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Già procuratore della Repubblica di Bari, nonché procuratore generale onorario della Corte di Cassazione E’ morto a 92 anni l’avvocato Michele De Marinis, già procuratore della Repubblica di Bari, nonché procuratore generale onorario della Corte di Cassazione. A diffondere la notizia è stato l’Ordine Forense di Bari. “Il presidente Salvatore D’Aluiso, con tutto l’Ordine del capoluogo barese – si legge nella nota diffusa sui social – partecipa alla scomparsa dell’avvocato Michele De Marinis, e si unisce commosso al dolore della famiglia e dei colleghi Gemma De Marinis e Vito Schilardi”

Sui social minacce di morte ai carabinieri, il sindaco Decaro chiede alla città di reagire Servizio Matteo Spada

A prestare i primi soccorsi al 61enne sono stati un collega e un infermiere, lì di passaggio Un 61enne, è morto questa mattina mentre raccoglieva rifiuti sul litorale di Acquaviva di Marittima,frazione di Diso. Giacomo Rizzo era percettore di Reddito di Cittadinanza e stava svolgendo le mansioni previste dal Puc (progetti utili alla collettività). A prestare i primi soccorsi al 61enne, che ha accusato il malore mentre si trovava nel mezzo col quale lavorava, sono stati un collega e un infermiere, che hanno chiesto l’intervento degli operatori del 118. A nulla sono valsi gli sforzi per rianimarlo

Per l’avvocato Michele Sodrio, legale della mamma 46enne, le ferite riportate dal neonato sarebbero dovute a una caduta Servizio di Alessandro Miglietta e Donatella Azzone

Il pm della città lucana vuole archiviare le accuse nei confronti di otto medici, accusati a vario titolo di omicidio colposo e lesioni personali colpose in ambito sanitario Intervista a: Leonardo Corsano, figlio Servizio di Alessandro Boccia

La sera di lunedì 12 giugno Filippo Colapinto cadde nella cisterna, forse per imperizia. Il padre, Giovanni, provò a soccorrerlo ma subì lo stesso destino La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, nei confronti di ignoti, per la morte di Giovanni e Filippo Colapinto. I due, rispettivamente padre e figlio di 81 e 47 anni, sarebbero morti per le esalazioni di anidride carbonica, dopo la caduta in una cisterna piena di vino, nella loro tenuta a Gioia del Colle. La sera di lunedì 12 giugno Filippo Colapinto cadde nella cisterna, forse per imperizia. Il padre, Giovanni, provò a soccorrerlo ma subì lo stesso destino. Inutile l’intervento dei vigili del fuoco e dei soccorritori che poterono solo constatare il decesso. Venerdì 16 il dottor Francesco Vinci dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari compirà  l’autopsia sui corpi per confermare o confutare le cause del decesso.

Le vittime Sono Filippo e Giovanni Colapinto, sarebbero deceduti a causa delle esalazioni Servizio Francesco Iato

L’aggressore è stato accusato di omicidio volontario E’ morto alle 16.35 del 12 giugno, dopo un coma durato quasi 36 ore, Giuseppe Tucci, vigile del fuoco originario di Foggia, rimasto ferito da un buttafuori, nella notte tra sabato 10 e domenica 11, all’esterno di una discoteca. L’addetto alla sicurezza del locale, un 28enne di origine albanese, residente a Fano, è stato accusato di omicidio volontario. Secondo le prime ricostruzioni quella sera il vigile del fuoco 34enne si trovava nella discoteca di Miramare, ma ad un certo punto sarebbe stato allontanato per aver infastidito delle ragazze. Il buttafuori, a questo punto, lo avrebbe costretto a uscire e, per motivi ancora ignoti, un possibile diverbio potrebbe essere degenerato in aggressione. Il 28enne della sicurezza era già stato fermato poche ore dopo per aggressione aggravata da lesioni gravi.

Le testimonianze a 30 anni dalla morte Servizio di Pamela Spinelli; interviste a Trifone Bello, fratello di Don Tonino Bello, Stefano Bello, nipote di Don Tonino Bello;

La decisione del gip del Tribunale, nell’inchiesta sul decesso del giovane chef napoletano scomparso all’alba del 16 agosto del 2017 alla periferia di Trani mentre tornava a casa a bordo della sua moto Il gip del tribunale di Trani Lucia Anna Altamura ha disposto nuove indagini, fissando il termine di ulteriori sei mesi, nell’inchiesta sulla morte di Raffaele Casale, il giovane chef napoletano allievo di Antonino Cannavacciuolo scomparso all’alba del 16 agosto del 2017 alla periferia di Trani mentre tornava a casa a bordo della sua moto. Al termine dell’udienza in camera di consiglio è stata dunque rigettata la richiesta di archiviazione sulla base dei nuovi elementi portati all’attenzione della procura da parte della difesa della famiglia del ragazzo secondo la quale il tratto di strada dell’incidente nel quale il giovane ha perso la vita è sempre stato pericoloso e mai messo in sicurezza a causa anche del cordolo della pista ciclabile, senza escludere altre ipotesi, come quella di un sorpasso azzardato del conducente di una vettura poi svanita nel nulla. A detta del papà Felice quel giorno qualcuno avrebbe visto qualcosa ma non ha mai voluto parlare.

Saverio Loiacono ha accusato un malore e si è accasciato a terra. Inutili i soccorsi. Tantissimi i messaggi sui social nel ricordo del giovane: tra dolore e profonda incredulità Era passato dal locale di famiglia per prendere una pizza, prima di rientrare a casa per aiutare il fratellino più piccolo con i compiti. Ma il 23enne, Saverio Loiacono ha accusato un malore, si è accasciato a terra ed è morto proprio poco dopo aver chiesto al padre se la pizza fosse pronta. La tragedia è avvenuta domenica sera, in una pizzeria nel pieno centro di Triggiano, nel barese. Ad intervenire sul posto gli operatori del 118 ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Stando a quanto dichiarato dai familiari pare che il giovane non avesse mai accusato problemi cardiaci. Sarà l’autopsia ora a chiarire le cause del decesso.Intanto sui social si rincorrono tantissimi messaggi, nel ricordo di Saverio Loiacono, che era un dj e videomaker molto conosciuto in città. Tra dolore e profonda incredulità.

Il corpo senza vita di Quirico Guarino è stato ritrovato all’interno di un’abitazione, in contrada Marrucaro. L’uomo era noto alle cronache giudiziarie, perché anni fa denunciò il boss Martorano e altre persone per usura ed estorsione E’ giallo Potenza sulla morte di Quirino Guarino, un 65enne del posto, ritrovato senza vita all’interno di un’abitazione nella tarda mattinata di oggi, in contrada Marrucaro. L’uomo, seconda una prima ricostruzione dei militari dell’Arma, si era allontanato nei giorni scorsi da una casa di riposo del capoluogo dove viveva da qualche tempo. Ai responsabili della struttura aveva preannunciato il suo ritorno per la giornata di domenica. Nella casa di riposo l’allarme è scattato al mancato rientro dell’uomo. Sono così scattate le ricerche che si sono concluse nel all’interno di un’abitazione alla periferia della città. Da una prima ispezione medico-legale non sarebbero emersi evidenti segni di violenza sul corpo dell’uomo, anche se il magistrato di turno, dopo il sequestro della salma, ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. L’uomo era noto alle cronache giudiziarie, perchè anni addietro denunciò il boss Martorano e altre persone per usura ed estorsione .

A perdere la vita il ragazzo che era alla guida del tir. Pochi chilometri più indietro viaggiava il padre, che una volta arrivato sul luogo dell’incidente, si è reso conto della straziante scena Un giovane camionista pugliese ha perso la vita a causa di un tamponamento, con un autobus, avvenuto sul tratto marchigiano dell’A14, tra i caselli di Loreto e Ancona Sud in direzione Bologna. La vittima è un 25enne di Lucera. Pochi chilometri più indietro viaggiava il padre, che una volta arrivato sul luogo dell’incidente si è reso conto della tragedia. Il camionista, alla guida del mezzo pesante, si sarebbe scontrato violentemente contro la parte posteriore dell’autobus che viaggiava senza passeggeri.

Monsignor Papa è stato pastore della chiesa tarantina per 21 anni da giugno del 1990 al novembre del 2011, quando si ritirò dall’incarico per raggiunti limiti di età Servizio di Francesco Persiani

Svolta nelle indagini relative al decesso dell’uomo precipitato da un palazzo della Magliana, nella periferia di Roma, il 22 febbraio scorso Svolta nelle indagini relative alla morte di Francesco Vitale, il pr barese precipitato da un palazzo della Magliana, nella periferia di Roma, il 22 febbraio scorso. I Carabinieri hanno tratto in arresto un 37enne perché gravemente indiziato del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione con l’aggravante del decesso della vittima.Il fermato, non sarebbe il proprietario dell’appartamento. Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo in ordine al sequestro di persona che sarebbe avvenuto per contrasti probabilmente di natura economica: si parlerebbe di un debito da mezzo milione di euro, forse contratto al gioco (anche se non si esclude la pista della droga). Gli inquirenti sono al lavoro in primo luogo per accertare se la vittima sia deceduta nel tentativo di fuggire al suo killer ma al vaglio ci sono anche altre posizioni. Nello specifico, resta in piedi la possibilità che ci fossero altre persone presenti nell’appartamento nel momento in cui Francesco Vitale è precipitato.Le indagini dei Carabinieri proseguono per far luce sulla dinamica dei fatti che restano ancora da chiarire. 

L’imprenditore biscegliese si è spento all’età di 81 anni Si è spento all’età di 81 anni Vito Mastrogiacomo, storico patron e fondatore della discoteca Divinae Follie di Bisceglie, per anni tempio del divertimento del sud Italia. L’imprenditore era da tempo ospite di una struttura. In tanti in queste ore ricordano “Don Vito” come uomo illuminato capace di scrivere la storia dei locali di intrattenimento. Sia il centro turistico che la discoteca avevano chiuso i battenti nel 2015, nel 2018 la società lui fu dichiarata fallita per i troppi debiti accumulati.

Il cordoglio di una città intera, quella di Canosa di Puglia, la loro terra natia “Un amore unico, indissolubile, qualcosa di difficile da descrivere che ha accompagnato Lino e Lucia per più di 60 anni”. A scriverlo in una nota il Sindaco di Canosa di Puglia Vito Malcangio a proposito della morte della moglie di Lino Banfi, al secolo Pasquale Zagaria. Il loro matrimonio, ha ricordato il primo cittadino, è partito proprio da Canosa, loro terra natia. “La scomparsa di Lucia”, ha detto il sindaco, “ci addolora, ma lascia in noi tutti un ricordo che difficilmente dimenticheremo. A Lino, ai figli Rosanna e Walter e alla famiglia tutta il cordoglio e la vicinanza mia e della città di Canosa di Puglia”.

Le infezioni ospedaliere, nel 2050, rischiano di diventare la prima causa di morte. Ne abbiamo parlato ieri sera al Graffio Servizio di Grazia Rongo Interviste a: Mario Bacco, Medico legale Onofrio Resta, Pneumologo

L’incidente avvenuto in un garage, a Bari. Si indaga per omicidio colposo, verifiche in corso anche su eventuale prestazione in nero C’è un indagato per omicidio colposo per la morte dell’operaio 78enne che ieri ha perso la vita, a Bari, mentre lavorava all’impianto antincendio di un garage privato nel quartiere “Picone”. Si tratta del titolare del box che è stato iscritto, dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, nel registro degli indagati. Contestualmente si indaga anche sulle condizioni di lavoro della vittima e sull’ipotesi che il 78enne operasse in nero. E anche in questo caso le indagini si concentrano sul committente del lavoro, ovvero sul proprietario del box. La Procura ritiene accertata la dinamica dell’incidente, tanto da non disporre l’autopsia. Il malfunzionamento di una bombola e la fuoriuscita del gas non infiammabile ad altissima pressione, avrebbe causato uno spostamento d’aria che ha poi provocato la caduta e la morte dell’uomo.

La tragedia è avvenuta a Brindisi Erano circa le 18 quando in viale Commenda, a Brindisi, un anziano ha accusato un malore mentre era alla guida del suo motocarro Ape. Il veicolo si è schiantato contro alcune auto in sosta. L’uomo si è accasciato sul sedile. Sul posto è intervenuta un’ambulanza, ma le manovre di rianimazione operate dai sanitari nulla hanno potuto per evitare la tragedia. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale.

Morta Lucia Zagaria, moglie di Lino Banfi

Il cordoglio di una città intera, quella di Canosa di Puglia, la loro terra natia “Un amore unico, indissolubile, qualcosa di difficile da descrivere che

Morire d’ospedale

Le infezioni ospedaliere, nel 2050, rischiano di diventare la prima causa di morte. Ne abbiamo parlato ieri sera al Graffio Servizio di Grazia Rongo Interviste

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