
Andria, tra Xylella e calamità naturali: le emergenze dell’agricoltura
Il mondo agricolo chiede risposte quanto più celeri possibile In ascolto del mondo agricolo che chiede risposte quanto più celeri possibile sulle emergenze della provincia.

Il mondo agricolo chiede risposte quanto più celeri possibile. In ascolto del mondo agricolo che chiede risposte quanto più celeri possibile sulle emergenze della provincia. Ad Andria, territorio più olivetato d’Italia, lo spettro si chiama xylella. Interviste a Salvatore Infantino, osa. Fitosanitario regione Puglia; Francesco Paolicelli, Assessore regionale agricoltura
Negli ultimi 50 anni è scomparso quasi un terreno agricolo su tre. In occasione della giornata della Terra, oggi 22 aprile, Coldiretti Puglia registra 818 ettari persi che si aggiungono ai 158.628 compresi fra abbandono, cementificazione e impianti fotovoltaici. Nel dettaglio, risultano consumati 37.306 ettari nella provincia di Bari, 10.660 nella BAT, 19.714 a Brindisi, 28.310 a Foggia, 39.093 a Lecce e 23.544 a Taranto. Negli ultimi 50 anni è infatti scomparso quasi un terreno agricolo su tre, con un calo del 30% della superficie agricola utilizzabile dovuto all’abbandono e alla cementificazione, fenomeni che rendono i suoli impermeabili. Diventa quindi importante combattere questi fenomeni, oltre ai cambiamenti climatici, per garantire un futuro all’agricoltura che non può progredire senza terreno fertile disponibile. Il rischio idrogeologico interessa 11.692 imprese sul territorio pugliese. Coldiretti Puglia ritiene urgentissimi interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo di risorse per sostenere la produttività e ridurre rischi per i cittadini di rimanere coinvolti in frane ed alluvioni. “Diventa quindi urgente accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni e fondamentale per dotare il Paese di uno strumento efficace di tutela del territorio” conclude Coldiretti.
Partirà a maggio la stagione irrigua in provincia di Foggia, grazie alle abbondanti piogge che hanno riempito le dighe. Pesanti i danni al settore agricolo, dopo che l’acqua ha sommerso le campagne. In pochi giorni, la provincia di Foggia passa dalle difficoltà idriche all’abbondanza d’acqua, al punto che la tanto desiderata risorsa viene buttata in mare: l’intensa ondata di maltempo ha riempito le quattro dighe della Capitanata, che contengono, complessivamente, 286 milioni di metri cubi d’acqua, quasi il triplo di un anno fa. In particolare, nel grande invaso di Occhito, al confine col Molise, ci sono 220 milioni di metri cubi, a fronte dei 74 dell’aprile dello scorso anno. Per questo motivo, l’acqua in eccesso viene rilasciata nel fiume Fortore e, di conseguenza, in mare. Intervista a Giuseppe De Filippo, pres. Consorzio per la bonifica della Capitanata
Situazione critica e agricoltura a rischio in varie regioni. Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata: queste le regioni più colpite dal meteo anomalo del 2026 secondo Coldiretti, tra piogge abbondanti e esondazioni di fiumi e bacini idrici, con migliaia gli ettari di coltivazioni finiti sott’acqua, tra ortaggi, cereali e foraggi. In Puglia le situazioni più gravi si registrano nel Foggiano, con l’esondazione del Cervaro, e nel nord Barese, dove a straripare è stato l’Ofanto. Nel Brindisino invece è emergenza per gli allagamenti che hanno compromesso i raccolti di carciofi, vigneti, broccoletti e cavoli, anche a causa della mancata manutenzione di fossi e canali di bonifica. Difficoltà anche in Basilicata, nel Materano, tra grandine e nubifragi che si sono abbattuti sui frutteti e campi allagati. Si tratta di una vera e propria emergenza, dato che il maltempo ha conseguenze dirette sul settore agricolo e quindi sull’economia di queste regioni.
L’obbiettivo è l’innovazione tecnologica per crescere. Cresce l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under35 attive. Aumentano anche i giovani occupati (+6%) in agricoltura. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti. Il settore agricolo è l’unico che nel 2025 ha visto una crescita dei giovani lavoratori: +6% rispetto al 2024; per i soli contratti a tempo indeterminato l’aumento è del 19%. I giovani agricoltori italiani valgono il doppio della media Ue, con la produttività degli under 35 che raggiunge i 4.800 euro a ettaro, contro i 2.500 dei colleghi europei, secondo il centro studi Divulga. A livello assoluto, le regioni leader per numero di imprese agricole giovanili sono Sicilia (5.900 aziende), Puglia (4.900 aziende) e Campania (4.400 aziende). Passando all’incidenza sul totale settoriale regionale, al top si piazzano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, con circa il 10% ciascuna. Gli agricoltori under 35 si posizionano al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio e costruzioni, ma davanti a ristorazione, imprese di servizi alla persona, commercio all’ingrosso e settore manifatturiero nel suocomplesso.
Le imprese agricole pugliesi stanno già rilevando un aumento del 30 per cento sul prezzo dei concimi e una crescita del gasolio, passato da 90 centesimi a un euro e 20 centesimi al litro. Carburanti e concimi alle stelle per colpa della guerra in Iran e degli speculatori: lo denunciano le associazioni agricole pugliesi, che sollecitano controlli serrati. L’allarme arriva da Foggia, cuore agricolo della regione. Intervista a Rino Mercuri, presidente CIA Foggia
La Coldiretti: “Difendere acqua e biodiversità per salvare agricoltura e territorio”. In Puglia le zone umide sono un baluardo naturale contro i cambiamenti climatici e una risorsa vitale per l’agricoltura e la sicurezza del territorio. Con oltre 245mila ettari di aree naturali protette, 2.500 specie vegetali e centinaia di habitat capaci di regolare acqua, clima e fertilità dei suoli, questi ecosistemi rappresentano vere e proprie infrastrutture verdi strategiche. In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra il 2 febbraio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali, ambienti chiave per la tutela della biodiversità e per la difesa del territorio dagli effetti sempre più estremi del clima, tra siccità prolungate e piogge violente concentrate in poche ore. Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, passando per saline, paludi retrodunali e bacini naturali, la Puglia custodisce un patrimonio ambientale unico. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e una ricca vegetazione palustre fatta di canneti, giunchi, tamerici e piante alofile, capaci di adattarsi alla salinità. Un capitale naturale che non è solo bellezza paesaggistica, ma equilibrio ecologico e valore economico. Le zone umide pugliesi sono veri e propri serbatoi di biodiversità: ospitano specie protette, offrono aree di sosta fondamentali per l’avifauna migratoria lungo le rotte tra Europa e Africa e favoriscono la presenza di insetti utili all’agricoltura. Allo stesso tempo svolgono una funzione cruciale di regolazione delle acque, contrastando erosione costiera, siccità e allagamenti, fenomeni amplificati dal cambiamento climatico. La biodiversità si difende nei campi e nelle stalle, dove in Puglia si contano 139 specie vegetali e 9 animali a rischio estinzione, salvaguardati grazie all’impegno degli agricoltori e allevatori custodi, protagonisti di un vero e proprio “cibo eroico”. Il sistema delle aree protette regionali copre oltre 245mila ettari, di cui il 75,8% costituito dai Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e l’8,3% da aree e riserve naturali marine. Le province con la maggiore incidenza di territorio protetto sono Foggia (51,5%) e Bari (27,7%), dove la varietà botanica raggiunge 2.500 specie vegetali. Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove c’è biodiversità c’è suolo fertile, equilibrio naturale e qualità delle produzioni. Senza questi ecosistemi si indebolisce l’intero territorio, dalle campagne alle città. Da qui l’appello di Coldiretti a contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio, puntando su una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente: attraverso pratiche responsabili contribuiscono alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio. La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un momento per ribadire che ambiente e agricoltura sono alleati naturali, non mondi contrapposti. Investire nella tutela della biodiversità vegetale e animale significa rafforzare la resilienza del territorio pugliese e garantire un futuro alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide e a scegliere produzioni agricole locali, espressione di un territorio vivo e ricco di biodiversità.
Superati i 318mila ettari coltivati a bio (+2,4%), aumentano gli acquisti nella GDO e nei farmers market: la regione sempre più vicina all’obiettivo europeo del 25% entro il 2030. Continua a crescere l’agricoltura biologica in Puglia, con un aumento del 2,4% della superficie agricola bio, che raggiunge 318.461 ettari. Un risultato che conferma la Puglia al primo posto in Italia per estensione di agricoltura biologica, ormai diffusa in tutti i comparti agricoli regionali. Crescono anche i consumi di prodotti biologici, a dimostrazione di una dinamica dei prezzi più stabile e contenuta rispetto ai prodotti convenzionali. A renderlo noto è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del Rapporto “Bio in cifre 2025” di Ismea. Nel confronto tra il 2024 e il 2023, la spesa per prodotti biologici nella grande distribuzione organizzata (GDO) registra una crescita costante del 2,9%. La maggior parte delle categorie mostra un andamento positivo dei consumi bio: frutta (+2,7%) e ortaggi (+3%) confermano il crescente interesse dei consumatori verso alimenti freschi, sani e sostenibili. Particolarmente significativi gli aumenti delle uova biologiche (+10,4%) e soprattutto di oli e grassi vegetali bio (+31,8%), chiaro segnale di una domanda sempre più orientata verso prodotti biologici di qualità. Contribuiscono al trend positivo anche miele biologico (+5%), bevande analcoliche bio (+3,8%) e altri prodotti alimentari (+5,5%). Alcuni comparti mostrano invece segnali di difficoltà: carni biologiche (-3,5%), salumi bio (-19,1%), oltre a una flessione per derivati dei cereali (-1,2%) e vino e spumanti bio (-1,6%), probabilmente legata a un cambiamento nelle abitudini di acquisto e consumo. La crescita del settore riguarda soprattutto le aziende agricole biologiche e i produttori esclusivi, mentre nel medio periodo si rafforza il modello delle imprese che integrano produzione e trasformazione, segnale di una maggiore strutturazione dell’agricoltura biologica. Parallelamente si consolidano i mercati contadini come canale di vendita strategico, con prodotti bio presenti in un farmers market su due in Puglia. Un dato che avvicina la regione all’obiettivo europeo del 25% di superficie agricola biologica entro il 2030, fissato dalla Strategia Farm to Fork, considerando che oggi quasi il 24% degli ettari regionali è già coltivato a biologico. Un successo sostenuto dalla fiducia dei consumatori: un cittadino su cinque consuma regolarmente prodotti biologici ed è disposto a spendere di più per un alimento certificato. Inoltre, il 13% dei consumatori ritiene che nei prossimi anni aumenterà ulteriormente la spesa per prodotti bio, come evidenziato da Coldiretti Puglia. Tra i frequentatori dei farmers market, l’acquisto diretto dal produttore agricolo è diventato un canale fondamentale per i prodotti biologici. Una tendenza legata alla presenza diretta degli agricoltori, percepita come garanzia di qualità, tracciabilità e autenticità. Non a caso – sottolinea Coldiretti – il criterio principale nella scelta del banco bio è proprio la fiducia nel produttore e nell’azienda agricola, come conferma anche un’indagine Ismea. Per tutelare il lavoro delle imprese agricole biologiche, è quindi fondamentale rafforzare le iniziative di valorizzazione del prodotto bio nazionale, favorendo la nascita di filiere biologiche interamente Made in Italy, dal campo alla tavola. In questo contesto, il marchio del biologico italiano, previsto dalla legge e fortemente sostenuto da Coldiretti, rappresenta uno strumento chiave per aiutare i consumatori a compiere scelte consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola italiana, in un contesto in cui le importazioni di prodotti bio dall’estero sono aumentate del 7,1% nel 2024. È inoltre indispensabile – conclude Coldiretti – che l’Unione Europea renda operativo il principio di conformità e reciprocità sulle importazioni, applicando le stesse regole al biologico comunitario e a quello dei Paesi terzi. Non è accettabile che entrino nel mercato europeo prodotti ottenuti con pratiche non consentite nella Ue. Fermare la concorrenza sleale delle importazioni a basso costo e valorizzare il vero biologico tricolore resta una condizione essenziale per costruire filiere biologiche solide, trasparenti e sostenibili.
Si tratta del più grosso focolaio dopo il Salento. Salgono a 153 gli ulivi colpiti da Xylella a Cagnano Varano: in poco più di un mese altre 106 piante risultate infette rispetto alle prime 47 riscontrate. Dopo il Salento, quello sul Gargano è il focolaio più esteso, tracciato con triangoli rossi sulla cartina. Intervista a Marco Leo, agricoltore di Fabrizio Sereno
Colpa della rottura di una condotta idrica a ridosso della linea ferroviaria adriatica Intervista a Matteo Facchino, agricoltore Servizio di Pietro Loffredo
La rassegna, giunta alla settima edizione, è diventata un punto di riferimento per il Mezzogiorno Servizio di Anna De Feo, riprese e montaggio Orazio Corbacio. Interviste a Lorenzo Netti, sindaco Sammichele di Bari; Catia Giannoccaro, assessore Agricoltura Sammichele di Bari
Domani in Fiera del Levante atteso il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida
L’ottava edizione della rassegna sarà caratterizzata dalle tensioni geopolitiche e dalla questione dei dazi che frenano il settore
Si annuncia quest’anno una qualità elevata Interviste a Michele Dichio, responsabile tecnico società agricola Dimitra; Egidio Lardo, amministratore società agricola Dimitra; Giovanni Dichio, socio società agricola Dimitra Servizio di Alessandro Boccia
Gli olivicoltori chiedono aiuto per una produzione già messa a dura prova Si contano i danni, nelle campagne tra Palo, Bitetto e Toritto, dove sabato, quindici minuti di grandine, sono bastati per danneggiare oltre metà del prossimo raccolto di olive. Danni che si sommano a quelli causati dalla siccità, e rischiano di presentare il conto sugli scaffali dei supermercati. Servizio di Guglielmina LogroscinoRiprese e Montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Vito Campagna, olivicoltore
Strade allagate e danni a veicoli e infrastrutture nella zona dell’Arneo Un violento nubifragio si è abbattuto nel primo pomeriggio di oggi su Veglie, in particolare nella zona dell’Arneo. In pochi minuti la pioggia torrenziale ha trasformato strade, parchi e giardini in veri e propri corsi d’acqua. Alla pioggia si è aggiunta una grandinata intensa che ha colpito con forza l’intera area.Preoccupazione tra i proprietari terrieri per i vigneti, cuore della produzione di vino pregiato locale.Secondo i primi rilievi si registrano danni anche a veicoli e infrastrutture.
Gli incendi devastano le campagne tarantine. Due agricoltori chiedono giustizia e puntano il dito contro il consorzio: paghiamo il tributo per la pulizia dei canali che però sono pieni di sterpaglie Di Alessandra Martellotti Intervista a Maria Terrusi, avvocata – resp. Dip. Agricoltura FdI
Il Comune li acquisterà dai privati per lanciare l’Azienda Agricola Comunale Tutela dell’ambiente, rilancio dell’agricoltura, nuove opportunità occupazionali: a Sant’Agata di Puglia il Comune ha avviato un grande piano di recupero di fondi agricoli abbandonati destinati ad olivi. A spiegarne tutti i dettagli è il primo cittadino. Intervista a Pietro Bove, sindaco Sant’Agata di Puglia Servizio di Fabrizio Sereno
Con la Flai Cgil chiedono un lavoro sicuro e dignitoso intervistati Gianni Palma segretario Cgil Foggia; Giovanni Mininni, segr nazionale Flai Cgil servizio di Giuseppe Capacchione
In Puglia, da Taranto a Lecce, dal barese alla Murgia, i canali sono ostruiti, le condotte trascurate, le opere di bonifica inesistenti. Eppure le cartelle continuano ad arrivare

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