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femminicidio

Il femminicidio di Vincenza Angrisano avvenne ad Andria nel novembre di due anni fa La Corte di assise di Trani ha condannato all’ergastolo Luigi Leonetti, il 51enne di Andria che due anni fa uccise a colpi di coltello la moglie, Vincenza Angrisano, di nove anni più giovane. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. L’uomo, che si trova in carcere ed ha confessato il delitto, risponde di omicidio aggravato dall’aver agito per futili motivi e con premeditazione alla presenza dei figli di sei e 12 anni. La 42enne sarebbe stata accoltellata a morte, con alcuni fendenti al torace e all’addome, dopo aver riferito al marito che non sarebbe rientrata a casa e che voleva mettere fine alla loro relazione. “Attendiamo le motivazioni della sentenza e ricorreremo in appello”, dichiara Savino Arbore, difensore di Leonetti che al momento della lettura della sentenza non era in aula. 

Luigi Leonetti, la sera del 28 novembre del 2023, uccise la moglie in un’abitazione alla periferia di Andria, alla presenza dei due figli minori Ergastolo con isolamento diurno. Questa la richiesta della pubblica accusa nel processo in Corte d’Assise a Trani a carico di Luigi Leonetti, imputato per l’omicidio della moglie Vincenza Angrisano avvenuta la sera del 28 novembre del 2023 in una abitazione alla periferia di Andria, alla presenza dei due figli minori. L’uomo, che nell’udienza precedente aveva chiesto scusa ai figli, alla moglie e a tutti i parenti, confessò subito il delitto e si è sempre difeso spiegando di non sopportare l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa. Si torna in aula il prossimo 11 luglio per la discussione della difesa e la sentenza.

Inizialmente il GIP aveva convalidato la custodia cautelare in carcere perché non c’erano posti dove l’uomo potesse scontare gli arresti domiciliari essendo la casa posta sotto sequestro È agli arresti domiciliari nella sua abitazione di via Bonifacio Luigi Quarta, l’82enne che domenica scorsa a Lecce ha ucciso nel sonno la moglie Amalia Quarta. Inizialmente il GIP aveva convalidato la custodia cautelare in carcere in mancanza di un luogo in cui disporre gli arresti domiciliari poiché la casa era posta sotto sequestro. Nel tardo pomeriggio di ieri il GIP ha disposto così il dissequestro dell’abitazione dove da ieri sera l’uxoricida si trova in stato di detenzione domiciliare.

Cancellata la parola “femminicidio” da un cartello in aula. Il Dipartimento: “Un gesto che offende tutte le vittime di violenza”. Sconcerto e ferma disapprovazione sono stati espressi dal Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università del Salento per quanto accaduto ieri mattina nell’aula dello Studium 6. Su un foglio, attaccato a una sedia, era stato scritto: “Questo posto è riservato a Ilaria Sula, uccisa per femminicidio: oggi sarebbe dovuta essere a lezione anche lei”. La parola femminicidio, però, è stata cancellata a penna da qualcuno. “Un gesto che offende la memoria di Ilaria e di tutte le vittime di violenza”, si legge in un post del Dipartimento.

Tutta la comunità si è stretta attorno ai familiari. Lutto cittadino nel giorno delle esequie Servizio di Guglielmina Logroscino riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo intervista a Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto

La donna è l’ennesima vittima di femminicidio uccisa dal marito il 18 aprile scorso È un grido forte ma silenzioso contro la violenza sulle donne. Per tutte quelle donne che non hanno più voce. La marcia, lenta, composta, tra le vie di una Mariotto silente, è per Lucia Chiapperini, 74 anni, l’ennesima vittima di femminicidio uccisa dal marito il 18 aprile scorso nell’abitazione nella frazione bitontina. Sono tanti, centinaia. Intere famiglie, ragazzi, bambini, associazioni. Amministrazione comunale guidata dal sindaco. Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto

Le frasi choc del marito-assassino prima di colpire la consorte Servizio di Linda Cappello;

Non si conosce ancora il motivo dell’uxoricidio. L’uomo è stato medicato in ospedale e dimesso Servizio di Linda Cappello, montaggio di Pasquale Realmonte.

Un pensionato 74enne si è ferito con la stessa arma, portato in ospedale, è stato dimesso Uccisa con un paio di forbici dall’uomo che le è stato accanto per una vita. Una morte assurda quella di Lucia Chiapperino, 74enne di Bitonto assassinata dal marito Vincenzo Viggiani, suo coetaneo, che dopo essersi reso conto dell’abominio commesso ha chiamato il 112: “Venite, ho ucciso mia moglie” – ha detto, aggiungendo poi di voler farla finita. La tragedia poco dopo le 11.00 nell’appartamento di via Libertà a Mariotto, frazione di Bitonto, a pochi passi dalla piazza. La famiglia Viggiani è molto conosciuta: lui, ex operaio metalmeccanico, lei casalinga, appena la scorsa settimana erano stati celebrati i funerali del padre ultra novantenne. Tre figli, una famiglia benestante. Chi li conosceva descrive lui come un uomo solitario e piuttosto incline a polemiche e discussioni, lei come una “buona di cuore”. Subito dopo la tragedia, l’uomo è stato portato al Policlinico di Bari, piantonato dai carabinieri : si era procurato una ferita al torace con le stesse forbici inutilizzate per l’omicidio, ma le sue condizioni non sono gravi ed è stato dimesso dopo poche ore. Il delitto è stato commesso in pieno giorno, intorno alle 11, la donna era da poco rientrata a casa. Non si conosce ancora il motivo che ha scatenato la furia omicida di Vigiani, ma a quanto si apprende si tratterebbe di futili motivi di natura familiare. Sul posto, oltre ai carabinieri ed alla scientifica, il pubblico ministero di turno Angela Morea ed il medico legale Maricla Marrone.

In aula Luigi Leonetti, a processo per l’uccisione di Vincenza Angrisano, ha confermato il delitto e si è scusato con i figli Ha chiesto scusa ai figli, poi alla moglie e infine a tutti i parenti. Confermando di aver ucciso la donna con la quale era sposato perché esasperato, per aver perso le speranze di avere ancora una famiglia dopo che la compagna gli aveva detto di avere un amante, aggiungendo di aver fatto di tutto per salvare il matrimonio ma di non esserci riuscito per l’ostinazione di lei a portare avanti la relazione con un altro uomo. Così, nell’aula della corte d’assise del tribunale di Trani, Luigi Leonetti, a processo per l’uccisione di Vincenza Angrisano avvenuta la sera del 28 novembre del 2023 in una abitazione alla periferia di Andria, alla presenza dei due figli minori. L’imputato, accusato di omicidio volontario con la aggravante della premeditazione, di averlo commesso per motivi abietti e futili, alla presenza dei figli minori, nei confronti del coniuge, maltrattamenti in famiglia e lesioni, confessò subito il delitto e si è sempre difeso spiegando di non sopportare l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa. Prossima udienza il 20 giugno per la requisitoria del pm.

Sarà ascoltato Adriano Tagliabracci, il consulente della difesa di Giovanni Camassa che ha isolato la traccia genetica di un altro uomo sulle calze di nylon della mamma di Melendugno Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Il 58enne Angelo Di Lella era ossessionato dalla gelosia Chiesto l’ergastolo per il femminicidio di Giovanna Frino, la 44enne assassinata ad Apricena il 16 dicembre di due anni fa, a colpi di pistola, dal marito. Il processo si sta svolgendo davanti alla corte d’assise di Foggia. Secondo l’accusa, l’uomo – il 58enne Angelo Di Lella – era ossessionato dalla gelosia.Il pm Giuseppe Mongelli ha sollecitato la condanna al carcere a vita nei confronti dell’uxoricida, che è accusato di omicidio premeditato. “Il delitto è avvenuto in un contesto familiare malsano – ha detto il pm -, fatto di violenze, umiliazioni e prevaricazioni dell’imputato verso sua moglie, spesso davanti alle figlie”.In chiusura dell’istruttoria dibattimentale è stato ascoltato il medico, incaricato dalla corte di effettuare la perizia psichiatrica su Di Lella: l’esame ha accertato la mancanza di elementi psicopatologici precedenti al delitto, ma solo disturbi successivi alla sua detenzione in carcere. In giornata sono previste le arringhe della difesa e ed delle parti civili. La sentenza dovrebbe essere emessa in una successiva udienza.

Nuova udienza in Corte d’Assise a Trani del processo a Luigi Leonetti, reo confesso dell’omicidio di Vincenza Angrisani Nuova udienza in Corte d’Assise a Trani del processo a carico di Luigi Leonetti, l’uomo che confessò di aver ucciso la moglie Vincenza Angrisano il 28 novembre del 2023 in una abitazione della periferia di Andria, mentre in casa si trovavano i due figli minori. Ad un anno esatto dall’accaduto in aula sono stati ascoltati altri testimoni, tra cui i cognati della vittima e una collega di lei. Nella prossima udienza fissata per il 24 gennaio 2025, sarà chiamato a testimoniare l’uomo che la 42enne stava frequentando prima di essere assassinata e il suo datore di lavoro. I reati contestati a Leonetti sono omicidio volontario con la aggravante della premeditazione, di aver commesso il delitto per motivi abietti e futili, alla presenza dei figli minori, nei confronti del coniuge, maltrattamenti in famiglia e lesioni. Nel processo si sono costituti parte civile i due bambini, affidati alla zia e seguiti da una tutrice e i familiari della vittima che hanno chiesto oltre due milioni e mezzo di euro di risarcimento per danni patrimoniali. Leonetti, stando a quanto ricostruito durante le indagini, uccise la donna utilizzando un coltello da cucina. Si difese spiegando che non sopportava l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa.

Salvatore Dettori, ex infermiere Marina Militare ha ammesso di aver ucciso a coltellate la madre, Silvana La Rocca. Il cadavere trovato ieri sera nella sua villetta di Leporano. Servizio di Alessandra Martellotti

L’uomo ha confessato il delitto, avvenuto il giorno prima del ritrovamento del cadavere. E’ stato sottoposto a fermo Silvana La Rocca, insegnante in pensione di 73 anni, è stata uccisa dal figlio maggiore, che ha confessato il delitto. Il cadavere della donna era stato ritrovato ieri sera nel cortile della sua villetta, alla periferia di Marina di Leporano. A trovarlo è stato un nipote, a cui il figlio minore della vittima, che vive all’esterno, aveva chiesto di andare a verificare le condizioni di salute della madre, che non rispondeva alle sue chiamate. Arrivato sul posto, il nipote ha trovata, esanime, vicino alla sua auto. Vicino a lei un’evidente chiazza di sangue. Ha dunque chiamato i carabinieri, che hanno verificato la presenza di una ferita all’altezza dell’addome. Sul posto sono immediatamente intervenuti i militari della Scientifica e il Pm di turno, oltre ai vigili del fuoco, a causa di un forte odore di gas. Poco dopo arrivava sul posto, allertato dal cugino, il figlio maggiore della vittima. Poche ore dopo è arrivata la confessione, confermata anche davanti ad un legale di fiducia. L’uomo ha ammesso di aver ammazzato la madre il giorno prima, utilizzando due coltelli. Ha anche sparso candeggina in casa e staccato un tubo del gas, con l’intento di far esplodere l’abitazione per cancellare ogni prova. L’ha colpita alla nuca e poi le ha inferto diverse coltellate alla gola, all’addome e allo sterno, per “prelevarle il cuore”. E’ rimasto accanto a lei fino all’ultimo respiro, poi è andato via. L’uomo è stato sottoposto a fermo: è indiziato per i reati di omicidio aggravato da premeditazione e crudeltà. Si attende ora l’udienza di convalida. Il cadavere della donna sarà comunque sottoposto ad autopsia, anche per verificare il racconto del figlio.

Nonostante le norme in Italia troppe donne continuano ad essere vittime di violenza  Servizio di Stefania Rotolo; riprese e montaggio Massimo d’Olimpio; intervista a Sen Valeria Valente Comm. Bicamerale sul Femminicidio

A disporla la Corte d’Assise di Foggia per stabilire se l’uomo fosse capace di intendere e di volere Servizio di Pietro Loffredo. Interviste: Avv. Antonio Gabrieli (legale imputato), Avv. Ermenegildo Russo, (legale figlie Giovanna Frino), Avv. Nicola Marro, (legale familiari Giovanna Frino)

La figlia, insegnerò ai miei figli a non accettare schiaffi Servizio di Michela Magnifico Interviste a: Lydia Colangelo, sindaca di San Severo e Giusy, figlia di Celeste Palmieri

Tutta la città si è stretta intorno al dolore dei cinque figli Dolore e commozione. Gremita la parrocchia dell’Immacolata di San Severo dove nel pomeriggio si sono svolti i funerali di Celeste Palmieri, la 56enne uccisa lo scorso 18 ottobre nel parcheggio di un supermercato dal marito, il 59enne Mario Furio. L’uomo le ha sparato a bruciapelo e poi si è tolto la vita. In chiesa i cinque figli e l’anziana madre della vittima. Tutta la città si è stretta intorno allo strazio dei familiari. “Siamo cristiani, siamo chiesa. E come chiesa abbiamo la prima grande responsabilità, che èquella di metterci accanto a chi sta soffrendo”. Così il vescovo di San Severo, Giuseppe Mengoli, durante l’omelia. “Io non ho avuto il piacere di conoscere Celeste. Ma sull’altare c’è qualche sacerdote che la conosceva e stamani ho avuto la contezza di quello che voglio chiamare il testamentospirituale di Celeste. La nostra sorella, vivendo già in situazioni non facili, aveva anticipato il perdono a chi eventualmente le avrebbe fatto del male. Lo aveva anticipato ai figli dicendo loro perdonate anche voi. Sapete cosa è questa? È santità”. La figlia di Celeste ha ricordato la madre e poi ha detto “Ora non devi più avere paura. Puoi abbracciare Gesù e puoi abbracciare il tuo amatissimo papà”. La ragazza tra le lacrime ha ricordato la bontà e la dolcezz di Celeste: “Sei stata il dono più grande che Dio potesse regalare a noi cinque figli . Eri sempre orgogliosa di noi e ce lo ripetevi sempre. Mamma, ci hai insegnato a combattere per i nostri valori. Ci hai insegnato di tutto, ma non ci hai detto come possiamo fare ora senza di te”. “Nelle ultime ore della sua vita Celeste ha avuto il conforto di un uomo, di un cittadino che le ha stretto la mano, proprio nel luogo in cui veniva brutalmente colpita. Oggi noi siamo quel cittadino che infonde coraggio a chi ha paura”. queste le parole della sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, invitando i cittadini a partecipare, martedì, alla fiaccolata organizzata dall’amministrazione comunale che partirà alle 19 da via Salvemini nei pressi del parcheggio dove è avvenuto il femminicidio. La sindaca ha inviato i partecipanti alla fiaccolata a portare una candela e, laddove possibile, ad indossare scarperosse o un nastro rosso al polso.

La donna è stata uccisa dal marito che poi si è tolto la vita. Lo aveva denunciato più volte e lui aveva il braccialetto elettronico che si è rilevato inutile Servizio Matteo Spada

L’uxoricida chiede scusa

In aula Luigi Leonetti, a processo per l’uccisione di Vincenza Angrisano, ha confermato il delitto e si è scusato con i figli Ha chiesto scusa

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