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Le manette sono scattate a quasi otto anni dalla spietata esecuzione

Le indagini sono partite dopo la denuncia della vittima È accusato di estorsione e detenzione di sostanze stupefacenti un 35enne arrestato dai carabinieri a San Vito dei Normanni, nel brindisino. L’uomo avrebbe minacciato di morte e picchiato un 43enne pretendendo la restituzione di un presunto debito di 17mila euro per cocaina. La vittima si è rivolta alle forze dell’ordine che hanno arrestato l’indagato. L’uomo aveva intascato, intanto, la prima trance di 500 euro. La somma è stata restituita al 43enne. Nella casa dell’arrestato sono rinvenuti 55 grammi di cocaina.

È stata la vittima a rivolgersi alla polizia perché impaurita dal comportamento dell’uomo, consentendone l’arresto Dai domiciliari al carcere. È accaduto ad Andria, dove un uomo di 44 anni avrebbe perseguitato la ex compagna nonostante fosse agli arresti domiciliari per stalking proprio ai danni della donna. La vittima si è rivolta alla polizia consentendone l’arresto. Il 44enne è ora nel carcere di Trani con le accuse di maltrattamenti e stalking. Già lo scorso anno l’uomo era stato raggiunto da un provvedimento che lo obbligava a indossare il braccialetto elettronico. Misura che non è bastata perché ha continuato a molestarla finendo cosìprima ai domiciliari e ora in carcere.

Il minore, ora collocato in una comunità, è accusato di trasporto e detenzione di materiale esplodente Incredibile quanto accaduto a Lecce dove un ragazzino di 15 anni è stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento firmato dal Procuratore per i Minorenni, accusato di trasporto e detenzione di materiale esplodente . E’ accusato di aver portato a scuola nel giorno di Halloween 14 candelotti illegali , occultati nello zaino, vere e proprie bombe carta bombe di 50 e 30 grammi senza la miccia di ritardo e per questo in grado di provocare una strage . I candelotti sono stati rinvenuti nel giardino della scuola dal preside , dopo che il ragazzino , una volta che la notizia era cominciata a circolare , aveva tentato di disfarsene gettandoli da una finestra. Una situazione davvero esplosiva che aveva portato subito gli artificieri sul posto per le operazioni di disarmo. Il ragazzino , una volta individuato ( anche grazie alle foto rinvenute sul cellulare) avrebbe riferito in sede di interrogatorio di aver portato i candelotti a scuola per venderli . Su disposizione del Procuratore per i Minori, Simona Filoni . il 15enne è stato collocato in una comunità minorile.

L’uomo era stato colpito a morte da una raffica di proiettili l’11 ottobre del 2003 Dopo 21 anni i carabinieri hanno arrestato i due presunti responsabili dell’omicidio di Massimiliano Cavotta, ucciso ad Altamura da una raffica di proiettili l’11 ottobre del 2003 mentre stava rincasando in auto, insieme a sua moglie e al figlio di tre anni. Si tratta di Giovanni Loiudice, di 62 anni, e Nicola Centonze, di 46. La vittima, qualche mese prima, aveva avuto dei contrasti con alcuni esponenti della criminalità organizzata. Nel febbraio di quell’anno, Cavotta aveva ferito a colpi di pistola un elemento di spicco di un clan rivale. Fondamentali, per le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Per uno dei due presunti responsabili dell’agguato si sono aperte le porte del carcere mentre per l’altro sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Un 22enne è stato arrestato dalla Polizia di Stato per violenza Portata con l’inganno in un casolare di Ceglie del Campo, alla periferia di Bari, e violentata da un amico del fidanzato. È la drammatica vicenda vissuta da una 16enne a luglio dello scorso anno. Un 22enne di Bari è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di violenza sessuale su minore. L’uomo si trovava già ai domiciliari per una rapina. Secondo le indagini la ragazza è stata convinta da suo fidanzato, anche lui minorenne, ad andare nel casolare e poi l’avrebbe lasciata sola con l’indagato. Il lavoro degli inquirenti è partito dopo la denuncia dei genitori della 16enne, a cui i genitori di un’amica con la quale la ragazza si era confidata, hanno rivelato della violenza.  

Deve scontare 7 anni e 8 mesi Non solo un pessimo professore ma anche un commercialista truffatore latitante. È finito in manette Fabio Lanza, il 60 enne di Taranto, docente di diritto, già noto alle cronache per aver accumulato 550 giorni di assenza in un istituto superiore di Treviso e, per questo, licenziato con il benestare dell’ufficio scolastico regionale. Ma mentre come professore se l’è cavata con un licenziamento, da commercialista gli è andata proprio male. Era ricercato da giugno scorso in tutta Italia. Deve scontare 7 anni e 8 mesi. La squadra mobile, dopo un’accurata attività investigativa, lo ha rintracciato a Taranto e lo ha arrestato in esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura. Lanza dovrà scontare un cumulo di pene concorrenti per varie condanne per reati di truffa aggravata e peculato.

Sequestrati 10 kg di sostanze stupefacenti e 12mila euro in contanti Nascondeva in camera da letto 10 kg di droga e 12mila euro in contanti. Nei guai un pluripregiudicato di Cassano delle Murge, arrestato dai carabinieri in flagranza di reato. Sequestrati quasi 9 kg di marijuana, 350 grammi di hashish e 160 grammi di cocaina.

Un extracomunitario posto ai domiciliari Arrestato dalla Polizia di Bari e posto ai domiciliari, col braccialetto elettronico, un extracomunitario 19enne. Sarebbe il responsabile del ferimento di un ragazzo di Modugno, avvenuto lo scorso 12 settembre: secondo la ricostruzione i due furono protagonisti di un diverbio e alla fine l’extra comunitario (che ha precedenti penali) ferì il modugnese con un colpo d’arma da fuoco, alla spalla. I colpi esplosi furono sei, e raggiunsero anche l’auto della vittima. Le accuse sono lesioni aggravate e porto abusivo d’arma da fuoco.

Blitz dei carabinieri nell’abitazione di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine a Rionero in Vulture Nascondeva in casa 50mila euro in contanti, somma ritenuta dai carabinieri provento dell’attività di spaccio. Nei guai un 48enne di Rionero in Vulture, nel potentino, finito agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Nella sua abitazioni i militari hanno sequestrato 180 grammi dimarijuana e 35 grammi di semi della stessa sostanza stupefacente.

Nel 2010 l’uomo era già stato indagato per tentato omicidio E’ stato arrestato l’80enne che ieri ha accoltellato il figliastro di 52 anni a Taranto in un appartamento in via Fiume. L’uomo risponde di tentato omicidio. Le forze dell’ordine sono state allertate da una telefonata. Arrivati sul posto i poliziotti e i soccorritori del 118 hanno trovato il 52enne con evidenti tracce di sangue sul fianco. L’uomo ha raccontato di essere stato colpito senza motivo dall’80enne con un coltello a serramanico. Entrambe le persone coinvolte hanno precedenti penali. Nel 2010 l’aggressore fu indagato per tentato omicidio, con le stesse modalità, proprio nei confronti del figliastro.  Accoltellato dal patrigno, grave 52enne

Nei guai un 40enne fermato durante alcuni controlli della Polizia locale nella centralissima piazza Moro Un 40enne è stato arrestato dalla Polizia Locale in piazza Moro, a bari, dopo essere stato sorpreso con numerose confezioni sigillate di droga all’interno della sua auto. gli agenti hanno bloccato l’auto ed effettuato alcuni controlli. All’interno del veicolo sono stati rinvenuti 17 grammi di cocaina suddivisi in 33 confezioni sigillate, opportunamente occultate. L’uomo, incensurato e residente in provincia di Bari, sarà già giudicato con rito direttissimo nella mattinata di lunedì 5 agosto.

E’ un 39enne, insegnante di religione Servizio di Redazione Norbaonline;

L’episodio, avvenuto al rione Paolo VI a maggio dello scorso anno, vede l’uomo accusato per tentato omicidio Ferì un uomo a colpi di pistola, arrestato per tentato omicidio. Si tratta di Vincenzo Ciaccia, 42 anni, di Taranto, condotto ieri sera in carcere dagli agenti della squadra mobile. È ritenuto responsabile del ferimento avvenuto al rione Paolo VI a maggio dello scorso anno.

L’episodio ieri sera, gli agenti hanno individuato e fermato tre giovani brindisini, arrestato il coducente della vettura Si è concluso con un arresto un inseguimento ad una Fiat Stilo che ieri sera – intorno alle 23.00 –  ha cercato di evitare un controllo della polizia. La vettura, con a bordo tre giovani brindisini, ha cominciato la fuga nel capoluogo messapico, proseguendo sulla superstrada e finendo tra le strade di Fasano, gremite di gente. Gli occupanti la vettura, dopo aver preso in pieno un’altra auto in marcia, sono fuggiti a piedi, entrando in un locale. I poliziotti, a bordo di due auto, li hanno individuati e fermati, arrestando il guidatore per resistenza a pubblico ufficiale. 

Denunciato il complice alla guida dell’auto. L’agguato, ieri mattina, a Casarano Servizio di Stefania Congedo

Era ricercato da oltre un anno ed era stato inserito nell’elenco dei latitanti considerati pericolosi Il 55enne foggiano Vincenzo Fratepietro, detto ‘Enzo Cerottino’, ricercato da oltre un anno,è stato arrestato dai carabinieri a Carovigno, in provincia di Brindisi, in un’operazione coordinata dalla Dda di Bari. Fratepietro era inserito nell’elenco dei latitanti considerati pericolosi dal Ministero dell’Interno. Nel marzo 2023 era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta ‘Cocktail’ ed era stato coinvolto anche nell’operazione antimafia ‘Game Over’.

Il 69enne è accusato di diversi reati aggravati dal metodo mafioso È considerato il mandante di un agguato avvenuto con modalità mafiose a novembre 2013, una gambizzazione. Gli agenti della squadra mobile di Bari hanno arrestato questa mattina all’alba Eugenio Palermiti, capo dell’omonimo clan del quartiere Japigia. Il 69enne è accusato di diversi reati aggravati dal metodo mafioso. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.Vittima della gambizzazione del 2013 fu un suo coetaneo, incensurato e ben inserito “nel tessuto sociale cittadino”, scrivono gli inquirenti, che nel corso degli anni “aveva concesso favori” a Palermiti. L’uomo lavorava in un’agenzia di distribuzione di quotidiani ma, a un certo punto, aveva deciso di smettere di aiutare il capoclan. “Il rifiuto di continuare – secondo la polizia – aveva determinato propositi di vendetta, culminati nell’ordine di sparargli”. La vittima, nel quartiere Japigia di Bari, fu colpita alle gambe da due colpi di arma da fuoco che gli procurarono diverse fratture. Per gli inquirenti, il movente dell’aggressione era indurre la vittima a chiedere proprio a Palermiti aiuto e protezione per l’agguato subìto.Ma a Eugenio Palermiti sono contestati anche i reati di violenza privata e atti persecutori nei confronti di tre aspiranti collaboratori di giustizia, a cavallo tra gli anni 2021-2022.

Blitz della polizia locale che ha colto la donna in flagranza mentre estorceva il denaro La Polizia locale di Bari ha arrestato una cittadina straniera di trent’anni, ritenuta responsabile di estorsione nei confronti di tre diverse donne di altra nazionalità: con violenza e minacce le avrebbe costrette al pagamento di una somma di denaro quale condizione per la prosecuzione dell’attività di prostituzione. Gli agenti dopo verifiche e appostamenti sono riusciti a fermare la donna in flagranza dell’atto estorsivo: aveva appena percepito la somma estorta alle vittime, verso le quali da mesi avrebbe usato violenza rivendicando di avere il controllo della zona e pertanto esigeva una somma di denaro mensile. I soldi sono stati restituiti alle vittime.

L’arma si e’ poi rivelata una scacciacani ma questo non ha evitato evitato l’arresto a un 29enne del posto Non si rassegna alla fine della relazione con la moglie, la minaccia di morte e punta una pistola contro la donna che aveva in braccio la figlioletta di 4 mesi. E’ successo a Grottaglie dove i carabinieri hanno arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia un 29enne del posto. La donna, in preda al panico, ha chiamato i militari che sono riusciti a entrare nell’appartamento e a bloccare il 29enne. La pistola si e’ poi rivelata una scacciacani ma questo non gli ha evitato l’arresto.

Ferimento a Modugno, un arresto

Un extracomunitario posto ai domiciliari Arrestato dalla Polizia di Bari e posto ai domiciliari, col braccialetto elettronico, un extracomunitario 19enne. Sarebbe il responsabile del ferimento

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