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Sequestrati depositi bancari, autovetture, partecipazioni sociali e beni immobili e mobili, denaro, orologi di lusso e altri beni Sequestro preventivo per due imprenditori di Barletta per un ammontare di oltre 1.350.000 euro. Il provvedimento è stato eseguito dal Comando Provinciale BAT della Guardia di finanza. L’indagine si è concentrata su alcuni atti di gestione della società calzaturiera, da cui è emerso come, nonostante ingenti debiti verso enti pubblici e fornitori, il rappresentante legale e l’amministratore di fatto hanno venduto l’intero complesso industriale, distraendolo dal patrimonio aziendale, al prezzo oggetto del sequestro odierno. In questo modo venivano tolte risorse su cui i creditori privati e pubblici avrebbero potuto soddisfare le loro pretese. Le ipotesi di reato sono la bancarotta fraudolenta e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Sono stati sequestrati depositi bancari, autovetture, partecipazioni sociali e beni immobili/mobili, denaro, orologi di lusso e altri beni.

Il carburante sequestrato è stato affidato ai Vigili del Fuoco per le loro attività istituzionali I Finanzieri di Brindisi hanno scoperto un caso di contrabbando in un’azienda agricola dell’interland: il carburante, destinato formalmente al riscaldamento delle serre, non era mai stato utilizzato e le strutture risultavano abbandonate. L’indagine ha accertato un consumo fraudolento di oltre 1,6 milioni di litri di gasolio e un’evasione fiscale di oltre 1,2 milioni di euro. Durante i controlli sono state sequestrate anche 200 kg di infiorescenze di canapa, coltivate senza autorizzazioni, ma con principio attivo nei limiti di legge. Il titolare dell’azienda è stato denunciato a piede libero. Intanto, il carburante sequestrato è stato affidato ai Vigili del Fuoco per le loro attività istituzionali.

Oltre 12 mila flaconi erano pronti per la vendita, sequestrata anche una tonnellata di materia prima pronta per essere confezionata Maxi sequestro a Trani da parte dei finanzieri del comando provinciale. In un laboratorio situato in un capannone industriale alla periferia della città venivano prodotti smalti per manicure contenenti una sostanza potenzialmente cancerogena. Oltre 12.000 flaconi erano pronti per la vendita, sequestrata anche una tonnellata di materia prima pronta per essere confezionata. Negli smalti è stata trovata una sostanza vietata in tutta l’Unione Europea già dal 1 settembre scorso perché potenzialmente cancerogena.

Si tratta di una coppia, lui di origini campane e lei rumena Sono due le persone denunciate dai finanzieri del Comando Provinciale di Lecce per truffa telematica consumata ai danni di un soggetto residente nel basso Salento. Una coppia (lui di origini campane e lei rumena) aveva pubblicizzato la vendita di un’autovettura di grossa cilindrata su un importante sito, pretendendo dalla vittima oltre 8 mila euro a titolo di acconto. Dopo aver incassato i soldi, i due sono spariti. L’episodio è accaduto a Tricase. Dopo la denuncia della vittima del raggiro, sono partite le indagini delle fiamme gialle che hanno permesso di individuare i due soggetti.

Le auto venivano nascoste in un capannone di Barletta Scacco alla banda dei furti d’auto. La guardia di finanza del gruppo di Barletta, su disposizione del Tribunale di Trani, ha eseguito sette misure cautelari personali per ricettazione e furti di veicoli. Due dei soggetti sono pluripregiudicati cerignolani. La banda aveva trasformato un capannone di Barletta in un deposito di auto rubate, di cui molte di lusso. Tra veicoli e ricambi il valore complessivo è di circa 500 mila euro. Il gruppo criminale, dopo aver rubato i veicoli, li nascondeva nel capannone, per poi smontarli e vendere i pezzi anche online. I furti dei veicoli avvenivano a qualunque orario, davanti a cittadini inermi. Durante le perquisizioni sono state ritrovate apparecchiature elettroniche che disabilitavano le frequenze delle centraline dei veicoli. Recuperate ingenti somme di denaro, che nessuno del gruppo è stato in grado di dimostrarne la provenienza.

Gli imprenditori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I commercialisti negano le accuse Associazione per delinquere, frode fiscale e truffa aggravata a Taranto, nel settore della gestione dei rifiuti. Sono stati interrogati, tra ieri e oggi, i due imprenditori e i quattro commercialisti, coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza. Davanti alla gip Rita Romano, gli imprenditori Francesco Di Lecce e Daniele Vito si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre i commercialisti Gianluca Errico e Michele D’Auria hanno risposto alle domande, negando gli addebiti. Così anche Gianluca Rinaldi e Cosimo Lasigna. La giudice deciderà sulle misure richieste: i domiciliari per i due imprenditori e l’interdizione dall’attività professionale per i commercialisti. L’attività illecita si sarebbe svolta a favore delle società per lo smaltimento dei rifiuti Danieleambiente, Toralb e Inderal, successivamente incorporate in un’unica azienda. Per la Finanza sono state emesse fatture false per 9 milioni ed evasi 700mila euro.

L’operazione è della Guardia di Finanza della provincia Bat I finanzieri del comando provinciale della Bat hanno arrestato due persone, un consulente del lavoro e un militare della Guardia di Finanza per una truffa ai danni dello stato di 600 mila euro. Nello specifico avvenivano assunzioni fittizie di personale per cui non venivano versati i contributi previdenziali e assistenziali e venivano accreditati stipendi su conti corrente o carte prepagate per lavori mai eseguiti. I due, di 40 anni, sono accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, falso, rivelazione di segreto e reati tributari. Complessivamente gli indagati nell’inchiesta della Procura di Trani, sono 50, di cui 14 a vario titolo, rispondono degli stessi reati contestati ai due finiti ai domiciliari. I due avrebbero messo in piedi società ad hoc per assumere “formalmente decine di lavoratori senza che venissero versati gli oneri previdenziali e assistenziali, e che fatturavano prestazioni di servizi inesistenti nei confronti di altre imprese con sede nel Nord Italia”. Gli stipendi sarebbero stati “monetizzati dalla associazione, mentre i due arrestati trattenevano una commissione di circa il 22%”.

Sono ritenuti responsabili di aver incrementato le spese sostenute per i lavori effettuati alla Fiera del Levante, Protezione civile e altri immobili Due dipendenti pubblici (un Dirigente e un funzionario pro tempore della Sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia) sono ritenuti responsabili di aver causato un danno erariale di oltre 82 mila euro, derivante dall’incremento delle spese sostenute per i lavori effettuati presso alcuni padiglioni della Fiera del Levante, l’area esterna dello stabilimento di DPI della protezione civile, gli uffici in uso alla Regione presso il palazzo di corso Sonnino in Bari e, infine, il convitto “Palmieri” e museo “Castromediano” a Lecce. I soggetti hanno adottato un meccanismo fraudolento consistito, in una prima fase, nell’applicare sull’importo oggetto di aggiudicazione contrattuale un’aliquota IVA (22%) maggiore rispetto a quella dovuta per legge (10%). Successivamente, per poter legittimare la liquidazione e il conseguente pagamento di somme maggiori di quelle dovute, le società appaltatrici hanno emesso fatture che pur riportando l’aliquota IVA corretta (10%), recavano, tuttavia, un imponibile superiore a quello previsto dal provvedimento di aggiudicazione dei lavori. Queste condotte illecite hanno causato alla Regione Puglia un danno patrimoniale di oltre 82 mila euro. Inoltre, l’ex funzionario pro tempore della Sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia, in qualità di RUP e direttore dei lavori per la realizzazione di un eliporto presso la sede della Protezione Civile regionale per la gestione del Covid, è chiamato a rispondere anche della mancata applicazione delle penali contrattualmente previste a carico dell’appaltatore in caso di ritardo nella consegna dei lavori. In ragione del numero di giorni di ritardo, pari a 28, è stato causato alla Regione Puglia un danno patrimoniale, per un ammontare complessivo di € 113.146,32.

Tra i casi più rilevanti: veniva esercitata abusivamente l’attività di noleggio con un’imbarcazione privata, operando per conto di un’impresa regolarmente autorizzata I finanzieri di Otranto hanno controllato numerose imbarcazioni usate per attività di noleggio. In diversi casi sono state riscontrate gravi irregolarità. Le violazioni hanno riguardato principalmente la mancanza della documentazione obbligatoria di bordo necessaria per lo svolgimento delle attività. In molti casi, le barche si avvicinavano nelle aree interdette, soprattutto in prossimità della costa e delle grotte marine soggette a rischio crollo e instabilità della falesia, esponendo i passeggeri a pericoli. Tra i casi più rilevanti: una barca, ufficialmente destinata a essere utilizzata come mezzo di appoggio per eventuali soccorsi, è risultato impiegata per attività di noleggio. In un altro caso, un soggetto esercitava abusivamente l’attività di noleggio con un’imbarcazione privata, operando per conto di un’impresa regolarmente autorizzata. L’individuo è risultato lavoratore “in nero” presso la stessa ditta.

Le sostanze, se immesse sul mercato, avrebbero fruttato circa 30 mila euro È stato arrestato dai finanzieri di Matera un ventiseienne del luogo trovato in possesso di un ingente e diversificato quantitativo di stupefacente che avrebbe fruttato se immesso sul mercato circa trentamila euro. Lo spacciatore aveva creato un vero e proprio bazar della droga del tipo cocaina, hashish, marijuana e altro, materiale per il confezionamento e denaro contante per euro 1.640 in banconote di piccolo taglio provento dell’attività illecita. Il giovane è stato posto agli arresti domiciliari.

I prodotti erano privi dei requisiti di tracciabilità ed etichettatura, ma comunque idonei al consumo I militari della Sezione Operativa Navale di Gallipoli hanno sequestrato circa 100 chili di pesce privo dei requisiti di tracciabilità ed etichettatura, in violazione delle normative comunitarie e nazionali sulla sicurezza alimentare. È stata comminata una sanzione amministrativa per circa 12mila euro. Secondo quanto verificato dai sanitari, i prodotti ittici erano comunque idonei al consumo umano: per questo, su disposizione delle autorità, sono stati donati a diverse associazioni caritatevoli del territorio, tra cui la Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli.

I militari sono stati impiegati, per due settimane, presso i Reparti della provincia dove hanno operato nei servizi di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale Al Comando Provinciale di Lecce 35 allievi marescialli della Guardia di finanza hanno terminato con successo l’attività di supporto, predisposto dal Ministero dell’Interno. Hanno operato nei servizi di vigilanza previsti per questa stagione estiva. I militari sono stati impiegati, per due settimane, presso i Reparti della provincia dove hanno operato nei servizi di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e la tutela della legalità economica sul territorio salentino. Il Comandante Provinciale – Col. t.ST Stefano Ciotti li ha ringraziati e ha formulato loro i migliori auspici per il prosieguo del periodo formativo.

I sei indagati avrebbero presentato falsi certificati per ottenere indebite agevolazioni fiscali su lavori di ristrutturazione e rifacimento facciate I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, coordinati dalla Procura della Repubblica locale, hanno scoperto una truffa ai danni dello Stato nel settore dei bonus edilizi, per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro, costituiti da crediti d’imposta fittizi. Le indagini, condotte dalla Tenenza di Tricase, hanno rivelato un sofisticato meccanismo di frode: i sei indagati, tra cui quattro professionisti abilitati a firmare il visto di conformità sui lavori edili, avrebbero presentato falsi certificati e asseverazioni non veritiere per ottenere indebite agevolazioni fiscali su lavori di ristrutturazione e rifacimento facciate. Parte dei crediti d’imposta risultava poi ceduta a intermediari finanziari. Oltre ai professionisti, è indagata anche una società di capitali per responsabilità amministrativa in relazione ai reati commessi dai propri amministratori. Su richiesta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo dei crediti inesistenti tramite blocco del “cassetto fiscale” sul portale dell’Agenzia delle Entrate e presso i cessionari finali, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri di Tricase.

Sette titolari delle rivendite coinvolte sono stati segnalati alle autorità Sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza centinaia di giocattoli contraffatti e 23 mila articoli non sicuri. Le verifiche sono state svolte in diverse attività commerciali a Taranto, Martina Franca, San Giorgio Ionico, Massafra, San Marzano di San Giuseppe e Pulsano. I prodotti sequestrati non indicavano informazioni obbligatorie come la denominazione del prodotto, il produttore, i materiali impiegati el’indicazione di eventuali sostanze nocive. Sette titolari delle rivendite coinvolte sono stati segnalati alle autorità.

Richiesta anche la sospensione della patente nautica per i trasgressori Entravano senza autorizzazioni nelle grotte di Polignano, effettuando anche attività di noleggio. Per questo motivo la Guardia di Finanza ha contestato ai comandanti da diporto numerose violazioni amministrative. Le barche, inoltre, si avvicinavano troppo alle falesie, aree particolarmente sensibili e già interdette per rischio di crolli, e quindi pericolose per la pubblica incolumità. I militari hanno richiesto la sospensione della patente nautica per i trasgressori.

Segnalate 21 persone Sono state segnalate 21 persone dopo i controlli antidroga a Taranto al porto, in stazione, nelle strutture ricettive e nelle zone della movida. I finanzieri, grazie al fiuto di quattro pastori tedeschi, hanno ritrovato sostanze stupefacenti nascoste all’interno di borse, abiti e auto. In totale sono stati sequestrati oltre 500 grammi di hashish e numerose dosi di eroina e di cocaina.

Tra questi articoli per la casa, giocattoli e capi di abbigliamenti con marchi falsi Sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Lecce oltre 13mila prodotti pericolosi. Tra questi articoli per la casa, giocattoli e capi di abbigliamenti contraffatti e pericolosi per la salute pubblica. In totale sono 18 le persone segnalate alla Procura. Le ipotesi di reato sono di contraffazione di marchi, commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Le indagini della Guardia di Finanza sono ora finalizzate alla disarticolazione della catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera, nonché al riscontro di eventuali violazioni di natura doganale e tributaria.

Operazione Guardia di Finanza tra Stornara e Andria Un’inchiesta a livello europeo, condotta dalla Guardia di Finanza, ha consentito di scoprire a Stornara, nel foggiano, un opificio dove si producevano sigarette, con i macchinari per la fabbricazione su larga scala. Un impianto dal valore di 1 milione e 300mila euro, che ogni giorno produceva circa due milioni di sigarette che venivano poi contrabbandate con i loghi di marche rinomate. All’interno c’erano dieci persone, ucraini e bulgari, denunciati. Un altro stabilimento simile e’ stato scoperto ad Andria. Complessivamente sono state sequestrate sigarette pronte per 13 tonnellate, ed altro materiale per confezionarne altre. L’inchiesta e’ partita da un sequestro eseguito nei mesi scorsi a Palermo.

Gli interventi sono stati effettuati anche grazie all’infallibile “fiuto” dei pastori tedeschi “Yuri” e “Bessy” Nascondevano la droga in borse e indumenti personali oppure nel vano di rifornimento del carburante delle autovetture. Per questo negli ultimi giorni i Finanzieri del Gruppo di Taranto hanno segnalato alle competenti autorità 13 persone. I controlli sono stati effettuati in tutta la provincia, in diverse fasce orarie, negli scali portuali, stazioni, strutture ricettive e luoghi della movida. Gli interventi si sono svolti anche grazie all’infallibile “fiuto” dei pastori tedeschi “Yuri” e “Bessy”.

Diverse le attività commerciali nel mirino come falegnamerie, sartorie e imprese edili È di 13 lavoratori in nero il bilancio dei controlli della guardia di finanza a Taranto. Oltre al capoluogo, sono state interessate anche le città di Laterza, Crispiano, Palagiano, Ginosa, Castellaneta, Statte, Maruggio, Lizzano e San Marzano di San Giuseppe. Diverse le attività commerciali nel mirino come falegnamerie, sartorie e imprese edili. Inoltre, nell’ambito di ulteriori controlli sono state riscontrate violazioni nell’invio dei corrispettivi telematici. In questo caso tra le attività figurano bar, panificio, lavanderia, ristorazione e di vendita di generi alimentari.

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