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Contestati tre episodi di presunta turbativa d’asta e cinque di presunta corruzione. L’inchiesta della Procura di Taranto al comune di Torricella per corruzione aggravata, turbativa d’asta e autoriciclaggio in concorso. Tra gli indagati, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Michele Franzoso, che ieri si è dimesso. Per lui e altre 8 persone la procura ha chiesto l’arresto in carcere, per altri due indagati i domiciliari, per un altro la sospensione dell’esercizio dal pubblico ufficio. Giovedì è previsto l’interrogatorio preventivo di Franzoso davanti al gip Giovanni Caroli. Secondo l’accusa, avrebbe adottato cautele per eludere i controlli, evitando telefonate compromettenti, usando “pizzini” e scegliendo luoghi senza telecamere. Contestati tre episodi di presunta turbativa d’asta e cinque di presunta corruzione.

Le indagini riguardano presunte agevolazioni illecite nell’introduzione di merci nel territorio nazionale in cambio di beni o altre utilità. La Procura della Repubblica di Brindisi ha disposto perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di sei persone, tra cui cinque funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso il porto di Brindisi, indagate, a vario titolo, per reati contro la Pubblica Amministrazione, in particolare per ipotesi di corruzione.I provvedimenti rientrano in un’indagine di polizia giudiziaria condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, con la collaborazione dell’ADM, e riguardano presunte agevolazioni illecite nell’introduzione di merci nel territorio nazionale in cambio di beni o altre utilità. Le investigazioni avrebbero consentito di ricostruire diversi episodi di corruzione, avvenuti soprattutto l’anno scorso, che avrebbero coinvolto i funzionari indagati e un ulteriore soggetto esterno all’Amministrazione. Le perquisizioni sono finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili alla prosecuzione delle indagini.

Le comunicazioni tra i tre avvenivano tramite messaggi su WhatsApp. Due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta, sono state sequestrate. Un funzionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari e due fratelli di Canosa di Puglia sono stati arrestati (ai domiciliari) dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza accusati, a vario titolo, di corruzione, falso ideologico e rivelazione di segreti di ufficio. Gli indagati, che operano nel settore dei carburanti, secondo quanto è emerso dalle indagini coordinate dalla procura di Trani, avrebbero ceduto “carburante, anche a uso agevolato e quindi con accise e Iva ridotte, e altre utilità al funzionario doganale che, all’epoca dei fatti, era preposto alle verifiche ispettive”. L’obiettivo dei fratelli, finiti nei guai a luglio dello scorso anno accusati di aver corrotto esponenti delle forze dell’ordine per evitare controlli, sarebbe stato quello di “ottenere una copertura istituzionale” in caso di controlli e ispezioni, ma anche “informazioni riservate su depositi di carburante di imprenditori concorrenti”. Le comunicazioni tra i tre avvenivano tramite messaggi su WhatsApp. Due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta, sono state sequestrate. La Guardia di Finanza spiega che le indagini hanno messo in luce fenomeni criminali ad alto disvalore sociale, che non solo hanno minato la regolare attività ispettiva nel settore fiscale, ma anche pregiudicato il regolare funzionamento dei mercati e della concorrenza

Il governatore pugliese: “Indagine smontata e morta”. La Giunta distrettuale di Lecce: “Sconcertanti le sue parole” Stupore e sconcerto: sono le parole con cui l’Associazione dei Magistrati manifesta tutto il suo disappunto sulle dichiarazioni rilasciate l’altro giorno a Monopoli – a margine dell’inaugurazione del nuovo ospedale – dal governatore pugliese Emiliano, in merito alla recente inchiesta della Procura di Lecce per una presunta corruzione legata ad appalti e favori. Inchiesta che ha travolto l’ormai ex Assessore regionale Delli Noci. Servizio di Matteo Spada

L’uomo è accusato di tentata violenza sessuale aggravata e continuata, corruzione di minorenni e adescamento. Tre le presunte vittime

Il vice sindaco e gli altri indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione Si è concluso poco fa l’interrogatorio di garanzia dinanzi al Gip del Tribunale di Lecce per Cosimo Piccione, vice sindaco di Sannicola, arrestato mercoledì scorso dalla Guardia di Finanza di Gallipoli insieme ad altre 12 persone, imprenditori, amministratori e funzionari comunali. L’ex primo cittadino del comune salentino si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, Luigi Corvaglia, ha spiegato che Piccione ha bisogno di tempo per studiare le oltre 300 pagine del fascicolo. Nel corso dell’interrogatorio ha, però, annunciato le immediate dimissioni da ogni carica, ossia quella di vice sindaco, assessore e consigliere comunale. È stato lo stesso avvocato Corvaglia a depositarle tra poco presso la segreteria comunale. Piccione e gli altri indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ossia di aver manipolato concorsi, gare pubbliche e documenti di gara per per favorire persone vicine ai vertici dell’ente, anche allo scopo di alimentare il bacino elettorale di riferimento.

Il vice sindaco Cosimo Piccione comparirà domani davanti al gip per respingere le accuse di corruzione e turbativa d’asta

Coinvolti amministratori di Sannicola, in carcere anche vicesindaco Servizio Stefania Congedo

L’inchiesta della Gdf di Gallipoli è per corruzione e turbativa d’asta e altri reati Ancora un comune salentino nella bufera. Si tratta del comune di Sannicola al centro di un’inchiesta della Gdf per corruzione e turbativa d’asta e altri reati. I militari della Guardia di Finanza di Gallipoli, sotto la guida del comandante Fabio Gugliandolo, stanno eseguendo 13 misure personali. Sono coinvolti amministratori. Tra di loro compare l’ex sindaco e attuale vice sindaco Cosimo Piccione agli arresti in carcere. Sono 34 gli indagati. Questa volta il GIP come richiesto dalla Procura di Lecce non ha disposto gli interrogatori preventivi ma direttamente le misure cautelari perché è alto il rischio di inquinamento delle prove. In questo momento la Gdf sta operando al comune per eseguire dei sequestri. Le misure che stanno venendo eseguite dalla Gdf di Gallipoli riguardano una misura cautelare in carcere, sette ai domiciliari tra cui un imprenditore assessore al comune di Tuglie, due interdittive e tre obblighi di firma. Sullo sfondo ancora una volta l’intreccio di appalti e favori tra amministratori e imprenditori.

L’ex assessore regionale resta indagato per pressioni nella pubblica amministrazione

Per far risultare le gare regolari veniva preventivamente concordata la documentazione tecnica da presentare Una tangente del 10 per cento per ogni appalto. C’e’ anche il sindaco di Gioia del Colle Giovanni Mastrangelo a capo di una coalizione di centrodestra tra le otto persone indagate con l’accusa di corruzione nell’ambito di una indagine condotta dalla procura di Bari. Questa mattina sono scattate le perquisizioni della guardia di finanza. Svelato un sistema collaudato in grado di pilotare gli appalti. Servizio di Matteo Spada

Dopo le dimissioni da assessore e consigliere regionale, non ci sono più le esigenze per applicare la custodia cautelare ai domiciliari Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

È indagato nell’inchiesta su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nell’erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale Alessandro Delli Noci si è dimesso da assessore e consigliere regionale. È indagato nell’inchiesta su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nell’erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale. In totale sono undici le persone per le quali i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno chiesto misure cautelari. Per Delli Noci e altri nove la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari; chiesto il carcere, invece, per l’imprenditore Alfredo Barone.

Nell’interrogatorio preventivo davanti al gip, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, è pronto a fornire la sua versione dei fatti Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Francesco Afrune

Tra dirigenti pubblici e imprenditori si contano 9 imputati, accusati a vario titolo di truffa, falso, corruzione e turbativa d’asta Servizio di Alessandra Martellotti

Crolla l’accusa di associazione a delinquere, prescritti i reati elettorali: pene ridotte per ex assessori e dirigenti comunali

I professionisti sono accusati anche di concussione e tentata estorsione Servizio di Alessandra Martellotti montaggio di Luca Carone

Si è costituito dopo la condanna in via definitiva a sei anni di reclusione per aver corrotto l’ex gip Giuseppe De Benedictis Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte

I giudici della seconda sezione penale hanno respinto il rilievo di illegittimità costituzionale della norma che abroga il reato di abuso d’ufficio Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

Delli Noci pronto a parlare

Nell’interrogatorio preventivo davanti al gip, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, è pronto a fornire la sua versione

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