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Il 33enne è tra i dieci attivisti della carovana umanitaria fermati mentre cercava di raggiungere Gaza attraverso l’Egitto. Ieri visita del console generale d’Italia a Bengasi Filippo Colombo ai due attivisti italiani della Flotilla, detenuti in una caserma della polizia della Libia orientale. Una vicenda seguita con particolare apprensione anche in Puglia, in pena per la sorte del molfettese Domenico Centrone. Il 33enne è tra i dieci attivisti della carovana umanitaria fermati mentre cercava di raggiungere Gaza attraverso l’Egitto: al momento di attraversare il confine il gruppo della flotilla è stato fermato al ceckpoint a Sirte, nell’Est della Libia, dai miliziani del generale Haftar. Secondo la Farnesina il console avrebbe trovato entrambi i nostri connazionali in buone condizioni, ma ha chiesto e ottenuto dalle autorità locali alcune migliorie nelle condizioni di detenzione per tutti i componenti del gruppo, che avranno accesso a docce, cambi di abiti e una sistemazione migliore. L’espulsione viene rallentata dalla festa islamica, che in questi giorni viene celebrata anche in Libia.

La giornalista 29enne freelance è tornata in Italia.  “Sono saliti sulle barche, ci hanno perquisiti, ci hanno legati e portati sulla nave prigione, con violenza ci hanno spogliati di qualsiasi avere, vestiti, non avevamo vestiti sufficienti per tenerci al caldo durante lanotte”. Parla Simona Losito, la giornalista 29enne freelance barese che era a bordo della Global Sumud Flotilla e che è tornata in Italia dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana e alcuni giorni di detenzione. “In carcere non ci hanno dato né acqua né cibo, continuavano a tenerci la testa bassa, non volevano che riuscissimo a guardare le persone intorno a noi, ci hanno legati mani e piedi, trattati come fossimo criminali, hanno sparato, lanciato granate sonore, ci buttavano acqua a terra per non farci stare caldi, alcuni di noi sono stati picchiati, usavano il taser sui corpi bagnati, ci sono state violenze sessuali“. “Sapevamo quello a chi andavamo incontro, – racconta – sapevamo che saremmo usciti dalle carceri e che in qualche modo saremmo tornati a casa, anche se non ci aspettavamo tale escalation di violenza. La stessa cosa non si può dire dei palestinesi che sono nelle carceri. Quello che è successo a noi è sempre solo una piccola parte di quello di cui il governo israeliano è capace di fare”.

Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. È pugliese uno dei due italiani tra i dieci attivisti della carovana umanitaria della Flotilla fermati in Libia e con cui si sono persi i contatti. Si tratta di Domenico Centrone, di 33 anni, originario di Molfetta. Il gruppo intende raggiungere Gaza attraverso l’Egitto ma, al momento di attraversare il confine per procedere verso l’Egitto, a Sirte, nell’est della Libia, il gruppo della Flotilla è stato fermato al checkpoint dai miliziani del generale Haftar. Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. Questo è quanto è stato raccontato da un’altra pugliese che si trova lì, Sara Suriano di 33 anni di Andria.

Diversi i temi affrontati dal presidente del Movimento 5 Stelle in un’intervista a Telenorba. Global Sumud Flotilla, Irpef e il suo nuovo libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”. Sono questi alcuni dei temi affrontati su Telenorba da Giuseppe Conte. Qui di seguito l’intervista del vice direttore del TgNorba Antonio Procacci al presidente del Movimento 5 Stelle.

Resta intanto in viaggio, via terra, il convoglio umanitario diretto al valico di Rafah, di cui fanno parte Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta. Con il passare delle ore si definisce il quadro della missione umanitaria internazionale diretta verso Gaza che vede coinvolti anche tre volontari pugliesi. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che tutte le imbarcazioni della Flotilla sono state sequestrate e che i 430 attivisti a bordo – 29 italiani – sono stati trasferiti su navi israeliane e sono attualmente in viaggio verso il porto di Ashdod, dove arriveranno in tarda mattinata, e potranno incontrare i rappresentanti consolari dei rispettivi paesi. Tra le persone coinvolte c’è anche la barese Simona Losito, presente su una delle imbarcazioni intercettate in acque internazionali. Al momento non sono state rese note le sue condizioni. Alcune testimonianze parlano anche di colpi sparati dai militari israeliani durante le operazioni di abbordaggio. Sulle barche della Flotilla viaggiavano medicinali, latte artificiale, cibo e beni di prima necessità destinati alla popolazione palestinese. Resta intanto in viaggio, via terra, il convoglio umanitario diretto al valico di Rafah, di cui fanno parte Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta. I mezzi risultano ancora fermi nel deserto, con acqua razionata e comunicazioni limitate. A Bari continua la mobilitazione. Davanti alla Prefettura si è tenuto un presidio per chiedere tutele e informazioni certe sui volontari coinvolti nella missione. Preoccupazione è stata espressa anche dal sindaco Vito Leccese, che ha manifestato vicinanza alla famiglia di Simona Losito e ha auspicato il pieno supporto istituzionale e consolare per i cittadini impegnati nella missione umanitaria.

“Ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio” Antonio La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla, ha presentato una denuncia in cui si ipotizza, tra gli altri, il reato di tortura da parte delle autorità israeliane dopo l’abbordaggio e il trasferimento degli attivisti nel porto di Ashold. “Al porto si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani – si legge-. I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica, motivo per cui ad alcuni attivisti è statorotto un braccio”. Nell’atto si fa riferimento anche al trasferimento nelle celle dove gli è stato dato “cibo rancido” con “pezzi di metallo nel pane”. La Piccirella afferma di essere stato portato assieme ad altre 11 persone in una stanza in cui erano presenti “solo sei letti”. “Durante la prima notte – scrive il legale – è stato privato del sonno, e sottoposto a pratiche della deprivazione sensoriale”. 

Ad accoglierlo i genitori, il fratello, una delegazione del Comune e diversi sostenitori della causa diGaza. Intervistato: Antonio La Piccirella – Attivista Global Sumud Flotilla

Sono sbarcati in sette da un volo della Aegean Airlines proveniente da Atene Servizio di Stefania RotoloRiprese eMontaggio di Massimo D’OlimpioInterviste aTony La Piccirella, attivista Global Sumud FlottillaGiò Sada, Musicista

Dopo giorni d’apprensione è arrivata la buona notizia per i suoi familiari Dopo giorni d’apprensione è arrivata la buona notizia per i familiari di Tony La Piccirella, l’attivista barese bloccato in un carcere israeliano dopo l’abbordaggio della nave su cui era imbarcato nell’ambito della missione umanitaria della Global Flotilla. Il padre di Tony, Matteo La Piccirella, ieri ha incontrato il sindaco di Bari Vito Leccese al quale non ha nascosto la sua preoccupazione per il figlio visto che da giorni non riusciva a mettersi in contatto con lui. La Piccirella insieme ad altri 14 attivisti sarà rilasciato nelle prossime ore. Arriverà questa sera alle 21 a Roma. Un’altra attivista barese, Francesca Amoruso, ha annunciato sui social che la sua imbarcazione si è dovuta ritirare dalla missione, in quanto sono venute meno le condizioni di sicurezza, a causa di una serie di inconvenienti. E sta facendo discutere la testimonianza del giornalista barese Lorenzo D’Agostino rientrato l’altro giorno in Italia. Ha parlato di condizioni di detenzione estreme, con maltrattamenti e abusi da parte delle guardie carcerarie israeliane.

“Gli ultimi 15 italiani della Flotilla rimasti in Israele partiranno domani con un volo charter per Atene. Saranno assistiti dalla nostra Ambasciata sia alla partenza e poi in Grecia nel trasferimento verso l’Italia”.Lo annuncia su X il ministro degli esteri, Antonio Tajani. “Voglio ringraziare sinceramente tutto il personale del Ministero degli Esteri, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per il capillare lavoro di assistenza compiuto in questi giorni”, ha scritto il ministro. Tra gli italiani che domani faranno ritorno in Italia c’è anche l’attivista barese Tony La Piccirella, fra coloro che non avevano firmato la liberatoria per la partenza immediata ed erano in attesa del provvedimento di espulsione coatta.

“Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma non potremmo proseguire in sicurezza il nostro viaggio” INTERVISTA FRANCESCA AMORUSO Servizio Grazia Rongo

Ancora trattenuto in Israele l’attivista barese Tony La Piccirella. Abbiamo incontrato il padre Intervista Anna De Feo Matteo La Piccirella, padre di Tony

Sono arrivati nella notte a Roma e Milano i primi italiani rilasciati dalle autorità israeliane. Tra questi anche il giornalista barese Lorenzo D’Agostino

Atteso all’aeroporto di Fiumicino Sono ripartiti dalla Turchia e sono attesi nella tarda serata, a Roma e Milano, i 26 italiani rilasciati da Israele dopo l’arresto per essere stati a bordo delle imbarcazioni della Global Flotilla. Le spese, fa sapere il ministero degli Esteri turco, sono a carico del governo di Ankara. Tra le 26 persone anche il giornalista barese Lorenzo D’Agostino.

Sono 46 in tutto i nostri connazionali fatti sbarcare al porto di Ashdod. Fra loro dovrebbero esserci anche i due baresi Lorenzo D’Agostino e Antonio La Piccirella Da quasi 48 ore non si hanno più contatti con gli attivisti italiani a bordo della Sumud Flotilla fermati dai soldati israeliani in acque internazionali. Le uniche notizie arrivano dai canali ufficiali della Farnesina. Sono 46 in tutto i nostri connazionali – compresi quattro parlamentari e tre giornalisti – fatti sbarcare al porto di Ashdod e condotti nel centro di detenzione di Ketziot, nel sud di Israele, vicino alla città di Ber Sheva. Fra loro dovrebbero esserci anche i due attivisti baresi Lorenzo D’Agostino e Antonio La Piccirella, mentre non dovrebbe essere con loro Francesca Amoruso, a bordo dell’ultima imbarcazione ancora in navigazione, “La marinette”. Nelle ultime ore sono stati liberati dalle autorità di Israele i quattro parlamentari italiani che facevano parte della Flottilla. Sono stati trasferiti all’aeroporto di Tel Aviv e prenderanno un volo di linea assistiti dal personale dell’ambasciata. I detenuti non verranno interrogati, ma sarà chiesto loro se sono disponibili ad accettare l’espulsione volontaria, oppure se intendono rifiutarla. Per coloro che rifiuteranno l’espulsione volontaria si aprirà un breve procedimento giudiziario, al termine del quale il giudice dovrebbe decretare l’espulsione coatta. Il rimpatrio dovrebbe avvenire dall’aeroporto di Ben Gurion tra lunedì e martedì prossimo. È già in viaggio verso casa, invece, l’attivista originario di Martina Franca, Renzo Scialpi, funzionario diplomatico che lavora a Bruxelles. Era partito per donare alla popolazione di Gaza un quintale di olio, ricavato dal piccolo uliveto di famiglia. Una rappresentanza istituzionale del comune di Martina Franca presidierà la sede del municipio in segno di vicinanza alla Flotilla. La decisione è stata deliberata dalla giunta comunale che supporta l’iniziativa umanitaria.

Tra loro potrebbero esserci i baresi La Piccirella e D’Agostino. Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni Stiamo tutti seguendo con apprensione quello che sta accadendo nelle acque antistanti la Striscia di Gaza. Sono al momento 19 su 44 le imbarcazioni della Flotilla che risultano intercettate e bloccate dalla marina israeliana. Tra gli attivisti fermati potrebbero esserci anche due baresi, il giornalista Lorenzo D’Agostino e l’attivista Tony La Piccirella. Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni. Parlando alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che “al momento sarebbero 22 gli italiani fermati”. “Continuiamo a monitorare la situazione – ha aggiunto -. Su mie istruzioni, il consolato a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio. Secondo le informazioni disponibili, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni”. Dal vertice UE di Copenaghen, la premier Giorgia Meloni ha commentato: “Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina, in compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano”.

“Il blocco navale israeliano su Gaza – scrivono in una nota – è completamente illegale secondo il diritto internazionale” Mobilitate in scuole e università anche le organizzazioni studentesche ZONA FRANKA – UDU BARI – UDS BARI, da ieri sera in presidio in corso Vittorio Emanuele, davanti alla Prefettura, a seguito dell’arresto, avvenuto in acque internazionali, della Global Sumud Flotilla da parte di Israele. Invitano alla mobilitazione permanente in vista dello sciopero generale di domani. “Il blocco navale israeliano su Gaza – scrivono in una nota – è completamente illegale secondo il diritto internazionale. Ci riuniamo in presidio a sostegno degli attivisti e delle attiviste della Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria volta a rompere l’assedio illegale e portare aiuti umanitari”. Denunciano la complicità del governo italiano nei confronti di Israele nel non riconoscere la natura illegale di questo atto e chiedono sanzioni, l’interruzione dei rapporti diplomatici e la libertà della Flotilla.

Ha espresso “disagio” per l’invito del Presidente della Repubblica ad accettare la mediazione del Patriarcato latino e non raggiungere le coste palestinesi, per evitare rischi Ha scritto una lettera a Mattarella il padre di Lorenzo D’Agostino, giornalista barese imbarcato con la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza con aiuti umanitari, per rispondere all’appello che il Presidente della Repubblica ha rivolto venerdì all’equipaggio. Carlo D’Agostino ha espresso “disagio” per l’invito della prima carica dello Stato ad accettare la mediazione del patriarcato latino e non raggiungere le coste palestinesi, per evitare rischi. La missione non è solo un gesto simbolico, dice Carlo D’Agostino rivolgendosi a Mattarella, ma un’azione concreta per creare corridoi umanitari. “Non stiamo parlando di essere dalla parte di Hamas – è scritto nella lettera – o dei sionisti, della Palestina o di Israele, ma più semplicemente dalla parte della umanità o della disumanità”.

Bari con la Flotilla. Un incontro è stato organizzato ieri sera nella chiesa di don Angelo Cassano a sostegno dei tre baresi sulle imbarcazioni umanitarie dirette a Gaza Servizio di Maurizio Spaccavento Interviste a Lorenzo D’Agostino, giornalista barese e attivista, e Renato Laforgia, referente Medici per l’Africa CUAMM

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