delizia-che-sera
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

dr-che-sera

polizia

Hanno tra i 26 e i 39 anni. Sono stati incastrati da un telefonino perso durante la fuga. Così la polizia di Stato è risalita agli autori di un furto messo a segno in un appartamento di Barletta. Si tratta di sei uomini, di età compresa tra i 26 e i 39 anni. Quattro di loro sono agli arresti domiciliari, per gli altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Non lontano da una delle case prese di mira dai ladri, i poliziotti hanno trovato un cellulare grazie al quale gli agenti sono risaliti agli indagati. Fanno parte una rete specializzata nello spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina, a Barletta. I poliziotti hanno così potuto ricostruire l’attività di spaccio.

Si è opposto ai controlli, ha minacciato gli agenti e tentato gesti di autolesionismo. Con sé aveva una scacciacani. In giro armato, minacciando passanti e commercianti, è stato arrestato dalla polizia di Grottaglie. Il 38enne, del posto e già noto alle forze dell’ordine, è accusato di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Dopo la segnalazione di un barista, minacciato con una pistola, gli agenti si sono messi alla ricerca dell’uomo, individuandolo mentre era alla guida di un suv. Quando ha visto la volante ha subito tentato la fuga sfrecciando tra pedoni e auto, incurante di tutti. Gli agenti lo hanno rintracciato poco dopo, quando era già in un altro bar. Si è opposto ai controlli, ha minacciato gli agenti e tentato gesti di autolesionismo. Con sé aveva una scacciacani. Arrestato, si trova nel carcere di Taranto.

La donna ha riportato una contusione alla mandibola e la frattura dell’anulare, provocata dallo strappo della fede matrimoniale dal dito. Paura nella notte per due anziani, di 76 e 74 anni. La coppia di coniugi è stata bloccata in bagno per oltre un’ora, strattonate e picchiata mentre i ladri mettevano a soqquadro l’appartamento alla ricerca di denaro. È accaduto a Bitonto, in una palazzina di via Repubblica Italiana, in pieno centro. Secondo una prima ricostruzione, quattro persone sono arrivate intorno alle 2.55 a bordo di un’Audi A3 con targa estera. I rapinatori sarebbero entrati nell’abitazione dal balcone e avrebbero poi lasciato l’edificio dal portone principale, fuggendo intorno alle 4. Durante la rapina, i due coniugi sarebbero stati spinti e costretti a restare nel bagno, mentre i malviventi rovistavano in cassetti, mobili e scatoloni, distruggendo la casa. Cercavano denaro che ritenevano riconducibile al genero della coppia, un imprenditore 33enne della città, ma anche davanti al diniego degli anziani avrebbero continuato a cercare. La donna ha riportato una contusione alla mandibola e la frattura dell’anulare, provocata dallo strappo della fede matrimoniale dal dito. Il marito ha riportato lesioni a un braccio e lividi in varie parti del corpo. Entrambi sono stati trasportati e ricoverati al Policlinico di Bari. Sono in corso accertamenti da parte degli agenti del commissariato di Bitonto.

Le forze dell’ordine sulle tracce anche di un terzo complice. Trovati e sequestrati attrezzi da scasso. Si è concluso con due arresti per resistenza a pubblico ufficiale e la fuga di un terzo uomo, l’inseguimento verificatosi nella serata di giovedì 11 giugno tra le vie di Ostuni, nel Brindisino. Secondo la Polizia di Stato, una Lancia Ypsilon con tre persone a bordo, risultata poi rubata e con targhe alterate, non si sarebbe fermata a un controllo in piazza Torino, speronando la volante e dando il via alla fuga. Nel corso dell’inseguimento l’auto avrebbe colpito più volte il veicolo di servizio e terminato la corsa contro un’auto parcheggiata. Due occupanti sono stati bloccati, il terzo è riuscito a fuggire. A bordo sono stati trovati e sequestrati attrezzi da scasso e materiale tra cui radiotrasmittenti, cacciaviti, una scala telescopica, un palanchino e una fiamma ossidrica con bombola. I due arrestati sono ai domiciliari. Indagini in corso per rintracciare il terzo complice.

Ora è in carcere con le accuse di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Un ragazzo di 20 anni è stato arrestato dalla polizia perché avrebbe aggredito a colpi di cocci di bottiglia un suo coetaneo che ha riportato ferite al volto. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe agito impugnando una bottiglia in vetro rotta e sfregiato la vittima, dopo un’accesa discussione. Il 20enne avrebbe reagito anche contro gli agenti con insulti. Ora è in carcere con le accuse di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo ha provato a sfuggire all’arresto lanciandosi nel vuoto e ricadendo nel giardino di casa. Minaccia di morte la madre e i poliziotti e, per sfuggire all’arresto, tenta la fuga prima sui tetti e poi lanciandosi nel vuoto, restando fortunatamente illeso. Evasione, resistenza a Pubblico Ufficiale e minacce aggravate sono i reati contestati all’uomo, un 31enne leccese, già agli arresti domiciliari, che intorno alle 2.30 della scorsa notte aveva manifestato atteggiamenti violenti e non collaborativi in presenza della madre convivente e del personale del 118 intervenuto sul posto. Sono stati proprio i sanitari a richiedere l’intervento degli agenti delle Volanti che, dopo aver raggiunto l’abitazione dell’uomo, hanno provato a far ragionare il 31enne che per tutta risposta si è prima barricato in casa e, dopo aver inveito contro il genitore, i sanitari e i poliziotti, in uno scatto d’ira si è scagliato contro le finestre del soggiorno e del bagno mandandole in frantumi, prima di tentare la fuga sui tetti. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione degli agenti che, dopo una prima ricognizione nel giardino, muniti di torce lo hanno poi sorpreso sul tetto di un locale di pertinenza di un’abitazione adiacente. Inutile il tentativo di fuga dell’uomo che ha provato a sfuggire all’arresto lanciandosi nel vuoto e ricadendo esattamente nel giardino di casa. Bloccato dagli agenti non ha esitato ad inveire contro questi ultimi e ad opporre resistenza, ma dopo essere stato bloccato e messo in sicurezza è stato prima accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Vito Fazzi per i controlli e poi arrestato in flagranza di reato e, su disposizione del magistrato di turno, condotto nel carcere di Borgo San Nicola. di Katia Perrone

Per mettere in atto il raggiro è stata utilizzata la tecnica del “caller spoofing”, attraverso la quale è possibile replicare numeri di telefono. La Polizia ha denunciato l’utilizzo fraudolento, da parte di truffatori, del numero di telefono della Questura di Bari (080-5291111), che avrebbero chiesto a ignari cittadini “grandi somme di denaro approfittando proprio della naturale fiducia che gli utenti nutrono nei confronti delle forze dell’ordine”. Per mettere in atto il raggiro è stata utilizzata la tecnica del “caller spoofing”, attraverso la quale è possibile replicare numeri di telefono. La questura ricorda di “diffidare da chi richiede l’esecuzione di bonifici bancari o pagamenti in qualsiasi forma, spacciandosi per un operatore delle forze dell’ordine. Bisogna anche prestare attenzione a chi si presenta personalmente presso la propria abitazione chiedendo di appurare la mancanza di oggetti di valore o denaro”.

Uno dei due probabilmente è minorenne. Una donna di nazionalità rumena di 63 anni è stata aggredita e derubata ieri sera in pieno centro a Lecce. Gli aggressori secondo quanto denunciato dalla vittima in Questura, sarebbero due ragazzini, uno dei quali probabilmente minorenne. La donna ha raccontato di essere stata sorpresa alle spalle e aggredita mentre stava facendo rientro a casa intorno alle 22 in via 95esimo Reggimento Fanteria nei pressi di un parcheggio coperto. I due malviventi le avrebbero un pugno al volto impossessandosi dei monili che indossava, una collanina, un anello e un bracciale in oro per poi fuggire sulle grida di aiuto di una testimone. Nella fuga i due hanno perso la collanina in oro che è stata recuperata. La vittima soccorsa è stata portata in ospedale dove è stata medicata con una prognosi di sette giorni. Sull’accaduto indagano gli Agenti della sezione Volanti che stanno vagliando i filmanti delle telecamere che si trovano nella zona.

. È mistero sul ferimento di un uomo di 57 anni, già noto alle forze dell’ordine, gambizzato domenica sera (31 maggio) nelle campagne di Tuturano, frazione di Brindisi. L’episodio è avvenuto intorno alle 21.30. Il 57enne si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi con una ferita di arma da fuoco ad una gamba. Le sue condizioni non sono gravi. Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, intervenuti insieme alla Scientifica della Polizia di Stato per i rilievi del caso. Ascoltato dagli investigatori, l’uomo avrebbe riferito di non aver visto chi gli ha sparato. Restano ancora da chiarire dinamica e movente dell’accaduto. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.

Giornata dedicata ai temi della giustizia e della legalità ad Andria organizzata dalla Questura con gli studenti degli istituti superiori. Dalla parte giusta, che è quella della legalità, del rispetto delle regole, del vivere civile. La polizia chiama, le scuole del territorio rispondono. Ad Andria oltre 2000 studenti degli istituti superiori della provincia invitati dalla Questura per imparare, anche attraverso le testimonianze, che la via migliore è solo quella della legge. Intervista a Alfredo Fabbrocini, questore Barletta – Andria – Trani, Domenico Pignotti, ufficio scolastico prov. Barletta – Andria – Trani, don Maurizio Patriciello

Sul posto è arrivata la Polizia che ha subito identificato l’uomo. Sulla linea 3 alla fermata di via Regina Margherita, a Taranto, un uomo di 30 anni, di nazionalità straniera, sarebbe salito su un bus con una bottiglia di birra in mano. L’autista ha invitato il giovane a scendere dal mezzo. La reazione è stata violenta. Ha buttato a terra la bottiglia rompendola. Sul posto è arrivata la Polizia che ha subito identificato l’uomo. Tanta paura tra gli studenti e altri passeggeri. La scorsa settimana è stato denunciato un altro episodio spiacevole. Un uomo, in evidente stato di alterazione, avrebbe sputato il conducente di un bus.

. Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario in Puglia. È accaduto sabato sera, al Policlinico di Bari. Un medico in servizio è stato aggredito fisicamente all’interno del reparto di neurologia. Sarebbe stato colpito con un pugno da un uomo che pretendeva un ricovero immediato per una familiare, senza dover passare dal pronto soccorso. Il medico ha riportato un trauma all’occhio sinistro con lesioni alla cornea e alla retina. L’aggressore è stato messo ai domiciliari nel corso della notte su disposizione del pm di turno. Si tratta di un incensurato, dovrà comparire domani mattina lunedì 25 davanti al gip per la convalida del fermo. Anche un medico donna presente in reparto è stata minacciata. L’episodio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate a riportare la calma dopo l’arrivo di numerosi familiari e conoscenti all’interno dell’area ospedaliera. Il reparto è stato presidiato dalle forze dell’ordine fino al mattino.  Ferma condanna per l’episodio da parte della direzione dell’azienda ospedaliera. L’ennesimo caso riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. In Puglia, dopo una fase di relativa diminuzione degli episodi violenti, si registra infatti una nuova escalation di aggressioni verbali e fisiche nei confronti di medici, infermieri e personale ospedaliero.

In alcuni casi l’uomo ha agito in una stessa notte colpendo più attività. La polizia di Bari ha arrestato un 28enne ritenuto responsabile di 11 furti con spaccata compiuti in un mese in esercizi commerciali. Nel mese di gennaio era stata registrata una sequenza di furti che hanno interessato il centro cittadino destando particolare allarme tra i commercianti. In alcuni casi l’uomo ha agito in una stessa notte colpendo più attività. Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo aver infranto la vetrina, si introduceva nei locali rubando i soldi dalla cassa. Fondamentali per le indagini le analisi della Scientifica.

Alcuni dei gioielli sono stati recuperati. È finito in carcere un 66enne di Manfredonia accusato di una serie di rapine, tentati furti con strappo e lesioni personali aggravate. Secondo le indagini della polizia, si sarebbe reso responsabile di almeno 8 episodi perpetrati a partire dal 15 dicembre 2025 al 2 gennaio 2026, soprattutto ai danni di donne anziane. Il 66enne, a seguito di attività di pedinamento, individuava signore anziane che tornavano a casa e che indossavano collane. Importante il supporto delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza delle aree interessate e dalle descrizioni fornite dalle persone vittime dei furti. Alcuni dei gioielli sono stati recuperati.

Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori. Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della ex compagna., la polizia ha arrestato in flagranza differita a Gallipoli un 33enne , già noto alle forze dell’ordine e già destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce e arrestato ai domiciliari nel settembre dello scorso anno per gravi episodi persecutori contro la stessa donna. Ottenuta la libertà nell’aprile di quest’anno, il 33enne aveva inizialmente tentato di riallacciare i rapporti con la vittima , ma dopo una brevissima frequentazione, sono riemerse le stesse condotte persecutorie. L’episodio culminante è avvenuto la scorsa notte, quando l’uomo si è scagliato con calci contro la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, nel tentativo di irrompere nell’appartamento. Non riuscendovi, ha infranto il vetro della finestra della camera da letto lanciando una pietra. Nonostante il terrore, la vittima è riuscita a filmare con il proprio smartphone l’aggressore e grazie all’analisi di queste prove , l’uomo è stato arrestato in flagranza differita, una nuova procedura introdotta dalle recenti modifiche al cosiddetto “Codice Rosso rafforzato“, che permette alla Polizia Giudiziaria di procedere all’arresto anche se l’autore non viene colto sul fatto, purché vi sia documentazione video o fotografica che attesti in modo inequivocabile la condotta delittuosa.

Sono stati alcuni residenti a chiedere l’intervento della polizia. Allarme questa mattina nel quartiere Japigia, in viale Magna Grecia dove poco prima di mezzogiorno qualcuno ha esploso sette colpi di pistola a salve. A segnalare l’accaduto al 113 sono stati alcuni residenti della zona, allertati dal rumore.  Secondo quanto emerso, chi ha sparato lo avrebbe fatto con una pistola scacciacani, esplodendo i colpi in aria, senza mirare ad un bersaglio specifico.  Sul posto, per i rilievi del caso, sono intervenuti gli agenti della sezione Volanti insieme con i colleghi della Squadra Mobile e della Scientifica. I bossoli sono stati recuperati e saranno esaminati. La polizia sta effettuando tutti gli accertamenti del caso, analizzando anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Fra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella che possa trattarsi di una semplice bravata.

Lui è un ex finanziere e si occupava di assistere il pensionato. Avrebbero sottratto un patrimonio di circa 2 milioni a un anziano di Manduria. Arrestata questa mattina dalla Polizia una coppia del posto, lui ex finanziere, che si occupava di assistere il pensionato, successivamente venuto a mancare. La coppia, sottoposta ai domiciliari, si sarebbe appropriata indebitamente di conti correnti e di immobili di proprietà dell’anziano. È quanto sarebbe emerso dalle indagini coordinate dalla dottoressa Marinella Martina, sfociate nella misura espressa nell’ordinanza firmata dal gip Francesco Maccagnano. Oltre agli arresti è stato disposto il sequestro di beni nella disponibilità degli indagati.

L’uomo deve espiare 9 anni e 4 mesi di detenzione . È stato arrestato a Madrid, dopo anni di latitanza, l’ex maresciallo della Guardia di Finanza di Taranto, Pietro Stabile. Era stato arrestato per estorsione nel giugno del 2015 ed era stato condannato. Doveva scontare 9 anni e 3 mesi di carcere ma da ottobre 2022 era riuscito a far perdere le proprie tracce. Dopo una lunga indagine coordinata dalla Procura generale, con la Squadra Mobile di Taranto e il Servizio Centrale Operativo, l’uomo è stato arrestato e consegnato alla giustizia.

Hanno tra i 40 e i 50 anni, due originari della provincia di Barletta-Andria-Trani e due del Barese. Quattro provvedimenti di fermo per rapina e ricettazione sono stati eseguiti dalla polizia di Stato nella provincia di Barletta-Andria-Trani, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia su una serie di assalti a danno di autotrasportatori. Le indagini sono scaturite da una rapina a mano armata con sequestro di persona consumata il primo febbraio a Margherita di Savoia.  Gli investigatori hanno ricostruito le fasi successive al colpo, individuando due soggetti intenti a trasbordare la merce in un’area periferica di Trani. I due sono risultati coinvolti anche nella ricettazione del carico sottratto in un secondo assalto, avvenuto il primo aprile nei pressi del casello autostradale di Bari Nord ai danni di un altro autotrasportatore. Le perquisizioni hanno consentito di sequestrare parte della refurtiva relativa al secondo episodio e circa 90mila euro in contanti. Nel corso di ulteriori accertamenti è stata recuperata anche gran parte della merce. Alla luce del pericolo di fuga, la Procura di Foggia ha disposto i fermi nei confronti dei quattro indagati, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, due originari della provincia di Barletta-Andria-Trani e due del Barese. I provvedimenti sono stati eseguiti tra Trani e la provincia di Bari, con il successivo trasferimento in carcere.

Un dermatoscopio e tanti gadget sono stati consegnati dal reparto mobile della polizia di Stato ai piccoli pazienti del reparto di oncoematologia e pediatria del SS. Annunziata di Taranto. Il XV reparto mobile di Taranto della polizia di Stato ha portato un sorriso ai piccoli pazienti dei reparti di oncoematologia e pediatria del SS. Annunziata. Una giornata speciale fatta di emozioni, sorrisi e vicinanza concreta degli operatori, guidati dal dirigente del reparto, Antonio Gaetani, che con grande sensibilita’ e spirito di servizio hanno consegnato al direttore Valerio Cecinati un dermatoscopio e altri gadget Intervista Valerio Cecinati direttore reparto oncoematologia e pediatria del SS. Annunziata e Dott. Antonio Gaetani vice questore

deliziosa
deliziosa