
Stalking sulla ex a Gallipoli, arrestato 33enne con il Codice rosso rafforzato
Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della

Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori. Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della ex compagna., la polizia ha arrestato in flagranza differita a Gallipoli un 33enne , già noto alle forze dell’ordine e già destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce e arrestato ai domiciliari nel settembre dello scorso anno per gravi episodi persecutori contro la stessa donna. Ottenuta la libertà nell’aprile di quest’anno, il 33enne aveva inizialmente tentato di riallacciare i rapporti con la vittima , ma dopo una brevissima frequentazione, sono riemerse le stesse condotte persecutorie. L’episodio culminante è avvenuto la scorsa notte, quando l’uomo si è scagliato con calci contro la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, nel tentativo di irrompere nell’appartamento. Non riuscendovi, ha infranto il vetro della finestra della camera da letto lanciando una pietra. Nonostante il terrore, la vittima è riuscita a filmare con il proprio smartphone l’aggressore e grazie all’analisi di queste prove , l’uomo è stato arrestato in flagranza differita, una nuova procedura introdotta dalle recenti modifiche al cosiddetto “Codice Rosso rafforzato“, che permette alla Polizia Giudiziaria di procedere all’arresto anche se l’autore non viene colto sul fatto, purché vi sia documentazione video o fotografica che attesti in modo inequivocabile la condotta delittuosa.
Aggressioni e minacce nel Tarantino: i Carabinieri applicano il Codice Rosso. Un 30enne di Torricella, in provincia di Taranto, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo aver aggredito e minacciato ripetutamente la madre convivente. L’intervento dei militari è scattato nella serata di lunedì, in seguito all’attivazione delle procedure del Codice Rosso dopo la denuncia della donna, esasperata da un clima di terrore che durava da tempo. Secondo le indagini, già il 5 maggio scorso l’uomo avrebbe colpito la madre con un pugno al volto, sottraendole il cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione. L’episodio finale si è verificato l’11 maggio, quando il giovane, dopo il rifiuto della donna di consegnargli denaro per l’acquisto di droga, ha reagito con estrema violenza. La vittima è riuscita a fuggire e a raggiungere la caserma, permettendo ai Carabinieri di rintracciare il figlio e trasferirlo nel carcere di Taranto su disposizione dell’autorità giudiziaria.
E’ quanto accaduto l’altra sera a Copertino dove il coraggio di un bambino ha probabilmente evitato l’ennesima tragedia. Quando ha visto il padre aggredire la madre per l’ennesima volta, si è nascosto sotto il letto e col cellulare ha chiamato il numero di emergenza dei carabinieri, raccontando quanto stava accadendo in casa e invocando il loro intervento dopo che aveva tentato di intervenire in soccorso della madre. E’ quanto accaduto l’altra sera a Copertino dove il coraggio di un bambino di 12 anni ha evitato probabilmente una tragedia. Quando sul posto sono arrivati i militari l’uomo che aveva ancora con sé il cellulare della donna, che poco prima le aveva sottratto con violenza al termine dell’ennesima aggressione. La donna assistita dal proprio legale di fiducia una volta in caserma ha sporto denuncia contro il coniuge da cui si sta separando. Lo aveva fatto già lo scorso dicembre rimettendo poi la querela nella speranza che l’uomo potesse cambiare. Ma a gennaio una seconda aggressione per strada aveva spinto poi la donna a sporgere denuncia. L’altra sera l’ennesimo episodio di violenza. Al momento nei confronti dell’uomo non sono stati presi provvedimenti. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Non è il primo episodio, ha raccontato la donna che ha chiamato i carabinieri e che hanno attivato il Codice Rosso. È accusato di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia un 27enne di Ginosa, arrestato dopo aver aggredito e minacciato di morte la madre. L’ha assalita dopo la richiesta di denaro per l’acquisto della droga. Non è il primo episodio, ha raccontato la donna che ha chiamato i carabinieri e che hanno attivato il Codice Rosso. Una situazione di disagio familiare protratta nel tempo, in solitudine.
L’episodio a Taranto. Madre e figlia hanno raccontato che ci sono stati altre violenze simili. Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte. A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi.L’uomo avrebbe preteso di entrare in casa ma, di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Al diniego della madre di dargli i soldi, il 65enne avrebbe danneggiato alcuni suppellettili, arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri che hanno bloccato l’uomo, accompagnandolo in caserma. Episodi simili si sarebbero verificati già in passato: è stato attivato il “Codice rosso“.
Arrestato l’aggressore, è scattata la procedura del Codice rosso. Minaccia di morte la convivente, poi prende a calci e pugni i carabinieri intervenuti sul posto, mandandone uno in ospedale. Un 29enne di Massafra è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La donna, di fronte all’ennesimo episodio di minaccia, si è rifugiata a casa del padre, portando con sé i due figli piccoli. L’uomo li ha raggiunti, tentando in tutti i modi di entrare. Chiamati i carabinieri, hanno trovato il 29enne in stato di agitazione tanto che ha iniziato a minacciare e a picchiare i militari. Nel particolare, un carabiniere è stato trasportato in ospedale con una ambulanza del 118. Arrestato l’aggressore, è scattata la procedura del Codice rosso.
Arrestato un 50enne. Andavano avanti da oltre un anno le minacce e le aggressioni nei riguardi della cognata e del fratello, da parte di un 50enne di Crispiano, arrestato dai Carabinieri di San Giorgio Jonico per maltrattamenti in famiglia. Un caso che ha fatto scattare il Codice Rosso. Nella notte del 10 febbraio la coppia, di 56 e 64 anni, presso cui vive il presunto stalker, ha chiesto aiuto ai carabinieri chiamando al 112. I militari sono intervenuti interrompendo la violenza domestica. Il 50enne aveva buttato tutto per aria, distruggendo tutto, continuando con minacce e intimidazioni contro i due. Portato in caserma, ha continuato a inveire anche contro i militari ed è stato arrestato.
La polizia lo ha rintracciato a Roma, aveva ancora gli abiti sporchi di sangue C’è un fermo per il femminicidio avvenuto la notte scorsa a Foggia. La polizia ha fermato a Roma il presunto responsabile, si tratta dell’ex compagno della vittima, un 46enne con il quale la donna aveva avuto una relazione e che aveva denunciato per stalking. L’uomo, prima dell’omicidio di Hayat Fatimi, era stato già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ma era risultato irreperibile. Era stato disposto per lui anche il braccialetto elettronico ma per non meglio specificati motivi tecnici non lo aveva mai indossato. Quando è stato fermato dai poliziotti aveva ancora gli abiti sporchi di sangue.
Il giovane, trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico, sarebbe intervenuto in difesa di alcune coetanee Un 20enne barese è stato aggredito nella notte fra sabato e domenica sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Secondo quanto emerso, un gruppo di sconosciuti lo avrebbe ferito al torace con alcune bottiglie: pare che il giovane sia intervenuto in difesa di alcune coetanee, con le quali era intento a montare una tenda. La segnalazione è arrivata alle forze dell’ordine alle 23.46, dopo che il ragazzo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico. Le sue condizioni per fortuna non sono gravi. La polizia municipale in queste ore sta visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona: sull’accaduto indagano gli agenti della Squadra Mobile.
La donna si è barricata in casa per sfuggire all’aggressione. Solo qualche giorno prima la vittima aveva sporto denuncia ai carabinieri per reiterati episodi di violenza fisica Si barrica in casa tentando di sfuggire all’ira dell’ex e chiama i carabinieri. L’aggressione si è consumata a Ginosa Marina il 15 sera. Un episodio concluso con l’arresto in flagranza di reato di un 40enne per presunte minacce aggravate e maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex convivente. L’uomo ha cercato di sfondare con calci e pugni la porta di casa della donna. È stato arrestato in flagranza di reato. Solo qualche giorno prima la vittima aveva sporto denuncia ai carabinieri per reiterati episodi di violenza fisica, minacce e comportamenti persecutori, tali da far scattare il Codice rosso.
Le sue condizioni non sarebbero gravi nonostante i tagli a braccia, viso e a una scapola Indagano gli agenti della squadra mobile della Questura sul ferimento di un giovane di 20 anni accoltellato mentre era sceso da casa per andare a lavorare. È accaduto questa mattina ad Andria, in via Paisiello, non lontano dal centro cittadino. Secondo quanto è emerso il ragazzo, che avrebbe riferito di essere stato colpito più volte al termine di una discussione con un’altra persona, ha avuto la forza di tornare verso la sua abitazione, in via Piccinni, e poi chiedere aiuto. Nel percorso dal luogo in cui è stato raggiunto dai fendenti fino a casa ha però perso molto sangue, visibile sull’asfalto. Attualmente si trova ricoverato in ospedale ma non sarebbe in pericolo di vita.
È successo ieri pomeriggio, almeno sei i veicoli coinvolti Incredibile incidente stradale ieri pomeriggio intorno alle 17.45 nel centro di Ostuni. Un’auto svolta da via Tommaso Nobile in via Papa Giovanni XXIII e all’improvviso prende velocità, andandosi a schiantare contro tutte le auto in coda all’incrocio e finendo la sua corsa contro un crossover. Almeno sei i veicoli coinvolti e un’automobilista ferito e condotto in codice rosso in ospedale. L’auto sarebbe una Tesla, la casa automobilista di Elon Musk. È elettrica ed ha anche la guida automatica, che però è vietata in Italia. Ancora non si sa bene se l’auto sia impazzita da sola o se il guidatore ha avuto un malore, perdendo il controllo del mezzo.
Ricoverate in codice rosso dopo essere state travolte da un’auto guidata da una 72enne che si è fermata a prestare soccorso Grave incidente questa sera in viale Grassi, all’incrocio con via Leone de Castris, dove due pedoni, marito e moglie, sono stati investiti mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali. Le vittime, un uomo di 75 anni e una donna di 67, sono state travolte da una Kia guidata da una donna di 72 anni, che si è fermata immediatamente per prestare soccorso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale e due ambulanze del 118. Le condizioni dei due pedoni sono gravissime, e sono stati ricoverati in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi. Dalle prime dichiarazioni, l’investitrice ha riferito di non essersi accorta del transito dei pedoni. Si tratta dell’ennesimo investimento di pedoni in città, in particolare lungo i viali.
L’incidente nel corso di lavori di ristrutturazione del palazzo Una donna ultra 60enne è rimasta gravemente ferita dopo il crollo del solaio della sua abitazione in via Massimo D’Azeglio a Molfetta. Nel palazzo erano in corso lavori di ristrutturazione quando il solaio ha ceduto. Sul posto il 118 che ha trasportato la donna in codice rosso al Policlinico di Bari. Sul posto le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per fare chiarezza. Nella palazzina abitano quattro famiglie che potrebbero essere evacuate per motivi di sicurezza.
Sul posto vigili del fuoco, 118 e l’elisoccorso Sei persone sono rimaste ferite nello scontro tra due auto avvenuto sulla provinciale 5 che collega Lucera a Pietra Montecorvina. Due sono state portate in ospedale in codice rosso. Sul posto vigili del fuoco, 118 e anche l’elisoccorso.
Nonostante le norme in Italia troppe donne continuano ad essere vittime di violenza Servizio di Stefania Rotolo; riprese e montaggio Massimo d’Olimpio; intervista a Sen Valeria Valente Comm. Bicamerale sul Femminicidio
La denuncia del sindaco del borgo dei Monti Dauni ha sortito gli effetti sperati. Sarà lo Stato ad accollarsi i costi dei minori che vengono affidati dai tribunali alla tutela dei sindaci. Lo ha anticipato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, anticipando la norma inserita dal Governo nel disegno di legge della manovra economica dopo il “Caso-Carlantino”. Era stato infatti lo stesso primo cittadino del piccolo borgo dei Monti Dauni, Graziano Coscia, a denunciare l’impossibilità, per il Comune, di farsi carico delle spese di alloggio di una donna e dei suoi 4 figli in una casa rifugio a Cerignola. Una battaglia vinta per il sindaco che il 24 settembre scorso aveva illustrato alla ministra della famiglia, Eugenia Maria Roccella, le problematiche legate agli aspetti economici del Codice Rosso.
Messaggi e video per riallacciare rapporto e una violenta lite, applicato il Codice rosso Due uomini sono stati arrestati dai carabinieri in provincia di Lecce per minacce e maltrattamenti nei confronti della ex compagna e della convivente. In entrambi i casi è stato applicato il Codice rosso, che garantisce protezione alle vittime di violenza domestica. A Otranto un 47enne, che in passato era stato denunciato per maltrattamenti e lesioni nei confronti della ex compagna, è stato arrestato in flagranza e posto ai domiciliari. L’uomo aveva inviato numerosi messaggi e video alla ex dicendo che voleva riallacciare la relazione, generando così un profondo stato di ansia e agitazione nella donna. Accertata la natura minacciosa del suo comportamento, i militari sono intervenuti, arrestandolo. Lo stesso giorno, a Matino, i carabinieri hanno arrestato un 36enne coinvolto in una violenta lite con la propria convivente. Nonostante il tentativo di fuga dell’uomo, i militari sono riusciti a immobilizzarlo. Nel tentativo di divincolarsi ha ferito uno dei due carabinieri intervenuti.
A rischio dissesto il Comune del Foggiano, per le spese di una casa rifugio destinata ad una donna con quattro figli Servizio di Maurizio Spaccavento Intervista: Graziano Coscia, sindaco di Carlantino
Sindaco Carlantino, insostenibile spesa 11.250 euro al mese’ Una intera famiglia, madre e quattro figli messa sotto tutela del ‘codice rosso’ per le minacce ripetute del padre, e un Comune che non riesce a sostenere la spesa necessaria che ammonta ad oltre 11mila euroal mese e che ha già accumulato un debito di 200mila euro. E’ la denuncia del sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, che ha rivolto un appello alla presidente del consiglio, ai ministri della Famiglia e della Giustizia, al presidente della Regione e al prefetto annunciando che “se nelle prossime settimane nonriceverò risposte dagli enti preposti valuterò seriamente le dimissioni e il mio Comune dovrà chiudere per assoluta mancanza di fondi”. La vicenda è legata all’applicazione della legge del codice rosso ad una famiglia di Carlantino. “Più di un anno fa – sottolinea il sindaco – una donna di Carlantino con i suoi quattro figli veniva condotta presso una casa rifugio in un’altra città, a seguito della denuncia fatta contro le minacce telefoniche ricevute dal coniuge. Quella denuncia ha attivato procedure e azioni previste dal codice rosso”. “Nonostante una proposta di percorso alternativo, attuabile tramite un contributo per fittare una casa e con prospettive lavorative -sottolinea – le autorità preposte hanno comunquepensato di applicare rigidamente quella che è l’attuale norma del codice rosso. Il problema è che il costo dell’alloggio presso la casa rifugio è a totale carico del comune di Carlantino. Il costo è pari 375 euro al giorno, ben 11.250 euro al mese. Ad oggi, l’ente carlantinese è debitore di quasi 200.000 euro nei confronti della casa rifugio”. “Una cifra enorme e spropositata – aggiunge – per un Comune che si trova inuna situazione finanziaria alquanto precaria, oltre a essere entrato in un piano di riequilibrio finanziario stabilito dalla Corte dei conti”. Coscia sottolinea che “l’interesse è quello di proteggere i cittadini del mio paese. Ma non è possibile legiferare in tal senso senza prevedere un fondo dal quale gli enti comunali possano attingere risorse per far fronte a tali situazioni di emergenza. Lo Stato non può fare leggi e poichiedere ai Comuni di sostenerle economicamente”.

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