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L’incidente è avvenuto tra San Vito dei Normanni e Specchiolla mentre la zona era interessata da un violento nubifragio. Tragico incidente stradale sulla provinciale 35 tra San Vito dei Normanni e Specchiolla. Nello scontro tra una BMW e un pick-up è deceduto Nicola Ippolito, 38 anni, di San Vito dei Normanni. Era alla guida della Bmw. Ferito l’uomo a bordo dell’altra vettura. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Brindisi. Ferito l’uomo a bordo dell’altra vettura. L’impatto si è verificato mentre la zona era interessata da un violento nubifragio

Il plenum approva con 14 voti. La parità con Antonio Negro superata per migliore collocazione in ruolo. Il plenum del Csm ha approvato la nomina di Pina Montanaro a procuratrice capo della procura di Brindisi. La decisione è arrivata con 14 voti favorevoli. Attualmente procuratrice per i minorenni di Taranto, Montanaro ha ottenuto in plenum lo stesso numero di voti dell’altro candidato all’incarico direttivo, Antonio Negro, procuratore aggiunto di Brindisi, ma ha prevalso per migliore collocazione in ruolo. Nel corso della stessa seduta, il plenum del Csm ha inoltre dato il via libera a maggioranza alla nomina di Gregorio Capasso alla guida della procura di Latina. Capasso, procuratore capo a Tempio Pausania, ha ottenuto 15 voti favorevoli, contro i 12 espressi per l’altro candidato, Giancarlo Novelli, procuratore aggiunto di Catanzaro.

Con lui c’era la figlia che è riuscita a mettersi in salvo ed è ricoverata in ospedale a Brindisi . Tragedia a Tuturano, nel brindisino. Un uomo anziano e disabile di 88 anni è morto tra le fiamme e le macerie della sua abitazione che si trova in strada poderale Santa Lucia, a pochi passi dal Parco Colemi.  L’allarme è scattato intorno alle 14. Un incendio, le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti, ha devastato l’abitazione con una rapidità spaventosa. Il calore estremo ha compromesso la struttura, causando il crollo parziale del solaio: pesanti blocchi di cemento si sono staccati dal soffitto, travolgendo l’anziano che non ha avuto scampo. In casa, al momento del rogo, c’era anche la figlia 57enne della vittima. È stata lei a chiamare i soccorsi ma ogni tentativo di trarre in salvo il padre è stato purtroppo vano. La donna, rimasta ferita, è stata trasportata in ospedale dal personale sanitario del 118.  Sul posto oltre alle squadre locali dei vigili del fuoco sono intervenuti gli uomini dell’Usar da Bari, gli specialisti della ricerca e soccorso tra le macerie, per mettere in sicurezza l’edificio ed effettuare i rilievi sui resti del solaio. Le indagini sono ora affidate ai Carabinieri della stazione di Tuturano. Restano da accertare la dinamica esatta del decesso e l’origine della scintilla che ha trasformato l’abitazione in una trappola mortale. Una tragedia che lascia l’intera comunità nel silenzio e nel cordoglio.

L’immobile si trova tra le contrade Restinco e Montenegro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. A Brindisi un incendio, presumibilmente doloso, ha gravemente danneggiato l’edificio in cui questa mattina sarebbero dovuti partire i lavori per la realizzazione di un centro accoglienza per migranti. L’immobile si trova tra le contrade Restinco e Montenegro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. La riqualificazione dell’edificio è stata finanziata dall’Unione Europea e prevede la realizzazione di 80 posti letto, servizio mensa e centro di formazione lavoro. I lavori che sarebbero dovuti terminare entro maggio con il trasferimento dei migranti ma, a causa di quanto accaduto, subiranno sicuramente ritardi. Sul posto è intervenuto l’assessore ai Servizi sociali del comune di Brindisi, Ercole Saponaro che ha definito il gesto vile e ha ribadito che il progetto sarà comunque portato a termine

Sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Belluno, che ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il titolare della società per la quale l’uomo prestava servizio. Brindisi ha dato l’ultimo, commosso saluto a Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, dove lavorava nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio, futura sede delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. I funerali si sono svolti nella chiesa del Sacro Cuore dei Salesiani. In prima fila la moglie Maria, il figlio Marco, i fratelli, i nipoti e numerosi colleghi e amici, giunti anche da fuori città per stringersi attorno alla famiglia in un momento di profondo dolore. Una cerimonia intensa e molto partecipata. Sul feretro rose bianche e rosse. Durante l’omelia, don Giorgio Micaletto ha ricordato Pietro come un uomo profondamente legato ai valori del lavoro e della responsabilità. Era cresciuto proprio nell’oratorio di quella chiesa che lo ha accolto nell’ultimo viaggio: un percorso umano e spirituale che gli aveva trasmesso lo spirito salesiano, fatto di rispetto, servizio, attenzione agli altri e senso del dovere, valori che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Al termine della celebrazione, dall’altare, una delle nipoti ha letto una lettera intensa e toccante, che ha commosso l’intera assemblea, raccolta in un lungo e silenzioso applauso. Sulla morte di Pietro Zantonini è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Belluno, che ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il titolare della società per la quale l’uomo prestava servizio, a seguito di un esposto presentato dai familiari. L’autopsia non ha collegato il decesso alle condizioni lavorative, compreso il freddo intenso, ma – come precisato dalla famiglia – sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause del malore che ha provocato la morte durante il turno di vigilanza notturna.

A bordo 33mila tonnellate di materiale ferroso. Una nave carica di materiale ferroso è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza e dall’agenzia delle dogane nel porto di Brindisi per aver violato le sanzioni europee adottate nei confronti della Russia. L’importatore, l’armatore e parte dell’equipaggio sono indagati. A bordo della nave, battente bandiera di un piccola isola dell’Oceania, c’erano 33mila tonnellate di materiale. Dai controlli sono emerse “gravi incongruenze e falsificazioni della documentazione di bordo”. La nave infatti ha sostato per una settimana a novembre scorso in un porto russo eseguendo le operazioni di carico del materiale. Dall’ulteriore controllo dei finanzieri della Sezione operativa navale di Brindisi e dall’analisi satellitare eseguita dal Reparto aeronavale della Guardia di finanza di Bari risultava anche che il sistema AIS – il transponder Gps che permette alle navi di identificarsi e fornire in tempo reale la propria posizione, rotta e velocità – era stato disattivato proprio in prossimità del porto russo di Novorossijsk, verosimilmente con l’intento di sottrarsi alla geolocalizzazione e di ostacolare l’attività di controllo delle autorità competenti.

Trovati in casa anche materiale per il confezionamento e 1.500 euro. La Polizia di Stato di Brindisi ha arrestato un pregiudicato brindisino, di 55 anni, già ai domiciliari, per detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico di cocaina e hashish. Nel corso della perquisizione in casa sono stati trovati 35 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e denaro contante pari a 1.500 euro. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Brindisi.

Si tratta di un 30enne di origine marocchina. La polizia a Ostuni ha arrestato un uomo di circa trent’anni, di origine marocchina, pregiudicato e stabilmente presente sul territorio italiano da diversi anni, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo era sottoposto agli arresti domiciliari. Durante un controllo l’uomo non era nella sua abitazione. Gli agenti hanno così disposto una perquisizione dove sono stati trovati circa 85 grammi di cocaina, 1,022 kg di hashish e la somma di 6.400 euro in contanti, suddivisa in banconote di vario taglio. Sequestrato anche un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente rinvenuta. L’uomo è ora nel carcere di Brindisi.

L’aria in cabina è diventata improvvisamente irrespirabile, scatenando bruciore agli occhi e gravi difficoltà respiratorie tra i viaggiatori. Un viaggio decisamente movimentato quello del volo Ryanair FR3424 decollato da Milano Malpensa e diretto a Brindisi. A metà del tragitto si è scatenata il panico tra i passeggeri a causa della fuoriuscita di spray al peperoncino da un bagaglio. L’aria in cabina è diventata improvvisamente irrespirabile, scatenando bruciore agli occhi e gravi difficoltà respiratorie tra i viaggiatori.La confusione è degenerata perché molti hanno temuto un incendio o un guasto tecnico. Nonostante una perturbazione in corso e i tentativi del personale di bordo di mantenere la calma, i passeggeri terrorizzati si sono accalcati verso la testa e la coda dell’aereo nel tentativo di trovare aria pulita. La tensione è rimasta altissima fino all’atterraggio all’aeroporto del Salento.Subito dopo il contatto con la pista, gli agenti della Polizia di Stato sono saliti a bordo per identificare la passeggera coinvolta e ricostruire la dinamica dell’incidente. La donna è stata denunciata a piede libero per violazione del codice della navigazione. Pare che la bomboletta sia esplosa o abbia perso liquido a causa della pressurizzazione, ma il caso solleva ora pesanti interrogativi sulla sicurezza aeroportuale di Malpensa. Resta infatti da chiarire come un dispositivo urticante, considerato potenzialmente pericoloso, sia riuscito a superare indenne i controlli di sicurezza ai varchi d’imbarco.

Numerosi assalti senza scrupoli. Sono ben sette i cimiteri profanati in provincia di Brindisi negli ultimi giorni. Tombe violate e arredi rubati per il traffico di metalli. L’ultimo raid a Ceglie Messapica, dopo Oria e altri comuni. I sindaci chiedono interventi urgenti. Riprese e montaggio di Francesco Afrune

Quando l’hanno tirato su era infreddolito per essere rimasto a lungo nell’acqua ma stava abbastanza bene . Un cane da caccia salvato dai Vigili del fuoco dopo essere caduto in un pozzo profondo sei metri. È accaduto lunedì mattina sulla litoranea brindisina. L’allarme è stato dati dai proprietari del cane che avevano perso le sue tracce già da ieri. Quando sono tornati nella zona in cui lo avevano avvistato l’ultima volta, hanno scorto l’animale nel pozzo che conteneva un metro e mezzo d’acqua.  Per metterlo in salvo è stato necessario l’intervento del nucleo Speleo Alpino Fluviale. Un vigile si è calato nel pozzo, ha recuperato il cane e lo ha riportato in superficie.L’animale era infreddolito a causa della lunga permanenza in acqua ma sta abbastanza bene ed è tornato dai suoi proprietari

Si tratta di un 42enne. Analoga operazione a Fasano. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Brindisi hanno arrestato un 42enne per detenzione illegale di materiale esplodente. Nel garage della sua abitazione sono stati trovati 180 chili di artifici pirotecnici e 84 ordigni artigianali vietati, ritenuti altamente pericolosi. L’uomo è stato posto ai domiciliari. Il materiale è stato sequestrato e successivamente fatto brillare dagli artificieri. Un’operazione analoga è stata condotta anche a Fasano, dove un 40enne è stato denunciato per la detenzione abusiva di circa 50 chili di materiale pirotecnico, tra cui ordigni artigianali. Anche in questo caso gli artificieri hanno provveduto alla messa in sicurezza e alla distruzione del materiale.

Il 12enne è in Rianimazione all’ospedale Perrino. Un 12enne è stato investito ieri sera, intorno alle 23, a Brindisi ed è ora ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Perrino”. A travolgerlo il conducendo di una Fiat 500L: si tratta di un 28enne che è prima fuggito per poi costituirsi nella notte. È stato denunciato per omissione di soccorso. Sull’episodio indaga la polizia stradale che ha sequestrato il veicolo e ha ritirato la patente all’automobilista. Il ragazzino ha subito un politrauma, ma per fortuna non è in pericolo di vita. A quanto si apprende, il 12enne era in compagnia di altri amici quando stava attraversando un tratto di complanare a pochi metri dalla strada statale che collega Brindisi a Lecce quando è stato investito dall’auto.

E’ accaduto a Punta del Serrone. Un video di denuncia su Facebook ipotizzando il gesto doloso. “Il sospetto di un gesto volontario è più che fondato” scrivono sui social. Un incendio ha distrutto circa cinquanta metri di passerella in plastica riciclata nel parco naturale di Punta del Serrone, sulla costa nord di Brindisi. Il rogo è divampato intorno alle 22 di ieri, 25 dicembre, in un’area di pregio ambientale a ridosso del mare, mentre la città era immersa nei festeggiamenti natalizi. Le fiamme hanno interessato un tratto della prima passerella sul versante dell’ingresso principale del parco, causando danni evidenti alla struttura.Il video è stato postato su Facebook da Filippo Capriglia e rilanciato da Oreste Pinto, ex assessore comunale allo Sport e ai Parchi.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale, che hanno domato l’incendio, e una volante della polizia di Stato per i rilievi. La Squadra Mobile della questura sta analizzando gli elementi raccolti: al momento non emergerebbero prove certe di un atto doloso, anche se l’orario e le modalità dell’episodio alimentano dubbi. L’area risulta priva di sistemi di videosorveglianza attivi. Non si tratta di un caso isolato: un episodio analogo si verificò nel settembre 2014, a pochi mesi dall’inaugurazione del parco, quando andarono distrutti circa 30 metri di passerella e si parlò di vandalismo.

I risultati. Nel campionato di A2 di Basket, il Brindisi ritrova la vittoria dopo le due sconfitte consecutive contro Bergamo e Rieti costate la vetta della classifica, ma quanta fatica contro Pistoia. Disastroso l’avvio di partita, che porta i toscani ad un vantaggio parziale di 17 punti. Nel terzo e quarto tempo la Valtur riesce a costruire la sua rimonta, chiudendo con il risultato di 76 a 68 e mantenendo invariato il distacco di due punti dalla capolista Pesaro. Sempre peggio, invece, per Ruvo di Puglia: ieri sera un pesantissimo tonfo per 91 a 54 sul campo della Fortitudo Bologna.

Presentato a Brindisi il Comitato “Giusto dire No” al referendum sulla riforma della magistratura, alla presenza di magistrati, avvocati e cittadini. Secondo i promotori, la riforma non migliora la giustizia e rischia di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato. Interviste a: Simone Orazio (giudice Tribunale di Brindisi), Pierpaolo Montinaro (presidente sottosezione di Brindisi Associazione Nazionale Magistrati)

Il fenomeno sta interessando tutta la fascia Adriatica da Ostuni ad Otranto (foto da “Terremoti e meteo in tempo reale”). Una fitta nebbia ha interessato tutta la fascia adriatica da Bari fino ad Otranto, creando problemi anche ai voli in arrivo e in partenza sia da Bari che a Brindisi. Il fenomeno è noto come “lupa di mare”, in pratica l’aria calda che scivola sull’Adriatico freddo crea un muro bianco improvviso. Questo sta causando visibilità zero anche su molte tratte della ss16. Sono otto i voli in arrivo a Bari e dirottati in altri aeroporti (Roma, Napoli e Lamezia Terme).  Due, invece, in partenza da Bari per Parigi e Bordeaux, sono stati cancellati. Difficoltà anche all’aeroporto di Brindisi: cinque voli dirottati e tre cancellati. Aeroporti di puglia in un avviso pubblicato sul proprio portale informa che “a causa di eccezionali condizioni di bassa visibilità tutti i voli potrebbero subire ritardi o cancellazioni. i nostri operatori stanno fornendo la massima assistenza ai passeggeri per limitare i conseguenti disagi”. L’allerta nebbia proseguirà anche per le prossime ore

Alcune taniche contenevano il “Lilial”, sostanza vietata dalla normativa europea perché potenzialmente cancerogena e dannosa per la salute. Un carico di oltre 2.200 profumi irregolari è stato sequestrato nel porto di Brindisi dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai militari della Gdf di Brindisi. L’operazione è scattata dopo l’individuazione di anomalie nella documentazione di un autoarticolato sbarcato da un traghetto. L’ispezione approfondita del mezzo ha permesso di scoprire erogatori e taniche di profumi, alcuni privi di etichettatura e altri contenenti il “Lilial”, sostanza vietata dalla normativa europea perché potenzialmente cancerogena e dannosa per la salute. I prodotti, ritenuti pericolosi e idonei a trarre in inganno i consumatori, sono stati sequestrati.

Serve un intervento urgente del Governo: gli impianti Enel restano strategici per la sicurezza energetica ma costano 100 milioni l’anno. La centrale Enel di Brindisi, così come la centrale di Civitavecchia, entro fine anno potrebbe chiudere i battenti. È necessario, nel giro di due settimane, un intervento del Governo. In realtà è questa la sorte decisa per le centrali a carbone dal Piano nazionale energia. Ma nel frattempo è necessario garantire l’approvvigionamento energetico per motivi di sicurezza nazionale. Infatti il ministro dell’Ambiente non le spegne in quanto possono garantire, in caso di emergenza, 4.650 megawatt di potenza, anche se inquinano. Tenerle aperte, queste centrali elettriche, però, come accade da fine 2023, costa 100 milioni di euro l’anno senza che producano e vendano energia. Il rischio è quello di nuovi oneri in bolletta. L’alternativa è quella del passaggio di proprietà degli impianti Enel allo Stato. Così potrebbero essere classificate come strutture strategiche per la sicurezza energetica. In buona sostanza, quelle spese potrebbero diventare debito pubblico destinato alla difesa. Bisogna decidere quanto prima: al primo gennaio non resta molto tempo.

I banditi si sono fatti consegnare l’incasso della serata, ancora in fase di quantificazione, per poi darsi alla fuga. Momenti di panico ieri sera (sabato 13 dicembre) in un centro scommesse Sunbet, a Brindisi, in viale Commenda. L’attività è stata presa di mira da due rapinatori, entrambi con il volto coperto, uno dei quali armato di fucile. Sotto la minaccia dell’arma, i banditi si sono fatti consegnare l’incasso della serata, ancora in fase di quantificazione, per poi darsi alla fuga. Durante la rapina, uno dei dipendenti, visibilmente scosso, si è sentito male: sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, che gli hanno prestato assistenza. Fortunatamente, le sue condizioni non sono risultate gravi. Sul luogo dell’assalto sono arrivati anche i carabinieri e le guardie giurate dell’istituto di vigilanza Rangers Battistolli. I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per risalire all’identità dei responsabili, concentrandosi anche sull’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona

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