Avvio della composizione negoziata della crisi per 12 mesi, chiusura dello stabilimento Iesce 2 e fermo temporaneo, a partire dal secondo semestre del 2026, di quelli di Graviscella e PS Santeramo, una piccola parte della produzione spostata in Romania ed un massimo di 120 esodi volontari incentivati. E’ il piano di ristrutturazione presentato al Mimit da Natuzzi, azienda leader dei divani che corre ai ripari dopo i risultati deludenti degli ultimi anni. Da qui l’annuncio di dover riorganizzare il ‘Polo Italia’: “in risposta alla contrazione dei volumi – spiega Natuzzi -, l’attività verrà concentrata su due stabilimenti, con la sospensione delle attività presso Iesce 2 e il fermo temporaneo di Graviscella e PS Santeramo a partire dal secondo semestre del 2026”. Parallelamente le linee produttive che rappresentano una piccola parte della produzione Natuzzi, verranno temporaneamente riallocate presso lo stabilimento rumeno del Gruppo. Sul piano del personale, Natuzzi ribadisce “l’urgenza”, già nel 2026, di un programma di
incentivazione all’esodo su base volontaria, rivolto sino a un massimo di 120 dipendenti, per cui l’azienda ha già stanziato 6 milioni.
“Con il tavolo di oggi – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -, compiamo un primo passo concreto per accompagnare Natuzzi nella composizione negoziata della crisi, con il pieno sostegno delle istituzioni. Occorre costruire rapidamente un’intesa tra tutte le parti e utilizzare al meglio l’anno previsto dalla procedura per affrontare criticità che non nascono oggi, ma si trascinano da quasi
vent’anni”. Le parti si rivedranno il 24 giugno per definire un protocollo operativo.













