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I carabinieri sono riusciti a rintracciare la vettura del truffatore grazie ai sistemi di videosorveglianza. Il 2 marzo 2026 i carabinieri hanno arrestato a Cassano delle Murge un 35enne protagonista di una truffa nei confronti di un’anziana. Lo scorso 30 dicembre l’uomo ha telefonato alla vittima dicendo che la nipote avrebbe fatto un incidente stradale, richiedendo una somma di denaro per la cauzione. La donna, agitata, ha consegnato i soldi ad un soggetto recatosi presso la sua abitazione. I carabinieri sono riusciti a rintracciare la vettura del truffatore grazie ai sistemi di videosorveglianza. L’uomo ora è agli arresti domiciliari.

Atti persecutori protratti per mesi: donna ai domiciliari. Una donna di 52 anni di Taranto è stata arrestata per atti persecutori nei confronti dell’ex marito. I Carabinieri l’hanno trovata a forzare, con una grossa tenaglia, la porta dell’ appartamento dell’uomo. Bloccata e disarmata dai militari, la donna ha continuato ad inveire contro l’ex marito. Non avrebbe accettato la fine della relazione. L’uomo ha riferito di essere da mesi vittima di comportamenti persecutori da parte dell’ex moglie e di aver presentato diverse denunce. La donna ora si trova agli arresti domiciliari.

L’area si estendeva per 12.500 mq. Sono scattati gli arresti domiciliari per un uomo per reati di materia ambientale. L’operazione è dei Carabinieri della Compagnia di Bari – San Paolo e del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari – NIPAAF. Durante un controllo eseguito dalla Stazione di Bari Carbonara e dal Gruppo Carabinieri Forestale di Bari, lo scorso settembre 2025 era stata sequestrata una vasta discarica a cielo aperto estesa per circa 12.500 mq. in cui erano accumulati rifiuti di ogni tipo tra cui materiale edile e ferroso di diverso genere e tipologia, pneumatici, parti elettriche e meccaniche di autovetture, batterie esauste, bombole di gas esauste e altro.  Il responsabile è un 53enne originario del posto: all’interno della discarica avrebbe depositato e abbandonato rifiuti speciali pericolosi e avrebbe smaltito mediante combustione rifiuti anche pericolosi in essa abbandonati appiccando il fuoco in svariati punti del terreno.  

Si tratta di un 30enne di origine marocchina. La polizia a Ostuni ha arrestato un uomo di circa trent’anni, di origine marocchina, pregiudicato e stabilmente presente sul territorio italiano da diversi anni, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo era sottoposto agli arresti domiciliari. Durante un controllo l’uomo non era nella sua abitazione. Gli agenti hanno così disposto una perquisizione dove sono stati trovati circa 85 grammi di cocaina, 1,022 kg di hashish e la somma di 6.400 euro in contanti, suddivisa in banconote di vario taglio. Sequestrato anche un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente rinvenuta. L’uomo è ora nel carcere di Brindisi.

Le comunicazioni tra i tre avvenivano tramite messaggi su WhatsApp. Due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta, sono state sequestrate. Un funzionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari e due fratelli di Canosa di Puglia sono stati arrestati (ai domiciliari) dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza accusati, a vario titolo, di corruzione, falso ideologico e rivelazione di segreti di ufficio. Gli indagati, che operano nel settore dei carburanti, secondo quanto è emerso dalle indagini coordinate dalla procura di Trani, avrebbero ceduto “carburante, anche a uso agevolato e quindi con accise e Iva ridotte, e altre utilità al funzionario doganale che, all’epoca dei fatti, era preposto alle verifiche ispettive”. L’obiettivo dei fratelli, finiti nei guai a luglio dello scorso anno accusati di aver corrotto esponenti delle forze dell’ordine per evitare controlli, sarebbe stato quello di “ottenere una copertura istituzionale” in caso di controlli e ispezioni, ma anche “informazioni riservate su depositi di carburante di imprenditori concorrenti”. Le comunicazioni tra i tre avvenivano tramite messaggi su WhatsApp. Due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta, sono state sequestrate. La Guardia di Finanza spiega che le indagini hanno messo in luce fenomeni criminali ad alto disvalore sociale, che non solo hanno minato la regolare attività ispettiva nel settore fiscale, ma anche pregiudicato il regolare funzionamento dei mercati e della concorrenza

. Dopo essersi introdotto, forzando gli infissi di ingresso, avrebbe portato via il denaro contenuto nei registratori di cassa A Corato un uomo è finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per furto aggravato. È ritenuto responsabile di nove furti (alcuni rimasti nella forma del tentativo) in esercizi commerciali, commessi ad agosto. Dopo essersi introdotto, forzando gli infissi di ingresso, avrebbe portato via il denaro contenuto nei registratori di cassa. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani e sviluppate attraverso l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza privati e comunali, hanno consentito alla Polizia di Stato di identificare con precisione l’indagato e di ricostruirne le condotte.

Ogni giorno gli forniva supporto incontrandolo e lasciandogli buste contenenti generi alimentari, contribuendo anche alla gestione dei suoi interessi e delle necessità quotidiane Avrebbe favorito la latitanza di Carmine Mazzotta aiutandolo con cibo e gestione dei suoi interessi. Si conclude così l’indagine dei carabinieri di Lecce che ad aprile avevano catturato il latitante, condannato in via definitiva a 30 anni per omicidio. Gli inquirenti hanno scoperto che un 55enne, residente in località Boncore del comune di Nardò, già noto alle Forze dell’Ordine, lo avrebbe aiutato durante la latitanza. Dalle indagini è emerso che avrebbe avuto un ruolo attivo e continuativo: ogni giorno gli forniva supporto incontrandolo e lasciandogli buste contenenti generi alimentari, contribuendo anche alla gestione dei suoi interessi e delle necessità quotidiane. L’uomo è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

La perquisizione è scattata quando i militari hanno notato un certo giro di giovani che entravano e uscivano dall’abitazione del ragazzo Vari tipi di droga tra cui cocaina, crack, ecstasy, chetamina, marijuana, hashish e, ancora, 3 bilancini di precisione, telefoni cellulari, coltelli con tracce di droga e la somma di circa 15.000 euro in contanti. È quanto è stato trovato dai carabinieri a casa di un 24enne, già agli arresti domiciliari, a Manduria. La droga, per un peso complessivo di 200 grammi, è stata sequestrata. La perquisizione è scattata quando i militari hanno notato un certo giro di giovani che entravano e uscivano dall’abitazione del giovane. 

I militari hanno trovato 28 piante di cannabis. Sequestrato anche il materiale necessario per la coltivazione Grazie all’utilizzo di un drone i carabinieri hanno trovato una piantagione di marijuana nascosta tra la vegetazione a Porto Cesareo. Il proprietario del terreno, un 54enne, è finito ai domiciliari. I militari hanno trovato 28 piante di cannabis, alte tra 1,5 e 2 metri. La perquisizione domiciliare ha portato anche al sequestro di pesticidi, annaffiatoi e materiale necessario per la coltivazione. Il tutto è stato sequestrato.

È stato il gestore di un bar a chiamare le forze dell’ordine: l’uomo pretendeva di bere, nonostante l’evidente stato di alterazione Già in evidente stato di alterazione, pretende di continuare a bere, fino a costringere il gestore di un bar di Taranto a chiamare i carabinieri. Un 67enne è stato arrestato ed è finito ai domiciliari, con le accuse di resistenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. L’intervento è avvenuto nella centralissima via D’Aquino. Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe rivolto frasi ingiuriose e minacciose ai carabinieri, opponendo resistenza, fino a colpire fisicamente i militari che sono riusciti a bloccarlo.

Accolta la richiesta dal giudice a una settimana dall’arresto in carcere dell’ex vicesindaco del comune salentino Cosimo Piccione, ex vicesindaco di Sannicola, torna a casa dopo una settimana trascorsa in carcere. Il gip Laura Fedele ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare, disponendo per lui gli arresti domiciliari. Piccione era finito in cella nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Gallipoli su una presunta associazione per delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Piccione si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando intatto il quadro indiziario a suo carico. Il giudice ha evidenziato la permanenza delle esigenze cautelari, legate soprattutto ai rapporti con gli altri indagati, alcuni ancora a piede libero. Tuttavia, la sua incensuratezza e le dimissioni da tutte le cariche politiche ricoperte nel Comune di Sannicola (consigliere, assessore e vicesindaco) hanno portato il giudice a ritenere attenuate tali esigenze, disponendo così la misura meno afflittiva dei domiciliari. Nel frattempo, cambia anche la posizione di Cosimo Leo, 67 anni, altro indagato nell’inchiesta. Per lui il gip ha revocato gli arresti domiciliari, sostituendoli con l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

Il professionista si sarebbe mostrato consapevole di quanto accaduto assumendone la responsabilità e assicurando il risarcimento del danno patrimoniale causato Torna in libertà Sante Alessandro Baccaro, 51 anni, l’anestesista in servizio nell’Ospedale di Bisceglie, finito ai domiciliari per assenteismo. Per la Gip, resta fermo il quadro indiziario ma sono cessate le esigenze cautelari. Secondo le indagini della polizia, il medico timbrava e tornava a casa, soprattutto nei turni pomeridiani e notturni. Anche al momento dell’arresto avrebbe dovuto essere in ospedale invece era a casa dopo aver comunque attestato la presenza. Il professionista si sarebbe mostrato consapevole di quanto accaduto assumendone la responsabilità e assicurando il risarcimento del danno patrimoniale causato. 

In arresto anche un uomo per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio I Carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana hanno arrestato in flagranza un uomo evaso dai domiciliari e sorpreso da una pattuglia presso un bar del centro del paese. Un altro, invece, è finito agli arresti per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, perché trovato in possesso di 20 dosi, per un totale di 20 grammi. Durante i controlli sono stati segnalati due giovani perché trovati in possesso di modici quantitativi di stupefacente per uso personale.

Inizialmente il GIP aveva convalidato la custodia cautelare in carcere perché non c’erano posti dove l’uomo potesse scontare gli arresti domiciliari essendo la casa posta sotto sequestro È agli arresti domiciliari nella sua abitazione di via Bonifacio Luigi Quarta, l’82enne che domenica scorsa a Lecce ha ucciso nel sonno la moglie Amalia Quarta. Inizialmente il GIP aveva convalidato la custodia cautelare in carcere in mancanza di un luogo in cui disporre gli arresti domiciliari poiché la casa era posta sotto sequestro. Nel tardo pomeriggio di ieri il GIP ha disposto così il dissequestro dell’abitazione dove da ieri sera l’uxoricida si trova in stato di detenzione domiciliare.

Ai domiciliari anche la dirigente comunale Lidia De Leonardis. Interdittiva di un anno per i dirigenti comunali Alessandro Binetti, responsabile unico del procedimento del porto, e Domenico Satalino, dirigente ai lavori pubblici Finisce ai domiciliari il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, indagato nell’inchiesta della Procura di Trani su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici, tra cui quello dell’area mercatale, del nuovo porto commerciale e dello sportello per l’occupazione Porta futuro. Ai domiciliari anche la dirigente comunale Lidia De Leonardis. Interdittiva di un anno per i dirigenti comunali Alessandro Binetti, responsabile unico del procedimento del porto, e Domenico Satalino, dirigente ai lavori pubblici. Divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione per l’imprenditore portuale Vito Totorizzo il quale, secondo l’accusa, avrebbe tentato di manipolare a suo favore la gara per la realizzazione della banchina nord est del porto in cambio di sostegno elettorale al sindaco. Il 3 maggio scorsi il sindaco e gli altri indagati erano stati sottoposti agli interrogatori preventivi, a seguito dei quali la Gip del tribunale di Trani Marina Chiddo ha deciso di applicare le misure cautelari. Complessivamente sono 21 gli indagati.

Il corridoio era attrezzato di luce, videosorveglianza e un ingranaggio che impediva l’accesso ad altre persone E’ durata poco la fuga dai domiciliari di un 47enne di Ginosa, arrestato dai carabinieri. L’uomo è evaso attraverso un passaggio segreto, lungo 25 metri e largo un metro, che si trova tra le fondamenta del condominio in cui abita. L’intercapedine, dotata di luce, videosorveglianza e un ingranaggio che impediva l’accesso ad altre persone, conduce ad una botola in un terreno adiacente all’appartamento del fuggitivo. L’arrestato è accusato di associazione a delinquere, traffico e spaccio di stupefacenti, l’evasione lunedì scorso. I militari hanno sequestrato nell’appartamento cinque chili di droga, un giubbotto antiproiettile e  cinquemila euro in contanti. Le indagini proseguono, per individuare eventuali complici.

L’avvocato Federico Straziota ha già annunciato che presenterà ricorso al Tribunale del Riesame Il gip del Tribunale di Bari Nicola Bonante ha confermato gli arresti domiciliari per don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi accusato di omicidio stradale aggravato dalla fuga ed omissione di soccorso per aver travolto e ucciso la 32enne Fabiana Chiarappa. L’incidente stradale è avvenuto la sera del 2 aprile scorso sulla strada che collega Turi a Putignano. È stata dunque respinta la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa al termine dell’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale il sacerdote ha ribadito la sua versione, e cioè di non essersi accorto della presenza della ragazza ma di aver pensato di aver colpito un sasso. L’avvocato Federico Straziota ha già annunciato che presenterà ricorso al Tribunale del Riesame. di Linda Cappello

Fino ad 11 secondi prima di investirla il sacerdote avrebbe utilizzato il telefono cellulare Finisce ai domiciliari, don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi accusato di aver investito e ucciso la 32enne Fabiana Chiarappa dopo che la stessa era caduta dalla sua motocicletta. Il sacerdote, che risponde anche di omissione di soccorso, pochi secondi prima dell’impatto stava utilizzando il telefono cellulare. Servizio di Linda Cappello

Accusato di voto di scambio politico mafioso ed estorsione, andrà ai domiciliari a Parabita, in provincia di Lecce

Rocco Antonio Cavallo era stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta per corruzione Tornerà a casa domani Rocco Antonio Cavallo , il sindaco dimissionario di Ruffano arrestato lo scorso 13 marzo nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di appalti e favori tra amministratori, tecnici e imprenditori. Su disposizione del Gip, Cavallo avrebbe dovuto lasciare il carcere venerdì scorso ma, a causa della mancata disponibilità del braccialetto elettronico, è rimasto in carcere. Per le sorti di Ernesto Toma e Salvatore Sales, i sindaci di Maglie e Sanarica finiti ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta, bisognerà attendere le decisioni del Riesame.

Torna libero il medico assenteista di Bisceglie

Il professionista si sarebbe mostrato consapevole di quanto accaduto assumendone la responsabilità e assicurando il risarcimento del danno patrimoniale causato Torna in libertà Sante Alessandro

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