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Regione Puglia

Il governatore della Puglia, Antonio Decaro, lancia l’allarme sulle pre-intese avviate al Nord e rivolge un appello trasversale al centrodestra per difendere il diritto alla salute dei cittadini meridionali. Il tema dell’autonomia differenziata continua a infiammare il dibattito politico ed economico nazionale. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è intervenuto con forza sulla questione in un’intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia, sollevando forti preoccupazioni circa la tenuta del sistema sanitario nazionale, in particolare nelle aree del Mezzogiorno, a seguito dell’approvazione in Senato delle pre-intese con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Secondo il governatore pugliese, dietro l’operazione dell’autonomia si nasconderebbe la necessità da parte delle regioni del Nord di attingere a risorse finanziarie altrove per colmare le proprie carenze sanitarie, come liste d’attesa e pronto soccorso in affanno. Di fronte a questo scenario, Decaro avanza una provocazione istituzionale radicale: se lo Stato non è in grado di assicurare l’equità sociale tramite il modello regionalista, sarebbe allora meglio abolire le Regioni e far gestire direttamente la sanità pubblica a livello centrale, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione italiana. L’ex presidente dell’Anci ha inoltre ribadito il proprio appello alle forze di centrodestra pugliesi e a tutto il Sud per fare fronte comune. Non si tratta, ha precisato, di uno scontro ideologico o di partito, bensì di una questione di sostanza che impatterà sulla sanità in Puglia per i prossimi dieci anni. Pur riconoscendo con autocritica le responsabilità storiche del centrosinistra nella riforma del Titolo V, Decaro ha concluso proponendo la scrittura di nuove regole condivise basate su un solido sistema perequativo, capace di garantire parità di cure a tutti i cittadini italiani, a prescindere dalla regione in cui risiedono.

Da 25 anni la cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti è la regina delle tavole e nel weekend torna la grande festa in suo onore anticipata stamane alla Regione Puglia. Rossa, dolce e adesso anche pop. La cipolla di Acquaviva delle Fonti cambia pelle, ma non identità, e per i venticinque anni della sua festa diventa icona contemporanea. La nuova campagna, ispirata alla pop art, lancia nel futuro un prodotto che affonda le radici nella terra e nel lavoro di generazioni di agricoltori. Il claim della sagra della cipolla, presentata all’assessorato all’agricoltura, in programma nel fine settimana, è proprio “la rossa si fa pop” organizzata da pro loco e comune in collaborazione con la regione puglia. Al centro delle celebrazioni un prodotto tradizionale, diventato presidio slow food, ma anche filiera economica, attrattore turistico e marchio identitario del sud est barese. Intervista a Francesco Paolicelli (Assessore Agricoltura Regione Puglia), Marco Lenoci (sindaco di Acquaviva delle Fonti)

Una clamorosa retromarcia rispetto al 2022 . Addio al progetto simbolo della decarbonizzazione dell’ex Ilva. Il Governo centrale ha cancellato per decreto la costruzione dell’impianto a gas destinato alla produzione di preridotto, il semilavorato che rappresentava il primo passo verso una siderurgia pulita. Una clamorosa retromarcia rispetto al 2022 quando palazzo Chigi affidò ad Invitalia il compito di costituire a Taranto una società di scopo finalizzata a realizzare l’impianto per i semi lavorati. Il progetto in realtà non è mai decollato, la società si è riempita di debiti, 14 milioni solo nel 2025, perdendo anche gli aiuti del Pnrr. E così il decreto legge all’esame del parlamento all’articolo 3 annulla il finanziamento da ben un miliardo di euro per Taranto. Le risorse, in parte utilizzate per altro, torneranno nella disponibilità del Ministero del made in Italy per essere destinate sul territorio nazionale attraverso i contratti di sviluppo su generici interventi di decarbonizzazione, senza indicare: progetti, criteri di assegnazione dei fondi e beneficiari. Un furto con scasso che nega a Taranto la riconversione ambientale dell’ex Ilva. L’assessore allo sviluppo Disciascio ha già espresso parere negativo sul decreto nella conferenza Stato-Regioni. Il confronto si sposta ora in Parlamento dove la Puglia promette battaglia per salvare il miliardo di euro scippato a Taranto.

Si potrà pagare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure optare per la maxi rateizzazione fino a 54 rate bimestrali nell’arco di nove anni. La Regione Puglia ha approvato la rottamazione del bollo auto in un arco temporale di 23 anni, dal 2000 al 2023. Si potrà pagare solo il tributo senza sanzioni. Intervista a Ubaldo Pagano, presidente commissione bilancio

L’assessore Pentassuglia risponde alle critiche dell’opposizione. L’assessore alla sanità Pentassuglia al lavoro per preparare il dossier su case ed ospedali di comunità in risposta ai duri attacchi ricevuti dalle opposizioni. Intervista a Donato Pentassuglia, assessore alla sanità regione Puglia

Spiccano gli 80 milioni per i minibond, 60 milioni per rifinanziare il just transition fund per l’area di Taranto. La regione Puglia avvia un nuovo piano per rilanciare gli investimenti delle imprese che punta a mobilitare circa tre miliardi di euro nei prossimi mesi. Intervista ad Antonio Decaro, presidente regione Puglia

Nella Masseria Lama San Giorgio di Rutigliano un confronto tra istituzioni, enti territoriali e imprese sul tema dello sviluppo rurale della regione Puglia. Dieci anni di investimenti, innovazione e sviluppo al servizio della crescita della Puglia rurale. Questo il tema al centro del dibattito dal titolo “Coltivare il futuro: il racconto della Puglia dal 2015 ad oggi”, ospitato negli spazi della Masseria Lama San Giorgio di Rutigliano. L’appuntamento si inserisce nella due giorni dedicata alle politiche di sviluppo rurale che ha ospitato l’ultima sessione del Comitato di Sorveglianza del Programma di Sviluppo 2014-2022 della Regione Puglia. Un momento di riflessione e confronto sui risultati conseguiti attraverso l’attuazione delle politiche europee attraverso i programmi della Regione Puglia. Intervista a Gianluca Nardone, Direttore Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale Regione Puglia, Francesco Paolicelli, L’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo Rurale Servizio di Serena Manieri

S’è chiuso il bando per selezionare i nuovi capi dipartimento, figure chiave che guidano gli assessorati e gestiscono miliardi di euro di risorse pubbliche. E’ cominciata ufficialmente la corsa alla conquista delle poltrone più pesanti della macchina amministrativa della Regione Puglia. Alla chiusura del bando per selezionare i nuovi capi dipartimento sono pervenute ben 521 candidature, un autentico record, per sole 13 postazioni in palio a conferma dell’appeal per incarichi molto ambiti con stipendi annui da circa 120 mila euro lordi piu’ 20 mila euro di premio di risultato. E così dopo oltre 18 mesi di proroghe per i super dirigenti ereditati dalla giunta Emiliano, ora toccherà al governatore Decaro scegliere la nuova squadra. Una commissione valuterà i curricula e individuerà una rosa di candidati idonei. Il presidente della giunta regionale avrà carta bianca sulle nomine, ma dovrà trovare un’intesa sui nomi con ognuno degli assessori competenti. Gran parte degli uscenti ha ripresentato domanda, ma le riconferme non sono scontate, soprattutto in settori nevralgici di spesa da miliardi di euro come sanità, trasporti, bilancio e agricoltura. Sullo sfondo il debutto del nuovo modello organizzativo con la probabile nomina dell’ex sindaco di Bitonto Abbaticchio a direttore generale e l’esordio di dirigenti provenienti dal comune di Bari come Roberto Covolo e Pompeo Colacicco. Un riassetto che segnerà entro poche settimane l’avvio della nuova stagione politico amministrativa.

Nella nota diffusa, il presidente della Regione morde il freno: “Un’ipotesi di reato non è una condanna”. Nessuna sfiducia, nessuna richiesta di dimissioni, almeno fino a quando non ci sarà una nuova pronuncia della Procura di Foggia. Il governatore Decaro sceglie la prudenza sul caso dell’assessora al turismo Graziamaria Starace, indagata per concussione insieme al sindaco di Vieste Nobiletti. Nella nota diffusa in serata dopo 24 ore di riflessione Decaro morde il freno “un’ipotesi di reato non è una condanna”, premette, confessando di non voler mai affrontare situazioni come queste. “Non si può agire d’impulso”, aggiunge, “in una vicenda delicata in cui la sfera pubblica intreccia quella privata”. L’affaire Starace ruota attorno alla revoca di una concessione balneare in capo all’ex marito. Secondo l’accusa l’assessora avrebbe fatto ritirare il permesso dal comune di Vieste come mezzo di pressione nell’ambito di una separazione fra accuse reciproche finite in altri fascicoli penali. Ma i legali dalla Starace respingono la tesi della rivalsa ed annunciano il deposito di documenti che dimostrerebbero la correttezza dell’operato amministrativo. A sollecitare l’intervento del governatore era stata l’opposizione di centrodestra con Fratelli d’Italia che aveva rivolto una domanda sibillina al Presidente regionale: “Come può l’assessora Starace restare nello stesso ruolo ricoperto a Vieste dov’è incappata nelle maglie della giustizia?”.

Se ne è parlato ieri in Terza Commissione Sanità della Regione Puglia. A Canosa si accelera sul potenziamento dei servizi sanitari del presidio post acuzie. Se ne è parlato ieri in Terza Commissione Sanità della Regione Puglia, presieduta da Felice Spaccavento, alla presenza dell’assessore regionale Donato Pentassuglia. Tra le novità annunciate, l’apertura della Casa di Comunità dal primo giugno, l’installazione di una nuova Tac e il rafforzamento dei servizi di riabilitazione e lungodegenza. Al centro del confronto anche il futuro del Centro Risvegli di Canosa. Nelle commissioni si è parlato anche di “Genoma Puglia”, il programma di screening genomico neonatale che ha già coinvolto oltre 27 mila neonati pugliesi, consentendo centinaia di diagnosi precoci per malattie genetiche rare. Per il Gruppo Pd si tratta di un modello di eccellenza nella prevenzione sanitaria.

Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Appartamenti sottratti alla residenza per trasformarli in case vacanza, affitti alle stelle e centri storici svuotati. È da qui che parte la stretta della regione Puglia sul fenomeno delle locazioni turistiche brevi. Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Un fenomeno incontrollato che la giunta regionale punta a regolare con il nuovo disegno di legge contro il turismo selvaggio. Il testo, approvato ieri in giunta regionale, dopo due mesi di concertazione, consegna ai comuni il potere di limitare le nuove locazioni brevi nei centri turistici sovraffollati. Un’emergenza sociale considerando le difficoltà di trovare casa per famiglie, studenti e lavoratori mentre interi quartieri rischiano lo spopolamento. Nel 2025 le case vacanze registrate sono state 45 mila coprendo quasi il 19 per cento degli arrivi, +25% in un solo anno. Da qui il ruolo chiave dei comuni che potranno fissare tetti massimi alle nuove aperture nelle mete del turismo di massa o favorire lo sviluppo delle aree interne. La norma non toccherà le attività esistenti, ma impone regole stringenti sulle nuove autorizzazioni. Chi affitterà più di due appartamenti sarà considerato imprenditore a tutti gli effetti, con obblighi e controlli rigidi. Il testo passa ora al consiglio regionale chiamato a trovare un punto di equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla casa.

Braccio di ferro burocratico chiuso: arriva il parere dell’Avvocatura regionale . Nuovo colpo di scena ieri sul caso Lorusso, la borsista reclutata dal Policlinico di Bari nonostante il procedimento penale in corso per presunto voto di scambio politico-mafioso. Ieri il governatore Decaro ha chiesto al direttore generale del Policlinico di annullare con effetto immediato la borsa di studio assegnata a Maria Carmen Lorusso. La candidata, sostiene la Regione Puglia, andava esclusa in partenza nonostante avesse dichiarato la pendenza giudiziaria. Il Policlinico aveva eccepito dubbi interpretativi sui requisiti del bando, superati ieri dal parere dell’Avvocatura regionale. Una presa di posizione durissima quella del presidente Decaro che, di fatto, chiude il braccio di ferro burocratico sulla legittimità dell’incarico.

Presentato alla regione Puglia “Navigare nella parita’”, il cruscotto che analizza lavoro, reddito, salute, istruzione e ruolo delle donne nella società. La Puglia è regina nel mezzogiorno per il rispetto della parità di genere, ma ancora troppo distante dalle realtà virtuose del nord. E’ quanto emerge dall’analisi del nuovo cruscotto regionale per determinare il livello di diseguaglianza uomo-donna. Nella speciale classifica della parità, guidata dalla Lombardia, la Puglia è quattordicesima in Italia, ben posizionata per tasso di occupazione al femminile, salario e accesso alle cure, piu’ avanti certamente del resto delle regioni del sud che occupano il fondo della graduatoria. Il salto di qualità è avvenuto negli ultimi dieci anni grazie a politiche che hanno migliorato la condizione delle donne anche se restano divari clamorsi nell’accesso alla politica e nei ruoli apicali di aziende private o enti pubblici. D’ora in poi sul sito regionale sarà possibile l’indice di diseguaglianza e l’avanzamento delle politiche di genere in Puglia. Intervista a Silvia Miglietta (assessore cultura regione Puglia)

. Anche Castellana Grotte partecipa all’iniziativa “Tesori Nascosti”, il progetto promosso da UNPLI e Regione Puglia dedicato alla valorizzazione di siti culturali poco conosciuti ma di grande valore storico e artistico. Per l’occasione, sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 sarà possibile visitare la Chiesetta rupestre della Madonna della Grotta, luogo chiuso da tempo e considerato uno dei tesori meno conosciuti del territorio. Il sito si trova nei pressi della villa comunale “Tacconi”, in via Serritella, ed è collocato nella parte più bassa della conca su cui venne edificata Castellana. La struttura risalirebbe presumibilmente al XVII secolo. La particolarità della chiesetta è la sua posizione: l’edificio si trova infatti oltre tre metri e mezzo sotto il piano stradale e custodisce al suo interno il nucleo originario della chiesa, una piccola grotta naturale scavata dalle acque di un fiume sotterraneo e successivamente ampliata dall’uomo. Le visite guidate saranno aperte a singoli e gruppi, con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni 📅 23 e 24 maggio 2026📍 Madonna della Grotta – Castellana Grotte📞 331 6700270 – 393 3324638📧 [email protected]

“Non si può addebitare a Sanitaservice il buco economico che la sanità pugliese sta tentando di rimarginare” hanno detto i sindacati. “Giù le mani dalla Sanitaservice“. È stato ribadito, a Taranto, nell’assemblea aperta a tutti i lavoratori durante la quale si è discusso sulle criticità e sulle difficoltà che quotidianamente affrontano le operatrici e gli operatori impiegati nei servizi affidati alle partecipate. “Non si può addebitare a Sanitaservice il buco economico che la sanità pugliese sta tentando di rimarginare” hanno detto i sindacati. “È una realtà da tutelare e che garantisce assistenza, dignità e lavoro a migliaia di famiglie. “Anche per la Regione Puglia è un presidio importante che certamente bisognerà riorganizzare e non smantellare” ha detto il consigliere regionale Borraccino.

Se nominato commissario, Decaro potrebbe alzare l’Irpef già da quest’anno. Rischio tagli e gestione diretta da Roma. La coperta è corta per coprire il buco della sanità da 369 milioni di euro. Entro fine aprile il presidente Decaro deve indicare ai Ministeri le misure ed i capitoli da cui prelevare per riequilibrare i conti sanitari. Ma l’operazione, al momento, è quasi impossibile a meno di tagli draconiani a servizi e interi settori già ridotti all’osso. Non basterebbe nemmeno l’aumento dell’addizionale Irpef. Se approvato ora, infatti, il rialzo della pressione fiscale produrrà effetti nel 2027, senza risolvere il problema della copertura immediata. E allora ecco spuntare la soluzione tecnica prevista da una vecchia finanziaria: un primo commissariamento “soft”. Il governo centrale nomina commissario lo stesso presidente Decaro affidandogli il risanamento finanziario. In deroga alle norme fiscali Decaro potrebbe aumentare l’Irpef da quest’anno, retroattivamente, facendo scattare le nuove aliquote già nella dichiarazione di giugno 2026. Si eviterebbe così lo scontro politico con le opposizioni in consiglio regionale su tasse e tagli, delegando le scelte e mantenendo un margine di manovra per coprire il disavanzo. Nel caso in cui entro il 31 maggio non arrivasse il ravvedimento lo scenario cambierebbe, il governo centrale nominerebbe un commissario ad acta, esterno, che a quel punto impugnerebbe la scure. Aliquote al massimo senza distinzioni, blocco della spesa, tagli lineari e riorganizzazione della sanità, che di fatto passerebbe sotto il diretto controllo di Roma.

Mobilitazione di Coldiretti sul lungomare di Bari per chiedere interventi su caro energia, gestione idrica, emergenza Xylella e difesa del Made in Puglia. Oggi, la città di Bari diventerà l’epicentro della mobilitazione per il mondo rurale. Agricoltori e allevatori pugliesi lasceranno campagne e stalle per partecipare a una massiccia manifestazione organizzata da Coldiretti Puglia. L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni una crisi che sta mettendo in ginocchio le imprese locali. Il programma della manifestazione a Bari Il raduno è previsto a partire dalle ore 9:00 sul lungomare Nazario Sauro. Il corteo seguirà un percorso simbolico e strategico: Partenza: Sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura. Arrivo: Presidenza della Regione Puglia. Secondo le previsioni di Coldiretti, sono attese 10.000 persone provenienti da ogni angolo della regione. Le motivazioni della protesta: Xylella, acqua e burocrazia La mobilitazione nasce dall’esigenza di denunciare una situazione diventata ormai insostenibile per le imprese agricole e zootecniche. In una nota ufficiale, Coldiretti Puglia ha delineato i punti cardine della protesta: Emergenza Xylella: Richiesta di interventi drastici e rapidi per il rilancio del patrimonio olivicolo. Gestione Idrica: Necessità di infrastrutture moderne per l’irrigazione e il contrasto alla siccità. Semplificazione Burocratica: Abbattimento degli ostacoli amministrativi che soffocano le aziende. Tutela del Made in Italy: Difesa della qualità delle filiere locali contro la concorrenza sleale. “Il settore è alle prese con un contesto sempre più difficile, con costi di energia, carburanti e fertilizzanti in aumento e bilanci aziendali sotto pressione”, spiega Coldiretti Puglia. Sostenibilità e rincari: il futuro del comparto agricolo pugliese Oltre alle problematiche territoriali, gli agricoltori puntano il dito contro l’aumento dei costi di produzione e la fragilità delle catene di approvvigionamento. La richiesta alla Regione è chiara: servono investimenti mirati e azioni concrete per garantire la sicurezza nelle campagne e la competitività delle filiere pugliesi sui mercati internazionali. La giornata di domani segnerà un momento cruciale per il dialogo tra il mondo produttivo e il governo regionale, con la speranza che le istanze di migliaia di lavoratori trovino finalmente risposte efficaci. In sintesi: info utili Chi: Coldiretti Puglia e 10.000 partecipanti. Cosa: Manifestazione agricoltori e allevatori. Dove: Bari (Lungomare Nazario Sauro). Quando: Oggi, ore 9:00.

Decaro: “Serve avviare seriamente un grande piano di messa in sicurezza per il nostro territorio”. “Abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza perché quello che è accadutonell’ultima settimana ha purtroppo le caratteristiche di quello che possiamo definire un evento climatico estremo che purtroppo ha determinato danni e disagi in molti territori della Puglia”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. La Giunta regionale pugliese ha infatti deliberato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale e di finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni provocati dai dettieventi. “In questi giorni – dice Decaro – abbiamo gestito l’emergenza grazie alla grande professionalità dei soccorritori, della Protezione civile e di tutte le persone che a vario titolo sono coinvolte nelle operazioni, ma crediamo sia il momento di avviare seriamente un grande piano di messa in sicurezza per il nostro territorio. Già nelle prossime ore il Genio civile sarà a lavoro nei territori più colpiti della Capitanata e del Subappennino Dauno dove sarà ripristinata la viabilità per i Comuni rimasti isolati”.

Minaccia azioni legali l’ospedale di San Giovanni Rotondo, se la Regione Puglia non riconoscerà crediti per 32 milioni. A sua volta, però, Casa Sollievo della Sofferenza dovrebbe restituire cifre ancora più elevate, secondo i calcoli dell’Asl di Foggia. Casa Sollievo della Sofferenza vanta dalla Regione Puglia crediti superiori ai 30 milioni; l’ASL di Foggia, però, ha certificato risorse di gran lunga inferiori alle spese rendicontate, per otto anni, dall’ospedale di San Giovanni Rotondo per le funzioni non tariffate (Pronto Soccorso, Rianimazioni, Terapie Intensive e Malattie Rare) e inferiori anche al tetto che annualmente ha già riconosciuto. Di conseguenza, l’ospedale dovrebbe restituire alla Regione decine di milioni. Lo ha dichiarato il direttore generale Gino Gumirato, che ha ribadito l’entità dei crediti vantati. Intervista a Gino Gumirato, dir. gen. ospedale di San Giovanni Rotondo

Entro il 22 marzo la norma deve ricevere l’ok del consiglio regionale pena il commissariamento statale. Corsa contro il tempo alla regione Puglia per approvare il nuovo disegno di legge che individua le zone dove installare i nuovi impianti ad energia rinnovabile. Entro il 22 marzo la norma deve ricevere l’ok del consiglio regionale pena il commissariamento statale. Sentiamo qual è la posizione di uno degli assessori proponenti, l’assessora all’urbanistica Marina Leuzzi.

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