rossotono-che-sera
oropan

Tgnorba

Telenorba

bassi-home-giugno

agricoltura

Coldiretti esulta per la decisione della Corte Costituzionale che vieta gli impianti a terra. Salvati dall’energia selvaggia 758 ettari di aree coltivabili e produzioni locali. Lo stop della Corte Costituzionale al fotovoltaico selvaggio rappresenta una decisione fondamentale per tutelare il suolo agricolo in una regione come la Puglia, dove gli impianti fotovoltaici a terra hanno già sottratto 758 ettari di terreni fertili alla produzione agricola. Lo riferisce Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Ispra sul consumo di suolo, commentando la sentenza della Consulta che conferma il divieto di installazione dei pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli previsto dal decreto Agricoltura e fortemente sostenuto da Coldiretti e Filiera Italia. L’agricoltura pugliese è chiamata a produrre cibo, tutelare il paesaggio e garantire la sicurezza alimentare. Per questo la sentenza della Corte Costituzionale rappresenta una vittoria per gli agricoltori e per tutti i cittadini, perché conferma che la transizione ecologica non può avvenire sacrificando il suolo agricolo, una risorsa limitata e non rinnovabile, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Per Coldiretti Puglia, la sentenza della Consulta conferma la scelta di puntare su soluzioni realmente innovative, dagli impianti fotovoltaici installati sui tetti di stalle, capannoni e fabbricati rurali fino a un agrivoltaico sostenibile, con pannelli elevati da terra che consentano la coesistenza tra produzione di energia e attività agricola. In questa direzione, prosegue Coldiretti, un ruolo strategico può essere svolto anche dalle comunità energetiche, capaci di coniugare autosufficienza energetica e sviluppo dei territori rurali. Si tratta di modelli virtuosi che, oltre a rispettare l’ambiente e salvaguardare il suolo agricolo, generano nuove opportunità di reddito per le imprese, migliorano la resilienza delle colture agli effetti dei cambiamenti climatici e contribuiscono alla valorizzazione del territorio. Si delinea così un approccio integrato che unisce sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico locale senza sottrarre altro terreno fertile alla produzione alimentare.

Il nuovo piano operativo punta a concentrare le verifiche nei punti della filiera più esposti al rischio, come frantoi, depositi, canali di importazione e grande distribuzione. Il ministro Lollobrigida ha riunito la Cabina di Regia sui controlli agroalimentari ed in particolare le frodi sull’olio di oliva. Riprese e Montaggio Massimo D’OlimpioInterviste a Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura; Tommaso Battista, Pres. Copragri; Gennaro Sicolo, Pres. Cia Puglia

Quintali di zucchine scaricate nei campi e destinate al macero. La singolare protesta di un imprenditore agricolo di Andria per via degli alti costi di produzione e dei prezzi sul mercato troppo bassi. Raccolte per essere vendute, riportate in campagna e poi scaricate nei campi, destinate al macero. Perché queste zucchine in realtà costa più portarle al mercato che farle marcire. C’è esubero di produzione, il prezzo non copre i costi per la manodopera e il trasporto. La singolare e simbolica protesta di un imprenditore di Andria che spiega come responsabile della speculazione sia la grande distribuzione, si compra a due soldi e al dettaglio il prezzo sulla confezione lievita. Intervista a Luigi Rustico, imprenditore

Convenzione siglata con Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e con la collaborazione del partner Crif. Rafforzare il supporto finanziario alle imprese agricole del territorio e consolidare il percorso intrapreso da alcuni anni a sostegno dell’agribusiness con il progetto ‘Valore Terra’, ampliando gli strumenti finanziari e agevolativi a disposizione delle aziende del comparto. Sono gli obiettivi della convenzione siglata da Banca popolare di Puglia e Basilicata con Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e con la collaborazione del partner Crif. Grazie all’intesa, l’istituto di credito introduce un nuovo modello operativo volto a semplificare il processo di acquisizione della garanzia Ismea a supporto delle operazioni di finanziamento finalizzate alla crescita, alla competitività, all’innovazione e alla transizione ecologica-Agricoltura 4.0 delle piccole e medie agricole. Il nuovo processo consente, in particolare, di ridurre i tempi di lavorazione delle richieste e di rafforzare la capacità della banca di rispondere con tempestività ed efficacia alle esigenze del comparto, anche grazie a una gestione completamente digitalizzata attraverso la piattaforma dedicata implementata da Crif. “L’agricoltura – dichiara Francesco Paolo Acito, condirettore generale di Bppb – rappresenta un asset fondamentale per il territorio e riteniamo essenziale favorire un accesso al credito sempre più qualificato, in linea con il paradigma Esg, già da tempo perseguito”.

Tutelare il suolo e l’ambiente e, al tempo stesso mettere in condizione gli agricoltori di ridurre i costi. E’ l’obiettivo del progetto della Cia Agricoltori Italiani sulle Comunità Energetiche Rinnovabili che trasformerebbero le imprese agri-cole da consumatrici a produttrici di energia. Intervista a Cristiano Fini Pres. Cia Agricoltori Italiani, Sen Patrizio La Pietra Sottosegretario Agricoltura

Ancora tanta afa nel Foggiano, dove il gran caldo rende più difficile il lavoro in agricoltura. Ecco la situazione nel Basso Tavoliere, una delle zone più importanti del comparto in Italia. Trenta gradi già alle 8 del mattino: l’afa, dunque, rende ancora più pesante il lavoro in agricoltura nel Tavoliere. Quando le giornate diventano roventi, le campagne si popolano prima ancora dell’alba, per sfruttare le ore più fresche. Qui siamo a Orta Nova, nel Sud Foggiano, una delle zone più importanti per il settore agricolo italiano. Intervista a Domenico Clinca, imprenditore agricolo, Lorenzo Losito, imprenditore agricolo, Francesco Festa, imprenditore agricolo

La Puglia è tra le regioni agricole più importanti in Italia e in Europa. Le prime province per numero di imprese sono Bari (23.800) e Foggia (23.300). Non tutte presentano un elevato livello di sostenibilità. Secondo il rapporto Puglia 2026 di Agricoltura100 presentato a Crispiano, su 312 aziende agricole pugliesi, più della metà – il 52,7% – mostra un livello di sostenibilità alto e medio alto. Sebbene il dato resti inferiore alla media nazionale del 57,9%, testimonia un percorso avviato anche se non ancora consolidato. Per Antonello Bruno, Presidente Confagricoltura Puglia, i dati confermano che le imprese pugliesi hanno intrapreso un percorso virtuoso, considerato che dal 2020 a oggi la quota di aziende ad alto livello di sostenibilità è cresciuta in modo costante. Secondo il rapporto, infatti, il 70% delle imprese offre una buona qualità e sicurezza alimentare, il 60% l’impegno nella sostenibilità ambientale. Ma il sistema aziendale pugliese presenta criticità nella gestione dei rischi (ambientali, economici, organizzativi), dove solo il 35,3% delle imprese raggiunge livelli medio‑alti e alti, a fronte del 43,9% nazionale. Migliorare si può: occorre lavorare soprattutto sulla differenziazione qualitativa delle produzioni, innovazione e gestione del rischio idrogeologico e climatico. Per Andrea Bertalot, Vicedirettore Generale Reale Mutua Assicurazioni i dati evidenziano come quella pugliese sia un’agricoltura di qualità che permette alle imprese di crescere più della media e ottenere migliori risultati reddituali.

Al via la campagna “PIÙ FORTI INSIEME”: oltre 270 miliardi di euro tra Coesione, PAC e PNRR che finanziano lo spazio, l’agricoltura e il talento digitale in Italia. Il centro “Europa Experience – David Sassoli” a Roma ha ospitato il lancio della nuova campagna della Commissione europea in Italia sul Bilancio europeo “PIÙ FORTI INSIEME”, un’iniziativa che mette al centro i cittadini beneficiari dei fondi e le loro storie. All’evento sono intervenuti il Vice Presidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme Raffaele Fitto con un video messaggio, il Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia Claudio Casini, il responsabile delle relazioni istituzionali dell’ufficio del Parlamento europeo in Italia Fabrizio Spada e il dirigente presso il Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri Daniele David. Accanto agli interventi istituzionali, la campagna – al via il 10 giugno 2026 per la durata di un mese – racconta i percorsi di crescita personale e professionale di Sara, Edoardo e Miryam, tre volti simbolo delle migliaia di progetti finanziati in Italia ogni anno nei settori strategici dell’agricoltura, delle tecnologie spaziali e della formazione digitale. Le loro idee si sono realizzate grazie ai programmi europei, a partire dalla Politica di Coesione, che per l’Italia ammonta a oltre 42 miliardi di euro nel ciclo 2021-27 (di cui 10,4 miliardi destinati a formazione e lavoro tramite FSE+ e FESR), passando per la Politica Agricola Comune, con oltre 36 miliardi di euro nel periodo 2023-2027 tra pagamenti diretti e investimenti del FEASR, fino al PNRR – Next Generation EU, di cui l’Italia ha la dotazione più ampia nell’Unione con oltre 194 miliardi di euro (inclusi 1,4 miliardi per lo sviluppo dello spazio). La campagna punta a raggiungere il più ampio pubblico possibile, concentrandosi in particolare nei territori d’origine dei protagonisti, ovvero Veneto, Piemonte e Umbria: per questo motivo, strade, piazze e trasporti pubblici di Venezia, Padova, Torino, Perugia e l’aeroporto di Roma Fiumicino ospiteranno affissioni dedicate, mentre quotidiani nazionali e locali, piattaforme digitali e social media diffonderanno brevi video e racconti. Questa iniziativa, promossa in tutti i Paesi membri con storie locali, mostra come il bilancio UE investa quotidianamente nei talenti e nei progetti di vita delle persone, sottolineando l’importanza dell’azione comune per costruire un futuro più resiliente, innovativo e inclusivo.

Al centro la battaglia su aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall’estero e decremento delle superfici coltivate a grano. Un grande flash-mob a difesa del grano duro italiano, con produttori provenienti non solo da tutte le province pugliesi, ma anche da Marche, Basilicata, Molise e tutto il Centro Sud: venerdì 12 giugno, alle 10.30, CIA Agricoltori Italiani di Puglia, in pieno accordo e sinergia con il livello nazionale dell’organizzazione presieduta da Cristiano Fini, riunirà al “Varco della Vittoria” del porto di Bari tutto il popolo e le città del grano. La questione al centro dell’iniziativa è la battaglia che la CIA sta conducendo ormai da anni, con una mobilitazione che si è ulteriormente intensificata dal 2023, un anno che ha segnato uno spartiacque per il comparto cerealicolo, affossato dal crollo dei prezzi al produttore e da una crisi inarrestabile caratterizzata da alcune costanti: aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall’estero, decremento in Puglia e nelle altre principali regioni cerealicole delle superfici coltivate a grano, fortissima e negativa incidenza delle conseguenze inerenti ai cambiamenti climatici. “Chiamiamo a raccolta non solo i produttori e le istituzioni, ma anche i consumatori“ – ha dichiarato Gennaro Sicolo – vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “Nei nostri porti, continuano ad arrivare tonnellate di grano duro dall’estero, spesso è difficile anche risalire alla reale origine di quei carichi e non sempre si è in grado di valutare la sicurezza alimentare e i parametri qualitativi e di salubrità di quanto arriva” ha aggiunto Sicolo. “La questione, dunque, assume un’importanza capitale almeno rispetto a tre fondamentali elementi: il crollo del settore con l’impoverimento e la scomparsa di centinaia di aziende cerealicole; il rischio sempre più concreto di perdere la nostra sovranità alimentare in un comparto strategico del made in Italy; la tutela della salute dei consumatori di pane e pasta, ai quali in etichetta ancora non sono fornite in modo chiaro e inequivocabile tutte le informazioni necessarie a essere pienamente consapevoli dell’origine del grano utilizzato per i prodotti che acquistano”. CIA Agricoltori Italiani negli scorsi mesi ha promosso una petizione nazionale a difesa del grano duro italiano che ha totalizzato circa 100mila firme; in Puglia, 45 amministrazioni comunali hanno sottoscritto le proposte CIA per la tutela e il rilancio del comparto cerealicolo; a Foggia, Bari e Roma sono state organizzate mobilitazioni che hanno coinvolto migliaia di produttori. A Bari, la CIA chiederà alle istituzioni la tutela e il rilancio del comparto cerealicolo in 6 punti: la piena attuazione della legge sulle pratiche sleali, che vieta prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione; il divieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione; una nuova legge che preveda una cera contrattazione interprofessionale a partire dai costi di produzione e dal giusto reddito per i cerealicoltori; una svolta nei controlli portuali, dove tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS, Guardia di Finanza, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale; il rispetto rigoroso degli standard sanitari, ambientali e merceologici del grano duro importato e della pasta da esso ottenuta. La CIA, inoltre, chiede la corretta applicazione della pratica del “perfezionamento attivo”, vale a dire l’esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato. “Gli agricoltori non possono continuare a essere l’anello debole della filiera. Rinnoviamo l’appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute, da una parte, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana” ha concluso Sicolo.

L’intervento si inserisce nella strategia regionale di sviluppo rurale e di contrasto allo spopolamento. In Basilicata sono 126 le nuove iniziative imprenditoriali di agricoltori lucani Over 40 finanziate dalla Regione con il bando “Insediamento nuovi agricoltori”, per un importo complessivo di 4,7 milioni di euro. A darne notizia l’assessore alle Politiche agricole della Regione Basilicata, Carmine Cicala, che ha ricordato come negli ultimi mesi sia stato sostenuto anche “l’insediamento di oltre 365 giovani agricoltori attraverso le misure dedicate agli Under 40”. L’intervento si inserisce nella strategia regionale di sviluppo rurale e di contrasto allo spopolamento, “rafforzando il tessuto economico delle aree interne e sostenendo la nascita di nuove attività produttive legate alle vocazioni agricole del territorio”.

Il mondo agricolo chiede risposte quanto più celeri possibile. In ascolto del mondo agricolo che chiede risposte quanto più celeri possibile sulle emergenze della provincia. Ad Andria, territorio più olivetato d’Italia, lo spettro si chiama xylella. Interviste a Salvatore Infantino, osa. Fitosanitario regione Puglia; Francesco Paolicelli, Assessore regionale agricoltura

Negli ultimi 50 anni è scomparso quasi un terreno agricolo su tre. In occasione della giornata della Terra, oggi 22 aprile, Coldiretti Puglia registra 818 ettari persi che si aggiungono ai 158.628 compresi fra abbandono, cementificazione e impianti fotovoltaici. Nel dettaglio, risultano consumati 37.306 ettari nella provincia di Bari, 10.660 nella BAT, 19.714 a Brindisi, 28.310 a Foggia, 39.093 a Lecce e 23.544 a Taranto. Negli ultimi 50 anni è infatti scomparso quasi un terreno agricolo su tre, con un calo del 30% della superficie agricola utilizzabile dovuto all’abbandono e alla cementificazione, fenomeni che rendono i suoli impermeabili. Diventa quindi importante combattere questi fenomeni, oltre ai cambiamenti climatici, per garantire un futuro all’agricoltura che non può progredire senza terreno fertile disponibile. Il rischio idrogeologico interessa 11.692 imprese sul territorio pugliese. Coldiretti Puglia ritiene urgentissimi interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo di risorse per sostenere la produttività e ridurre rischi per i cittadini di rimanere coinvolti in frane ed alluvioni. “Diventa quindi urgente accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni e fondamentale per dotare il Paese di uno strumento efficace di tutela del territorio” conclude Coldiretti.

Partirà a maggio la stagione irrigua in provincia di Foggia, grazie alle abbondanti piogge che hanno riempito le dighe. Pesanti i danni al settore agricolo, dopo che l’acqua ha sommerso le campagne. In pochi giorni, la provincia di Foggia passa dalle difficoltà idriche all’abbondanza d’acqua, al punto che la tanto desiderata risorsa viene buttata in mare: l’intensa ondata di maltempo ha riempito le quattro dighe della Capitanata, che contengono, complessivamente, 286 milioni di metri cubi d’acqua, quasi il triplo di un anno fa. In particolare, nel grande invaso di Occhito, al confine col Molise, ci sono 220 milioni di metri cubi, a fronte dei 74 dell’aprile dello scorso anno. Per questo motivo, l’acqua in eccesso viene rilasciata nel fiume Fortore e, di conseguenza, in mare. Intervista a Giuseppe De Filippo, pres. Consorzio per la bonifica della Capitanata

Situazione critica e agricoltura a rischio in varie regioni. Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata: queste le regioni più colpite dal meteo anomalo del 2026 secondo Coldiretti, tra piogge abbondanti e esondazioni di fiumi e bacini idrici, con migliaia gli ettari di coltivazioni finiti sott’acqua, tra ortaggi, cereali e foraggi. In Puglia le situazioni più gravi si registrano nel Foggiano, con l’esondazione del Cervaro, e nel nord Barese, dove a straripare è stato l’Ofanto. Nel Brindisino invece è emergenza per gli allagamenti che hanno compromesso i raccolti di carciofi, vigneti, broccoletti e cavoli, anche a causa della mancata manutenzione di fossi e canali di bonifica. Difficoltà anche in Basilicata, nel Materano, tra grandine e nubifragi che si sono abbattuti sui frutteti e campi allagati. Si tratta di una vera e propria emergenza, dato che il maltempo ha conseguenze dirette sul settore agricolo e quindi sull’economia di queste regioni.

L’obbiettivo è l’innovazione tecnologica per crescere. Cresce l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under35 attive. Aumentano anche i giovani occupati (+6%) in agricoltura. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti. Il settore agricolo è l’unico che nel 2025 ha visto una crescita dei giovani lavoratori: +6% rispetto al 2024; per i soli contratti a tempo indeterminato l’aumento è del 19%. I giovani agricoltori italiani valgono il doppio della media Ue, con la produttività degli under 35 che raggiunge i 4.800 euro a ettaro, contro i 2.500 dei colleghi europei, secondo il centro studi Divulga. A livello assoluto, le regioni leader per numero di imprese agricole giovanili sono Sicilia (5.900 aziende), Puglia (4.900 aziende) e Campania (4.400 aziende). Passando all’incidenza sul totale settoriale regionale, al top si piazzano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, con circa il 10% ciascuna. Gli agricoltori under 35 si posizionano al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio e costruzioni, ma davanti a ristorazione, imprese di servizi alla persona, commercio all’ingrosso e settore manifatturiero nel suocomplesso.

Le imprese agricole pugliesi stanno già rilevando un aumento del 30 per cento sul prezzo dei concimi e una crescita del gasolio, passato da 90 centesimi a un euro e 20 centesimi al litro. Carburanti e concimi alle stelle per colpa della guerra in Iran e degli speculatori: lo denunciano le associazioni agricole pugliesi, che sollecitano controlli serrati. L’allarme arriva da Foggia, cuore agricolo della regione. Intervista a Rino Mercuri, presidente CIA Foggia

La Coldiretti: “Difendere acqua e biodiversità per salvare agricoltura e territorio”. In Puglia le zone umide sono un baluardo naturale contro i cambiamenti climatici e una risorsa vitale per l’agricoltura e la sicurezza del territorio. Con oltre 245mila ettari di aree naturali protette, 2.500 specie vegetali e centinaia di habitat capaci di regolare acqua, clima e fertilità dei suoli, questi ecosistemi rappresentano vere e proprie infrastrutture verdi strategiche. In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra il 2 febbraio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali, ambienti chiave per la tutela della biodiversità e per la difesa del territorio dagli effetti sempre più estremi del clima, tra siccità prolungate e piogge violente concentrate in poche ore. Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, passando per saline, paludi retrodunali e bacini naturali, la Puglia custodisce un patrimonio ambientale unico. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e una ricca vegetazione palustre fatta di canneti, giunchi, tamerici e piante alofile, capaci di adattarsi alla salinità. Un capitale naturale che non è solo bellezza paesaggistica, ma equilibrio ecologico e valore economico. Le zone umide pugliesi sono veri e propri serbatoi di biodiversità: ospitano specie protette, offrono aree di sosta fondamentali per l’avifauna migratoria lungo le rotte tra Europa e Africa e favoriscono la presenza di insetti utili all’agricoltura. Allo stesso tempo svolgono una funzione cruciale di regolazione delle acque, contrastando erosione costiera, siccità e allagamenti, fenomeni amplificati dal cambiamento climatico. La biodiversità si difende nei campi e nelle stalle, dove in Puglia si contano 139 specie vegetali e 9 animali a rischio estinzione, salvaguardati grazie all’impegno degli agricoltori e allevatori custodi, protagonisti di un vero e proprio “cibo eroico”. Il sistema delle aree protette regionali copre oltre 245mila ettari, di cui il 75,8% costituito dai Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e l’8,3% da aree e riserve naturali marine. Le province con la maggiore incidenza di territorio protetto sono Foggia (51,5%) e Bari (27,7%), dove la varietà botanica raggiunge 2.500 specie vegetali. Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove c’è biodiversità c’è suolo fertile, equilibrio naturale e qualità delle produzioni. Senza questi ecosistemi si indebolisce l’intero territorio, dalle campagne alle città. Da qui l’appello di Coldiretti a contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio, puntando su una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente: attraverso pratiche responsabili contribuiscono alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio. La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un momento per ribadire che ambiente e agricoltura sono alleati naturali, non mondi contrapposti. Investire nella tutela della biodiversità vegetale e animale significa rafforzare la resilienza del territorio pugliese e garantire un futuro alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide e a scegliere produzioni agricole locali, espressione di un territorio vivo e ricco di biodiversità.

Superati i 318mila ettari coltivati a bio (+2,4%), aumentano gli acquisti nella GDO e nei farmers market: la regione sempre più vicina all’obiettivo europeo del 25% entro il 2030. Continua a crescere l’agricoltura biologica in Puglia, con un aumento del 2,4% della superficie agricola bio, che raggiunge 318.461 ettari. Un risultato che conferma la Puglia al primo posto in Italia per estensione di agricoltura biologica, ormai diffusa in tutti i comparti agricoli regionali. Crescono anche i consumi di prodotti biologici, a dimostrazione di una dinamica dei prezzi più stabile e contenuta rispetto ai prodotti convenzionali. A renderlo noto è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del Rapporto “Bio in cifre 2025” di Ismea. Nel confronto tra il 2024 e il 2023, la spesa per prodotti biologici nella grande distribuzione organizzata (GDO) registra una crescita costante del 2,9%. La maggior parte delle categorie mostra un andamento positivo dei consumi bio: frutta (+2,7%) e ortaggi (+3%) confermano il crescente interesse dei consumatori verso alimenti freschi, sani e sostenibili. Particolarmente significativi gli aumenti delle uova biologiche (+10,4%) e soprattutto di oli e grassi vegetali bio (+31,8%), chiaro segnale di una domanda sempre più orientata verso prodotti biologici di qualità. Contribuiscono al trend positivo anche miele biologico (+5%), bevande analcoliche bio (+3,8%) e altri prodotti alimentari (+5,5%). Alcuni comparti mostrano invece segnali di difficoltà: carni biologiche (-3,5%), salumi bio (-19,1%), oltre a una flessione per derivati dei cereali (-1,2%) e vino e spumanti bio (-1,6%), probabilmente legata a un cambiamento nelle abitudini di acquisto e consumo. La crescita del settore riguarda soprattutto le aziende agricole biologiche e i produttori esclusivi, mentre nel medio periodo si rafforza il modello delle imprese che integrano produzione e trasformazione, segnale di una maggiore strutturazione dell’agricoltura biologica. Parallelamente si consolidano i mercati contadini come canale di vendita strategico, con prodotti bio presenti in un farmers market su due in Puglia. Un dato che avvicina la regione all’obiettivo europeo del 25% di superficie agricola biologica entro il 2030, fissato dalla Strategia Farm to Fork, considerando che oggi quasi il 24% degli ettari regionali è già coltivato a biologico. Un successo sostenuto dalla fiducia dei consumatori: un cittadino su cinque consuma regolarmente prodotti biologici ed è disposto a spendere di più per un alimento certificato. Inoltre, il 13% dei consumatori ritiene che nei prossimi anni aumenterà ulteriormente la spesa per prodotti bio, come evidenziato da Coldiretti Puglia. Tra i frequentatori dei farmers market, l’acquisto diretto dal produttore agricolo è diventato un canale fondamentale per i prodotti biologici. Una tendenza legata alla presenza diretta degli agricoltori, percepita come garanzia di qualità, tracciabilità e autenticità. Non a caso – sottolinea Coldiretti – il criterio principale nella scelta del banco bio è proprio la fiducia nel produttore e nell’azienda agricola, come conferma anche un’indagine Ismea. Per tutelare il lavoro delle imprese agricole biologiche, è quindi fondamentale rafforzare le iniziative di valorizzazione del prodotto bio nazionale, favorendo la nascita di filiere biologiche interamente Made in Italy, dal campo alla tavola. In questo contesto, il marchio del biologico italiano, previsto dalla legge e fortemente sostenuto da Coldiretti, rappresenta uno strumento chiave per aiutare i consumatori a compiere scelte consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola italiana, in un contesto in cui le importazioni di prodotti bio dall’estero sono aumentate del 7,1% nel 2024. È inoltre indispensabile – conclude Coldiretti – che l’Unione Europea renda operativo il principio di conformità e reciprocità sulle importazioni, applicando le stesse regole al biologico comunitario e a quello dei Paesi terzi. Non è accettabile che entrino nel mercato europeo prodotti ottenuti con pratiche non consentite nella Ue. Fermare la concorrenza sleale delle importazioni a basso costo e valorizzare il vero biologico tricolore resta una condizione essenziale per costruire filiere biologiche solide, trasparenti e sostenibili.

Si tratta del più grosso focolaio dopo il Salento. Salgono a 153 gli ulivi colpiti da Xylella a Cagnano Varano: in poco più di un mese altre 106 piante risultate infette rispetto alle prime 47 riscontrate. Dopo il Salento, quello sul Gargano è il focolaio più esteso, tracciato con triangoli rossi sulla cartina. Intervista a Marco Leo, agricoltore di Fabrizio Sereno

Colpa della rottura di una condotta idrica a ridosso della linea ferroviaria adriatica Intervista a Matteo Facchino, agricoltore Servizio di Pietro Loffredo

deliziosa
deliziosa