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Gli abusi sarebbero avvenuti durante la confessione, il prete ha parlato di un rito di purificazione del giovane convinto di essere posseduto dal demonio. Un sacerdote di 69 anni in servizio presso la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca è stato arrestato ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, per presunte molestie sessuali su uno studente minorenne. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Mobile , disposto dal GIP di Lecce Francesco Valente su richiesta del sostituto Erika Masetti dopo le indagini scattate in seguito alla denuncia sporta dalla madre della presunta vittima. Tre gli episodi contestati, da novembre a maggio. Gli abusi sarebbero avvenuti durante il momento della confessione. Sarebbe stato poi lo stesso ragazzino a confidare alla madre le attenzioni ricevute. L’arresto sarebbe scattato sulla scorta di gravi indizi di colpevolezza riscontrati. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il religioso ha negato ogni addebito parlando di un rito di purificazione richiesto dallo stesso giovane perché convinto di essere posseduto dal demonio .

L sacerdote di Noci è accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso in relazione all’incidente stradale che il 2 aprile dello scorso anno costò la vita alla 32enne di Turi. La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per don Nicola D’Onghia, il sacerdote di Noci accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso in relazione all’incidente stradale che il 2 aprile dello scorso anno costò la vita alla soccorritrice 32enne di Turi Fabiana Chiarappa.Quella sera – secondo la ricostruzione dell’accusa – don Nicola avrebbe travolto e ucciso la ragazza sulla strada statale 172 dei Trulli, dopo che la giovane si trovava sull’asfalto dopo essere uscita fuori strada con la sua motocicletta. Il prete, assistito dall’avvocato Federico Straziota, si è sempre difeso sostenendo di non essersi accorto di aver investito una persona, convinto invece di aver urtato una pietra. Per questo ha poi proseguito senza fermarsi a prestare soccorso.

La donna lo scorso agosto era stata raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura caduta alla luce della sentenza . Una donna di Taviano di 52 anni è stata assolta dall’accusa di stalking nei confronti del parroco del suo paese. Era stata accusata di aver avuto, dal 2022 al 2025, comportamenti ossessivi nel confronti del sacerdote. Il pm Maria Grazia Anastasia aveva chiesto la condanna di un anno ma il gup Angelo Zizzar,i al termine del rito abbreviato, ha disposto l’assoluzione “ perché il fatto non sussiste”. Il parroco si era costituito parte civile. La donna lo scorso agosto era stata raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura caduta oggi alla luce della sentenza assolutoria

Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia. Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista del rione Poggiofranco di Bari, accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un neonato trovato senza vita il 2 gennaio dello scorso anno nella culla termica della parrocchia.Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia: quando venne lasciato, il tappetino interno alla culla su cui venne adagiato, contrariamente a quanto sarebbe dovuto accadere, non fece partire la segnalazione sul telefono di don Ruccia, che quel giorno era fuori Bari. Ad accorgersi della presenza del bambino fu il titolare di una ditta di pompe funebri. Secondo le contestazioni della procura, il tappetino, concepito per funzionare come antifurto, non era idoneo per essere utilizzato all’interno della culla. Per il tecnico Vincenzo Nanocchio, colui che si occupò della realizzazione dell’impianto, il processo inizierà invece il prossimo 3 giugno.

Il sacerdote, coinvolto in un incidente ad agosto scorso, era ricoverato al Policlinico di Bari, per via delle ustioni profonde riportate agli arti e alla schiena. Non ce l’ha fatta don Antonio Meliante, 51 anni, parroco di Pantano di Pignola (Pz), coinvolto in un incidente stradale avvenuto lo scorso 26 agosto a pochi chilometri da Brienza. Il sacerdote era ricoverato al Policlinico di Bari, per via delle ustioni profonde riportate agli arti e alla schiena. Purtroppo, nonostante i numerosi interventi chirurgici e le lunghe cure, oggi il suo cuore ha ceduto.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa. Il sacerdote, secondo la procura, avrebbe travolto e ucciso la ragazza con la macchina dopo che la giovane – a bordo di una motocicletta – era caduta sull’asfalto in seguito ad un urto contro un muretto a secco. Resta sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di Noci don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi indagato per omicidio stradale ed omissione di soccorso in relazione alla morte della 32enne Fabiana Chiarappa. La Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla difesa. Il sacerdote, secondo la procura, avrebbe travolto e ucciso la ragazza con la macchina dopo che la giovane – a bordo di una motocicletta – era caduta sull’asfalto in seguito ad un urto contro un muretto a secco. “Il provvedimento ci sorprende perché la stessa Procura recentemente ha chiesto per ben due volte, a distanza di pochi giorni, la revoca della misura cautelare – ha dichiarato l’avvocato Federico Straziota – attendiamo però, fiduciosi il processo di merito per far luce sulle incongruenze ricostruttive del sinistro”.

Negli ultimi tempi la chiesa dell’Immacolata aveva raccolto diversi fondi grazie ad iniziative di solidarietà. Difficile però fare ipotesi Intervista a padre Francesco Milillo, parroco chiesa Immacolata Servizio di Giovanni Di Benedetto

Travolse di notte motociclista che era sull’asfalto per caduta Servizio di Linda Cappello

Revocati i domiciliari ma per lui resta l’obbligo di dimora nel comune di residenza Revocati gli arresti domiciliari per il parroco di Turi don Nicola D’Onghia, accusato di omicidio stradale ed omissione di soccorso per aver travolto e ucciso la 32enne Fabiana Chiarappa. I giudici del Tribunale del Riesame hanno disposto per lui l’obbligo di dimora nel comune di residenza, cioè Noci. Il sacerdote – secondo l’accusa- avrebbe travolto la ragazza con la sua Fiat Bravo la sera del 2 aprile scorso lungo la statale 172, dopo che la 32enne era caduta dalla sua motocicletta Suzuki 600. Nel corso dell’interrogatorio, don Nicola ha raccontato di non essersi accorto della presenza della ragazza sull’asfalto, pensando di aver colpito una pietra. 

Nuove opportunità per i portuali di Taranto. All’offshore e alla cantieristica si aggiunge l’accordo con la Vestas. Investimenti che potrebbero risollevare anche i nuovi cassintegrati ex Ilva Di Alessandra Martellotti

Il parroco aveva cercato di contattare un sacerdote poco prima di travolgere e uccidere la 32enne Nei giorni scorsi sono stati ascoltati i due sacerdoti contattati telefonicamente dal parroco di Turi, don Nicola D’Onghia, nei minuti immediatamente precedenti all’incidente stradale che ha causato la morte della 32enne Fabiana Chiarappa, travolta e uccisa dal sacerdote la sera del 2 aprile scorso sulla statale 172. Dalle indagini è emerso che don Nicola, poco prima dell’impatto, aveva parlato con un altro prete e subito dopo aveva tentato di chiamare per ben tre volte un altro sacerdote. L’ultimo tentativo sarebbe stato effettuato 12 secondi prima dell’incidente. Sono stati ascoltati anche i familiari del parroco, che quella sera si erano recati nell’area di servizio dove don Nicola si era fermato per controllare eventuali danni alla sua auto. Il sacerdote si trova attualmente agli arresti domiciliari.

Autore del libro Padre Andrea Tardelli, parroco della chiesa di San Bernardino che ha anche proposto un sistema di microcredito per le famiglie in difficoltà Servizio di Pietro Loffredo intervista a padre Andrea Tirelli, autore di “I fratelli Cipperlik”

Iniziata ufficialmente la stagione crocieristica per Taranto. L’Autorità portuale: “Al lavoro per migliorare il servizio. Stiamo raddoppiando la banchina e approderanno due navi contemporaneamente” Di Alessandra Martellotti Intervista a Sergio Prete, Autorità del Sistema portuale Mar Ionio Taranto

A Ruvo di Puglia monsignor Nicola Girasoli, nunzio apostolico, ha celebrato messa indossando una casula leopardata. Scatenando critiche e commenti. Servizio di Grazia Rongo

Don Fernando Doria fa continuamente spola con il Madagascar dove opera a favore dei suoi fedeli malgasci con una casa scuola Brutta avventura in Madagascar per un prete salentino don Fernando Doria, parroco della chiesa di San Vincenzo De Paoli a Lecce. La notizia risale allo scorso agosto ma è trapelata solo ora. Il prete è rimasto vittima, nella casa scuola che gestisce a Nosy Be, di un’aggressione notturna da parte di un malvivente che munito di una mazza di legno ha incominciato a rompere le suppellettili in cerca probabilmente di soldi. Svegliatosi Don Fernando è accorso a vedere cosa stesse accadendo ricevendo numerosi colpi al capo. Sorpreso dalle urla di due ospiti presenti nella casa, il malvivente è scappato via senza portar via alcunché. Forse, fa sapere il presule rientrato nel frattempo in Salento, un tentativo di intimidazione per vendicarsi per qualche attività sospetta che il prete aveva vietato nei dintorni. Don Fernando Doria fa continuamente spola con il Madagascar dove opera a favore dei suoi fedeli malgasci con una casa scuola .

Prete, fondatore dello storico lido che sorge nella marina di San Cataldo, aveva compiuto 100 anni a febbraio Si è spento nella serata di ieri York Prete, il pioniere del turismo balenare in Salento, fondatore dello storico lido che sorge nella marina di San Cataldo che porta il suo nome. Aveva compiuto cento anni lo scorso febbraio. A dare l’annuncio il figlio Alfredo, volto e nome noto dell’industria balenare salentina, già presidente della Camera di Commercio di Lecce. Alla figura di Ypork Prete, il sindaco Carlo Salvemini ha dedicato su un ricordo sui social “ Uno dei primissimi imprenditori ad avere intuito che Lecce fosse anche il suo mare e ad essersi dedicato al turismo balneare. – ha detto Salvemini. Conservo tanti bei ricordi delle estati passate con la mia famiglia nel suo stabilimento.”

Denuncia partita dalla vittima Servizio di Alessandro Boccia;

“Criminalità e baby gang sono sottovalutate in Puglia”: il grido d’allarme lanciato Servizio di Francesco Iato Intervista a don Antonio Coluccia, sacerdote San Basilio Roma

A Latiano un sacerdote ereditò circa un milione di euro da un’anziana parrocchiana. A processo per circonvenzione d’incapace, il reato è prescritto, ma la famiglia andrà avanti Servizio di Pamela SpinelliRiprese e montaggio di Francesco Afrune Interviste: avv. Antonio Sartorio avv. Daniela Maglie

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