
Operaio morto in villa a Corato, disposta l’autopsia
L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri Sarà conferito nelle
L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri Sarà conferito nelle prossime ore l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia sul corpo di Pasquale Mastrototaro, l’operaio di 55 anni morto lo scorso 16 aprile mentre era a lavoro in una delle ville di viale dei Papaveri, a Corato. L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri. Inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. Sull’accaduto la procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico del datore di lavoro dell’operaio.
La vittima si chiamava Pasquale Mastrototaro, aveva 55 anni. Si indaga per omicidio colposo a carico del titolare dell’attività Servizio di Giuseppe Capacchione;
Indagato datore di lavoro, si ipotizza l’omicidio colposo. Sarà disposta l’autopsia Drammatico incidente sul lavoro a Corato, vittima un 55enne dipendente di un’azienda di tendaggi. Era impegnato a montare una tenda quando, per cause da accertare, sarebbe scivolato cadendo da un’altezza di oltre tre metri. L’uomo è morto sul colpo, indaga la polizia. La Procura di Trani ha avviatoun’inchiesta per omicidio colposo a carico del datore di lavoro. nelle prossime ore verrà disposta l’autopsia.
Il papà ha fatto appena in tempo a chiamare il 118 ricevendo per telefono le istruzioni necessarie per tenere tutto sotto controllo Si può nascere anche in casa, anzi nel corridoio di casa. È accaduto la settimana scorsa a Corato, in una palazzina del centro. In piena notte è nata Danae, figlia di Elodie e Gianluigi, una giovane coppia già con un figlio. Il parto era atteso per dopo Pasqua, il 27 aprile per la precisione. Ma Danae ha voluto accelerare i tempi e nella notte fra il 10 e l’11 ha bussato con le doglie. Il parto è stato quasi immediato. Il papà ha fatto appena in tempo a chiamare il 118 ricevendo per telefono le istruzioni necessarie per tenere tutto sotto controllo. Nel frattempo sua moglie, nel corridoio, ha partorito. All’arrivo a casa, gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuta nascita e fare gli auguri a tutti.
È ai domiciliari con l’accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso Si chiama Vitantonio Piccarreta il 25enne che nel pomeriggio di ieri avrebbe travolto e ucciso, guidando l’auto della madre, Giuseppe Nicassio, il ciclista di 56 anni originario di Adelfia. La vittima stava percorrendo la provinciale 231 in sella alla sua bici, vicino a Corato. Il ragazzo, dipendente di una ditta di trasporti, è agli arresti domiciliari con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. Piccarreta si è costituito dopo circa un’ora dall’accaduto, presentandosi alla caserma dei carabinieri, in compagnia del suo avvocato. Il 25enne ha reso dichiarazioni spontanee e ha messo a disposizione degli inquirenti l’auto che guidava e il suo telefonino. Si è anche sottoposto agli accertamenti previsti in casi come questo. Il legale ha raccontato che subito dopo l’impatto con la bici il ragazzo si è spaventato. La vittima èstata soccorsa dal personale del 118, ma al suo arrivo al Pronto soccorso dell’ospedale Bonomo di Andria è morta per le gravi ferite riportate.
La vittima si chiamava Giuseppe Nicassio, 56 anni, originario di Adelfia. L’incidente è avvenuto sulla ex statale 98, vicino Corato È stato individuato il pirata della strada che ieri (sabato 7 aprile) ha travolto e ucciso un ciclista, Giuseppe Nicassio, 56 anni, originario di Adelfia. L’incidente è avvenuto sulla provinciale 231, ex statale 98, all’altezza di Corato, in direzione sud. L’uomo è stato soccorso e condottò in ospedale dove è deceduto subito dopo. La fuga dell’automobilista che non si è fermato a prestare soccorso è durata poco. Grazie alle testimonianze di altre persone che hanno assistito all’incidente, è stato individuato dai carabinieri di Corato. La sua posizione è al vaglio della procura di Trani.
L’uomo di 56 anni travolto e ucciso da un’auto pirata Altra tragedia della strada nel nord barese, dopo l’incidente di Trani costato la vita a madre e figlia. Questa volta la vittima è un ciclista di 56 anni, morto dopo essere stato travolto da un’auto pirata mentre,in sella alla sua bicicletta, percorreva la provinciale 231 all’altezza di Corato. L’uomo è stato immediatamente soccorso dal personale del 118, ma al suo arrivo all’ospedale Bonomo di Andria è deceduto per le gravi ferite riportate. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani, stanno indagando per risalire all’identità dell’automobilista fuggito senza prestare soccorso.
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Negli anni sono stati acquistati rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi Gestione illecita di rifiuti e realizzazione di una discarica abusiva. La Guardia di finanza ha sequestrato una azienda di Corato nel settore della demolizione delle auto nonché i rapporti bancari intestati alla società e alla persona fisica, le quote societarie e l’intero compendio aziendale, composto da 6 immobili tra terreni e fabbricati adibiti in parte a discarica abusiva per un valore complessivo di 900mila euro. Le indagini hanno consentito di accertare che il legale rappresentante di una S.R.L. aveva acquistato negli anni rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi. L’impresa per le cessioni di rifiuti aveva emesso semplici ricevute fiscali invece della documentazione fiscale ed ambientale prevista dalla legge in relazione a conferitori abituali. Le indagini hanno anche permesso di accertare che il rappresentante legale ha sistematicamente utilizzato suoli, dichiarati agricoli, non oggetto di autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Bari.
La famiglia ora ha avviato un’azione civile La giustizia penale ha scritto la parola fine sul processo nei confronti di un pediatra di Corato, accusato di omicidio colposo per non aver diagnosticato tempestivamente i sintomi della Seu in una bambina di 21 mesi, morta il 24 agosto del 2017 all’ospedale pediatrico di Bari. Tanto perché, trascorsi ormai sette anni e mezzo dal fatto, il reato è ormai prescritto. Ma i familiari della piccola, assistiti dall’avvocato Simona Cuomo, hanno già depositato un atto di citazione davanti al Tribunale civile di Bari, per chiedere il risarcimento del danno. Servizio di Linda Cappello
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L’uomo era impegnato in lavori di ristrutturazione dalla giornata di sabato. Indagano i carabinieri Un imbianchino di 62 anni, Francesco Tedone, è stato trovato senza vita all’interno di un appartamento in ristrutturazione a Corato, in via Gigli, nel residence “La Fiera”. A quanto pare l’uomo si trovava nell’abitazione da sabato perché impegnato nella tinteggiatura delle pareti. La casa era disabitata e non sono ancora noti i proprietari. Sono stati i familiari a dare l’allarme preoccupati dal suo mancato rientro. La procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Non si esclude che l’uomo possa essere deceduto per un malore. Indagano i carabinieri, sul posto è intervenuto anche lo Spesal.
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Indicazioni utili potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La piazza in quel momento era affollata di giovanissimi Momenti di paura ieri sera in piazza Di Vagno, nel cuore del centro storico di Corato, la zona della movida serale e notturna. Diversi colpi di arma da fuoco sono stati sparati all’improvviso, partiti molto probabilmente da due persone a bordo di un ciclomotore poi svanito nel nulla. Un ragazzo e una ragazza sono rimasti feriti, quest’ultima pare in modo più grave. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e gli agenti del commissariato di polizia che conducono le indagini. Indicazioni utili potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La piazza in quel momento era affollata di giovanissimi.
L’episodio lo scorso 24 settembre. I responsabili hanno 21 e 22 anni Due giovani di Corato, di 21 e 22 anni, sono ritenuti gli autori dell’attentato dinamitardo in danno di una nota pizzeria che avvenne lo scorso 24 settembre. Un uomo con il volto travisato posizionò e fece deflagrare, di fronte all’ingresso del locale commerciale, un ordigno di notevole capacità distruttiva che distrusse la porta d’ingresso della pizzeria, oltre ad arrecare ingenti danni alle autovetture parcheggiate. L’attività commerciale era già stata oggetto, mesi prima, di un altro attentato incendiario. Grazie alle immagini è stato ricostruito il percorso di fuga dall’attentatore che, dopo aver fatto deflagrare l’ordigno, si è allontanato frettolosamente a piedi per poi salire, dopo qualche centinaia di metri, sull’auto del suo complice.

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