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. Si riduce il numero di dipendenti in cassa integrazione per il gruppo Natuzzi. È stata finalmente raggiunta una prima intesa nel corso della riunione che si è svolta al ministero del Lavoro. Saranno coinvolti un massimo di 1755 dipendenti distribuiti tra Puglia e Basilicata, con un limite di utilizzo del 62% a fronte dell’80% precedentemente richiesto. All’incontro c’erano anche i rappresentanti del ministero del Made in Italy, regione Puglia e Basilicata, azienda, Confidustria e sindacati. Nell’intesa è previsto anche l’impegno ad avviare un tavolo di confronto per l’incentivazione all’esodo con risorse fino a 6 milioni, messe a disposizione dall’azienda. L’incentivo sarà erogato dal primo gennaio al 30 settembre del 2027 per le uscite volontarie entro fine 2026

L’azienda ha fatto sapere che la mensilità di aprile sarà dilazionata in due tranche. Quadri e dirigenti riceveranno lo stipendio in una soluzione unica, il 21 maggio. La comunicazione è arrivata al settimo giorno di sciopero dei lavoratori e dei sindacati di categoria. Nel pomeriggio si è tenuto un incontro informale, online, tra il vice presidente del consiglio regionale della Puglia, Renato Perrini;Leo Caroli, presidente della task force del Lavoro e il sindaco di Laterza, Franco Frigiola, che in mattinata era sul posto. Hanno ragionato sulle proposte da presentare al tavolo del 12 al ministero del Lavoro. In questa settimana di mobilitazione sono emerse diverse ipotesi a sostegno dei lavoratori, come l’accompagnamento all’uscita; l’erogazione delle mensilità di cassa integrazione direttamente da Natuzzi, bypassando l’INPS, passaggio che ritarda i tempi; ancora, si potrebbe capire come far rientrare parte della lavorazione dalla Romania in Italia.

Dopo il corteo per le vie della città, il comizio sul lavoro dignitoso. Santeramo è un simbolo delle celebrazioni per il lavoro di questo primo maggio. Lo hanno sottolineato i sindacati, che nella città Murgiana, fulcro delle proteste di queste ultime ore dei lavoratori della Natuzzi, hanno voluto organizzare l’annuale manifestazione provinciale.  Riprese Orazio Corbacio Interviste a Gigia Bucci, Segretaria generale Cgil Puglia; Domenico Ficco, Segretario generale Cgil Bari

La segretaria nazionale del Pd ha incontrato lavoratrici e lavoratori. “Dopo 23 anni di cassa integrazione e 12 piani industriali, ci sentiamo orfani”. Si rivolgono così alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha voluto portare un messaggio di supporto e vicinanza, al presidio davanti allo stabilimento di Santeramo, dove i lavoratori Natuzzi da giorni protestano contro il piano aziendale che prevede un aumento all’80% della Cig e il trasferimento di parte della produzione in Romania. “Chiediamo all’azienda di rivedere questi piani” dice Schlein, commossa dall’attaccamento dei lavoratori all’azienda e al territorio. Riprese e montaggio Cosimo Caragiulo

Monsignor Sabino Iannuzzi ha invitato alla compattezza, alla solidarietà, ad andare oltre i colori politici. Lo sciopero va avanti ormai da una settimana e non si è fermato, nonostante la pioggia. “Ho cercato di muovere i fili di un tavolo istituzionale che faccia rete tra le parti. Questo è il momento dell’unità”. Lo ha detto il vescovo di Castellaneta, Mons. Sabino Iannuzzi che ha raggiunto i lavoratori della Natuzzi, davanti allo stabilimento di Laterza. Ha invitato alla compattezza, alla solidarietà, ad andare oltre i colori politici. Lo sciopero va avanti ormai da una settimana e non si è fermato, nonostante la pioggia. Al presidio sono arrivati anche il vice presidente del consiglio regionale, Renato Perrini; nuovamente il sindaco, Francesco Frigiola e altri rappresentanti delle istituzioni, a vicinanza dei lavoratori e dei sindacati. Oltre 1700 posti sono a rischio. Proseguono intanto mobilitazione e tavoli, a tutti i livelli. Il 3 sarà la volta del ministero del Lavoro; il 27 maggio invece l’incontro al ministero delle Imprese.

La mobilitazione spiegano i sindacati continuerà finché il piano dell’azienda non verrà ritirato. Sono tornati a scioperare i lavoratori della Natuzzi, che questa mattina hanno manifestato in corteo, bloccando la provinciale 41, tra Puglia e Basilicata, l’arteria che collega Puglia e Basilicata e unisce i siti di Jesce 2 e Jesce 1. La mobilitazione spiegano i sindacati continuerà finché il piano dell’azienda non verrà ritirato. La sensazione è che si navighi a vista e che la società non sia in grado di garantire il lavoro dopo la fine dell’anno mentre gli incentivi previsti sono rateizzati e quindi, spiegano i sindacati saranno in pochi ad aderire.

Proteste anche per l’innalzamento della cassa integrazione all’80 per cento. Vogliamo lavorare, dicono. Maggiori incentivi all’esodo e riportare in Italia la produzione avviata in Romania. Sono queste le principali richieste dei dipendenti Natuzzi, che hanno incrociato le braccia in segno di protesta contro le decisioni aziendali, prima fra tutt’e quella di aumentare la cassa integrazione dal 54 all’80 per cento per i quasi 1800 dipendenti. Una decisione unilaterale, presa senza il coinvolgimento dei sindacati. Intervista a Anna Rita Acito, lavoratrice e Fabio Bello, lavoratore ed Rsu

L’azienda ha motivato la necessità di incrementare la quota di cassa integrazione straordinaria con le difficoltà di mercato legate alla situazione geopolitica e alla sfiducia generalizzata dei consumatori. Si prevede un lunedì di forti tensioni all’esterno delle fabbriche a marchio Natuzzi, dopo la presentazione del nuovo piano industriale che prevede un incremento dal 45% all’80% delle ore di cassa integrazione. La  misura riguarderà i 1755 dipendenti del gruppo, così distribuiti: 673 a Santeramo, 417 ad Sltamura, 391 a Laterza e 272 a Matera. La richiesta presentata da Natuzzi al ministero del Lavoro e del Made in Italy riporta la data del 20 aprile, giorno in cui sono previste assemblee, proteste e presidi fuori dai cancelli dei quattro stabilimenti. L’azienda ha motivato la necessità di incrementare la quota di cassa integrazione straordinaria con le difficoltà di mercato legate alla situazione geopolitica e alla sfiducia generalizzata dei consumatori, elementi che nei primi quattro mesi dell’anno avrebbero provocato un calo delle vendite che si attesta intorno al 16%. Sulla vicenda è intervenuto l’assessore pugliese allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, il quale, d’intesa con la regione Basilicata, ha convocato un tavolo di crisi del distretto del mobile imbottito. “Tiapriamo il dialogo, non ci rassegniamo alla rottura delle trattative, non arrendiamoci”, questo l’appello lanciato da Di Sciascio ad azienda e sindacati.

. E’ “incolmabile” la distanza tra Natuzzi spa e sindacati, quindi la riunione di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è chiusa con un mancato accordo. Ne dà notizia Natuzzi in una nota. All’incontro erano presenti anche rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata. Oggetto del confronto il Piano Industriale 2026-28 che – secondo Natuzzi – è “la risposta strategica alla necessità di affrontare la forte instabilità geopolitica ed economica attuale e di adattare il proprio modello di business in risposta ad uno scenario globale in profonda trasformazione”. Per i sindacati invece non si possono accettare soluzioni già individuate dall’azienda che sono basate solo esternalizzazioni di produzioni e dismissioni di stabilimenti. Qui l’intervista all’assessore al Lavoro della Regione Puglia Eugenio Di Sciascio

Non se lo aspettavano a pochi giorni da Natale gli operai dell’azienda Natuzzi: 479 esuberi su 1800 lavoratori e la chiusura degli stabilimenti di Santeramo e Altamura. Incontriamo Pasquale Angiulli, 59 anni, padre di tre figli, 32 anni in Natuzzi, 23 di ammortizzatori sociali. Al suo fianco Domenico Mele, 52 anni, padre di due figlie. Pasquale trattiene a stento le lacrime: “Con mia moglie abbiamo investito sui nostri figli” racconta, “si sono laureati con tanti sacrifici e non è giusto che dopo tanti anni, ora noi ci troviamo con le spalle al muro. Ho anche problemi di salute ed è tutto molto difficile” Per Domenico Mele le speranze sono ridotte al lumicino: “Abbiamo tanta paura – dice – siamo in apprensione. Anche perché a questa età è difficile trovare un altro lavoro. Questa è una bomba sociale”

Lo comunica in una nota la Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. Natale amaro per l’industria del mobile imbottito. Nell’incontro che si è svolto al ministro delle Imprese e del made in Italy l’azienda Natuzzi spa, rappresentata dall’amministratore unico Pasquale Natuzzi, ha annunciato 479 esuberi insieme alla presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede anche la chiusura di due siti produttivi. Lo notizia è stata diffusa dalla Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. Per il segretario generale pugliese della categoria Ignazio Savino, bisogna difendere l’occupazione.La richiesta all’azienda è di ritirare “le scelte presentate finora” con la diffida “fino alla riconvocazione del tavolo ministeriale, prevista il 25 febbraio, dal compiere alcuna azione unilaterale come spostamenti di macchinari, trasferimenti di attività o decisioni irreversibili”. “Nel frattempo – prosegue il sindacalista – grazie al sostegno dimostrato anche in questa sede dalla Regione Puglia e su sollecitazione del ministero, il 9 gennaio ci rivedremo presso l’ente regionale, per il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per entrare nel merito delle questioni tecniche modificando un piano a oggi per noi inaccettabile”. Il sindacato si dice infine disponibile a “rivedere il piano per renderlo sostenibile per lavoratori e territorio. Qualora ciò non dovesse essere garantito, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta necessarie”.

Ancora incertezza per i lavoratori della Natuzzi Spa che vedranno prolungata la cassa integrazione fino al 31 dicembre 2025. Il provvedimento riguarda circa 1.800 dipendenti e coinvolgerà in modo uniforme tutti i siti italiani del gruppo. A darne notizia è il sindacato Cobas Lavoro Privato, al termine dell’incontro di oggi al Ministero del Lavoro con le parti sociali. Ma oltre alla crisi produttiva, ora preoccupa anche la tenuta finanziaria dell’azienda con i ritardi nei pagamenti degli stipendi che sono sempre più frequenti. La retribuzione di ottobre, inizialmente prevista per il 31 del mese, sarà versata in due tranche, il 10 e il 20 novembre.

Tra i motivi il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni Le rsu/rsa del Gruppo Natuzzi, unitamente alle segreterie territoriali, regionali e nazionali Feneal UIL, Filca CISL, Fillea CGIL, Uiltucs, Fisascat CISL e Filcams CGIL, hanno proclamato lo stato di agitazione in tutti gli impianti del gruppo Natuzzi. L’ennesimo Piano Industriale, presentato nel 2022 ed aggiornato nel 2024, stenta a trovare piena attuazione – scrivono in una nota – non solo per fattori “esterni” come il mancato sostegno al Made in Italy o le recenti misure attuate dal Governo USA (dazi), ma anche per precise e gravi responsabilità aziendali. Tutto ciò determina il mancato pieno rilancio delle produzioni negli stabilimenti italiani e, conseguentemente, il continuo massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. A questo si aggiunge il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni che da diversi mesi aggrava ulteriormente la condizione di lavoratrici e lavoratori. Per questo, i sindacati hanno deciso di proclamare con effetto immediato lo stato di agitazione, riservandosi di intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione per rivendicare nei confronti di Natuzzi e di tutt le istituzioni misure a salvaguardia dell’occupazione e del rilancio delle produzioni industriali.

Cabina di regia a Roma, si parla di contratto di sviluppo e tutela del reddito Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio Massimo D’Olimpio Intervista a Mario De Gennaro, manager Natuzzi Intervista a Mario Franzolini, Segretario Nazionale Fenea Uil Intervista a Ignazio Savino, Segretario Regionale Fillea Cigl Intervista a Antonio Delle Noci, Segretario Filca Cisl Puglia Intervista a Felice Dileo, Esecutivo Nazionale Cobas

 E’ il risultato raggiunto dopo la manifestazione di protesta di questa mattina davanti al Ministero delle Imprese e Made in Italy Giornalista Stefania RotoloRiprese e Montaggio Massimo d’OlimpioInterviste a: Giuseppe Di Fonzo, Del. Fillea CGIl TarantoAntonio Delle Noci, Segr. Filca Cisl PugliaMauro Franzolini, Segr. Naz. Fenea Uil

Sono preoccupati per il rischio licenziamenti Servizio di Alessandro Boccia

500 dipendenti che arrivano dagli stabilimenti di Puglia e Basilicata E’ in corso davanti alla sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Roma, un presidio di lavoratrici e lavoratori della Natuzzi con i sindacati Fillea Filca Feneal. Da poco sono arrivati gli ultimi 10 pullman, i manifestanti sono circa 500. Sono in attesa di essere ricevuti al ministero. I pullman arrivano dagli stabilimenti della Puglia e della Basilicata.

La denuncia è della UIL. A rischio 200 posti di lavoro Servizio di Francesco Persiani

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