rossotono-che-sera
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

guardia di finanza

In carcere l’amministratore di una società edile di Barletta, il complice indagato a piede libero. Crediti d’imposta fittizi usati per non pagare le tasse. È quanto avrebbe fatto l’amministratore di una società edile di Barletta, finito in carcere, assieme a un suo presunto complice, indagato a piedelibero. La frode ai danni dell’Erario sarebbe riuscita compensando i falsi crediti di imposta ottenuti col bonus ‘Renzi’, riservato ai dipendenti con reddito lordo non superiore a 28mila euro e pagato direttamente dal datore di lavoro che lo compensava poi in dichiarazione. Così, avrebbero ottenutorimborsi che poi sarebbero stati riciclati o autoriciclati in società riconducibili agli indagati. I militari hanno anche sottoposto a sequestro beni, mobili e immobili riconducibili ai due, per un valore complessivo di poco più di un milione di euro, pari al valore dei crediti di imposta ottenuti dai due indagati. Si tratta di un immobile, cinque auto e 32 conti correnti e partecipazioni societarie.

Sette persone sono state segnalate. Ventuno apparecchi da gioco sequestrati e 7 persone segnalate alle Autorità competenti. È il bilancio di un piano coordinato di interventi condotti nei giorni scorsi, dalle Fiamme Gialle ioniche e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Taranto a contrasto del gioco illegale. Nel dettaglio, i controlli hanno riguardato alcuni circoli ricreativi del territorio, nei quali i militari hanno rinvenuto apparecchi elettronici non collegati alla rete telematica statale. Sono in corso ulteriori approfondimenti di natura fiscale volti ad accertare, da parte dei titolari dei centri ispezionati, il regolare versamento all’Amministrazione Finanziaria del “Prelievo Unico Erariale”, un tributo commisurato alle somme “giocate” e registrate sui contatori degli apparecchi. All’esito dell’operazione, sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 166 mila euro.

Ricavi mai dichiarati per 30 milioni di euro . Avevano costituito in Francia due società per sottrarsi al pagamento delle tasse in Italia, ma in realtà le imprese erano gestite a Barletta da residenti nella sesta provincia pugliese. Per questo il Gip del Tribunale di Trani ha emesso un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 11 milioni di euro nei confronti di tre persone coinvolte in una frode fiscale perpetrata tramite l’impiego di soggetti esteri riconducibili agli indagati. Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani. Le società hanno evitato che nelle casse dello Stato Italiano entrassero oltre 8 milioni di euro, frutto di imposte e tasse calcolate su circa 30 milioni di euro di ricavi mai dichiarati. Tre persone risultano indagate. Dalle indagini è emersa l’esistenza di due società fittizie, con sede legale in Francia, amministrate da soggetti operanti a pieno titolo nella Provincia BAT che ricevevano fatture, trasferivano fondi, ricevevano ordini di accordi commerciali direttamente da una società italiana riconducibile agli stessi amministratori delle società cartiere francesi. Uno degli indagati, senza disporre di alcuna risorsa economica evidente, ha acquistato una villa a Trani di 12 vani per 550 mila euro.

Immobili sequestrati nella provincia di Taranto. C’è anche la Puglia nell’indagine che ha permesso di scoprire una maxi truffa ai danni dello Stato, messa a segno con i bonus edilizi. Tra le altre regioni sono coinvolte la Campania, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Piemonte e la Toscana. L’operazione è della Guardia di Finanza di Napoli che, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Nola, ha notificato un decreto di sequestro urgente da oltre 10,5 milioni di euro a 7 indagati e 3 società. Gli accertamenti dei finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli sono iniziati dopo le denunce presentate da un centinaio di condòmini di due parchi residenziali dello stesso Comune i quali si sono trovati nei loro “cassetti fiscali” crediti ceduti riguardanti lavori di ristrutturazione edilizia ed efficientamento energetico eseguiti in maniera approssimativa e supportati da documentazione che ne attestavano falsamente il completamento. Sono stati bloccati circa 3 milioni di crediti presenti sui cassetti fiscali e di sequestrare oltre 30 immobili nelle province di Napoli e Taranto, 9 autovetture, quote sociali di 14 società per circa mezzo milione di euro, rapporti finanziari e, con l’ausilio dell’unità cinofila anti-valuta, denaro contante per 80 mila euro che due indagati napoletani custodivano nelle rispettive abitazioni.

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a vincolo cautelare quote societarie, disponibilità liquide su conti correnti e un immobile. La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo di 3.466.073,47 euro nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro relativa a presunti omessi versamenti di ritenute certificate e IVA per le annualità d’imposta 2019-2022. Le indagini hanno ricostruito il mancato versamento di imposte e ritenute da parte di una società con sede operativa nel comprensorio della Procura. Nel corso dell’operazione, sono stati sottoposti a vincolo cautelare quote societarie, disponibilità liquide su conti correnti e un immobile nel Comune di Lagonegro.

Nel corso dell’attività, sono stati sottoposti a sequestro anche una motrice e un semirimorchio-cisterna oltre ad un’area di 3.900 metri quadrati. I finanzieri hanno sequestrato a Taranto e a Statte oltre 30.000 litri di carburante di illecita provenienza, destinato ad essere immesso clandestinamente sul mercato locale. Era stoccato in cisterne diacciaio e di plastica, alcune di grandi dimensioni. Nel corso dell’attività, sono stati sottoposti a sequestro anche una motrice e un semirimorchio-cisterna oltre ad un’area di 3.900 metri quadrati, nonché sette box all’interno dei quali sono state rinvenute le predette cisterne. Otto le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Taranto.

Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale. È scattato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 11 milioni di euro e di 7 immobili per imprese coinvolte in una frode fiscale per emissione di fatture false. Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani e vede coinvolte 36 imprese. L’illecito è di circa 18 milioni di euro. Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere l’esistenza di imprese come “scatole vuote”,prive di qualsivoglia struttura aziendale. Le fatture false venivano inizialmente accompagnate da un reale flusso di denaro, poi rimesso nella disponibilità di chi emetteva i falsi documenti fiscali e contabili. Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale ha assunto un ruolo fondamentale gestendo le fittizie assunzioni di dipendenti in capo alle imprese “cartiere”. Sequestrati anche 4 immobili in provincia di Milano e uno a Molfetta. Cessate anche 12 partite IVA.

La guardia costiera ha sequestrato anche 74 chilogrammi di ricci di mare. Datteri e ricci di mare non tracciati a Bari. La guardia costiera ha effettuato un’ispezione presso un ristorante situato nel centro cittadino. I militari hanno trovato circa 5 chilogrammi di datteri di mare, la cui detenzione e commercializzazione sono severamente vietate dalla normativa vigente. Il titolare è stato segnalato all’autorità giudiziaria, reato punito con l’arresto da due mesi a due anni o con l’ammenda da 2.000 a 12.000 euro. Per tale violazione è prevista anche la sospensione dell’attività commerciale. Nel corso dell’ispezione sono stati identificati e denunciati due clienti del ristorante, sorpresi mentre consumavano i datteri di mare. Inoltre, sono stati sequestrati 74 chilogrammi di ricci di mare, risultati privi di qualsiasi documentazione attestante la provenienza.

Si tratta del fratello, nominato amministratore di sostegno, sua figlia e il compagno di quest’ultima. Un decreto di sequestro preventivo di circa 150mila euro è stato eseguito dalla guardia di finanza di Bari nei confronti di tre persone accusate, a vario titolo, di aver sottratto, mediante raggiri, somme di denaro a una persona anziana residente nel Barese, affetta da una grave invalidità permanente e sottoposta a misura di amministrazione di sostegno. Si tratta del fratello, nominato amministratore di sostegno, sua figlia e il compagno di quest’ultima: avrebbero sottratto denaro per usarlo per ristrutturare le proprie abitazioni e pagare fatture per spese fasulle. “La vicenda assume particolare rilievo, anche da un punto prettamente sociale, – si legge nella nota – in considerazione della condizione di estrema vulnerabilità della persona offesa nonché del ruolo di tutela e protezione che l’indagato, quale amministratore di sostegno, avrebbe dovuto svolgere proprio a tutela della persona socialmente debole”. 

In azione la guardia di finanza. Sanzionate due persone, multa di 9mila euro. Continuano i controlli nel settore ittico da parte della guardia di Finanza di Gallipoli. Nel corso dell’ispezione in una pescheria di Porto Cesareo, sono stati trovati alcuni vasetti con polpa di ricci di mare per un totale di circa 2 chili, prodotto oggetto di particolari restrizioni per la pesca e la commercializzazione. Pertanto è stato sottoposto a sequestro e successivamente distrutto. Sono stati anche sequestrati circa 80 chili di pesce di varia tipologia, perché senza le informazioni obbligatorie relative alla tracciabilità. Anche questo prodotto è stato distrutto. A Gallipoli, invece, altro prodotto ittico sequestrato è stato sottoposto ad accertamenti igienico-sanitari da parte del personale medico della ASL. Si tratta di 18 chili di pescato: in questo caso, poiché ritenuti idonei al consumo, sono stati donati a un ente benefico del territorio. Complessivamente sono state sanzionate due persone per violazioni amministrative, con un importo massimo complessivo pari a 9.000 euro.

La truffa ammonta a oltre 1.500.000 euro per un totale di 89 vittime. Sono coinvolte anche le province di Potenza, Lecce e Taranto nella vasta operazione anti-riciclaggio condotta dai carabinieri di Battipaglia e dalla guarda di finanza di Salerno. I militari hanno disposto il sequestro di conti correnti e rapporti finanziari. Sono 68 le persone indagate. L’indagine è iniziata con la denuncia di un cittadino relativa all’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome. I soggetti, spacciandosi per operatori bancari, inducevano le persone a inserire i propri dati su siti internet appositamente creati per potersi impossessare del loro denaro. La truffa ammonta a oltre 1.500.000 euro per un totale di 89 vittime.

È successo a Foggia. Ha trovato nei pressi di uno sportello bancomat di Foggia una banconota da 50 euro e, non sapendo di chi fosse, l’ha portata dalla guardia di finanza. I finanzieri dopo alcune settimane sono riuscite a risalire al proprietario a cui è stata riconsegnata. Tramite l’analisi delle immagini di videosorveglianza, i militari sono risaliti al proprietario che, sorpreso e felice, ha ringraziato.

Due persone sono state denunciate e sanzionate. Sequestro di ricci anche a Taranto. Pesca di frodo sul litorale brindisino. I militari della sezione operativa navale della Guardia di Finanza hanno sequestrato in diversi controlli 13 chili e mezzo di datteri di mare, 3 chili di novellame e 45 chili di ricci di mare. Tutti prodotti ittici la cui pesca e commercializzazione è vietata. Due persone sono state denunciate e sanzionate. In particolare la cattura del dattero di mare rappresenta una delle più gravi forme che deturpa l’ambiente marino. Ieri, 23 febbraio, invece, gli uomini della Guardia Costiera di Taranto hanno sequestrato  30 chilogrammi di ricci, nascosti nei pressi della città vecchia.

I due gestori del locale sono stati multati con una sanzione di oltre 50 mila euro. La Guardia di Finanza ha sequestrato 5 videogiochi illegali nonché le somme giocate contenute all’interno degli stessi. L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Gallipoli, con la collaborazione del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Lecce. In una sala giochi a Melissano le apparecchiature risultavano apparentemente regolari e dotate di nulla-osta per la messa in esercizio. In realtà all’interno era stata montata una seconda scheda gioco, riproducente il gioco del Poker nelle sue regole fondamentali. Le schede poi su richiesta degli avventori venivano attivate mediante un’ingegnosa combinazione di tasti e con il supporto di una chiave magnetica in dotazione. I due gestori del locale sono stati multati con una sanzione di oltre 50 mila euro.

Rimosse 8 barche in cattivo stato di conservazione, oltre a reti da pesca e attrezzature . La guardia di Finanza nel porto di Bari ha rimosso 8 barche di varie dimensioni e in cattivo stato di conservazione, oltre a reti e altre attrezzature da pesca non consentite. Erano posizionate senza le necessarie autorizzazioni a bordo e sulla banchina. L’attività dei finanzieri della Stazione Navale, grazie all’intervento del Nucleo Sommozzatori, ha consentito di smantellare anche 80 ormeggi e 13 scalandroni di approdo illecitamente realizzati nell’area demaniale in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo. In discarica sono finite ben 19 tonnellate complessive di rifiuti.

In totale ci sono 5 arresti, 10 indagati e il sequestro di 2,5 milioni di euro tra beni immobili e denaro. C’è anche Lecce tra le province interessate da una vasta operazione della Guardia di Finanza di Padova che, nell’ambito di un’inchiesta su estorsioni e truffe ai danni di anziane, ha portato a 5 arresti, 10 indagati e il sequestro di 2,5 milioni di euro tra beni immobili e denaro. Le vittime accertate sono oltre 1.200. L’organizzazione era formata da italiani inseriti in una società attiva nel settore delle vendite “porta a porta”, con sede nel Veneziano. I finanzieri hanno sequestrato copioso materiale documentale in diverse società nelle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, anch’esse attive nel settore delle vendite a domicilio e ritenute conniventi con l’impresa padovana nel trasferirsi tra loro elenchi di potenziali vittime. Le indagini sono iniziate concentrando l’attenzione su alcuni indagati padovani che facevano una vita agiata sopra le loro possibilità e ben al di sopra di quanto denunciavano al fisco oltre all’anomalia che le clienti delle loro società erano quasi tutte donne ultrasessantenni. Le anziane, spesso sole, venivano persuase ad acquistare articoli casalinghi di ogni tipo, tutti prodottipresentati come di ottima qualità, ma in realtà di scarso valore.

A bordo 33mila tonnellate di materiale ferroso. Una nave carica di materiale ferroso è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza e dall’agenzia delle dogane nel porto di Brindisi per aver violato le sanzioni europee adottate nei confronti della Russia. L’importatore, l’armatore e parte dell’equipaggio sono indagati. A bordo della nave, battente bandiera di un piccola isola dell’Oceania, c’erano 33mila tonnellate di materiale. Dai controlli sono emerse “gravi incongruenze e falsificazioni della documentazione di bordo”. La nave infatti ha sostato per una settimana a novembre scorso in un porto russo eseguendo le operazioni di carico del materiale. Dall’ulteriore controllo dei finanzieri della Sezione operativa navale di Brindisi e dall’analisi satellitare eseguita dal Reparto aeronavale della Guardia di finanza di Bari risultava anche che il sistema AIS – il transponder Gps che permette alle navi di identificarsi e fornire in tempo reale la propria posizione, rotta e velocità – era stato disattivato proprio in prossimità del porto russo di Novorossijsk, verosimilmente con l’intento di sottrarsi alla geolocalizzazione e di ostacolare l’attività di controllo delle autorità competenti.

L’operazione è della Guardia di Finanza. Il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Potenza della Guardia di Finanza ha sequestrato 199 banconote false, per un valore totale di circa 8.500 euro. Sono state scoperte 93 banconote false da 50euro (per un valore di 4.650 euro), 67 da 20 euro (per un valore di 1.340 euro) 24 da cento euro (24 per un valore di 2.400 euro), 14 banconote da dieci euro (per un valore di 140 euro) e una banconota da cinque.

Il Tribunale convalida i provvedimenti della Procura: fatture false per 220 milioni di euro, sequestri per 6 milioni e 82 denunciati. Il G.I.P. del Tribunale di Trani ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza disposto dalla Procura della Repubblica di Trani per fermare un vasto sistema di frode fiscale attivo in diverse Regioni italiane e che ha coinvolto 87 aziende. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, ha portato al sequestro di 37 società “cartiera”, utilizzate esclusivamente per emettere fatture per operazioni inesistenti e consentire indebiti vantaggi fiscali ad altre imprese. È stato inoltre disposto un sequestro da circa 6 milioni di euro nei confronti di 50 società beneficiarie della frode, limitatamente al 2024. L’indagine è partita da un controllo fiscale effettuato a Trani nell’agosto scorso su una società attiva nel commercio di prodotti non alimentari. Durante le verifiche, i finanzieri hanno riscontrato l’assenza di documentazione commerciale a supporto dei rapporti con alcuni fornitori, oltre a gravi irregolarità fiscali riconducibili agli stessi. Gli elementi emersi hanno portato alla segnalazione del caso alla Procura di Trani. Gli approfondimenti successivi, coordinati dall’Autorità giudiziaria, hanno permesso di individuare numerosi fornitori accomunati da identici segnali di rischio fiscale: mancate dichiarazioni dei redditi e IVA, assenza di versamenti, nessun dipendente, nessun bene intestato e assenza di sedi operative reali. In totale sono state individuate 37 società cartiera, distribuite su tutto il territorio nazionale e in gran parte riconducibili a soggetti di origine asiatica, che tra il 2024 e il 2025 hanno emesso fatture false per circa 220 milioni di euro, con un’IVA evasa stimata in oltre 45 milioni di euro. Sulla base delle prove raccolte, la Procura di Trani ha disposto il blocco immediato delle società cartiera per evitare la prosecuzione della frode e il sequestro delle somme illecitamente ottenute dalle 50 aziende beneficiarie, presenti in diverse Regioni. Al termine delle indagini sono state denunciate 82 persone per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. È stato inoltre richiesto all’Agenzia delle Entrate di sospendere le compensazioni fiscali legate a crediti IVA indebiti, per un valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, così da evitare ulteriori danni alle casse dello Stato. L’inchiesta, ancora in corso, rientra nell’attività della Guardia di Finanza per contrastare le frodi fiscali più dannose per l’economia legale, la concorrenza leale e i lavoratori, spesso coinvolti loro malgrado in sistemi fraudolenti.

Si tratta di un 54enne con precedenti. Si fingeva un finanziere e vendeva gadget con simboli identificativi del Corpo. A scoprirlo i finanzieri di Bari che lo hanno denunciato. È stato il rappresentante di un’associazione di categoria a insospettirsi e a segnalare l’episodio. Le indagini condotte hanno portato all’identificazione dell’uomo: si tratta di un 54enne, con precedenti. Oltre al materiale contraffatto, sono state trovate e sequestrate anche le ricevute riconducibili alla vendita.

deliziosa
deliziosa