nel 2013 sulla A14 Sono stati confiscati beni per 100mila euro a un pregiudicato condannato in via definitiva per una rapina ad un furgone portavalori compiuta nel 2013. Il sequestro è stato disposto dalla Corte d’Appello di Bari, nei confronti del pregiudicato e della sua famiglia. L’assalto al portavalori blindato avvenne sulla A14. L’autostrada venne bloccata con due autoarticolati dati alle fiamme, e furono sparati diversi colpi di pistola. Furono sottratti circa due milioni di euro.

Sigilli a due società immobiliari e ad altrettanti appartamenti in Costa Azzurra Due società immobiliari con sede legale in Italia e in Francia, due appartamenti in un residence in Costa Azzurra, un appartamento ad Alessandria e diverse autovetture di grossa cilindrata, tra le quali una Ferrari, una Lamborghini e una Porsche Cayenne, sono stati oggetto di un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca eseguito dai carabinieri a carico di Vincenzo Zagami, originario di Molfetta, iscritto all’ordine degli avvocati di Nizza, con precedenti per reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia e la fede pubblica. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe svolto abusivamente in Italia la professione di avvocato, e il valore del patrimonio su cui sono scattati i sigilli si aggirerebbe intorno ai 3milioni di euro. Zagami, lo ricordiamo, fu arrestato a dicembre del 2022 destinatario di un provvedimento di cumulo pene emesso dall’ufficio dell’esecuzione penale della procura di Lecco. Sta scontando una condanna definitiva a 5 anni di reclusione per alcuni reati commessi in Lombardia, attualmente è ai domiciliari. Era balzato in passato agli onori della cronaca per essersi spacciato per un supertestimone nella vicenda Telekom Serbia. Negli ultimi tempi si era reso protagonista di diversi video su Fb dalla sua residenza in Francia in cui lanciava accuse nei confronti di alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza.

Confiscati appartamenti, residence, auto e moto Due società immobiliari con sede legale in Italia e in Francia, due appartamenti in un residence in Costa Azzurra, un appartamento ad Alessandria e diverse autovetture di grossa cilindrata, tra le quali una Ferrari, una Lamborghini e una Porsche Cayenne, sono stati oggetto di un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca eseguito dai carabinieri a carico di Vincenzo Zagami, originario di Molfetta, iscritto all’ordine degli avvocati di Nizza, con precedenti per reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia e la fede pubblica. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe svolto abusivamente in Italia la professione di avvocato, e il valore del patrimonio su cui sono scattati i sigilli si aggirerebbe intorno ai 3milioni di euro. Zagami, lo ricordiamo, fu arrestato a dicembre del 2022 destinatario di un provvedimento di cumulo pene emesso dall’ufficio dell’esecuzione penale della procura di Lecco. Sta scontando una condanna definitiva a 5 anni di reclusione per alcuni reati commessi in Lombardia, attualmente è ai domiciliari. Era balzato in passato agli onori della cronaca per essersi spacciato per un supertestimone nella vicenda Telekom Serbia. Negli ultimi tempi si era reso protagonista di diversi video su Fb dalla sua residenza in Francia in cui lanciava accuse nei confronti di alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza.

I carabinieri hanno sequestrato un impianto dello stabilimento di Taranto dell’ex Ilva in disuso da alcuni anni poiché nei sotterranei sono stati trovati diversi metri cubi di sostanza oleosa. Il rischio è che il liquido possa disperdersi nell’ambiente e inquinare terreno e falda. Secondo la procura in quella zona era presente una fossa contenente materiale oleoso di ignota consistenza e provenienza.  Potrebbe trattarsi di residui di lavorazione della bramma, cioè un semiprodotto di acciaio da cui vengono poi ricavati coils, ovvero i rotoli di acciaio, e lamiere, prodotti destinati ad andare sul mercato. Dovrà essere accertata inoltre la data esatta in cui è stato fermato l’impianto, che potrebbe addirittura risalire alla gestione Italsider.

Devoluti oltre 38 mila capi di abbigliamento e 8 mila scarpe sportive Sono stati devoluti in beneficenza dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli oltre 38.000 capi di abbigliamento e 8.000 scarpe sportive, sequestrati durante i controlli doganali. Abbigliamento e scarpe sono stati devoluti ad alcune associazioni ed enti benefici operanti sul territorio pugliese, nazionale e non solo. Parte dei capi di abbigliamento, infatti, è stata destinata alle popolazioni coinvolte nel conflitto israelo-palestinese. I capi di abbigliamento costituivano carico di copertura di un ingente quantitativo di merce contraffatta trasportato in un container proveniente dalla Turchia, mentre le scarpe contraffatte sono state rinvenute a bordo di un autoarticolato proveniente dalla Grecia.

Oltre 200 pezzi da 20, 50 e 100 euro Sono oltre 200 le banconote false sequestrate a Taranto dalla Guardia di finanza per un valore di circa ottomila euro. I controlli dei militari hanno permesso di ricostruire l’intera filiera del falso, partendo anche dal singolo possessore di banconota contraffatta, per individuare poi le eventuali ipotesi di reato connesse, quali la truffa e il riciclaggio. Sono 104 le banconote false sequestrate da 20 euro, mentre 80 i pezzi da 50 euro e 18 quelli da 100 euro.

Undici le rivendite interessate Sono stati sequestrati oltre 243mila prodotti ritenuti pericolosi in undici esercizi commerciali a Manduria, Sava, San Marzano di San Giuseppe, Martina Franca e Grottaglie. L’operazione è dei finanzieri del comando provinciale di Taranto e delle Compagnia di Martina Franca e Manduria. Tra i prodotti sequestrati led luminosi, prodotti cosmetici e imballaggi, privi delle informazioni previste dal codice del consumo e potenzialmente dannosi per la salute pubblica. I titolari delle 11 rivendite interessate dai controlli sono stati segnalati all’autorità amministrativa.

La società avrebbe contabilizzato le fatture false, detraendo indebitamente l’Iva e dichiarando in modo fraudolento i propri redditi Sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Bari conti correnti e quote societarie per un valoresuperiore a 147mila euro appartenenti a una società di abbigliamento. Nel 2016 e 2017, la società avrebbe usato fatture false per ridurre il proprio imponibile fiscale. In particolare, queste fatture, per un totale di oltre 670mila euro di imponibile e circa 150mila euro di Iva, sarebbero risultate emesse da due società cinesi, i cui referenti risultano irreperibili. La società avrebbe contabilizzato le fatture false, detraendo indebitamente l’Iva e dichiarando in modo fraudolento i propri redditi.

L’ispezione ha riguardato sia gli aspetti burocratici che la salubrità degli alimenti Sono stati sequestrati, a carico di un ristorante nei sassi di Matera, circa 50 chili di carne non idonei al consumo. L’ispezione è stata fatta dal personale delle Uoc (Unità Operative Complesse del Dipartimento Veterinario) insieme al personale del Sian (Servizio di Igiene, Alimenti e Nutrizione) dell’Azienda Sanitaria di Matera. È stata eseguita una verifica minuziosa e dettagliata sia della documentazione sia degli alimenti di origine animale concentrando l’attenzione non solo su gli aspetti burocratici ma soprattutto sulla salubrità dei singoli prodotti.

Smaltimento illecito di rifiuti, sequestrata a Corato una società del valore di circa 800mila euro. La Guardia di finanza e i Carabinieri forestali hanno apposto i sigilli ad un’azienda che opera nel settore della gestione dei rifiuti solidi urbani. Il sequestro è scattato per la presenza di numerose criticità relative allo stoccaggio carta e cartone. L’amministratore della società è indagato per smaltimento illecito. All’azienda vengono contestate violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti e di sicurezza sul lavoro per la totale assenza di misure idonee a prevenire illeciti ambientali, nonché il rischio d’incendi.

Eseguito dalla Gdf, sette indagati Ammonta a 12 milioni di euro il sequestro beni eseguito dalla Guardia di Finanza di Barletta, su disposizione della Procura di Trani, nei confronti di sette persone indagate per vari reati, tra i quali frode fiscale. Si tratta di beni mobili e immobili, quote societarie e aziendali. Le indagini hanno accertato irregolarità nella gestione di due società edili, che utilizzavano fatture per operazioni inesistenti e falsa somministrazione di manodopera. Il tutto per evadere le imposte.

Cozze e vongole erano prive della documentazione sulla tracciabilità Maxi sequestro di frutti di mare a Barletta. La guardia costiera ha tolto dal mercato 900 chilogrammi di mitili appartenenti a varie specie, privi della documentazione che attesta la tracciabilità del prodotto. Cozze e vongole erano a bordo di un veicolo, pronte per essere vendute. Al proprietario del mezzo è stata comminata una sanzione da 1.500 euro.

Il sequestro di oggi si aggiunge ad un altro da 5,5 milioni del 2023 a carico della stessa persona La Dia di Bari ha sequestrato beni per 6 milioni di euro ad un esponente di spicco della criminalità organizzata della provincia di Foggia. Il soggetto, già condannato per vari reati contro il patrimonio, avrebbe investito ingenti proventi derivanti dalle attività illecite, accumulando beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il sequestro di oggi – che si aggiunge ad un altro da 5,5 milioni del 2023 a carico della stessa persona – comprende 6 società (tra le quali un distributore di benzina con annesso bar-tabacchi, sala slot e autonoleggio), numerose autovetture di valore, disponibilità finanziarie, anche all’estero, intestate a prestanomi. La direzione investigativa antimafia ha dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal tribunale di Bari.

Continuano le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente in cui è morta la 47enne di San Severo. Il marito indagato per omicidio volontario Servizio di Grazia Rongo Riprese di Paolo Laricchiuta Montaggio di Luigi Belviso

Si tratta di immobili, auto di lusso e un’azienda riconducibili al patrimoni odi Silvano Scannicchio, 52 anni, pluripregiudicato I carabinieri di Bari hanno sequestrato beni per 5milioni di euro riconducibili al patrimonio di Silvano Scannicchio, 52 anni, pluripregiudicato.  Parliamo di immobili ubicati a Bari e Valenzano, automobili di grossa cilindrata tra cui una Porsche e una società, la Bari Metal Srl, che si occupa di raccolta e stoccaggio di rifiuti speciali e che ha un fatturato di circa 3 milioni di euro annui.  Secondo l’accusa nel 2010  aveva avviato l’impresa che si occupa di raccolta, trasporto e stoccaggio di rifiuti speciali, utilizzando proventi illeciti derivanti dalle estorsioni commessa ad imprenditori edili per favorire il clan Strisciuglio . Dopo l’avvio dell’attività si sarebbe reso responsabile anche di ricettazione di rame e traffico illecito di rifiuti.  Scannicchio è stato uno dei leader della tifoseria organizzata del Bari e portavoce del gruppo “Seguaci della nord”. Con lui anche Francesco Bruno, genero di Mimmo Strisciuglio, capo dell’omonimo clan e Giuseppe Alberga, referente provinciale per Bari di Casapound.

Il sequestro riguarda 13 immobili, auto, contanti e disponibilità finanziarie intestate a prestanome Beni per un valore stimato in 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ad un noto pluripregiudicato della provincia, considerato referente storico del clan Parisi. Le indagini patrimoniali, svolte dalla Dia avrebbero consentito di dimostrare che il destinatario del provvedimento, già condannato per associazione di stampo mafioso, riciclaggio, ricettazione, detenzione e traffico di ingenti quantitativi di droga, omicidio colposo, aveva accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al fisco. Il sequestro riguarda 13 immobili (tra cui una palazzina di pregio ubicata nel centro storico di un comune metropolitano), autovetture, denaro contante, diverse disponibilità finanziarie, formalmente intestati a prestanomi.

Anche giocattoli e articoli per la pesca, sanzionati 5 esercenti I finanzieri del comando provinciale di Taranto e della Compagnia di Manduria hanno sequestrato oltre 73mila prodotti ritenuti pericolosi per i consumatori in 5 esercizi commerciali nel capoluogo, a Sava, SanPietro in Bevagna e Maruggio. Tra i prodotti sequestrati giocattoli e articoli per la pesca e di bigiotteria, privi delle informazioni previste dal codice del consumo e potenzialmente dannosi per la salute pubblica. I titolari delle 5 rivendite interessate dai controlli sono stati denunciati. Le indagini dei finanzieri ora vertono sulla disarticolazione della catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera, nonché al recupero a tassazione dei ricavi derivanti dalle condotte illecite. 

Tre persone sono state denunciate per occupazione di area demaniale marittima e violazioni delle norme sulla tutela paesaggistica Sequestrata a Bisceglie una struttura turistica estesa su quasi 10mila metri quadrati. Tre persone sono state denunciate per occupazione di area demaniale marittima e violazioni delle norme sulla tutela paesaggistica. I controlli della Guardia Costiera di Barletta hanno accertato la realizzazione di scale, tettoie, muri, parcheggio e veranda, tutto in barba alle norme edilizie e paesaggistiche. Le indagini sono coordinate dalla procura di Trani.

Sequestrate 428 piante alte fino a due metri non lontano dalla Statale 7 ter Tre piantagioni di marijuana sono state scoperte dai carabinieri nei terreni abbandonati a ridosso della statale 7 ter che collega Lecce a Campi Salentina.Sequestrate in totale 428 piante di cannabis indica, alcune alte fino a 2 metri, in buono stato vegetativo. A fine giugno, nella stessa zona, la Guardia di Finanza aveva sequestrato 4.500 piante a poca distanza dal campo Rom Panareo.

Barletta: sequestro beni per 12 milioni

Eseguito dalla Gdf, sette indagati Ammonta a 12 milioni di euro il sequestro beni eseguito dalla Guardia di Finanza di Barletta, su disposizione della Procura

Barletta, sequestrati 900 chili di mitili

Cozze e vongole erano prive della documentazione sulla tracciabilità Maxi sequestro di frutti di mare a Barletta. La guardia costiera ha tolto dal mercato 900

deliziosa
deliziosa