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Robotica e inclusione al centro della giornata nazionale del made in italy a monopoli. Gli studenti della scuola Luigi Russo hanno presentato due prototipi di avanguardia. Tra questi un robot in grado di rappresentare le emozioni. La scuola che si apre alla comunità e la tecnica a servizio della formazione. Questo è quanto andato in scena all’istituto superiore Luigi Russo di Monopoli in occasione della giornata nazionale del Made in Italy. L’evento principale, “innovazione e nuove competenze” ha messo a confronto scuola, mondo del lavoro e istituzioni. Intervista ad Angelo Annese, sindaco di Monopoli, Antonella Fiume, assessora alle attività produttive Monopoli e a Francesco Paolo Vania, coordinatore casa Made in Italy di Bari

L’ortofrutta pugliese si conferma leader nazionale, ma il settore deve oggi fare i conti con una pressione senza precedenti. Con oltre 3 milioni di tonnellate prodotte all’anno e un valore che sfiora i 2,7 miliardi di euro, la Puglia resta il pilastro agricolo d’Italia. Tuttavia, le importazioni selvagge e i cambiamenti climatici mettono a rischio il reddito di migliaia di imprese. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia diffusa in occasione del Macfrut, il salone internazionale dell’ortofrutta. I numeri del settore: la forza della Puglia La filiera ortofrutticola regionale non è solo un asset economico, ma un vero motore occupazionale e produttivo. Ecco i dati principali: Produzione annua: oltre 3 milioni di tonnellate. Imprese coinvolte: più di 21.000. Superficie coltivata: 164.000 ettari. Valore alla produzione: circa 2,7 miliardi di euro. Dalle brassicacee al pomodoro, fino agli ortaggi in serra, il sistema pugliese garantisce qualità e continuità di approvvigionamento sui mercati nazionali ed esteri. Le minacce: importazioni e concorrenza sleale Nonostante i numeri da record, Coldiretti Puglia lancia l’allarme: la competitività delle nostre imprese è minacciata da importazioni extra-UE che spesso non rispettano i rigorosi standard produttivi e normativi italiani. Questa dinamica genera un’alterazione della concorrenza e una drastica riduzione dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, rendendo difficile coprire persino i costi di produzione, gonfiati anche dai rincari energetici e dalle tensioni geopolitiche. Le richieste di Coldiretti: reciprocità e trasparenza Per difendere il “Made in Puglia”, Coldiretti punta su tre pilastri fondamentali: Revisione del Codice Doganale: per garantire massima trasparenza sull’origine dei prodotti. Principio di Reciprocità: le produzioni importate devono sottostare alle stesse regole (sociali, ambientali e sanitarie) imposte agli agricoltori italiani. Stop alle “trasformazioni fittizie”: evitare che prodotti esteri, con minime lavorazioni, acquisiscano la cittadinanza italiana ingannando il consumatore. Innovazione e Logistica: il futuro dell’ortofrutta Oltre alla difesa dei confini commerciali, Coldiretti Puglia sottolinea l’importanza di investire internamente. Per rafforzare la filiera sono necessari: Investimenti nella logistica: per abbattere i costi di trasporto e migliorare la freschezza. Aggregazione: per dare più forza contrattuale agli agricoltori. Innovazione tecnologica: per affrontare i cambiamenti climatici e aumentare la resa qualitativa. “Appuntamenti come il Macfrut sono strategici per costruire nuove prospettive di sviluppo, difendere il reddito degli agricoltori e garantire un futuro sostenibile a uno dei comparti più importanti della nostra regione” – conclude Coldiretti Puglia.

Interventi, esperienze immersive, testimonianze e la firma del protocollo tra Mimit e Aci. Focus sulla mobilità, nella seconda giornata dedicata al Made in Italy, promossa dal Mimit. In Fiera del Levante, esperienze immersive e la firma di un protocollo con l’Aci. Riprese e montaggio Orazio CorbacioInterviste ad Amerigo Splendori, Direttore generale del MIMIT; Francesco Ranieri, Presidente ACI Bari-Bat

Visita degli studenti del liceo Maria Pia di Taranto alla Comes Spa, azienda industriale del territorio, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy promossa dal Mimit. L’industria può e deve essere un motore di bellezza e innovazione. In occasione della giornata nazionale del Made in Italy, promossa dal Mimit, studenti e studentesse del liceo “Principessa Maria Pia” hanno visitato la Comes spa, azienda tarantina che costruisce apparecchiature elettromeccaniche nell’industria alimentare e nei processi di lavorazione delle materie plastiche. Intervista a Vicenzo Cesareo Ceo Comes spa e pres. Camera di commercio Br-Ta e Gianni Tartaglia dirigente scolastico liceo Made in Italy “Maria Pia”

Mobilitazione di Coldiretti sul lungomare di Bari per chiedere interventi su caro energia, gestione idrica, emergenza Xylella e difesa del Made in Puglia. Oggi, la città di Bari diventerà l’epicentro della mobilitazione per il mondo rurale. Agricoltori e allevatori pugliesi lasceranno campagne e stalle per partecipare a una massiccia manifestazione organizzata da Coldiretti Puglia. L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni una crisi che sta mettendo in ginocchio le imprese locali. Il programma della manifestazione a Bari Il raduno è previsto a partire dalle ore 9:00 sul lungomare Nazario Sauro. Il corteo seguirà un percorso simbolico e strategico: Partenza: Sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura. Arrivo: Presidenza della Regione Puglia. Secondo le previsioni di Coldiretti, sono attese 10.000 persone provenienti da ogni angolo della regione. Le motivazioni della protesta: Xylella, acqua e burocrazia La mobilitazione nasce dall’esigenza di denunciare una situazione diventata ormai insostenibile per le imprese agricole e zootecniche. In una nota ufficiale, Coldiretti Puglia ha delineato i punti cardine della protesta: Emergenza Xylella: Richiesta di interventi drastici e rapidi per il rilancio del patrimonio olivicolo. Gestione Idrica: Necessità di infrastrutture moderne per l’irrigazione e il contrasto alla siccità. Semplificazione Burocratica: Abbattimento degli ostacoli amministrativi che soffocano le aziende. Tutela del Made in Italy: Difesa della qualità delle filiere locali contro la concorrenza sleale. “Il settore è alle prese con un contesto sempre più difficile, con costi di energia, carburanti e fertilizzanti in aumento e bilanci aziendali sotto pressione”, spiega Coldiretti Puglia. Sostenibilità e rincari: il futuro del comparto agricolo pugliese Oltre alle problematiche territoriali, gli agricoltori puntano il dito contro l’aumento dei costi di produzione e la fragilità delle catene di approvvigionamento. La richiesta alla Regione è chiara: servono investimenti mirati e azioni concrete per garantire la sicurezza nelle campagne e la competitività delle filiere pugliesi sui mercati internazionali. La giornata di domani segnerà un momento cruciale per il dialogo tra il mondo produttivo e il governo regionale, con la speranza che le istanze di migliaia di lavoratori trovino finalmente risposte efficaci. In sintesi: info utili Chi: Coldiretti Puglia e 10.000 partecipanti. Cosa: Manifestazione agricoltori e allevatori. Dove: Bari (Lungomare Nazario Sauro). Quando: Oggi, ore 9:00.

L’autoarticolato era appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia. I militari della Guardia di finanza di Bari, insieme ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari, in un autoarticolato, appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia, hanno scoperto oltre 156.000 candele in paraffina che riportavano la bandiera italiana e il marchio Made in Italy che invece erano state prodotte in Bulgaria. Il titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

La Puglia è seconda in Italia per quantità di vino stoccato e prima per detenzione dei mosti. Coldiretti Puglia chiede più tutele per i viticoltori e maggiore valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP. La Puglia si conferma tra le regioni leader del vino italiano, con oltre 7,1 milioni di ettolitri di vino in giacenza, di cui il 65,5% a Indicazione Geografica (DOP e IGP). La regione è seconda in Italia per quantitativi stoccati e detiene il primato nazionale dei mosti (46,8% del totale), un dato che evidenzia la straordinaria forza della produzione vitivinicola pugliese. A renderlo noto è Coldiretti Puglia, sulla base dell’ultimo report “Cantina Italia” dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, che conferma il ruolo strategico della vitivinicoltura pugliese per l’intero comparto nazionale. Vino Puglia: leadership produttiva ma redditività da rafforzare Nonostante i numeri record, i viticoltori pugliesi continuano a fare i conti con costi di produzione in aumento e con un mercato che spesso non riconosce il giusto valore lungo la filiera. Difendere il vino pugliese significa tutelare migliaia di imprese agricole, salvaguardare l’occupazione e proteggere un patrimonio economico e sociale fondamentale per il territorio. Denominazioni DOP e IGP: asset strategico del vino pugliese La valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP, la difesa del reddito agricolo e il rafforzamento del Made in Italy agroalimentare rappresentano priorità per garantire un futuro sostenibile al settore. La Puglia non può essere considerata soltanto un bacino di approvvigionamento, ma una regione protagonista per qualità, tracciabilità e capacità produttiva. Nuovo pacchetto vino UE: più trasparenza e strumenti anticrisi Un segnale positivo arriva dal via libera del Parlamento Europeo al nuovo pacchetto vino, che introduce: Maggiore trasparenza in etichetta, anche per i vini dealcolati Semplificazioni burocratiche per le imprese vitivinicole Strumenti più efficaci per affrontare eventuali crisi di mercato Si tratta di misure importanti per rafforzare la competitività del settore vitivinicolo pugliese, che dovranno essere accompagnate da risorse adeguate e scelte politiche coerenti. Settore vitivinicolo italiano: un patrimonio da 14,5 miliardi di euro Il settore vitivinicolo italiano vale complessivamente 14,5 miliardi di euro e vede la Puglia tra le regioni leader per superficie vitata e capacità produttiva. Un comparto chiave dell’agroalimentare nazionale che necessita di politiche mirate per garantire sostenibilità, competitività e giusto reddito ai viticoltori pugliesi. Valorizzare il vino della Puglia significa rafforzare l’intero sistema del vino italiano e sostenere uno dei simboli più rappresentativi del Made in Italy nel mondo.

Il programma del MASAF coinvolge produttori locali e scuole per garantire alimenti sicuri, educazione nutrizionale e tutela dei formaggi DOP pugliesi. Parte ufficialmente il programma “Latte nelle Scuole”, l’iniziativa dedicata alla promozione del consumo di latte, yogurt e formaggi nelle scuole primarie, con l’obiettivo di educare i bambini a una corretta alimentazione fin dai primi anni di vita. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in riferimento al programma di educazione alimentare promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che coinvolge direttamente i produttori del settore lattiero-caseario nella distribuzione dei prodotti e nelle attività di sensibilizzazione. L’iniziativa punta a garantire che nelle mense scolastiche arrivino esclusivamente prodotti 100% Made in Italy, certificati per qualità e sicurezza alimentare. Latte e yogurt: benefici nutrizionali per la crescita dei bambini Come evidenzia il Ministero della Salute, latte e yogurt rappresentano fonti essenziali di: Calcio Vitamine del gruppo B Proteine ad alto valore biologico Questi nutrienti sono fondamentali per la crescita ossea nei bambini e per il benessere generale della popolazione. Il Ministero raccomanda il consumo quotidiano di 3 porzioni tra latte e yogurt, per assicurare un adeguato apporto nutrizionale e contribuire alla prevenzione di patologie cronico-degenerative. Il programma “Latte nelle Scuole” non si limita alla semplice distribuzione dei prodotti, ma prevede anche: Corsi di degustazione Attività didattiche Visite nelle fattorie Percorsi di educazione alimentare Un progetto strategico che contribuisce a formare i consumatori del futuro, rendendoli più consapevoli nelle scelte alimentari. Settore lattiero-caseario in Puglia: numeri, occupazione e valore economico Secondo Coldiretti Puglia, è fondamentale garantire stabilità al settore lattiero-caseario pugliese, che rappresenta un pilastro economico, sociale e ambientale per il territorio. Attualmente il comparto conta: 674 stalle da latte 108.000 tonnellate di latte prodotte ogni anno Oltre 130 milioni di euro di valore economico Più di 40.000 tonnellate di formaggi Oltre 6.000 occupati tra diretto e indotto Quando chiude una stalla — sottolinea Coldiretti — si perde un intero sistema fatto di animali, prati per il foraggio, formaggi tipici e famiglie che da generazioni contrastano lo spopolamento delle aree rurali, soprattutto nelle zone più svantaggiate. I formaggi DOP e IGP della Puglia: un patrimonio da tutelare La Puglia vanta un patrimonio caseario unico al mondo, con eccellenze riconosciute a livello nazionale ed europeo. Tra queste: Canestrato Pugliese DOP Burrata di Andria IGP Canestrato leccese Caciocavallo podolico Dauno Caciocavallo della Murgia In totale la regione può contare su 4 formaggi DOP, una IGP e 17 specialità tradizionali riconosciute dal Ministero. Secondo Coldiretti, la tutela di queste produzioni significa anche preservare biodiversità, patrimonio genetico animale e identità culturale del territorio. Prezzi equi e accordi di filiera per garantire la sostenibilità La chiusura di un’azienda zootecnica comporta la perdita definitiva di animali e del loro patrimonio genetico, custodito da generazioni di allevatori. Per questo Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di: Accordi di filiera tra imprese agricole e industria Obiettivi qualitativi e quantitativi chiari Prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione Applicazione della normativa contro le pratiche sleali Solo così è possibile garantire la sostenibilità del settore lattiero-caseario, la tutela del Made in Italy e la salute alimentare dei cittadini, in linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Linee guida accolte con unanime soddisfazione dai sindacati, nazionali, regionali, territoriali . Esuberi zero, nessuna chiusura, investimenti reali sul territorio, nuove politiche del lavoro. Da questi pilastri la Regione Puglia è irremobile e, in estrema sintesi, sono le linee guida dettate al gruppo Natuzzi per superare la crisi e rilanciare il distretto del salotto. Accolte con unanime soddisfazione dai sindacati, nazionali, regionali, territoriali – Fenealuil, Filca Cisl e Fillea Cgil con le Rsu – che il responsabile della task force regionale, Leo Caroli, e l’assessore allo sviluppo economico e al lavoro Eugenio Di Sciascio hanno incontrato dopo l’assemblea plenaria e il confronto con l’azienda dei giorni scorsi. Quattro i pilastri, o meglio vincoli, inderogabili, su cui deve fondarsi il piano di rilancio da realizzare in due fasi. Da subito: investimenti nel processo produttivo, e quindi in innovazione e ricerca, che coinvolgano più piccole e medie imprese. A fine investimenti, poi, il saldo occupazione deve contare almeno una unità in più rispetto alle 1800 attuali, che non si toccano, così come non si toccano i siti esistenti, che non vanno chiusi. Quanto alla seconda fase: reshoring strategico con il rientro delle produzioni ora dislocate in Romania e Cina ma in un processo di aggregazione aziendale che valorizzerebbe il Made in Italy e gli impianti locali. Infine, formazione e percorsi di outplacement, che trasformino il momento di crisi in opportunità di aggiornamento professionale. “Oggi, ha aggiunto Caroli, la Regione non ha misure specifiche di sostegno alla formazione, ma c’è l’impegno a predisporla”. Pieno apprezzamento da parte dei sindacati. Il tempo delle attese è finito, hanno affermato. Ora occorre conoscere la posizione ufficiale del gruppo Natuzzi.

Coldiretti Puglia denuncia l’assenza di verifiche alle frontiere e il rischio concorrenza sleale che fa crollare i prezzi del made in Italy. L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere UE i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni rassicurazione sulla sicurezza delle importazioni, denunciando verifiche inesistenti o sporadiche su pesticidi e contaminanti nell’olio proveniente da Paesi extra UE, in particolare dalla Tunisia. Un paradosso evidente: oltre il 90% dell’olio prodotto nell’Unione Europea è sottoposto a controlli rigorosi, mentre il restante 9% di olio estero entra spesso nel mercato comunitario senza adeguate garanzie per produttori e consumatori. In Italia, secondo la Corte dei conti europea, nel biennio 2023-2024 nessun carico di olio d’oliva è stato controllato nei principali punti di ingresso. In questo scenario, Coldiretti e Unaprol contestano con forza l’ipotesi di raddoppiare il contingente di olio tunisino a dazio zero, definendola una scelta autolesionista che penalizza una delle produzioni simbolo del made in Italy agroalimentare. L’annuncio del Governo tunisino dell’avvio di negoziati con Bruxelles per portare il contingente agevolato fino a 100mila tonnellate annue accende ulteriormente lo scontro. Secondo le organizzazioni agricole, l’UE continua a favorire un modello che spinge l’industria ad approvvigionarsi di olio estero a basso costo, spesso rivenduto come made in Italy, invece di garantire una giusta remunerazione all’olio nazionale. I numeri confermano l’allarme. Nei primi nove mesi del 2025 le importazioni di olio tunisino in Italia sono aumentate del 38%, mentre i prezzi dell’olio extravergine italiano sono crollati di oltre il 20%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea. Oggi l’olio tunisino viene commercializzato a meno di 4 euro al litro, esercitando una forte pressione al ribasso sui prezzi dell’olio italiano e costringendo molti olivicoltori a vendere sotto i costi di produzione. Alla base di questa dinamica c’è l’attuale normativa europea, che consente l’ingresso annuale di 56.700 tonnellate di oli vergini d’oliva a dazio zero, una soglia che ora si vorrebbe ulteriormente ampliare. A questo si aggiunge il regime del perfezionamento attivo, che permette di importare olio, “nazionalizzarlo” e riesportarlo, un meccanismo che penalizza il vero olio extravergine made in Italy, come evidenziato anche dal Financial Times. “Con una produzione di circa 300mila tonnellate di olio, un consumo interno di 400mila tonnellate e un export di 300mila, come si spiega il crollo del 30% del prezzo dell’olio pagato agli agricoltori?”, si chiede David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. “È evidente che qualcosa non torna. Siamo di fronte a una speculazione sull’olio d’oliva che va fermata. Servono controlli immediati e più severi per difendere i produttori onesti e la qualità dell’olio extravergine italiano”. Duro anche l’intervento di Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia: “Aumentare le importazioni a dazio zero significa spalancare le porte a olio extravergine a basso costo e di qualità discutibile, mettendo a rischio il patrimonio agroalimentare italiano. Questo modello premia il prezzo più basso e non la qualità, compromettendo la sostenibilità economica delle aziende agricole”. Sulla stessa linea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, che denuncia la possibilità di dichiarare “italiano al 100% un olio che non lo è”, definendo la pratica una truffa sull’origine dell’olio che danneggia l’intera filiera olivicola e mina la fiducia dei consumatori. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono un rafforzamento dei controlli nelle industrie olearie, anche alla luce dei numerosi sequestri di olio effettuati nel 2025 in Puglia dalle forze dell’ordine. Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi per la Puglia, cuore dell’olivicoltura italiana. In regione l’ulivo copre oltre 370mila ettari, pari al 64% della superficie agricola utilizzata, coinvolgendo 148.127 aziende agricole. Qui si producono cinque oli extravergine DOP e un’IGP Olio di Puglia. Con 60 milioni di ulivi, la Puglia rappresenta la più grande fabbrica green del Mezzogiorno, con il 32% della superficie olivicola nazionale e un valore di circa un miliardo di euro di Produzione Lorda Vendibile di olio extravergine.

La kermesse è dedicata a salute, cultura e innovazione, a supporto della candidatura a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Tra gli obiettivi della X edizione della “Settimana della cucina Italiana nel Mondo”, quest’anno c’è in primo luogo il sostegno alla candidatura della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Ma la rassegna, che è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, punta tradizionalmente alla valorizzazione del modello produttivo italiano, che è il perfetto connubio tra salute, cultura e innovazione. Intervista: Lucia Forte – Ad Oropan

Presentata a Bari alla Fiera del Levante “Vita” Servizio di Giovanna De Crescenzo

Siglato il protocollo per guidare le imprese locali nella trasformazione digitale. Toma: “Formazione e sinergie per la svolta economica” Intervistati: Angelo Giuliana, Direttore Generale di Meditech; Paolo Sabatino, Presidente della Sezione Servizi Innovativi Confindustria Taranto 

Per l’evento dedicato all’enogastronomia e all’hospitality: talk, masterclass e un hub esperienziale per raccontare la Puglia Intervista: Paola Puzzovio, Fondatore ITEG

I prodotti e gli imballaggi erano senza l’indicazione di origine, e dunque è scattata la denuncia a tutela del Made in Italy La guardia di finanza e il personale dell’Ufficio Dogane di Taranto hanno sequestrato una partita di oltre 1000 avvitatori manuali con accessori provenienti dalla Cina ma con un marchio di fabbrica italiano. I prodotti e gli imballaggi erano senza l’indicazione di origine, e dunque è scattata la denuncia a tutela del Made in Italy per un importatore tarantino.

A Taranto tappa del tour nazionale del ministero delle Imprese. Il focus è sulla salute con un progetto per il monitoraggio dell’aria Di Alessandra Martellotti Interviste a Fabio Cerino, ceo Befreest; Roberta Serroni, dirigente Ministero Imprese e Made in Italy

Dopo Lecce e Gravina la giornata nazionale del Made in Italy si celebra a Grottaglie nell’azienda Zanzar, su iniziativa di Confindustria Di Alessandra Martellotti Interviste a Salvatore Toma, presidente Confindustria Taranto; Angelo L’Angellotti, ad Zanzar; Francesco Paolo Vania, dg Servizi territoriali ministero Made in Italy

Bocciata la sperimentazione proposta dalla presidente Meloni. Su 12 licei disponibili in Puglia, tre non avevano i requisiti ed i restanti nove non sono riusciti a formare delle classi Servizio: Francesco Iato Intervista: Sebastiano Leo, assessore istruzione regione Puglia Montaggio: Pasquale Dattoma

Esplorate le sfide nel settore digitale alla presenza del Ministro Fitto e del Sottosegretario Butti Intervista: Alessio Butti (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio) Raffaele Fitto (Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr) Giornalista: Pamela Spinelli Riprese e montaggio: Francesco Afrune

Aumentare la produzione di acciaio e autoveicoli in Italiae trovare un accordo su transizione e riconversione. Questo quanto sostenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Intervista a: Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy; Michele De Palma segr. Gen Fiom Cgil; Roberto Benaglia segr. Gen. Fim Cisl

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