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Il progetto prevede lo studio e lo sviluppo di un nuovo processo basato su tecnologie avanzate a basso impatto ambientale  . Un investimento in ricerca e formazione per conciliare la produzione farmaceutica con la salvaguardia e la tutela dell’ambiente. Si tratta del progetto G.o.d. presentato da Farmalabor e realizzato grazie ad un cofinanziamento della regione Puglia attraverso i programmi integrati di agevolazione. Intervista a Sergio Fontana, presidente Farmalabor Montaggio di Leonardo Tribuzio

Investimenti, redditività e il cambio generazionale come leva di rilancio secondo l’Osservatorio Aub. In un contesto macroeconomico ancora incerto, segnato dal rallentamento del ciclo globale, le imprese familiari italiane continuano a dimostrare una sorprendente capacità di tenuta. È questo il quadro che emerge dal XVII Rapporto dell’Osservatorio Aub, che fotografa un sistema imprenditoriale solido, capace di affrontare la fase di normalizzazione della crescita senza perdere equilibrio. Dopo il rimbalzo successivo alla pandemia, la crescita dei ricavi ha infatti imboccato una fase più matura: nel 2024 si registra una lieve flessione (-1,2%), in linea con l’andamento generale dell’economia. Ma dietro questo dato si conferma un vantaggio strutturale delle aziende familiari rispetto a quelle non familiari, sia in termini di crescita cumulata sia di redditività. Il Rapporto, promosso da Aidaf, UniCredit e dalla Cattedra Aidaf-Ey di Strategia delle Aziende Familiari dell’Università Bocconi, con il sostegno di Angelini Industries, Borsa Italiana ed Ey, analizza tutte le imprese italiane con un fatturato superiore ai 20 milioni di euro: 23.578 aziende, di cui il 66% a controllo familiare. I risultati saranno presentati oggi alle 17 a Milano, a Palazzo Mezzanotte. Uno dei segnali più chiari che emergono dall’analisi riguarda gli investimenti, che restano sostenuti nonostante il contesto. Nel 2024 le immobilizzazioni delle imprese familiari crescono del 9,2%, confermando una propensione all’investimento superiore a quella delle imprese non familiari. Anche la redditività operativa, pur in lieve calo rispetto al 2023, rimane su livelli più elevati rispetto al periodo pre-Covid. Sul fronte finanziario, la struttura appare complessivamente solida: indebitamento contenuto e una quota crescente di aziende con posizione finanziaria netta positiva. All’interno di questo quadro di stabilità economico-finanziaria, l’Osservatorio mette in luce una trasformazione profonda: l’accelerazione dei passaggi generazionali e l’evoluzione delle famiglie proprietarie. Dal 2010 a oggi sono stati osservati quasi duemila passaggi generazionali, con una forte intensificazione a partire dal 2020. Le famiglie imprenditoriali appaiono sempre più numerose e strutturate: oltre l’80% ha più di un figlio, spesso di genere diverso, con una media di 2,5 potenziali successori per famiglia. Una pluralità che rende più complessa la scelta del leader e trasforma la successione da evento anagrafico a processo decisionale strategico. La guida dell’impresa viene trasferita mediamente quando la generazione senior ha circa 75 anni, mentre i successori raggiungono il vertice intorno ai 45 anni, dopo lunghi percorsi di affiancamento e mentoring. «Il passaggio generazionale è una responsabilità importante. Ci piace chiamarla transizione generazionale, più che passaggio», sottolinea Cristina Bombassei, presidente di Aidaf. «La successione non è solo un trasferimento di ruoli, ma può diventare una vera occasione di rilancio. Con l’ingresso della NextGen arrivano nuove sensibilità, competenze aggiornate e un approccio più strutturato alla gestione e alla governance».

. Il debito pubblico europeo oggi fa meno paura, anzi in alcuni Paesi inizia persino a scendere. Ma, avverte Christine Lagarde, la vera minaccia è un’altra: la crescita che non c’è. Lagarde, che guida la Banca Centrale Europea dal 2019 ed è stata in passato ministra dell’Economia in Francia e direttrice del Fondo Monetario Internazionale, è considerata una delle figure economiche più influenti al mondo. E proprio per questo le sue parole pesano. Secondo lei l’Europa rischia di cadere nella stagnazione, un meccanismo che frena tutto e rende più difficile anche il lavoro della Bce. E lo dice chiaramente ai governi: le nuove regole fiscali europee non servono solo a tagliare le spese, ma a investire. Serve puntare su riforme, infrastrutture e innovazione, tutto ciò che può far aumentare la produttività e permettere all’Europa di tenere il passo con Stati Uniti e Cina. Senza questa spinta, le prospettive restano deboli: l’eurozona crescerà poco più dell’1% nei prossimi anni, e l’Italia addirittura meno, nonostante lo spread in calo e i giudizi migliori delle agenzie di rating. A preoccupare Lagarde è anche il fatto che solo sette Paesi su venti stiano davvero usando gli strumenti disponibili. Così si rischia la “stagnazione fiscale”: si stringe la cinghia per mettere ordine nei conti, ma si finisce per frenare la crescita, creando un circolo vizioso. E non aiuta l’idea, sempre rispuntante nella politica, che la banca centrale debba essere usata per ridurre il debito pubblico. Lagarde difende la totale indipendenza della Bce, ricordando che ogni volta che la politica ha cercato di pilotare una banca centrale, il risultato è stato inflazione e instabilità. Tutto questo pesa sull’Europa intera, ma ancora di più sul Mezzogiorno italiano. Le regioni del Sud partono già con una crescita fragile, investimenti più lenti e un mercato del lavoro più debole. Quando l’economia rallenta, il Sud lo sente subito: meno opportunità, meno sviluppo, meno prospettive per i giovani. Ma proprio qui potrebbe nascere una chance: se l’Europa investe davvero, il Mezzogiorno potrebbe diventare un terreno fertile, tra energie rinnovabili, digitalizzazione, turismo, ricerca e grandi opere che aspettano solo di decollare. Il messaggio, dietro la complessità dei numeri, è semplice: senza crescita ci si ferma tutti. Con gli investimenti giusti, invece, l’Europa può ripartire e il Sud può finalmente diventare un motore vero, non solo una promessa.

 L’accusa per un 57enne barese è di insolvenza fraudolenta Servizio di Linda Cappello

Ripartenza su due turni e rientro dei trasfertisti, i sindacati chiedono diversificazione mentre cresce l’interesse per il nuovo progetto aeronautico

Previsti nuovi insediamenti produttivi che promettono centinaia di posti di lavoro Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Francesco Afrune Intervista a Giuseppe Meo, Presidente Salone Nautico di Puglia

Gli investimenti ammontano a 500 mila euro all’anno per 5 anni, dal 2022 al 2026 Nel 2025 nel sito Leonardo di Taranto gli investimenti saranno il triplo di quelli preventivati con l’accordo del 2022. E’ emerso nell’incontro tra i sindacati e la divisione Elettronica di Leonardo che sta per essere trasferita da Paolo VI a Grottaglie, dove già opera la divisione Aerostrutture.  Servizio di Annamaria Rosato

Appuntamento in seconda serata su Telenorba La decisione di Porsche di ritirare l’investimento da 450 milioni per espandere il Nardò Technical Center in Salento, ufficialmente (o diplomaticamente) a causa dei cambiamenti in atto nel settore automobilistico e del contesto attuale, vedi la politica americana sui dazi, richiama l’attenzione su un problema atavico in Italia e, quindi, anche in Puglia. È la cosiddetta sindrome di Nimby, l’acronimo di quella che in italiano si può tradurre come “non nel mio cortile”.  Servizio di Antonio Procacci

Grottaglie gioca un ruolo di primo piano. Ne abbiamo parlato con il consigliere di amministrazione di Leonardo, Nuccio Altieri Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Intervista: Nuccio Altieri – Cons. Amm. Leonardo

“Aumentati gli investimenti e ridotte le contribuzioni pubbliche” Il gruppo Ferretti lascia Taranto. “Nonostante gli sforzi profusi dalle istituzioni – motiva la multinazionale di cantieristica navale – i ritardi accumulati nel lungo iter approvativo e attuativo hanno costretto a rinunciare al progetto”. Il gruppo si ritira dunque dalla gara per il programma di bonifica e reindustrializzazione del sito ex Yard Belleli nell’area portuale di Taranto. Il ritiro del gruppo fa sfumare un investimento di 200 milioni e una previsione di 200 nuovi posti di lavoro. “Negli anni – spiega il produttore di imbarcazioni di lusso – sono aumentati gli investimenti necessari e diminuite le contribuzioni pubbliche al programma, rendendone l’esito incerto ed eccessivamente oneroso per la società”.

Anche un piccolo aeroporto, come quello di Foggia, può sviluppare economia e attrarre investimenti: lo ribadisce il comitato ‘Mondo Gino Lisa’, che ha promosso un incontro sulle prospettive dello scalo Servizio di Pietro Loffredo Sergio Venturino,  pres. Comitato ‘Mondo Gino Lisa’  Davide Casaleggio, proprietario ‘Casaleggio Associati’

Il sindacato chiedere di usare le risorse del Pnrr per ridurre i divari territoriali Intervista: Giovanni D’Arcangelo – Segretario Generale Cgil Taranto

Nel workshop organizzato a Roma, sono stati illustrati i punti di forza delle politiche messe in campo per fare della Puglia polo centrale del Mediterraneo Intervista a: Alessandro Delli Noci Ass. Reg. Sv. Economico; Gianfranco Lopane Ass. Turismo Reg. Puglia; Giovanni Lo Storto Dir. Gen. Luiss Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

I vertici del gruppo hanno illustrato il piano al Governatore Emiliano Seicento assunzioni nei prossimi tre anni. E’ quanto prevede il nuovo piano del gruppo Lutech in Puglia. I vertici della società attiva nel settore della Digital Transformation e nei servizi e soluzioni Ict, hanno incontrato il Governatore, Michele Emiliano, e l’Assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, per presentare il nuovo piano di crescita in seguito dell’ingresso nel gruppo di Atos Italia. Si tratta di un progetto che consentirà di realizzare investimenti complessivi per oltre 70 milioni di euro e garantire una costante crescita occupazionale, consolidando la presenza di Lutech con 600 dipendenti entro i prossimi tre anni.

Messi a disposizione sette miliardi di euro, spalmati fino al 2045 Intervista a: Michele Emiliano, presidente regione Puglia Servizio di Francesco Iato Riprese di Orazio Corbacio

Pioggia di adesioni alla Zona Economica Speciale pugliese attrattiva per nuovi investimenti a livello mondiale Servizio di Francesco Iato Intervista a: Manlio Guadagnolo, commissario straordinario Zes Adriatica

Oggi l’infrastruttura nel Salento è oggetto di un progetto di risanamento e consolidamento da parte della Provincia di Lecce. Ma occorre ricordare l’opera di un uomo, quella del suo costruttore, Antonio Ria  Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato ColazzoIntervista a Vincenzo Ria

Attrarre gli investimenti di capitali nelle giovani start up pugliesi innovative. E’ l’obiettivo dell’incontro organizzato al Politecnico di Bari Servizio di Giuglielmina LogroscinoIntervistati: Ferdinando Natali, resp. Sud Unicredit Loredana Ficarelli, rettrice vicaria Politecnico di Bari

La Regione ha illustrato il report 2022 alla Fiera del Levante Aqp: investimenti fondamentali per completare le reti e ridurre le perdite. Servizio di Francesco Iato Intervistati: Antonio Matarrelli, presidente AipMichele Emiliano, presidente Regione PugliaProf. Domenico Laforgia, presidente Aqp

Brindisi punta sulla Nautica

Previsti nuovi insediamenti produttivi che promettono centinaia di posti di lavoro Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Francesco Afrune Intervista a Giuseppe Meo, Presidente Salone

Le opportunità che la Puglia ha da offrire nel workshop “Puglia way of Life”

Nel workshop organizzato a Roma, sono stati illustrati i punti di forza delle politiche messe in campo per fare della Puglia polo centrale del Mediterraneo Intervista a: Alessandro Delli Noci Ass. Reg. Sv. Economico; Gianfranco Lopane Ass. Turismo Reg. Puglia; Giovanni Lo Storto Dir. Gen. Luiss Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

La storia del ponte del Ciolo

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Tech made in Sud

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