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Starace indagata per concussione, Decaro: “Vicenda delicata, non si può agire d’impulso”

Nella nota diffusa, il presidente della Regione morde il freno: “Un’ipotesi di reato non è una condanna”

Nessuna sfiducia, nessuna richiesta di dimissioni, almeno fino a quando non ci sarà una nuova pronuncia della Procura di Foggia. Il governatore Decaro sceglie la prudenza sul caso dell’assessora al turismo Graziamaria Starace, indagata per concussione insieme al sindaco di Vieste Nobiletti.

Nella nota diffusa in serata dopo 24 ore di riflessione Decaro morde il freno “un’ipotesi di reato non è una condanna”, premette, confessando di non voler mai affrontare situazioni come queste. “Non si può agire d’impulso”, aggiunge, “in una vicenda delicata in cui la sfera pubblica intreccia quella privata”.

L’affaire Starace ruota attorno alla revoca di una concessione balneare in capo all’ex marito. Secondo l’accusa l’assessora avrebbe fatto ritirare il permesso dal comune di Vieste come mezzo di pressione nell’ambito di una separazione fra accuse reciproche finite in altri fascicoli penali.

Ma i legali dalla Starace respingono la tesi della rivalsa ed annunciano il deposito di documenti che dimostrerebbero la correttezza dell’operato amministrativo. A sollecitare l’intervento del governatore era stata l’opposizione di centrodestra con Fratelli d’Italia che aveva rivolto una domanda sibillina al Presidente regionale: “Come può l’assessora Starace restare nello stesso ruolo ricoperto a Vieste dov’è incappata nelle maglie della giustizia?”.

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