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Sindaco Carlantino, insostenibile spesa 11.250 euro al mese’ Una intera famiglia, madre e quattro figli messa sotto tutela del ‘codice rosso’ per le minacce ripetute del padre, e un Comune che non riesce a sostenere la spesa necessaria che ammonta ad oltre 11mila euroal mese e che ha già accumulato un debito di 200mila euro. E’ la denuncia del sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, che ha rivolto un appello alla presidente del consiglio, ai ministri della Famiglia e della Giustizia, al presidente della Regione e al prefetto annunciando che “se nelle prossime settimane nonriceverò risposte dagli enti preposti valuterò seriamente le dimissioni e il mio Comune dovrà chiudere per assoluta mancanza di fondi”. La vicenda è legata all’applicazione della legge del codice rosso ad una famiglia di Carlantino. “Più di un anno fa – sottolinea il sindaco – una donna di Carlantino con i suoi quattro figli veniva condotta presso una casa rifugio in un’altra città, a seguito della denuncia fatta contro le minacce telefoniche ricevute dal coniuge. Quella denuncia ha attivato procedure e azioni previste dal codice rosso”. “Nonostante una proposta di percorso alternativo, attuabile tramite un contributo per fittare una casa e con prospettive lavorative -sottolinea – le autorità preposte hanno comunquepensato di applicare rigidamente quella che è l’attuale norma del codice rosso. Il problema è che il costo dell’alloggio presso la casa rifugio è a totale carico del comune di Carlantino. Il costo è pari 375 euro al giorno, ben 11.250 euro al mese. Ad oggi, l’ente carlantinese è debitore di quasi 200.000 euro nei confronti della casa rifugio”. “Una cifra enorme e spropositata – aggiunge – per un Comune che si trova inuna situazione finanziaria alquanto precaria, oltre a essere entrato in un piano di riequilibrio finanziario stabilito dalla Corte dei conti”. Coscia sottolinea che “l’interesse è quello di proteggere i cittadini del mio paese. Ma non è possibile legiferare in tal senso senza prevedere un fondo dal quale gli enti comunali possano attingere risorse per far fronte a tali situazioni di emergenza. Lo Stato non può fare leggi e poichiedere ai Comuni di sostenerle economicamente”. 

E’ il bilancio dell’attività della Procura sul “codice rosso”, reati delicati a cui, lavora, h 24, un pool di otto magistrati Servizio Guglielmina Logroscino

Si tratta di uomini, tutti residenti nella provincia, indagati perché ritenuti autori di maltrattamenti nei confronti di donne conviventi sfociati in aggressione fisica, percosse, lesioni, umiliazioni e minacce Nell’ambito della intensificazione dell’attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, disposta dal Questore di Barletta-Andria-Trani Roberto Pellicone, si inserisce la proposta di sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza poi emessa dal Tribunale di Bari-Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di 35 persone. Si tratta di uomini, tutti residenti nella provincia, indagati perché ritenuti autori di maltrattamenti nei confronti di donne conviventi sfociati in aggressione fisica, percosse, lesioni, umiliazioni e minacce. La misura è finalizzata a contenere persone ritenute ad elevata pericolosità sociale ed è stata introdotta nel 2019, con l’approvazione del cosiddetto “Codice Rosso”. Tra le varie prescrizioni viene imposto anche il divieto di avvicinamento alla/e parti offese, oltre ad alcuni obblighi come il non allontanarsi dalla propria abitazione tra le 22 e le 7 del mattino, nel provvedimento vengono imposte delle prescrizioni cui il soggetto dovrà attenersi, in particolare dovrà fissare la propria dimora e comunicarla all’Autorità di Pubblica sicurezza, non potrà frequentare i luoghi normalmente frequentati dalla persona offesa, non potrà comunicare con lei con qualsiasi mezzo.

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