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L’operazione ha riguardato alcune aziende ed esercizi commerciali di Taranto, Martina Franca, Laterza, San Giorgio Ionico e Maruggio Fari puntati della guardia di finanza di Taranto sui prodotti commercializzati nella provincia. Sono stati sequestrati oltre 43.000 prodotti di vario genere, tra i quali bigiotteria, articoli in plastica e di cancelleria “non sicuri”. L’operazione ha riguardato alcune aziende ed esercizi commerciali di Taranto, Martina Franca, Laterza, San Giorgio Ionico e Maruggio. Tra i prodotti ci sono anche oltre 400 catene luminose a led multicolore “a rischio incendio”. Al termine dei controlli sono stati segnalati alla competente Autorità amministrativa i 6 titolari delle rivendite ispezionate.

Il tutto era reso possibile anche grazie alla complicità dell’incaricato della gestione dei badge e di sua moglie che falsificavano le rendicontazioni orarie con false timbrature A Vieste 33 persone sono state denunciate dalla Finanza per truffa ai danni di un ente pubblico perché si allontanavano dal posto di lavoro durante l’orario di servizio. Le indagini hanno accertato andavano tranquillamente in giro a fare shopping, al mercato oppure al bar, lasciando scoperti uffici e posti di lavoro. Il tutto era reso possibile anche grazie alla complicità dell’incaricato della gestione dei badge e di sua moglie che falsificavano le rendicontazioni orarie con false timbrature. 

A Monopoli sono state scoperte strutture risultate completamente sconosciute al fisco Un’evasione fiscale di oltre 2,2 milioni di euro e un mancato versamento dell’Iva pari a più di 320milaeuro. La scoperta è stata fatta dai finanzieri di Bari impegnati in attività monitoraggio delle zone turistiche. Dai controlli è emerso un quadro chiaro: camere vista mare affittate per brevi periodi ma sconosciute al fisco, strutture in cui veniva ufficialmente svolta una attività ricettiva a conduzionefamigliare e in cui invece c’erano anche dipendenti impiegati in modo irregolare. A Monopoli sono state scoperte strutture risultate completamente sconosciute al fisco e che hanno evaso ricavi per oltre un milione di euro. La metà delle strutture controllate hanno dichiarato redditi non corrispondenti a quelli effettivamente incassati. Tutte le anomali riscontrate sono state segnalate all’autorità giudiziaria.

Il comando provinciale della Guardia di Finanza e la Procura di Foggia sottolineano come, quella odierna, sia una delle più importanti operazioni degli ultimi vent’anni contro la criminalità organizzata Armi clandestine, traffico di droga, estorsioni e rapine: queste le attività illecite in cui era specializzato il gruppo criminale smantellato a Lucera dalla Guardia di finanza. 15 le persone arrestate: 14 sono state condotte in carcere, solo una ai domiciliari. In alcuni casi gli uomini delle fiamme gialle sono riusciti ad intervenire tempestivamente per impedire che i proventi fossero reinvestiti in nuove attività. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati un fucile a canne mozze modificato artigianalmente e diversi quantitativi di sostanze stupefacenti. Il comando provinciale della Guardia di Finanza e la Procura di Foggia sottolineano come, quella odierna, sia una delle più importanti operazioni degli ultimi vent’anni contro la criminalità organizzata.

Operazione della Guardia di Finanza nella zona industriale di Fasano La Guardia di Finanza ha arrestato in flagranza di reato una coppia di coniugi, accusata di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due viaggiavano a bordo della propria auto nei pressi della zona industriale nord di Fasano quando sono stati fermati per un controllo di routine da una pattuglia impegnata nel servizio di controllo economico del territorio. Fin da subito, la coppia ha mostrato un atteggiamento nervoso e poco collaborativo, inducendo i militari ad approfondire le verifiche. All’interno del veicolo sono state rinvenute due buste contenenti oltre 8 chilogrammi di marijuana, suddivisa in sacchetti plastificati del peso variabile tra i 100 grammi e 1 chilogrammo. Secondo le stime degli investigatori, la sostanza avrebbe potuto fruttare più di 60.000 euro sul mercato illecito. I coniugi sono stati arrestati in flagranza di reato: uno dei due è stato tradotto in carcere, mentre l’altro è stato posto agli arresti domiciliari.

La somma illecitamente incassata ammonta a 115mila euro Nove persone sono state denunciate dalla Guardia di finanza di Taranto per aver percepito reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. La somma illecitamente incassata ammonta a 115mila euro, per ottenere la quale le persone coinvolte avrebbero attestato il falso.

Arrestato un 24enne Sono stati sequestrati dalla guardia di finanza sei chili di droga nel campo nomadi Panareo di Lecce. Le sostanze stupefacenti erano già confezionate in più involucri di varie dimensioni e peso. Sono state ritrovate dalle unità cinofile all’interno di una unità abitativa del campo in cui vive un 24enne italiano che è stato arrestato. Il giovane è accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Smascherato anche un sedicente avvocato durante una perquisizione effettuata dalla Guardia di Finanza di Brindisi Un medico sospeso per 30 giorni e un sedicente avvocato smascherato durante una perquisizione: sono tra i primi effetti dell’ampia indagine condotta dalla Procura di Brindisi e dalla Guardia di Finanza, scattata lo scorso 15 maggio. Il professionista sanitario, un ortopedico in servizio all’ospedale Perrino di Brindisi, è stato raggiunto da una misura cautelare di sospensione, mentre un secondo medico, un radiologo, è stato posto in ferie forzate. Entrambi risultano indagati, ma senza responsabilità accertate al momento. Sempre nel corso delle perquisizioni, effettuate in studi legali di diversi Comuni tra Brindisi e il Tarantino, è emerso un caso singolare: a Mesagne, il titolare di uno studio si è rivelato non essere affatto un avvocato, come invece lasciava intendere la targhetta affissa fuori dallo studio. Lo ha ammesso lui stesso, evitando così l’intervento di un rappresentante dell’Ordine. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Luca Miceli, ipotizza l’esistenza di un sistema organizzato di truffe alle assicurazioni, con la partecipazione di medici, falsi professionisti e privati cittadini. Le accuse comprendono: frode, falsità ideologica e materiale, mutilazioni simulate e danneggiamenti fraudolenti di beni assicurati. Nel complesso, sono 18 gli indagati, ma il numero potrebbe salire. Le perquisizioni hanno interessato abitazioni, ospedali, studi legali e uffici, anche in Comuni come Carovigno, Grottaglie, San Giorgio Jonico e la stessa Mesagne.

Le fiamme gialle hanno anche scoperto diverse situazioni di irregolarità in termini di evasione fiscale Ancora lavoro nero nella provincia di Taranto. 13 lavoratori in nero sono stati individuati dalla Guardia di finanza in varie attività, come ristoranti, bar, imprese edili di Leporano, San Marzano di San Giuseppe, Manduria e Maruggio. 4 i datori di lavoro responsabili, 2 dei quali sono stati segnalati all’Ispettorato del lavoro che valuterà la sospensione dell’attività. Le fiamme gialle hanno anche scoperto diverse situazioni di irregolarità in termini di evasione fiscale. 

Sigilli a un’impresa agricola, un’azienda all’ingrosso di prodotti surgelati e a un appartamento Ammonta a 2 milioni e mezzo di euro il valore dei beni sequestrati a un pluripregiudicato di Cerignola, condannato per aver compiuto numerosi assalti a caveau e furgoni portavalori su tutto il territorio nazionale e coinvolto in un giro di droga proveniente dalla Colombia e dalla Spagna. La Divisione Anticrimine della Questura di Foggia e la Guardia di Finanza di Bari hanno apposto i sigilli a un’impresa agricola, un’azienda all’ingrosso di prodotti surgelati e a un appartamento. Sequestrati anche numerosi rapporti finanziari intestati al pregiudicato e ai suoi familiari. 

Operazione della Guardia di finanza. Usato un linguaggio in codice: un grosso carico era annunciato come “il Papa che arriva da Roma” Traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, aggravati dalla finalità mafiosa. Sono queste le accuse nei confronti di otto persone, alcune già detenute per altri reati, residenti nella provincia barese. Si tratta di un’organizzazione radicata, strutturata e capillare, con punti vendita “h24” nel centro storico di Noicattaro, consegne a domicilio nella movida barese e un linguaggio in codice per sfuggire ai controlli. Le indagini sono state condotte dai finanzieri del Comando provinciale di Bari che, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Nel mirino degli inquirenti il clan Misceo, sodalizio mafioso operativo a Noicattaro ma con ramificazioni nei comuni di Gioia del Colle, Triggiano, Capurso, Bari e Fasano. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Giacomo De Gennaro, Davide De Marco, Eugenio Damiano Giuliani, Emilio Moretti; domiciliari invece per Cleto Caprioli, Gaetano Colaianni, Costantino Lavermicocca e Tommaso  Ruggiero, tutti di Bari. Gli indagati avrebbero gestito un’intensa attività di spaccio con veri e propri “punti vendita” attivi a ogni ora nel centro storico di Noicattaro, dove lo scambio di droga e denaro avveniva con il tradizionale “calo dei cestini” dai balconi e un servizio “a chiamata”, con consegne notturne a domicilio nei luoghi della movida barese. Per tentare di eludere le indagini la marijuana veniva chiamata “bob”, la cocaina “giubbotto della Versace” o “filo spinato”, l’hashish “limoni” e un grosso carico era annunciato come “il Papa che arriva da Roma”. Gli arresti odierni rientrano nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari in cui lo scorso 1 aprile complessivamente 22 persone, ritenute appartenenti ai clan Misceo e Annoscia di Noicattaro. Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati circa 5 chili di cocaina, 16 di hashish, 21 di marijuana, una pistola con caricatore e 22 proiettili.

Nel computo anche una mandria da 150 bovini Un arresto e un sequestro beni operato dalla Guardia di Finanza della sesta provincia, in esecuzione di un’ordinanza del Tribunale di Trani. In carcere un sorvegliato speciale, ritenuto a capo di un clan che vessava i produttori agricoli della zona, e che aveva trasferito i suoi beni alla compagna convivente. L’uomo aveva occupato abusivamente anche terreni demaniali, ottenendo profitti illeciti, ed aveva anche ottenuto aiuti pubblici per altri 175mila euro. Gli accertamenti hanno portato alla confisca di beni, mobili e immobili, per oltre 630mila euro. Nel computo anche una mandria da 150 bovini.

Sono stati sequestrati diversi beni nelle disponibilità degli indagati tra cui 25 immobili, 17 auto e 67 conti correnti Ancora una truffa sul bonus facciate scoperta dalla Guardia di finanza a Barletta per un valore di 7 milioni e 500mila euro. L’inchiesta è partita nel 2023 a seguito di alcuni controlli eseguiti su un professionista di Barletta. Negli anni l’uomo avrebbe utilizzato documenti, sim e carte prepagate intestate ad alcuni clienti, consapevoli di quanto accadeva, per accedere a crediti di imposta fittizi per lavori mai eseguiti. In tutto l’inchiesta ha coinvolto 16 persone. L’uomo è accusato inoltre di aver esercitato in modo abusivo la professione di mediatore creditizio. Sono stati sequestrati diversi beni nelle disponibilità degli indagati tra cui 25 immobili, 17 auto e 67 conti correnti. 

Gli organizzatori della presunta frode avrebbero sottratto Iva per oltre 4,5 milioni di euro commercializzando gli autoveicoli ad un prezzo inferiore a quello di mercato I finanzieri della Compagnia di Cerignola hanno eseguito 13 sequestri nei confronti degli amministratori di concessionarie coinvolte nella presunta importazione illecita e nella commercializzazione di autovetture provenienti dall’estero. Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, hanno preso avvio a seguito di un controllo fiscale nei confronti di una società cerignolana che ha portato alla luce una presunta maxi frode fiscale per oltre 15 milioni di euro. L’attività investigativa ha permesso di disarticolare il sistema che sarebbe stato posto in essere dal titolare della società cerignolana e di numerose concessionarie dislocate anche fuori regione. Gli organizzatori della presunta frode avrebbero sottratto Iva per oltre 4,5 milioni di euro commercializzando gli autoveicoli ad un prezzo inferiore a quello di mercato.

Operazione Guardia di finanza, cocaina anche dalla Spagna con un referente locale Beni per due milioni di euro sequestrati dai finanzieri di Bari a quattro persone recentemente condannate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, produzione, traffico e detenzione illecita di droga, riciclaggio e detenzione illegale di armi. Si tratta di Michele Sgaramella, Vito Onofrio Salerno, Francesco Lopetuso e Maurizio D’Azzeo, condannati a marzo scorso a pene fino a 20 anni di reclusione. Confiscati immobili, terreni e due aziende, con sede a Fasano e Andria, attive nel settore del commercio all’ingrosso di frutta e alimenti. L’indagine dei finanzieri risale agli anni tra il 2017 e il 2021 e ha consentito di svelare l’esistenza di un’associazione criminale dedita al traffico di marijuana, hashish e cocaina, con sede operativa ad Andria, attiva anche nel brindisino e con canali di approvvigionamento in Calabria e in Spagna. Nel corso delle indagini sono state sequestrate grandi quantità di stupefacenti, con arresti in flagranza. L’associazione si avvaleva di un uomo residente nel sud della Spagna, canale per la droga cheriforniva i mercati pugliesi. Il sodalizio avrebbe avuto delle ramificazioni nella provincia di Brindisi, frange che operavano con metodi violenti e l’uso di armi.

Il reato contestato è di truffa aggravata ai danni dello Stato, di autoriciclaggio e di illecito amministrativo Sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza beni per oltre 1,1 milione di euro nei confronti di una società e di una persona fisica. Il reato contestato è di truffa aggravata ai danni dello Stato, di autoriciclaggio e di illecito amministrativo degli enti dipendente da reato, per aver ottenuto indebitamente contributi pubblici per la riqualificazione di una struttura ricettiva a 4 stelle nel Salento. Nell’ambito dell’intervento di riqualificazione e recupero funzionale di una masseria ubicata nella provincia di Lecce per la realizzazione di un albergo a 4 stelle, finanziato con il contributo pubblico regionale, i due imprenditori avrebbero posto in essere una serie di artifici e raggiri come attestazioni non rispondenti al vero, lavori mai realizzati.

Le persone lavoravano in ristoranti, bar, panifici, macellerie e imprese edili Ancora lavoro nero nella provincia di Taranto. 22 dipendenti senza contratto sono stati individuati dalla Guardia di Finanza tra ristoranti, bar, panifici, macellerie e imprese edili di Taranto, Grottaglie, Pulsano, Ginosa, Manduria e Sava. Individuati 9 datori di lavoro responsabili dell’utilizzo di manodopera in nero e 4 di questi sono stati segnalati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la sospensione dell’attività. Riscontrate inoltre 150 violazioni in materia di evasione fiscale. 

Negli anni sono stati acquistati rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi Gestione illecita di rifiuti e realizzazione di una discarica abusiva. La Guardia di finanza ha sequestrato una azienda di Corato nel settore della demolizione delle auto nonché i rapporti bancari intestati alla società e alla persona fisica, le quote societarie e l’intero compendio aziendale, composto da 6 immobili tra terreni e fabbricati adibiti in parte a discarica abusiva per un valore complessivo di 900mila euro. Le indagini hanno consentito di accertare che il legale rappresentante di una S.R.L. aveva acquistato negli anni rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi. L’impresa per le cessioni di rifiuti aveva emesso semplici ricevute fiscali invece della documentazione fiscale ed ambientale prevista dalla legge in relazione a conferitori abituali. Le indagini hanno anche permesso di accertare che il rappresentante legale ha sistematicamente utilizzato suoli, dichiarati agricoli, non oggetto di autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Bari. 

Tre responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria Due aree adibite a discariche abusive sono state individuate e sequestrate dal reperto aeronavale della guardia di finanza in zona Santa Caterina e sul lungomare, a Bari. In quattro capannoni ed una villa erano stoccati 16 mila tonnellate di rifiuti speciali (tra cui vernici, solventi, apparecchiature elettroniche). I militari, in collaborazione con l’Arpa Puglia, hanno anche accertato violazioni amministrative per due milioni di euro in tema di ecotassa. Tre responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria.

La merce era potenzialmente dannosa per la salute dei consumatori Migliaia di prodotti pericolosi sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in 23 esercizi commerciali di Taranto e diversi comuni della provincia. I sigilli sono scattati a 425mila articoli tra cui casalinghi e piatti in plastica privi dei certificati di conformità prescritti per legge. La merce era potenzialmente dannosa per la salute dei consumatori. La legge stabilisce che queste tipologie di prodotti debbano riportare indicazioni per la tracciabilità del produttore, sui materiali impiegati e sui metodi di lavorazione.

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