
Ruvo, morta Marina Paparella, 47 anni. Un mese fa perse il marito e disse sì alla donazione organi
Sconcerto e dolore a Ruvo di Puglia per la morte di Marina Paparella, 47 anni. La donna poco più di quaranta giorni fa aveva perso

. Sconcerto e dolore a Ruvo di Puglia per la morte di Marina Paparella, 47 anni. La donna poco più di quaranta giorni fa aveva perso il marito, Vito Cascione, 45 anni, morto l’11 aprile scorso a causa di un malore improvviso. Marina aveva acconsentito alla donazione degli organi e la sua decisione aveva permesso di salvare otto persone grazie a un complesso intervento coordinato all’ospedale Bonomo di Andria con équipe arrivate da tutta italia. La vicenda aveva profondamente colpito la comunità Ruvese, che il giorno dei funerali di Vito si era fermata in segno di rispetto. Ora tutta la città si stringe attorno al figlio quindicenne della coppia, rimasto orfano di entrambi i genitori nel giro poco tempo. Ruvo ricorda Marina per il coraggio e la generosità dimostrati. Tanti hanno voluto salutare la donna con messaggi di affetto e commozione.
Alle 4.06 del mattino il cellulare si sgancia dal bluethooth dell’autovettura. Sino ad ora, gli inquirenti collocavano la morte di Patrizia subito dopo le 2.19 del mattino. Nuovi dubbi sull’orario della morte di Patrizia Nettis, la giornalista 41enne trovata impiccata nella sua abitazione di Fasano il 29 giugno 2023. Dalla consulenza informatica disposta dalla procura sul telefonino della 41enne e depositata nei giorni scorsi, si legge che alle 4.06 del mattino il cellulare si sgancia dal bluethooth dell’autovettura. Un dato che, secondo l’avvocato Giuseppe Castellaneta – legale della famiglia Nettis – sposterebbe di due ore l’orario del decesso. Sino ad ora, gli inquirenti collocavano la morte di Patrizia subito dopo le 2.19 del mattino, minuto in cui aveva mandato sul cellulare dell’ex marito un messaggio di saluto per il figlio. Per dare una chiave di lettura completa, bisognerà attendere l’esito delle consulenze disposte sui tabulati telefonici di un imprenditore Riccardo Argento, unico indagato per istigazione al suicidio e minaccia, e del sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, estraneo all’inchiesta, con i quali Patrizia in momenti diversi aveva avuto una relazione. La famiglia non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e ha sempre insistito affinché la salma fosse riesumata e venisse effettuata l’autopsia.
A far scattare l’inchiesta l’esposto presentato dai familiari il 17 aprile ai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, al termine dello svolgimento dei funerali. La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte di Angelo Marzulli 29enne di Francavilla Fontana, deceduto lo scorso 16 aprile in una clinica privata di Lecce dove il 14 era stato operato per una patologia cardiaca, in quella che a detta dei medici sarebbe dovuta essere un’operazione di routine. A far scattare l’inchiesta l’esposto presentato dai familiari il 17 aprile ai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, al termine dello svolgimento dei funerali. Il pm Alfredo Manca ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma disponendo l’autopsia. Il reato contestato , al momento a carico di ignoti, è omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Secondo quanto riferisce il legale della famiglia, avvocato Vincenzo Taurisano, l’operazione seppur presentata senza rischi, sarebbe durata ben oltre quanto previsto , per via di alcune complicanze che a detta del primario non avrebbero però avuto conseguenze sul buon esito dell’intervento. E in realtà sembrava che tutto fosse andato bene, col giovane che trasferito in terapia intensiva, sembrava interagire e rispondere bene alle terapie, salvo poi morire improvvisamente il 16 aprile.
Addio a 96 anni al divulgatore e scienziato italiano, protagonista della fisica delle particelle e della cultura scientifica internazionale. È morto all’età di 96 anni il fisico, organizzatore scientifico e divulgatore Antonino Zichichi, una delle voci più conosciute e controverse della scienza italiana del Novecento e del primo venticinquennio del nuovo millennio. La sua scomparsa segna la perdita di una figura che ha lasciato un’impronta profonda nel mondo della fisica delle particelle, nella cultura scientifica e nel dialogo tra scienza, società e fede. Nato a Trapani nel 1929, Zichichi è stato protagonista di una lunga carriera internazionale, attraversata da incarichi accademici e istituzionali di rilievo. Dopo gli anni formativi a Palermo, ha lavorato in centri di eccellenza come il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra, dove negli anni Sessanta ha diretto il gruppo che ha osservato per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria costituita da un antiprotone e un antineutrone. Alla sua carriera scientifica si affianca quella di promotore di grandi infrastrutture di ricerca: è stato tra i principali ideatori e sostenitori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi uno dei centri di ricerca sotterranei più importanti al mondo, e fondatore del Centro interdisciplinare per la cultura scientifica “Ettore Majorana” a Erice, luogo di incontro e confronto per scienziati di molte nazionalità. Nel corso della sua vita Zichichi ha ricoperto incarichi di responsabilità nazionali e internazionali: è stato presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) tra il 1977 e il 1982 e della Società europea di fisica, oltre a guidare il World Lab e altre associazioni scientifiche impegnate a favorire la ricerca nei Paesi in via di sviluppo. Figura di forte personalità, Zichichi è stato anche un appassionato divulgatore e un uomo di fede. Nel dibattito pubblico italiano è ricordato per la sua dura critica alle superstizioni e all’astrologia, definite una “Hiroshima culturale”, ma anche per le sue posizioni critiche sulla teoria darwiniana dell’evoluzione e sulle analisi scientifiche relative al cambiamento climatico, questioni che lo hanno reso – nel corso degli anni – una figura discussa e, talvolta, divisiva. Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo scientifico e istituzionale: Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, lo ha ricordato come “un uomo di scienza straordinariamente curioso ed entusiasta, capace di guardare con lungimiranza allo sviluppo delle infrastrutture scientifiche del nostro Paese”, sottolineando l’importanza storica dei Laboratori del Gran Sasso e del suo impegno nel costruire ponti tra scienza, cultura e società.
La procura di Lagonegro ha aperto un’inchiesta, indagano i carabinieri . Da alla luce la sua bambina e muore. È successo all’ospedale di Lagonegro dove una donna di 36 anni, residente a Scalea, nel cosentino, già madre di altri due bambini, è deceduta dopo il parto naturale a cui però hanno fatto seguito prima un’emorragia e poi un arresto cardiaco. La piccola è in buone condizioni di salute ed è stata affidata alle cure del personale sanitario. La locale procura della Repubblica ha già aperto un fascicolo di indagine per fare luce sull’accaduto. Indagano i carabinieri. Anche l’azienda ospedaliera regionale “San Carlo” ha immediatamente provveduto a istituire un gruppo tecnico interno con lo scopo di fare chiarezza sulla morte della donna, a tutela di quanti si rivolgono quotidianamente all’ospedale per i propri bisogni di salute, nonché degli operatori. Il gruppo potrà fornire alle Autorità competenti ogni elemento ritenuto utile. “Chiarezza in tempi rapidi” l’hanno chiesta anche il governatore lucano, Vito Bardi, e l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che hanno già dato precise disposizioni ai vertici sanitari affinché si attivino immediatamente tutte le procedure interne necessarie per fare piena luce sulla tragedia. Bardi e Latronico hanno chiesto una relazione puntuale ai dirigenti sanitari, pur ribadendo il totale e assoluto rispetto per gli accertamenti già avviati dalla magistratura, in cui si ripone la massima fiducia.
Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati due ginecologi, un anestesista e due ostetriche: si tratta del personale che ha assistito la donna durante il parto. La procura di Bari ha avviato un’inchiesta per accertare le cause della morte di un bambino, deceduto a poco meno di un mese dalla nascita nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Il bambino è nato il 16 dicembre, al termine di una gravidanza regolare, però ci sarebbero stati segni di sofferenza fetale. Il decesso risale al 13 gennaio scorso.Un evento tanto drammatico quanto inaspettato, al punto da spingere i genitori a sporgere una querela per chiarire le circostanze in cui è avvenuto il decesso.Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati due ginecologi, un anestesista e due ostetriche: si tratta del personale che ha assistito la donna durante il parto.Il pm Maria Cristina De Tommasi ha proceduto alla loro iscrizione per prassi, e cioè per consentirgli di nominare un consulente di fiducia in vista dell’autopsia, accertamento irripetibile.L’incarico ai medici legali, il professor Biagio Solarino ed il ginecologo Francesco Pascazio, verrà affidato nelle prossime ore.
Camminare o svolgere le faccende domestiche, riduce significativamente il rischio di morte, soprattutto per chi soffre di sindrome cardiovascolare-renale-metabolica. Anche una leggera attività fisica quotidiana, come camminare o svolgere le faccende domestiche, può avere un impatto significativo sulla salute cardiovascolare e sul rischio di morte, soprattutto per le persone con condizioni di salute multiple. A ribadirlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, condotto dagli esperti della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, guidati dai ricercatori Michael Fang e Joseph Sartini. Il team ha coinvolto circa 7.200 adulti, sia con che senza sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), una condizione complessa che include malattie cardiache, disturbi renali, diabete e obesità. L’obiettivo era valutare gli effetti di un incremento di attività fisica leggera sul rischio di mortalità a lungo termine. I risultati dello studio sono chiari: un’ora di esercizio leggero al giorno è associata a un rischio di morte ridotto dal 14 al 20%. La correlazione è risultata particolarmente significativa tra le persone con sindrome CKM in stadio avanzato, indicando come anche attività a bassa intensità possano avere un impatto concreto sulle prospettive di vita. Gli autori sottolineano che quasi il 90% degli adulti negli Stati Uniti presenta almeno una componente della sindrome CKM, come ipertensione, colesterolo alto, glicemia elevata, sovrappeso o ridotta funzionalità renale. Questi fattori aumentano il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca, e il rischio cresce con il progredire degli stadi della CKM, che vanno da 0 a 4, in base alla probabilità di esiti di salute negativi. “È sempre più evidente che l’attività fisica leggera sia benefica per la salute del cuore”, osserva Michael Fang, sottolineando come fino a oggi non fosse stato studiato in dettaglio l’impatto a lungo termine nelle persone con malattie cardiache. Per la ricerca, i ricercatori hanno analizzato informazioni provenienti da esami fisici, campioni di sangue e dati raccolti tramite accelerometri, monitorando il movimento dei partecipanti fino a sette giorni consecutivi. Lo studio evidenzia anche che aumentare l’attività da 90 a 120 minuti al giorno comporta ulteriori benefici: tra i pazienti con CKM allo stadio 2, il rischio di decesso si riduce del 2,2%, mentre per coloro allo stadio 4 la riduzione raggiunge il 4,4%. “Le attività a bassa intensità offrono un’ottima opportunità per promuovere il movimento quotidiano, stimolare la circolazione e incrementare il dispendio energetico”, spiegano gli autori. Gli esperti precisano però che, essendo uno studio osservazionale, la ricerca mostra associazioni e non stabilisce un rapporto di causa-effetto. Saranno quindi necessari ulteriori approfondimenti scientifici per confermare e contestualizzare questi risultati, ma il messaggio principale è chiaro: anche piccoli gesti di movimento quotidiano possono fare una grande differenza per la salute del cuore e la longevità, soprattutto nelle persone con condizioni cliniche complesse.
La 30enne morì a Potenza il 9 ottobre del 2021. Antonio Capasso, allora fidanzato della ragazza, è indagato per istigazione al suicidio. Il caso non è chiuso. A distanza di quattro anni dalla morte, il gip del Tribunale di Potenza ha disposto nuove indagini sul caso di Dora Lagreca, la 30enne di Montesano sulla Marcellana deceduta il 9 ottobre del 2021 nel capoluogo. La famiglia non ha mai creduto all’ipotesi di suicidio. Dora Lagreca, la notte tra l’8 e il 9 ottobre del 2021, dopo una serata trascorsa con gli amici e il fidanzato, precipitò dal quarto piano della palazzina di via Giura, a Potenza, morendo poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Era originaria di Montesano sulla Marcellana in provincia di Salerno, si era trasferita da poco per lavorare in una scuola e per poter stare più vicina ad Antonio Capasso, il suo fidanzato. È stato lui l’ultimo a vederla viva, ed è lui l’unico indagato dalla procura di Potenza per istigazione al suicidio. Dora amava la vita tanto da aver confidato a sua sorella di voler diventare mamma. Aveva progetti, guardava al futuro. E poi quella maledetta notte faceva molto freddo, pioveva e lei era senza vestiti quando è precipitata. Altra circostanza molto strana. Non solo. Dalle indagini sono emersi altri particolari. In casa di Antonio Capasso è stata trovata un unghia di Dora per esempio. Cosa è successo prima dell’incidente? Ci sono anche lesioni sul corpo della ragazza, ad una mano per esempio. Sono emerse dall’autopsia, potrebbero essere compatibili con un’aggressione. Il rapporto con Antonio Capasso era burrascoso, i due litigavano spesso, soprattutto per questioni legate alla gelosia. Gli ultimi contatti avuti da Capasso con la famiglia Lagreca risalgono alla notte in cui Dora è morta. Si è limitato a rispondere ad una telefonata della sorella dopo tre tentativi andati a vuoto. Dopo di che è sparito: non una parola di conforto, né un “mi dispiace”, un abbraccio ai genitori o un fiore al suo funerale. La famiglia di Dora, intanto, resta in attesa di risposte. La Procura del capoluogo lucano, aveva chiesto per la terza volta l’archiviazione del caso. Per la terza volta il gip ha respinto la richiesta disponendo ulteriori accertamenti, ritenendo necessario approfondire ancora la vicenda prima di una eventuale chiusura del caso.
Accadde a Balvano, nel potentino. Ci saranno nuove indagini Servizio di Alessandro Boccia Interviste: Ottavia Murro – Legale famiglia di Antonio Grieco Mimma Graziuso – Moglie di Antonio Grieco
Non è esclusa nessuna ipotesi Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di una donna di 78 anni, trovata priva di vita in casa dal marito, a Manduria, lo scorso venerdì. Il decesso, constatato in ospedale dopo il tentativo dei soccorritori di rianimarla, resta avvolto nel mistero. A insospettire i medici è stata una profonda ferita nella parte posteriore della testa: un trauma compatibile con una caduta causata da un improvviso malore, ma che al momento non consente di escludere altre ipotesi.
L’uomo sarebbe stato vittima sabato scorso di una aggressione nei giardini pubblici Non ce l’ha fatta ed è morto ieri in ospedale a Manduria l’uomo di 62 anni che nella tarda serata di domenica era stato stato trovato ferito al volto nel quartiere archeologico. I carabinieri hanno avviato le indagini in quanto l’uomo, napoletano e in cura presso una comunità di Manduria per le dipendenze dall’alcol, sarebbe stato vittima sabato scorso di una aggressione nei giardini pubblici. Avrebbe compiuto atti di autoerotismo davanti ad un gruppo di ragazzine minorenni sedute su una panchina della villa che hanno richiamato l’attenzione. Il fidanzatino di una di loro si sarebbe vendicato picchiando l’uomo. I carabinieri hanno raccolto testimonianze e identificato i giovani coinvolti. Le indagini puntano ad accertare se la morte sia una conseguenza diretta dell’aggressione.
Aveva 23 anni quando, nove anni fa, fu ucciso da un’auto contromano sulla SS16 Il concerto è nel ricordo di un ragazzo che studiava e amava la musica, era la sua ragione di vita. Davide D’accolti aveva 23 anni quando, nove anni, fa fu travolto e ucciso da un’auto contromano sulla statale 16. È ancora notte quando, in uno scenario sospeso tra cielo e mare, nel giardino del Museo Pascali a Polignano, di fronte allo Scoglio dell’Eremita, le note pian piano accarezzano le onde del mare aspettando l’alba. Servizio di Anna De Feo Intervista: Gianni D’accolti, papà di Davide
Vittima un macedone di 27 anni. “Serve un presidio fisso delle forze dell’ordine” denuncia il sindaco di Manfredonia Servizio: Pietro Loffredo
Scomparso a 76 anni lo storico esponente del centrodestra foggiano L’ex senatore e consigliere regionale Lucio Tarquinio è deceduto all’età di 76 anni. Grande figura di spicco del centrodestra foggiano, entrò in consiglio regionale nel 1990 con la Democrazia Cristiana per poi aderire a Forza Italia, entrando in Senato e seguendo successivamente le orme di Raffaele Fitto, attuale vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Nonostante la malattia, Tarquinio non ha mai smesso di militare nella destra foggiana: l’ultima apparizione sulla scena politica con l’ex sindaco Paolo Agostinacchi, scomparso nel 2024. Vari i messaggi di cordoglio espressi e condivisi in suo onore, tra cui quello dello stesso Fitto: “è stato un politico con il quale, per tanti anni, ho condiviso idee e progetti, che ci hanno visto sempre legati da una grande passione politica, (…) mancherà a tutti”.
“Un gioco stupido non ci ha fatto considerare la gravita delle nostre azioni e le ripercussioni sulla comunità di Peschici” scrivono, “Chiediamo perdono e speriamo che ritorni al suo posto” É la stessa Confraternita del Purgatorio di Peschici a darne notizia sui social. Il Gonfalone della Morte, rubato il 9 agosto scorso, è stato restituito. È inviato con un corriere e il prezioso pacco conteneva anche un sentito biglietto di scuse, scritto in stampatello probabilmente da mano giovane: “Un gioco stupido non ci ha fatto considerare la gravità delle nostre azioni e le sue ripercussioni sulla comunità di Peschici” c’è scritto sul biglietto, “profondamente pentiti del gesto blasfemo abbiamo deciso di restituire il gonfalone sperando di rimediare all’errore. Chiediamo ancora scusa e speriamo che ritorni al suo posto”.
La 42enne era rimasta travolta dalle fiamme lo scorso primo agosto Non ce l’ha fatta Mariangela Ieva, la donna travolta dall’esplosione una bombola di gas avvenuta in centro a Corato la mattina del 1° agosto. La 42enne aveva riportato ustioni importanti su quasi tutto il corpo, sono stati purtroppo vani i tentativi di salvarla da parte dei medici del Policlinico di Bari. Restano gravi ma stazionarie le condizioni della bambina che era con lei, ha riportato ustioni sul 50% del corpo e nelle prossime ore sarà rimpatriata in Svizzera, suo paese di origine, per proseguire le cure. Era in vacanza in Puglia con i genitori e aveva trascorso la notte in casa della 42enne deceduta. .
Si tratta del titolare e del responsabile della sicurezza della ditta di costruzioni per la quale lavorava Cosimo Granieri, 54enne di San Giorgio Jonico Ci sono due indagati per la morte di Cosimo Granieri, l’operaio 54enne precipitato giovedì scorso da un’altezza di 5 metri mentre lavorava in un cantiere della zona industriale di Modugno. Si tratta del titolare e del responsabile della sicurezza della ditta di costruzioni per la quale l’uomo lavorava. Un atto dovuto, in attesa di accertare la dinamica dell’accaduto che è al vaglio degli ispettori dello Spesal. Lunedì il medico legale Biagio Solarino effettuerà l’autopsia.
Si chiamava Elliot Charles e aveva 14 mesi. La tragedia è accaduta in Belgio, dove risiede la famiglia del calciatore. Il bambino un paio di giorni fa era stato ricoverato per problemi di salute poi la situazione è precipitata fino al tragico epilogo Bari calcio in lutto per la morte del figlioletto di Matthias Verreth, centrocampista belga di 27 anni. La notizia sconvolgente è giunta in ritiro. Si chiamava Elliot Charles e aveva 14 mesi. La tragedia è accaduta in Belgio, dove risiede la famiglia del calciatore. Il bambino un paio di giorni fa era stato ricoverato per un presunto virus poi la situazione è precipitata fino al tragico epilogo. Di fronte a un dolore così grande, i biancorossi hanno deciso di interrompere il ritiro con tre giorni d’anticipo e di far rientro in sede. In un comunicato, il presidente Luigi De Laurentiis, lo staff tecnico, tutta la squadra, la dirigenza e i collaboratori biancorossi si stringono a Matthias Verreth e alla sua famiglia, in uno dei momenti più terribili che un genitore e un essere umano possa provare: la scomparsa improvvisa e prematura di un figlio. “Chiediamo a tutti i tifosi e tutte le tifose – si legge nel comunicato – di stringersi idealmente ed emotivamente a Matthias, a sua moglie, alla loro primogenita e a tutti i loro cari in questo momento di terribile dolore”. È stato stesso presidente del Bari Luigi De Laurentiis ad accompagnare in macchina Verreth all’aeroporto di Fiumicino per consentirgli di raggiungere moglie e figlia.
Un operaio di origini siriane ha perso la vita sul posto di lavoro: sale così il bilancio delle vittime delle alte temperature Servizio di Matteo Bottazzo
Dopo tre giorni di agonia per il piccolo di sette anni in rianimazione, il triste epilogo di un incidente fatale Non ce l’ha fatta il piccolo Andrea, il bambino di sette anni rinvenuto esanime nella piscina di un parco acquatico e ricoverato d’urgenza a Gallipoli. Il quadro si è fin da subito dimostrato particolarmente complicato, il piccolo riversava in condizioni gravissime: dopo tre giorni di coma e i tentativi dei medici di riattivare il battito, è stata ufficialmente dichiarata la morte cerebrale. Il bimbo, in vacanza da La Spezia con la sua famiglia, avrebbe accettato una “sfida” di resistenza sott’acqua insieme a dei coetanei e sarebbe stato ritrovato privo di conoscenze dal padre poco dopo. E’ stata già disposta un’autopsia sulla salma, affidata all’autorità giudiziaria, mentre le indagini sulla vicenda continuano: l’ipotesi di reato di lesioni gravissime colpose a carico di ignoti potrebbe aggravarsi in quella di omicidio colposo.

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