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Immediata la reazione e la solidarietà del sindaco Michele Sollecito: “Non ci lasceremo intimorire da niente e nessuno” . Atto intimidatorio nei confronti del comandante della polizia locale di Giovinazzo Vito Bovino. Banneggiata la sua auto: bucato uno sportello. Immediata la reazione e la solidarietà del sindaco Michele Sollecito. “Non ci lasceremo intimorire da niente e nessuno e presto, grazie alle immagini riprese dalle telecamere, sarà individuato il responsabile”, ha dichiarato il sindaco, “Vito Bovino è una persona perbene e un bravissimo comandante che si è perfettamente inserito nel nostro tessuto cittadino, sono certo che il non arretrerà di un passo sul suo incedere”.

Una nuova intimidazione si sarebbe verificata domenica scorsa nei confronti della giudice leccese Maria Francesca Mariano, a Galatina comune di origine del magistrato. La notizia è trapelata nelle ultime ore. Sull’episodio massimo riserbo da parte degli inquirenti. Da quanto trapela si sarebbe trattato di un ordigno artigianale dotato di miccia rinvenuto dalla scorta in un locale deposito di pertinenza della famiglia della giudice.

. Nuova intimidazione nei confronti della giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce, Francesca Mariano, da due anni sotto scorta. Tra Capodanno e l’Epifania una lettera con un augurio di morte è stata recapitata nel suo ufficio al Palazzo di Giustizia ed è stata sequestrata dalla Squadra mobile, che ha avviato le indagini. La giudice è da tempo nel mirino della criminalità organizzata. Il 3 novembre 2025 trovò una testa di capretto sulla tomba del padre, nel cimitero di Galatina, accompagnata da un messaggio di morte e da un coltello. A febbraio 2024 un episodio analogo si era verificato sotto la sua abitazione a Lecce. La magistrata gode della protezione di secondo livello.

Tutti chiedono la messa alla prova. Le decisioni sono attese nelle prossime udienze.. Studenti nei guai in Salento. Due vicende giudiziarie coinvolgono alcuni minorenni dell’istituto professionale “Filippo Bottazzi” di Casarano. Un 16enne andrà a processo per aver minacciato, insieme al padre, un docente dopo alcune note disciplinari: il professore fu costretto a rifugiarsi in bagno e a chiedere aiuto al 112. Parallelamente, quattro studenti tra i 16 e i 17 anni sono accusati di insulti razzisti e minacce contro un compagno di origine senegalese: tre respingono le accuse, uno ammette parzialmente le proprie responsabilità. Tutti chiedono la messa alla prova. Le decisioni sono attese nelle prossime udienze.

. Un messaggio che trasuda odio e rancore quello inviato tramite social a Gaetano Catrovilli, centrocampista del Bari. C’è scritto: “Che il cancro vi divori tutti! Che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano!”. La moglie del calciatore, Rachele Risaliti, lo ha reso pubblico nelle sue storie su Instagram annunciando che procederanno con la denuncia. “Sempre più spesso si leggono commenti di questo spessore”, scrive Risaliti, “Una vergogna. Il calcio dovrebbe essere um momento ludico e di divertimento, nonostante tutto. Sono veramente amareggiata, triste e schifata da tutto questo”. Grazia Rongo

Sarebbe intervenuta per fornire assistenza, informando i passeggeri dell’accaduto e richiedendo una fermata straordinaria a Barletta. Nonostante ciò, la famiglia avrebbe reagito con insulti e minacce di morte. Una capotreno di Trenitalia è stata aggredita verbalmente da una famiglia a bordo del treno ad Alta Velocità 9809, in viaggio da Foggia a Bari. Il gruppo, diretto a Cerignola, non è riuscito a scendere alla fermata prevista a causa di un problema tecnico che avrebbe impedito l’apertura tempestiva delle porte. Secondo quanto riferito dalle segreterie regionali pugliesi di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl Ferrovieri, Fast-Confsal e Orsa Ferrovie, la capotreno è intervenuta per fornire assistenza, informando i passeggeri dell’accaduto e richiedendo una fermata straordinaria a Barletta. Nonostante ciò, la famiglia avrebbe reagito con insulti e minacce di morte, arrivando anche a ostacolare la ripartenza del convoglio e bloccando di fatto treno e viaggiatori. I sindacati denunciano inoltre l’assenza delle forze dell’ordine: sebbene allertate dal personale, non sarebbero mai intervenute, lasciando la dipendente e i passeggeri «esposti all’azione degli aggressori». «Siamo di fronte all’ennesimo episodio che conferma l’escalation di violenze ai danni del personale ferroviario», si legge nella nota congiunta. «Non è accettabile che situazioni del genere diventino routine. I treni devono tornare a essere luoghi sicuri, per chi lavora e per chi viaggia».

Scorta rafforzata dopo la testa di capretto trovata sulla tomba del padre interviste:  Natalino Manno, Prefetto di Lecce

Un professore è stato si è dovuto chiudere a chiave e chiamare il 112. I fatti sono accaduti dicembre dello scorso anno in un istituto superiore del sud Salento Adesso la procura per i minorenni di Lecce ha chiuso le indagini nei confronti del ragazzo, difeso dall’avvocato Giorgio Caroli e formalmente indagato per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. La posizione del padre, invece, è al vaglio della procura ordinaria. Servizio di Linda Cappello

La donna è stata accompagnata in ospedale. Ha raccontato di violenze e minacce continue che andavano avanti ormai da diverso tempo Minaccia la moglie con un coltello, impedendole di uscire e rimanendo barricato in casa, a Taranto. Così ha reagito un uomo di 49 anni all’arrivo dei carabinieri, al culmine di una lite domestica. I militari sono intervenuti grazie a una segnalazione giunta al 112. All’arrivo, l’uomo ha impedito loro di entrare e, anzi, ha trattenuto con la forza la donna continuando a minacciarla. I carabinieri sono riusciti comunque a entrare nell’appartamento e ad evitare il peggio. Il 49enne è stato bloccato e arrestato. Dovrà rispondere di  maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali e sequestro di persona. La donna è stata accompagnata in ospedale. Ha raccontato di violenze e minacce continue che andavano avanti ormai da diverso tempo. 

Aggressione verbale ieri sera in piazza Umberto. Numerose le persone in stato di alterazione Le piazze centrali a Bari nei giorni scorsi teatro di risse e aggressioni. Siamo andati a verificare cosa accade di notte e come sta evolvendo la situazione. Servizio di Saverio Carlucci Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Controlli rafforzati e prevenzione potenziata dopo gli episodi intimidatori. Il prefetto: “Massima vicinanza agli amministratori locali”

A gennaio 2025 l’avrebbe aggredita con calci e pugni, colpendola anche con un manico di scopa spezzato. Le condotte persecutorie sarebbero continuate anche in presenza del padre della donna, bersaglio di insulti e minacce di morte rivolte a tutta la famiglia Questa mattina a Carovigno i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo accusato di atti persecutori e lesioni personali aggravate. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe messo in atto per mesi comportamenti violenti e minacciosi nei confronti della ex compagna, spinto da una gelosia ossessiva. A gennaio 2025 l’avrebbe aggredita con calci e pugni, colpendola anche con un manico di scopa spezzato. Le violenze sarebbero proseguite fino ai primi di agosto: tra il 5 e il 6, l’uomo avrebbe minacciato e insultato la vittima, colpendo anche un amico presente con un pugno, tentando di impedirle di allontanarsi e aggredendola nuovamente con calci, ginocchiate e strattoni ai capelli. L’episodio le ha provocato diverse lesioni, tra cui una frattura all’ulna destra, con prognosi di 30 giorni. Le condotte persecutorie sarebbero continuate anche in presenza del padre della donna, bersaglio di insulti e minacce di morte rivolte a tutta la famiglia. Anche durante l’intervento dei Carabinieri, l’uomo avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo. La vittima, che ha sporto denuncia, viveva in uno stato costante di paura per sé e per i propri cari. L’indagato è sottoposto alla misura cautelare e non è da ritenersi colpevole fino a sentenza definitiva.

È stato il gestore di un bar a chiamare le forze dell’ordine: l’uomo pretendeva di bere, nonostante l’evidente stato di alterazione Già in evidente stato di alterazione, pretende di continuare a bere, fino a costringere il gestore di un bar di Taranto a chiamare i carabinieri. Un 67enne è stato arrestato ed è finito ai domiciliari, con le accuse di resistenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. L’intervento è avvenuto nella centralissima via D’Aquino. Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe rivolto frasi ingiuriose e minacciose ai carabinieri, opponendo resistenza, fino a colpire fisicamente i militari che sono riusciti a bloccarlo.

L’uomo pretendeva di continuo soldi e non aveva smesso nemmeno dopo il trasferimento del genitore in una nuova abitazione I Carabinieri di Massafra hanno fermato un quarantasettenne accusato di condotta minacciosa e persecutoria. Secondo le fonti, l’uomo avrebbe ripetutamente minacciato il padre, di anziana età, anche successivamente al trasferimento del genitore in una nuova abitazione. Oltre alle aggressioni verbali, l’uomo gli avrebbe anche chiesto del denaro in svariate occasioni. Il quarantasettenne è stato trovato in strada, in possesso di una tanica vuota di benzina, e arrestato dalle forze dell’ordine.

La ragazza aveva mentito sulle percosse subite dall’ex compagno ed è finita a processo per falsa testimonianza. Ma l’imputata, una giovane barese, è stata assolta perché l’uomo aveva minacciato di morte lei e il figlio Minacce di morte alla compagna ed al figlio neonato per costringere la donna a ritrattare le accuse di lesioni mosse nei suoi confronti. E questo il retroscena che ha fatto finire a processo per falsa testimonianza una 30enne barese, poi assolta con formula piena dal gup Nicola Bonante, al quale ha rivelato fra le lacrime cosa era realmente accaduto. Servizio di Linda Cappello

Sventato un tentativo di aggressione nei confronti del prete anti droga salentino. L’episodio ieri sera a Cannole Momenti di tensione ieri sera a Cannole dove don Antonio Coluccia, il prete antidroga salentino era stato invitato a celebrare la messa all’aperto in piazza San Vincenzo in occasione del Corpus Domini. La celebrazione eucaristica è stata interrotta all’improvviso da un uomo che ha cominciato a urlare e a rivolgere minacce contro Don Coluccia cercando di avvicinarsi al sacerdote salvo essere fermato dalla scorta. Non contento, lo stesso durante la processione svoltasi dopo la messa ha continuato a manifestare il proprio dissenso, lanciando rifiuti all’indirizzo delle forze dell’ordine aggredendo con due pugni sferrati sulla spalla il comandante della stazione dei carabinieri di Bagnolo del Salento. L’uomo è stato bloccato e arrestato in flagranza che ha convalidato l’arresto ma senza l’applicazione di misure cautelari in quanto soggetto già in passato oggetto di Tso per le sue condizioni di instabilità psichiatrica.

Allo studio le misure per proteggerlo La sede del consolato israeliano di Bari è da tempo presidiata dall’esercito per prevenire atti intimidatori. Ma presto lo stesso potrebbe accadere alla casa di Michele Emiliano, governatore della regione Puglia, minacciato di morte sui social per le sue iniziative politiche contro il governo israeliano. Emiliano ha denunciato in questura i messaggi minatori ricevuti su Instagram e adesso il caso sarà sottoposto alle valutazioni del comitato sull’ordine pubblico che tocca al prefetto convocare. Nel frattempo, sui social, è esplosa la solidarietà bipartisan nei confronti del Governatore.

La donna ha consegnato agli inquirenti file audio contenenti gravi minacce di morte proferite dall’uomo In esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa dal gip di Lecce , gli agenti della sezione Volanti di Lecce hanno arrestato un ventinovenne della provincia di Lecce indagato per il reato di stalking. L’arresto è scaturito dalla denuncia presentata nei giorni scorsi dalla ex compagna del giovane, sua coetanea la quale riferiva agli agenti di essere da tempo vittima di continue aggressioni e vessazioni da parte del suo ex, confessando come nonostante i due avessero avuto, pochi mesi fa, un bambino, fosse stata costretta ad interrompere la relazione e ad allontanarsi dalla casa in cui convivevano perché spaventata dalla possibilità che l’uomo potesse mettere in atto condotte violente nei suoi confronti.La donna ha anche consegnato file audio contenenti gravi minacce di morte proferite dall’uomo sia nei suoi confronti che nei confronti dei familiari di lei: “ti spacco la testa”, “accendo una bombola a gas e ti butto dentro la casa”, “prendo una zappa e vi colpisco in testa”….sono soltanto alcune delle folli minacce proferite dall’uomo nei confronti della ex compagna.

Trovata una lettera anonima nella cassetta postale del circolo Una lettera con minacce e offese, indirizzata alla segretaria del Pd di Soleto, Enza Miceli, è stata ritrovata questa mattina nella cassetta postale del circolo che l’ha pubblicata sul proprio profilo Facebook.“Credo – afferma su Fb la destinataria della lettera – che ci siano dei confini che sarebbe meglio non valicare. C’è da dire che purtroppo abitiamo un’epoca in cui è ormai tutto possibile, tutto sdoganato. Ma le idee non si fermano con messaggi anonimi, né questi fermeranno il mio/nostro impegno politico”.

Il presidente della squadra che gioca in terza categoria ha ricevuto un messaggio via whatsapp da un dirigente di una formazione avversaria Servizio di Giovanni Di Benedetto

Lecce, aggredisce la ex: arrestato 29enne

La donna ha consegnato agli inquirenti file audio contenenti gravi minacce di morte proferite dall’uomo In esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa dal

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