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La vittima è il titolare di una ditta edile che stava eseguendo dei lavori di intonacatura su un muro che confinava con l’abitazione dell’aggressore Ha colpito alla testa un uomo con l’accetta, provocandogli seri danni. È accaduto ieri pomeriggio a Casarano. I carabinieri hanno arrestato un 58enne del posto per lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere. La vittima è il titolare di una ditta edile che stava eseguendo dei lavori di intonacatura su un muro che confinava con l’abitazione dell’aggressore che a un certo punto ha colpito il lavoratore alla testa con un’accetta. I militari hanno sequestrato l’arma, la vittima è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Casarano e il 58enne è stato posto agli arresti domiciliari.

Ritrovati in un locale comunale nel complesso in cui hanno sede gli uffici del Giudice di Pace I carabinieri della compagnia di Lucera hanno arrestato in flagranza di reato 3 persone, tra cui un dipendente comunale, accusate di porto illegale e detenzione di ordigni esplosivi. I militari hanno trovato in un locale comunale nel complesso in cui hanno sede gli uffici del Giudice di Pace un quintale di fuochi d’artificio e 8 chili di ordigni esplosivi. I tre sono stati condotti in carcere.

Un 39enne portato in ospedale a Scorrano appena in tempo Un uomo di 39 anni di Casarano e’ stato salvato in extremis dopo essersi iniettato candeggina in vena. A scongiurare il peggio sono stati i carabinieri, intervenuti nell’abitazione in cui l’uomo vive da solo, allertati da una segnalazione. L’uomo aveva deciso di farla finita per ragioni ancora da chiarire, ancora pochi istanti e per lui non ci sarebbe stato piu’ nulla da fare. Invece i carabinieri hanno immediatamente allertato la macchina dei soccorsi e l’uomo e’ stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Scorrano.

Acquisiti numerosi documenti, tra i quali quelli relativi alla trasferta di Cirelli e Pepe, che erano in Toscana insieme ad altri tre lavoratori Ispezione dei carabinieri del Comando provinciale di Potenza nello stabilimento di Grumento Nova della Sergen, l’azienda dei due lavoratori lucani – Franco Cirelli, di 50 anni, di Cirigliano e Gerardo Pepe, di 45, di Sasso di Castalda – morti nell’esplosione del deposito Eni di Calenzano. I militari dell’Arma sono arrivati nell’azienda ieri pomeriggio e ne sono usciti nella notte scorsa: hanno acquisito numerosi documenti, tra i quali quelli relativi alla trasferta di Cirelli e Pepe, che erano in Toscana insieme ad altri tre lavoratori. 

Conclusa una vasta e articolata indagine avviata nel 2020 Quattro soggetti a vario titolo sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere per ricettazione ed esportazione illecita di reperti archeologici e numismatici. L’ordinanza delle misure cautelari è stata eseguita in Puglia e nel Lazio e scaturisce da una vasta indagine avviata nel 2020 dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari. Il sodalizio era dedito allo scavo clandestino, al furto dei beni culturali, alla ricettazione ed esportazione illecita. L’intero traffico illecito veniva gestito attraverso una fantomatica casa d’aste con sede in Belgio. Il sodalizio aveva basi operative nelle province di Bari, Bat e Foggia con diramazioni in altre regioni.

I controlli sono stati eseguiti dai carabinieri Giro di vite contro il lavoro nero nelle campagne del Barese: i carabinieri hanno denunciato tre titolari di azienda per violazioni alle normative sul lavoro e sulla sicurezza. I controlli hanno interessato quattro grandi attività operati nel settore olivicolo tra Terlizzi, Molfetta, Bitonto e Grumo Appula. Solo una delle aziende è risultata in regola. I carabinieri della compagnia di Molfetta e Modugno hanno scoperto 14 persone extracomunitarie impiegate irregolarmente nei campi. In tutto sono state elevate sanzioni per 77.200 euro. Per due aziende il lavoro è stato sospeso.

Confiscati appartamenti, residence, auto e moto Due società immobiliari con sede legale in Italia e in Francia, due appartamenti in un residence in Costa Azzurra, un appartamento ad Alessandria e diverse autovetture di grossa cilindrata, tra le quali una Ferrari, una Lamborghini e una Porsche Cayenne, sono stati oggetto di un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca eseguito dai carabinieri a carico di Vincenzo Zagami, originario di Molfetta, iscritto all’ordine degli avvocati di Nizza, con precedenti per reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia e la fede pubblica. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe svolto abusivamente in Italia la professione di avvocato, e il valore del patrimonio su cui sono scattati i sigilli si aggirerebbe intorno ai 3milioni di euro. Zagami, lo ricordiamo, fu arrestato a dicembre del 2022 destinatario di un provvedimento di cumulo pene emesso dall’ufficio dell’esecuzione penale della procura di Lecco. Sta scontando una condanna definitiva a 5 anni di reclusione per alcuni reati commessi in Lombardia, attualmente è ai domiciliari. Era balzato in passato agli onori della cronaca per essersi spacciato per un supertestimone nella vicenda Telekom Serbia. Negli ultimi tempi si era reso protagonista di diversi video su Fb dalla sua residenza in Francia in cui lanciava accuse nei confronti di alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza.

Ai domiciliari un’avvocata, suo marito insegnante e il dirigente scolastico di un istituto paritario di Caserta Avrebbero prodotto documenti falsi per guadagnare punteggio in graduatoria e assicurare a nove persone un posto da insegnante. Dodici persone sono indagate dalla Procura di Foggia, tre sono finite ai domiciliari e nove sono stati sospesi dall’insegnamento. Sono accusati di falsità in atti pubblici, esercizio abusivo della professione e favoreggiamento personale. Le indagini sono partite ad agosto 2023 dopo una serie di esposti anonimi. I carabinieri di Stornarella hanno accertato che un avvocata di Foggia, insieme al marito insegnante e al dirigente scolastico di un istituto paritario, avrebbero prodotto certificati falsi che documentavano rapporti lavorativi inesistenti con una scuola paritaria in provincia di Caserta. In questo modo avevano fatto risalire in graduatoria le nove persone indagate in modo da farli diventare insegnanti pur non avendone titolo. 

Momenti di tensione in piazza Vittoria, a Brindisi Un 26enne originario del Gambia ha dato in escandescenze in piazza Vittoria, a Brindisi, gettando oggetti contro i passanti e urlando. L’uomo, affetto da disturbi psichiatrici e già noto per episodi simili, ha opposto resistenza anche ai carabinieri intervenuti, colpendo uno di loro senza gravi conseguenze. I militari hanno fatto ricorso al taser per immobilizzarlo. Anche dopo il fermo, l’uomo ha continuato a inveire e sputare, rendendo necessario l’intervento dei soccorritori del 118 che lo hanno trasportato all’ospedale Perrino.

I carabinieri hanno intensificato i controlli per fronteggiare il fenomeno Continua l’azione di contrasto dei carabinieri al fenomeno dei furti nelle campagne. Quattro persone, tutte accusate di furto e ricettazione, sono state arrestate nel foggiano dai militari della compagnia di Cerignola nel corso di diverse operazioni. Un uomo è stato bloccato dai militari dopo aver rubato 4 batterie e 30 metri di cavi di rame da una cabina di trasformazione dell’energia elettrica. Il ladro è stato arrestato e si trova ora ai domiciliari. Altri due uomini sono stati sorpresi a rubare olive in un fondo agricolo. All’arrivo dei carabinieri ne avevano già raccolte un quintale e mezzo. Infine, dopo un breve inseguimento, i militari hanno arrestato il conducente di un’auto che non si è fermato all’alt. Il mezzo rubato aveva il numero del telaio abraso e vi erano state apposte le targhe di un’altra vettura sotto sequestro.   

Sull’accaduto indagano i carabinieri Tre auto sono andate distrutte dalle fiamme la notte scorsa a Taurisano, in provincia di Lecce. Si tratta di una Clio e di una Fiat Panda di proprietà di una famiglia del posto, parcheggiate in via Sandro Pertini, e di una Fiat Multipla di proprietà di un’anziano, parcheggiata in via Conte di Torino. Indagano i carabinieri.

Si tratterebbe di soggetti inseriti nella criminalità organizzata locale, due dei quali considerati referenti del clan Strisciuglio, articolazione “San Paolo” Un trentenne tossicodipendente di Bari, a causa di un debito di droga, è stato portato in un box e sottoposto a minacce e violenze per ottenere 1.100 euro quale prezzo della liberazione. Con le accuse di ”sequestro di persona a scopo di estorsione” e “lesioni personali aggravate in concorso” con l’aggravante del metodo mafioso, 4 persone sono state arrestate.  In base alle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Bari-San Paolo, è emerso che si tratterebbe di soggetti inseriti nella criminalità organizzata locale, due dei quali considerati referenti del clan Strisciuglio, articolazione “San Paolo”. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei quattro soggetti è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’ordinanza cautelare – evidenziano i militari in una nota – ha riconosciuto la metodologia mafiosa con cui gli indagati, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento che ne consegue, hanno agito al fine di agevolare la consorteria criminale Strisciuglio, fazione del quartiere San Paolo, dedita al racket e al traffico di sostanze stupefacenti nella periferia nord del capoluogo pugliese.

Il giovane, catturato ad Oria, aveva in auto una pistola Un 27enne è stato arrestato dai Carabinieri a Oria, in provincia di Brindisi, con l’accusa dirapina aggravata continuata, porto e detenzione illegale di armi. Il giovane è accusato di aver messo a segno due rapine a distanza di un’ora l’una dall’alta: l’1 novembre scorso, prima ai danni di una pizzeria a Oria, e poi di un chiosco bar a Torre Santa Susanna. Dopo la fuga il 27enne è stato fermato dalle forze dell’ordine all’interno di un’auto con lo stesso abbigliamento che – ritengono gli inquirenti – avrebbe usato per le rapine. Durante la perquisizione i Carabinieri hanno trovato anche la pistola utilizzata per minacciare le vittime, intimando la consegna dell’incasso. Il giovane si trova ora nel carcere di Brindisi.

Il comandante provinciale invita alla denuncia Servizio di Michela Magnifico: intervista a Col. Michele Miulli, Comandante provinciale CC Foggia;

L’inchiesta “Logos” ha consentito di verificare l’esistenza del sodalizio mafioso, documentandone la genesi e la diffusione ad Altamura I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito undici ordini di carcerazione nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi ad Altamura, tra il 2018 e il 2019, da soggetti vicini al clan Loiudice. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari hanno consentito, già nel novembre del 2021, di eseguire 24 provvedimenti cautelari. L’inchiesta denominata “Logos” ha consentito di verificare l’esistenza del sodalizio mafioso, documentandone la genesi e la diffusione ad Altamura. L’organizzazione mafiosa riusciva ad impedire il regolare svolgimento di alcune gare, condizionandone, in cambio di denaro, gli esiti, esercitando violenza o minaccia nei confronti degli altri partecipanti al fine di scoraggiarli alla partecipazione. Inoltre, è stato documentato come il sodalizio gestisse tutte le fiorenti piazze di spaccio di Altamura. Nel corso delle indagini sono stati confiscati ai clan beni per 150mila euro e sequestrati contanti per oltre 162mila euro. Le condanna vanno dai 2 agli 11 anni di reclusione. Nei confronti di una persona l’ordine di carcerazione è stato sospeso.

In manette un pregiudicato 39enne, guidava senza patente Arrestato dopo un inseguimento in auto di 50 chilometri, da Santa Cesarea Terme a Galatina, passando per il centro di Poggiardo, dove ha seminato il panico. In manette un 39enne che non aveva neanche la patente. La folla corsa è terminata alla periferia di Galatina, dove l’uomo ha perso il controllo del veicolo e si è schiantato contro il muro di recinzione di un’abitazione. Ha tentato anche la fuga a piedi, insieme alla donna di 33 anni che lo accompagnava: ma entrambi sono stati raggiunti dai Carabinieri e fermati. Il 39enne, con diversi precedenti penali, non si era fermato all’alt di una pattuglia, dandosi alla fuga.

Dopo aver consegnato 5 mila euro, l’anziana ha capito di essere stata truffata e si è rivolta ai militari Ha consegnato cinquemila euro per evitare l’arresto del nipote: l’ennesima truffa agli anziani arriva da Carpino, nel foggiano. Vittima una donna di circa 80 anni. Ieri pomeriggio un uomo le ha telefonato, spacciandosi per il direttore dell’ufficio postale, e raccontando che suo nipote era trattenuto dai carabinieri a causa di una multa. Per liberalo – ha detto il truffatore – bisogna pagare. Dopo aver consegnato 5 mila euro, l’anziana ha capito di essere stata truffata e si è rivolta ai carabinieri. I militari stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza per individuare il responsabile, che ha agito con il volto travisato da un cappellino.

L’episodio è accaduto in corso Umberto, indagano i carabinieri Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per risalire all’identità di una persona che questa notte, a Bisceglie, ha esploso un colpo di arma da fuoco all’indirizzo di un giovane di 18 anni, senza precedenti, a bordo di uno scooter. E’ accaduto in corso Umberto, poco lontano dal centro. La vittima, ferita all’altezza del torace, è stata trasportata in codice rosso al Policlinico di Bari, attualmente la prognosi è riservata. I militari, coordinati dalla procura di Trani, hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.

I fermati sono un uomo e una donna originari della provincia di Caserta Avevano in auto 15 chili di hascisc suddivisi in panetti da 100 grammi l’uno. Per questo un uomo e una donna originari della provincia di Caserta sono stati arrestati in flagranza  dai carabinieri di San Severo per trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti. Dopo i controlli, i militari hanno ritrovato la droga nascosta nel portabagagli e in scompartimenti ricavati nel vano anteriore delle prese d’aria del veicolo. 

Una 17enne trovata impiccata ad un ciliegio, un 50enne senza vita in una masseria. Si pensa a due suicidi. Due probabili suicidi scoperti nel giro di poche ore a Turi, nel Sud Est barese. Il cadavere di una ragazza di 17 anni è stato trovato nel pomeriggio impiccato ad un albero di ciliegio in un terreno vicino ad un supermercato molto frequentato. A dare l’allarme è stato un passante. La ragazza era andata regolarmente a scuola, a Castellana Grotte.Tutto fa pensare ad un gesto estremo. Poco distante, in una masseria abbandonata utilizzata solo per feste private, è stato trovato senza vita un uomo di 50 anni. Anche in questo caso le indagini sono affidate ai Carabinieri di Turi e della compagnia di Gioia del Colle. 

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