
Morte Ivan Ciullo, disposta quarta archiviazione
La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per

La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Tea Verderosa, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Ivan Ciullo, il dj salentino di 34 anni trovato impiccato a un ulivo il 22 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo. È la quarta archiviazione in un’indagine lunga e travagliata, segnata da numerosi passaggi di consegne tra magistrati e da lacune investigative mai colmate del tutto. La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla pm Donatina Buffelli, che pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere quindi in giudizio l’ipotesi dell’omicidio. Una posizione che non convince i genitori di Ivan, decisi a non arrendersi: hanno annunciato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’uomo, con piccoli precedenti penali e qualche problema psicologico, da tempo viveva rapporti tesi con i suoi familiari Si indaga per istigazione al suicidio – al momento a carico di ignoti – per la morte di un 34enne di Cavallino che, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, si è lanciato dal balcone al culmine dell’ennesimo litigio con la madre ed il fratello. L’uomo, con piccoli precedenti penali e qualche problema psicologico, da tempo viveva rapporti tesi con i suoi familiari, tanto che i vicini hanno raccontato di urla continue provenire da quell’abitazione. L’altra notte l’ultimo episodio, andato avanti per ore, come al solito per banali motivi. Fino alla tragedia: a nulla sono valsi i tentativi di rianimare il 34enne da parte del 118.
Gianluca Cazzato aveva 51 anni. Sia la direzione del carcere che la Procura hanno aperto un’inchiesta Nonostante la sua instabilità psichica, o forse anche per quella, era riuscito ad evadare dal carcere ben 35 volte, un record assoluto. Ma venerdì scorso, Gianluca Cazzato, 51 anni, di Taviano, detenuto nel carcere di Lecce, è stato trovato morto nella sua cella. Sia la direzione del carcere che la Procura hanno aperto un’inchiesta per scoprire le cause dell’inatteso decesso.
Il parroco aveva cercato di contattare un sacerdote poco prima di travolgere e uccidere la 32enne Nei giorni scorsi sono stati ascoltati i due sacerdoti contattati telefonicamente dal parroco di Turi, don Nicola D’Onghia, nei minuti immediatamente precedenti all’incidente stradale che ha causato la morte della 32enne Fabiana Chiarappa, travolta e uccisa dal sacerdote la sera del 2 aprile scorso sulla statale 172. Dalle indagini è emerso che don Nicola, poco prima dell’impatto, aveva parlato con un altro prete e subito dopo aveva tentato di chiamare per ben tre volte un altro sacerdote. L’ultimo tentativo sarebbe stato effettuato 12 secondi prima dell’incidente. Sono stati ascoltati anche i familiari del parroco, che quella sera si erano recati nell’area di servizio dove don Nicola si era fermato per controllare eventuali danni alla sua auto. Il sacerdote si trova attualmente agli arresti domiciliari.
L’operaio trasfertista lascia la moglie e due figlie, il cordoglio del sindaco Era originario di Grottaglie Francesco D’Alò, l’operaio 59enne travolto e ucciso sulla tangenziale di Bologna mentre lavorava in un cantiere. Sposato, due figlie, era un trasfertista. Stava sistemando cartelli e segnaletica in un cantiere della tangenziale di Bologna, quando è stato travolto da un furgone. D’Alò aveva il compito di sbandierare, segnalando l’ingombro della carreggiata. “Apprendiamo con profonda tristezza la notizia della tragica scomparsa di Francesco D’Alò, operaio originario della nostra terra, vittima di un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina sulla tangenziale di Bologna” queste le parole del sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò che ha espresso il cordoglio di tutta l’amministrazione comunale alla famiglia della vittima.
Deve rispondere di omicidio stradale e interruzione colposa di gravidanza La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati l’uomo di 65 anni rimasto coinvoltonell’incidente stradale avvenuto la sera di venerdì scorso sulla provinciale 13, la Andria-Bisceglie all’altezza di Trani, in cui sono morte Rosa Mastrototaro, di 63 anni, e sua figlia, Margherita Di Liddo, di 32 anni, al settimo mese di gravidanza, entrambe di Bisceglie. L’uomo, rimasto ferito, deve rispondere di omicidio stradale e interruzione colposa di gravidanza. La magistratura ha anche disposto l’autopsia sulle vittime:l’incarico, con ogni probabilità, sarà conferito mercoledì prossimo. Nell’impatto tra la Lancia Y con a bordo la 63enne e sua figlia, e una Mazda grigia è rimasto ferito anche Natale Di Liddo, marito e padre delle donne, che si trova in ospedale ma non in pericolo di vita. Le indagini degli agenti della polizia locale di Trani dovranno ricostruire l’esatta dinamica dello scontro. Al momento, si ipotizza che laMazda, che procedeva da Bisceglie verso Andria, avrebbe invaso la corsia opposta travolgendo l’auto con a bordo le vittime.
Concluse indagini, ipotesi di reato omicidio stradale Ci sono 4 persone iscritte nel registro degli indagati per l’incidente in cui morì la 19enne tarantina Sharon Bonillo, in via Mediterraneo, nella notte tra il 7 e l’8 marzo dell’anno scorso. Emesso l’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Filomena Di Tursi. L’ipotesi di reato è omicidio stradale. Dovrà risponderne la conducente di 33 anni della Fiat 500 su cui viaggiava Sharon con altre due amiche, rimaste ferite. Indagati poi la responsabile del servizio manutenzione strade del Comune di Taranto e due istruttori tecnici della Polizia Locale. Sharon morì dopo 3 giorni di agonia al Ss Annunziata di Taranto.
La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014 installò la culla Di Linda Cappello Sta per concludersi l’inchiesta sul ritrovamento di un bambino di pochi mesi trovato il 2 gennaio senza vita a Bari, nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista al quartiere Poggiofranco. Il medico legale Biagio Solarino ha già depositato la consulenza. Si attendono i risultati degli esami affidati ad un laboratorio di Pavia per accertare la presenza di urina nel lenzuolino in cui era avvolto il piccolo. Questo per avere una ulteriore conferma sul fatto che fosse ancora vivo quando era stato lasciato in culla. La perizia sull’impianto ha acclarato che il tappetino sul quale era stato adagiato il bambino non fosse idoneo ad essere utilizzato in una culla termica. Dall’autopsia è emersa la morte per ipotermia. La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014 installò la culla e che il 14 dicembre scorso intervenne per ripararla dopo che il prete gli aveva segnalato il malfunzionamento.
Dopo l’interrogatorio di garanzia è stata convalidata la custodia cautelare per Angelo Argentina, il padre di Francavilla Fontana Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune
Il giudice ha stabilito che non ci sono responsabilità penali per il decesso di Viviana Delego, avvenuto il 22 dicembre 2022 all’ospedale Perrino di Brindisi La vicenda giudiziaria sulla morte di Viviana Delego si è conclusa con l’archiviazione definitiva del caso dal punto di vista penale. Il giudice ha stabilito che non ci sono responsabilità penali per il decesso della donna, avvenuto il 22 dicembre 2022 all’ospedale Perrino di Brindisi dopo aver dato alla luce due gemelli. Il marito, Giacomo Cofano, ha deciso di non ricorrere in Cassazione, accettando la chiusura dell’inchiesta. Viviana era stata seguita inizialmente dall’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove non era stato effettuato un parto cesareo programmato, che secondo la famiglia avrebbe potuto evitare il tragico epilogo. Dopo il trasferimento al Perrino, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso.Nonostante l’archiviazione penale, la famiglia ritiene che siano emerse negligenze e mancanze, seppur di natura civilistica. Per questo l’avvocato ha annunciato un’azione legale per accertare le responsabilità degli ospedali coinvolti.
Massimo Calò, 52 anni, era detenuto nel al San Nicola ed era stato ricoverato dopo un malore. Aveva detto di essere caduto dal letto Potrebbe essere stato aggredito in carcere Massimo Calò, il detenuto leccese morto lo scorso 4 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. Era stato ricoverato dopo un malore causato, pare, da una caduta dal letto avvenuta giorni prima. L’ipotesi di un’aggressione si sta facendo largo in queste ore sui social dove sono comparsi dei post poi rimossi, in cui si fa riferimento ad una moka, una caffettiera con cui la vittima sarebbe stata colpita al capo durante un litigio avvenuto all’interno della sezione dov’era detenuto. Il colpo sferrato con violenza gli avrebbe procurato un vasto ematoma e l’emorragia interna sopravvenuta qualche giorno dopo. Calò aveva riferito ai medici di essersi procurato l’ematoma cadendo dal letto della sua cella. Ad avvalorare l’ipotesi sarebbe anche l’autopsia effettuata lo scorso 12 febbraio che ricondurrebbe l’ematoma interno ad un violento trauma subito.
Disposto il giudizio immediato per il responsabile del settore urbanistica e territorio del Comune di Specchia Un dirigente del Comune di Specchia, Antonio Baglivo 60 anni, è finito a processo per aver minacciato un ragazzino di 12 anni. I fatti risalgono al 31 agosto scorso quando il minorenne, insieme ad altri coetanei, aveva suonato ripetutamente al suo campanello di casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, dopo la scampanellata, l’uomo sarebbe sceso in strada raggiungendo il gruppetto in una piazzetta vicina per poi rivolgersi con fare minaccioso al ragazzino 12enne ritenuto colpevole. Un gesto che avrebbe provocato un forte stato d’ansia nel ragazzino costretto a ricorrere alle cure della Guardia Medica dopo aver raccontato l’accaduto alla madre. Da qui la denuncia ai carabinieri e l’avvio delle indagini. Al termine delle indagini preliminari il dirigente comunale, a cui viene contestata una recidiva reiterata nel quinquennio, è stato raggiunto da un decreto di giudizio immediato fissato per il prossimo 10 aprile.
Le vittime si chiamavano Giovanni Fiore, 26 anni e Francesco Minervini, 23. Giovanni lavorava in campagna mentre Francesco, suo amico da tempo, era uno studente Servizio di Giuseppe Capacchione
Il caso è esploso dopo le reiterate lamentele da parte della comunità arrivate agli uffici competenti Servizio di Stefania Congedo; riprese e montaggio Afrune; intervista ad Andrea Guido (ass. politiche ambientali)
Fatale lo scontro tra due vetture, ci sono due feriti Si aggrava il bilancio dell’incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata nel Foggiano sullastatale 272 tra San Severo e San Marco in Lamis: nello scontro fra due auto e’ morta sul colpo una donna di 49 anni, ma a causa delle gravi ferite e’ deceduta al Policlinico di Foggia, dove era stata ricoverata, anche un’altra donna, 75 anni, che era a bordo della Panda condotta dalla 49enne. Sul mezzo viaggiava anche una ragazza di 23 anni rimasta ferita. Ferito anche il conducente dell’altro veicolo, una 500: è un36enne ricoverato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
Il tragico incidente è avvenuto a Monte Sant’Angelo Tragedia durante una battuta di caccia, questa mattina, in una zona impervia nelle campagne di Monte Sant’Angelo. Mauro Rinaldi, 66 anni, è morto a causa delle ferite riportate dall’esplosione accidentale di un colpo del suo fucile. La dinamica è ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri, ma sembra che l’uomo sia scivolato in un dirupo e, in quel momento, sia partito un colpo, che lo ha ucciso all’istante.Il corpo è stato recuperato dall’elisoccorso, giunto da Foggia. La notte tra il 30 novembre e il primo dicembre è morto un altro cacciatore di Monte Sant’Angelo, Matteo Vergura. Fu trovato senza vita in località Cassano nelle campagne di bosco Quarto dove aveva trascorso la serata del sabato in compagnia di amici in una masseria andando via prima degli altri per fare rientro a casa a Monte. L’uomo probabilmente cercò di difendersi dall’attacco di un cinghiale ma il colpo di fucile lo ferì al ginocchio e lui morì dissanguato.
Era stato in ospedale, poi rimandato a casa Servizio di Alessandra Lezzi;
Alla notizia del decesso della 23enne, una 50ina di persone tra familiari e amici della ragazza, aggredirono il personale sanitario presente, costretto a blindarsi in una stanza Ci sono 20 indagati per la morte di Natasha Pugliese, la 23enne di Cerignola deceduta il 4 settembre in sala operatoria al Policlinico Riuniti di Foggia. Sono tutti dipendenti dell’ospedale, medici ed infermieri, indagati per cooperazione in omicidio colposo. Alla notizia della morte della 23enne, una 50ina di persone tra familiari e amici della ragazza, aggredirono il personale sanitario presente, costretto a blindarsi in una stanza. Gli avvisi di garanzia sono un atto dovuto perché la Procura di Foggia ha fissato per mercoledì 18 l’autopsia per accertare le cause del decesso.
Cordoglio a Brindisi per la scomparsa del commercialista Armando Calizzi La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per la morte del commercialista 49enne Armando Calizzi, avvenuta la notte scorsa al ‘Perrino’. Il reato ipotizzato è di omicidio colposo a carico di ignoti. L’uomo si era sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica lo scorso gennaio a Bergamo. Dopo tre giorni era rientrato a Brindisi, ma poco dopo pare siano intervenute complicazioni che ne hanno reso necessario il ricovero nel nosocomio locale, dove ha subito un secondo intervento. E’ stato ricoverato in rianimazione, come da prassi in questi casi, e da lì il trasferimento in Chirurgia generale, dove le sue condizioni sono peggiorate, fino a portarlo alla morte. L’uomo aveva subito anche l’asportazione dello stomaco. La famiglia, assistita dall’avvocato Alessandro Gueli, ha sporto denuncia presso i Carabinieri di Brindisi per fare chiarezza su eventuali responsabilità. Il Pm di turno ha disposto il sequestro della salma e dell’organo che presumibilmente saranno sottoposti ad autopsia, oltre all’acquisizione della documentazione sanitaria. La notizia della morte di Armando Calizzi ha scatenato una ondata di cordoglio nella comunità brindisina, con numerosi messaggi di affetto e ricordi pubblicati su Facebook da amici e conoscenti. Il professionista lascia la moglie e due figlie.
Mentre si attendono i risultati dell’esame autoptico, ascoltati i figli e la badante della signora Servizio di Giovanni Di Benedetto

La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per

L’uomo, con piccoli precedenti penali e qualche problema psicologico, da tempo viveva rapporti tesi con i suoi familiari Si indaga per istigazione al suicidio –

Gianluca Cazzato aveva 51 anni. Sia la direzione del carcere che la Procura hanno aperto un’inchiesta Nonostante la sua instabilità psichica, o forse anche per

Il parroco aveva cercato di contattare un sacerdote poco prima di travolgere e uccidere la 32enne Nei giorni scorsi sono stati ascoltati i due sacerdoti

L’operaio trasfertista lascia la moglie e due figlie, il cordoglio del sindaco Era originario di Grottaglie Francesco D’Alò, l’operaio 59enne travolto e ucciso sulla tangenziale

Deve rispondere di omicidio stradale e interruzione colposa di gravidanza La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati l’uomo di 65 anni rimasto

Concluse indagini, ipotesi di reato omicidio stradale Ci sono 4 persone iscritte nel registro degli indagati per l’incidente in cui morì la 19enne tarantina Sharon

La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014

Dopo l’interrogatorio di garanzia è stata convalidata la custodia cautelare per Angelo Argentina, il padre di Francavilla Fontana Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco

Il giudice ha stabilito che non ci sono responsabilità penali per il decesso di Viviana Delego, avvenuto il 22 dicembre 2022 all’ospedale Perrino di Brindisi

Massimo Calò, 52 anni, era detenuto nel al San Nicola ed era stato ricoverato dopo un malore. Aveva detto di essere caduto dal letto Potrebbe

Disposto il giudizio immediato per il responsabile del settore urbanistica e territorio del Comune di Specchia Un dirigente del Comune di Specchia, Antonio Baglivo 60

Le vittime si chiamavano Giovanni Fiore, 26 anni e Francesco Minervini, 23. Giovanni lavorava in campagna mentre Francesco, suo amico da tempo, era uno studente

Il caso è esploso dopo le reiterate lamentele da parte della comunità arrivate agli uffici competenti Servizio di Stefania Congedo; riprese e montaggio Afrune; intervista

Fatale lo scontro tra due vetture, ci sono due feriti Si aggrava il bilancio dell’incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata nel Foggiano sullastatale 272 tra

Il tragico incidente è avvenuto a Monte Sant’Angelo Tragedia durante una battuta di caccia, questa mattina, in una zona impervia nelle campagne di Monte Sant’Angelo.

Era stato in ospedale, poi rimandato a casa Servizio di Alessandra Lezzi;

Alla notizia del decesso della 23enne, una 50ina di persone tra familiari e amici della ragazza, aggredirono il personale sanitario presente, costretto a blindarsi in

Cordoglio a Brindisi per la scomparsa del commercialista Armando Calizzi La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per la morte del commercialista 49enne Armando Calizzi,

Mentre si attendono i risultati dell’esame autoptico, ascoltati i figli e la badante della signora Servizio di Giovanni Di Benedetto