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Il patrimonio era costituito da 26 immobili, un’impresa operante nel campo agricolo e diverse disponibilità finanziarie Un pluripregiudicato della BAT avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco. Per questo la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro. Si tratta di un soggetto considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori ipotizzano che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro – seguito ad una precedente indagine del Commissariato di Canosa – comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

Ville, auto e conti intestati alla famiglia di Ruggiero Lattanzio. È il primo sequestro in Puglia contro gli eredi di un mafioso. Ville, appartamenti, auto e conti correnti per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri del comando provinciale di Bari. I beni erano formalmente intestati agli eredi di Ruggiero Lattanzio, esponente di spicco del clan omonimo, ucciso nel 2019 a Barletta. Secondo le indagini, il patrimonio derivava dal traffico di droga e veniva “ripulito” tramite familiari, in assenza di redditi leciti. Il decreto è stato emesso dal tribunale di Bari su richiesta della Dda. Si tratta del primo provvedimento ablativo in Puglia eseguito contro gli eredi di un mafioso.

Rinvenuti blocchi di cemento e materiali da demolizione. Il titolare è stato sequestrato I Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale di Brindisi hanno sequestrato un’area di circa 600 metri quadrati nelle campagne di San Donaci, in direzione Mesagne, dove erano stati depositati in modo irregolare rifiuti provenienti da un cantiere edile. Sul terreno, parte di un fondo rustico, erano accumulati blocchi di cemento e materiali da demolizione, oltre a terre e rocce da scavo. Il titolare dell’immobile, un 56enne committente dei lavori, è risultato privo delle necessarie autorizzazioni per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti. È stato denunciato per gestione illecita di rifiuti non pericolosi.

La procura ha confermato i sigilli all’impianto, mercoledì scorso le fiamme erano divampata in una tubiera Convalidato dalla procura di Taranto il sequestro senza facoltà d’uso dell’altoforno 1 dell’ex Ilva per l’incendio scoppiato mercoledi scorso ad una delle tubiere dell’impianto. Nessun ferito, ma cinque operai sono stati soccorsi in infermeria. Ci sono anche 3 dirigenti di Acciaierie d’Italia indagati per incendio doloso e getto pericoloso di cose. Del provvedimento sono stati informati gli azeri di Baku Steel che stanno trattando l’acquisto dell’azienda. Per ora non ci sarebbe nessuna decisione da parte dell’azienda sul personale dell’altoforno mentre i sindacati temono che possa aumentare il numero dei lavoratori in cassa integrazione a partire già dalla prossima settimana

Due operazioni della polizia contro la lavorazione illegale e la vendita abusiva, 1.500 vaschette sequestrate 120 chili di cozze sono stati sequestrati dalla Polizia a Taranto durante un’operazione contro la lavorazione illecita di mitili. In particolare, sono stati effettuati due interventi: il primo sul Mar Piccolo, dove sono stati sorpresi due individui intenti a confezionare vaschette di cozze senza rispettare le norme igienico-sanitarie e senza tracciabilità. Il secondo intervento ha avuto luogo in via Garibaldi, nel centro storico, dove un giovane stava gestendo una bancarella per la vendita abusiva. Complessivamente, sono state sequestrate 1.500 vaschette. I tre responsabili sono stati denunciati, mentre le cozze sono state distrutte.

I due soggetti arrestati il 20 novembre scorso Ancora un’operazione antimafia in Salento. Dopo gli arresti di ieri ai danni di una frangia della Scu di Tuturano, la Polizia di Stato di Lecce sta procedendo col sequestro di beni immobili per oltre 1 milione e mezzo di euro. Si tratta di un patrimonio riconducibile due persone arrestate il 20 novembre scorso, affiliate alla Sacra corona unita e ritenute tra i principali esponenti del narcotraffico in Salento.

Si tratta di quattro appartamenti, tre garage ubicati e polizze assicurative Servizio di Grazia Rongo Montaggio di Tonino Laviola

Avrebbe ottenuto un finanziamento pubblico per riqualificare una masseria nel Salento certificando lavori mai effettuati. Sequestrato oltre un milione di euro Servizio di Linda Cappello montaggio di Luca Caradonna

L’indagine ha portato alla scoperta di slot machine manomesse in un circolo privato di Copertino La Guardia di Finanza di Lecce ha sequestrato oltre 165.000 euro a un imprenditore salentino indagato per frode informatica legata al gioco illegale. L’indagine ha portato alla scoperta di slot machine manomesse in un circolo privato di Copertino, con schede gioco non registrate all’Agenzia delle Dogane, evadendo così la tassazione. Il volume delle giocate illecite è stato quantificato in oltre 500.000 euro. Durante le perquisizioni, sono stati trovati 145.000 euro in contante, insieme ad altri beni. Il tribunale ha disposto il sequestro preventivo dei proventi illeciti.

A circa cinque metri di profondità sono state ritrovate diverse tonnellate di rifiuti come scarti di lavorazione industriale e rifiuti urbani indifferenziati I carabinieri del Noe hanno sequestrato un terreno agricolo a Fragagnano nel tarantino che veniva usato per lo smaltimento illecito di rifiuti. A circa cinque metri di profondità sono state ritrovate diverse tonnellate di rifiuti come scarti di lavorazione industriale e rifiuti urbani indifferenziati. L’operazione rientra nell’ambito di un’inchiesta che il 5 febbraio scorso aveva portato a nove misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Lecce in diverse province come Bari, Taranto, Trani-Barletta, Brindisi, Matera, Campobasso e Potenza. In quell’occasione fu disposto anche il sequestro di beni mobili e immobili per circa un milione di euro. Sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, impedimento al controllo e gestione illecita di rifiuti.

L’ingente somma occultata in auto e a casa Era in possesso di oltre 863 mila euro in contanti: un albanese di 46 anni è stato denunciato per riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori dalla Guardia di Finanza di Lecce che ha sequestrato l’ingente somma di denaro. I finanzieri hanno fermato l’uomo lungo la statale Brindisi-Lecce e nella sua auto sono stati scoperti in una busta e confezionati sottovuoto numerosi pacchetti con banconote di diversi tagli per una somma di quasi 330 mila euro. Di qui è scattata la perquisizione nella sua abitazione dove, in un armadio, è stata trovata, sempre suddivisa in pacchetti di banconote di diversi tagli, l’altra ingente somma di denaro pari 633 mila 850 euro. Ora le indagini proseguono per risalire alla provenienza del denaro e a eventuali complici.

L’azienda non avrebbe presentato le dichiarazioni annuali dal 2016 al 2020 Non avrebbe presentato le dichiarazioni annuali dal 2016 al 2020 e avrebbe anche occultato parte delle scritture contabili rendendo più complessa la ricostruzione delle operazioni. Per questo motivo i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo a una società barese per un importo di circa 350 mila euro. L’azienda era operante nel settore dell’installazione di vetrate e infissi. Le Fiamme Gialle della Compagnia di Monopoli hanno constatato la mancata dichiarazione di oltre 1 milione di euro di ricavi con la conseguente evasione di circa 350 mila euro.

Controlli dei finanzieri in sei esercizi commerciali Erano pericolosi per la salute pubblica. Per questo motivo i finanzieri del comando provinciale di Taranto, della Compagnia di Manduria e della Tenenza di Castellaneta hanno sequestrato oltre 136mila prodotti ritenuti pericolosi per i consumatori in sei esercizi commerciali di Statte, Fragagnano, Manduria, Maruggio e Palagiano. Sequestrati articoli in plastica e casalinghi perchè senza le informazioni previste dal codice del consumo e quindi potenzialmente dannosi per la salute pubblica. Tra i prodotti trovati circa 17.500 piatti in plastica. Le indagini dei finanzieri ora sono finalizzate alla disarticolazione della filiera.

Scoperti dalla guardia di finanza a conclusione di controlli condotti insieme all’Inps Avrebbero percepito il reddito di cittadinanza senza averne i benefici per un valore di 100 mila euro. Sei persone sono state scoperte a Taranto dalla guardia di finanza a conclusione di controlli condotti insieme all’Inps. I sei sono stati denunciati mentre i finanzieri hanno chiesto anche il sequestro delle somme percepite illecitamente. I beneficiari avrebbero attesto falsamente di possedere i requisiti previsti dalla norma.

Erano privi di specifica documentazione attestante la loro tracciabilità È stata sequestrata oltre una tonnellata di prodotti ittici tra cui svariati chilogrammi di pregiati frutti di mare quali ostriche e tartufi di mare. Questi erano privi di specifica documentazione attestante la loro tracciabilità e dunque non sicuri per i cittadini. L’operazione è dei Finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia. I sequestri sono stati effettuati a seguito di vari interventi nei confronti dei trasportatori e pescatori di frodo, i quali avrebbero prodotto introiti per più di 30.000 euro.

I militari sono stati allertati dalle urla della madre È stato arrestato dai carabinieri un 35enne barese, già noto alle Forze dell’Ordine, per aver tentato il sequestro di una bambina di 5 anni. I militari, in Via dei Mille, sono stati allertati dalle urla di una donna, che indicava un uomo in fuga a bordo di una bicicletta. Ancora in stato di agitazione, ha raccontato che mentre stava passeggiando in via Michele de Napoli portando con sé la piccola, era stata raggiunta da un uomo a bordo di una bici che ha afferrato la bambina per un braccio tentando di allontanarsi. L’uomo ha desistito dall’intento dopo l’arrivo di alcuni passanti che lo hanno messo in fuga. Grazie ai racconti della madre e dei testimoni l’uomo è stato arrestato. I genitori della piccola, di 40 e 28 anni, hanno potuto subito riabbracciarla. Sul posto sarebbe stata presente anche un’auto nera con la portiera posteriore aperta che sarebbe ripartita immediatamente dopo le urla di madre e figlia. L’uomo, che aveva precedenti penali, avrebbe provato a difendersi sostenendo che fosse intenzionato a rubare ilportafoglio alla madre della bambina.

Oggi l’autopsia sul corpicino, il messaggio di dolore dell’arcivescovo Satriano Intervista: Don Marco Simone Servizio Anna De Feo

All’interno sono state rinvenute attrezzature balneari e materiale vario Venti box destinati alla pesca occupati abusivamente e trasformati in depositi privati. Operazione della guardia costiera a Torre a Mare, frazione di Bari, che ha posto sotto sequestro le strutture demaniali. All’interno sono state rinvenute attrezzature balneari e in alcuni casi i box erano stati rivestiti con delle piastrelle. Dopo aver ripulito, i locali sono stati sigillati.

Tra questi giocattoli, borse e accessori Ingente sequestro della guardia di finanza al porto di Bari. In alcuni container provenienti dalla Grecia sono stati trovati circa 60mila articoli, da giocattoli pericolosi a borse e accessori contraffatti, comunque non in regola con le norme comunitarie. Si tratta di prodotti presumibilmente di origine cinese. Gli autisti dei mezzi sono stati denunciati, si sta cercando di ricostruire la filiera della merce.

Le attività ispettive si sono svolte presso le sedi di due aziende, nelle province di Catanzaro e della provincia di Barletta Andria Trani Operazione della guardia di finanza tra la sesta provincia pugliese e quella di Catanzaro ha portato al sequestro – in due aziende – di ben 180 quintali d’olio, pronto per la commercializzazione. Era indicato come extravergine bio, in realtà era di qualità inferiore, anzi ritenuto pericoloso per la salute dei consumatori. Il valore dell’olio ammonta a circa 200mila euro: era stoccato nell’azienda calabrese e destinato alla Puglia. Il titolare è stato denunciato, altre persone sono indagate.

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