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Le tariffe risultano raddoppiate. Protestano le organizzazioni agricole. Stanno arrivando in queste ore agli agricoltori pugliesi le cartelle per il conguaglio dell’acqua utilizzata nel 2022. Il Consorzio di bonifica Centro Sud chiede oltre 4 milioni di euro per coprire l’aumento dei costi energetici legati al contesto internazionale, e le tariffe risultano praticamente raddoppiate. Le organizzazioni agricole protestano e chiedono la sospensione degli avvisi, parlando di rincari unilaterali insostenibili. Alla tensione si aggiungono anche le cartelle del famigerato tributo 630, relative agli anni dal 2017 al 2024. Nei giorni scorsi le Corti tributarie di Bari e Taranto hanno annullato diverse ingiunzioni di pagamento, ritenendole illegittime.

Il personale tecnico di Acquedotto lucano continuerà a vigilare con la massima attenzione sulla sorgente per garantire la perfetta stabilità del servizio. In Basilicata è rientrata l’allerta acqua torbida alla sorgente del Frida. L’ Acquedotto Lucano ha scaricato circa 450 litri al secondo per evitare il deposito dei detriti e preservare le condotte. Non si mai interrotto il servizio di erogazione idrica nei 28 comuni serviti. Acquedotto comunica che, a causa della variazione di pressione potrebbero verificarsi “lievi e temporanei fenomeni di opalescenza o presenza di aria nelle tubazioni”.  Si tratta di fenomeni fisiologici legati alla variazione delle pressioni che non pregiudicano la potabilità dell’acqua. Il personale tecnico di Acquedotto lucano continuerà a vigilare con la massima attenzione sulla sorgente per garantire la perfetta stabilità del servizio

Per garantire la massima sicurezza sanitaria e preservare l’integrità delle condotte adduttrici, il personale di Acquedotto Lucano sta attualmente deviando allo scarico circa 450 litri di acqua al secondo. A causa delle intense e persistenti precipitazioni che stanno interessando la zona del Pollino, si è verificato un fenomeno di forte innalzamento della torbidità delle acque alla sorgente del Frida. Per garantire la massima sicurezza sanitaria e preservare l’integrità delle condotte adduttrici, il personale di Acquedotto Lucano sta attualmente deviando allo scarico circa 450 litri di acqua al secondo per evitare che il fenomeno comprometta i processi di disinfezione e provochi l’accumulo di detriti lungo la rete, che causerebbero danni strutturali e lunghi tempi di bonifica. Al momento, l’erogazione nei 28 comuni interessati dalla condotta sta proseguendo regolarmente grazie all’utilizzo dei volumi di riserva accumulati nei serbatoi. Tuttavia, la disponibilità di acqua  è strettamente legata alla durata e all’intensità delle piogge e alla capacità dei serbatoi di accumulo. Contestualmente il laboratorio di Acquedotto Lucano sta effettuando campionamenti continui per monitorare i parametri di torbidità e la qualità microbiologica.

La Coldiretti: “Difendere acqua e biodiversità per salvare agricoltura e territorio”. In Puglia le zone umide sono un baluardo naturale contro i cambiamenti climatici e una risorsa vitale per l’agricoltura e la sicurezza del territorio. Con oltre 245mila ettari di aree naturali protette, 2.500 specie vegetali e centinaia di habitat capaci di regolare acqua, clima e fertilità dei suoli, questi ecosistemi rappresentano vere e proprie infrastrutture verdi strategiche. In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra il 2 febbraio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali, ambienti chiave per la tutela della biodiversità e per la difesa del territorio dagli effetti sempre più estremi del clima, tra siccità prolungate e piogge violente concentrate in poche ore. Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, passando per saline, paludi retrodunali e bacini naturali, la Puglia custodisce un patrimonio ambientale unico. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e una ricca vegetazione palustre fatta di canneti, giunchi, tamerici e piante alofile, capaci di adattarsi alla salinità. Un capitale naturale che non è solo bellezza paesaggistica, ma equilibrio ecologico e valore economico. Le zone umide pugliesi sono veri e propri serbatoi di biodiversità: ospitano specie protette, offrono aree di sosta fondamentali per l’avifauna migratoria lungo le rotte tra Europa e Africa e favoriscono la presenza di insetti utili all’agricoltura. Allo stesso tempo svolgono una funzione cruciale di regolazione delle acque, contrastando erosione costiera, siccità e allagamenti, fenomeni amplificati dal cambiamento climatico. La biodiversità si difende nei campi e nelle stalle, dove in Puglia si contano 139 specie vegetali e 9 animali a rischio estinzione, salvaguardati grazie all’impegno degli agricoltori e allevatori custodi, protagonisti di un vero e proprio “cibo eroico”. Il sistema delle aree protette regionali copre oltre 245mila ettari, di cui il 75,8% costituito dai Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e l’8,3% da aree e riserve naturali marine. Le province con la maggiore incidenza di territorio protetto sono Foggia (51,5%) e Bari (27,7%), dove la varietà botanica raggiunge 2.500 specie vegetali. Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove c’è biodiversità c’è suolo fertile, equilibrio naturale e qualità delle produzioni. Senza questi ecosistemi si indebolisce l’intero territorio, dalle campagne alle città. Da qui l’appello di Coldiretti a contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio, puntando su una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente: attraverso pratiche responsabili contribuiscono alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio. La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un momento per ribadire che ambiente e agricoltura sono alleati naturali, non mondi contrapposti. Investire nella tutela della biodiversità vegetale e animale significa rafforzare la resilienza del territorio pugliese e garantire un futuro alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide e a scegliere produzioni agricole locali, espressione di un territorio vivo e ricco di biodiversità.

Marciapiedi impraticabili e attraversamenti pedonali inutilizzabili. Bomba d’acqua a Talsano, frazione di Taranto. Strade allagate, marciapiedi impraticabili e attraversamenti pedonali inutilizzabili. Disagi che si ripresentano ogni volta che piove. Il problema degli allagamenti è causato principalmente da una rete fognaria per le acque bianche incompleta o inadeguata a gestire le precipitazioni intense. La pioggia ha trasformato diverse strade in torrenti.

I tecnici dell’Acquedotto pugliese sono già al lavoro e proseguiranno fino alla riparazione che dovrebbe avvenire intorno alle 7 di domani giovedì 15 gennaio. Problemi di approvvigionamento idrico nella zona nord della città di Lecce. Molte abitazioni sono rimaste senza acqua corrente o con pressione molto ridotta a causa della rottura improvvisa di un tronco idrico in via De Jacobis. I tecnici dell’Acquedotto pugliese sono già al lavoro e proseguiranno fino alla riparazione che dovrebbe avvenire intorno alle 7 di domani giovedì 15 gennaio. A partire dalle 22 di stasera (14 gennaio) l’erogazione idrica sarà sospesa. Queste le zone interessate: Centro Storico, San Pio, Viale Grassi e traverse nell’abitato di Lecce.  La rottura è stata causata sicuramente dall’usura del tempo perché si tratta di una condotta risalente al 1904. A questi si sono aggiunti i problemi causati dai lavori di posa della fibra ottica

Un pericolo per gli automobilisti che potrebbero perdere il controllo del mezzo . Non c’è mai limite all inciviltà. A Taranto, nei pressi di viale Liguria, un gruppo di minorenni a bordo di motorini lanciano bottigliette di acqua o gavettoni contro le auto in transito. Un pericolo per gli automobilisti che potrebbero perdere il controllo del mezzo. Il video è stato postato sui social e sta raccogliendo decine e decine di commenti di disapprovazione. I cittadini chiedono un potenziamento dei sistemi di sorveglianza e una maggiore presenza della polizia municipale. L’invito è di contattare immediatamente le forze dell’ ordine per scongiurare conseguenze gravi.

Nelle quattro dighe c’è un sesto dell’acqua che potrebbero contenere, ma nei prossimi giorni sono attese le piogge. Nelle quattro dighe della provincia di Foggia, ci sono complessivamente 55 milioni di metri cubi d’acqua, 13 in più di un anno fa, a fronte di una capienza massima di 302 milioni. Nell’invaso di Occhito, a Carlantino, che garantisce il potabile alla Capitanata, ci sono 47 milioni di metri cubi, 15 in più di un anno fa. La situazione resta comunque critica; nei prossimi giorni, però, sono attese significative precipitazioni, che potrebbero fornire un importante apporto idrico.  Occhito può contenere 220 milioni di metri cubi d’acqua, necessari anche al comparto agricolo; proprio a causa della carenza idrica, l’ultima stagione irrigua è saltata nel Foggiano. Resta invariato, invece, il livello delle scorte d’acqua nelle altre tre dighe gestite dal Consorzio per la bonifica della Capitanata, tutte riservate all’irrigazione delle campagne: Capacciotti, nei pressi di Cerignola, registra poco più di sei milioni di metri cubi, du in meno di un anno fa; nella diga di Capaccio, tra Foggia e Lucera, ci sono appena 400 mila metri cubi d’acqua, identico dato del gennaio dello scorso anno; nell’invaso sull’Osento, in Alta Irpinia, c’è poco più di un milione di metri cubi, stesso livello di un anno fa.

Non solo: c’è il portone completamente rotto, il citofono non funzionante, l’ascensore vecchio e pericoloso per chi lo utilizza, umidità nelle case. 20 famiglie di Paolo VI sono senza acqua perché il palazzo, di proprietà del comune di Taranto, è sprovvisto di cisterne. “Non ci sono i soldi per i lavori”, replica l’ente. I dettagli.

Le operazioni di riparazione, comprensive di lavaggio, sanificazione della condotta e graduale ripristino del flusso idrico, andranno avanti per tutta la giornata. Disagi all’erogazione idrica potrebbero interessare oltre venti comuni del materano per via di una rottura della condotta adduttrice principale del “Frida” in contrada Sorbaro, nel territorio di Valsinni, in prossimità del confine con la Calabria. Si tratta, fa sapere Acquedotto lucano, di un’infrastruttura primaria di importanza strategica per l’approvvigionamento idrico di un vasto territorio della Basilicata. La complessità dell’intervento richiede operazioni tecniche particolarmente delicate che le squadre operative stanno affrontando con il massimo impegno. I disagi potrebbero interessare, in misura variabile in base all’altitudine e alla disponibilità di riserve idriche locali nei serbatoi: Accettura, Calciano, Cirigliano, Colobraro, Craco, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Grassano, Grottole, Miglionico, Montalbano Jonico, Nova Siri, Oliveto Lucano, Pisticci, Pomarico, Rotondella, Salandra, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Stigliano, Tursi, Valsinni. Le operazioni di riparazione, comprensive di lavaggio, sanificazione della condotta e graduale ripristino del flusso idrico, sono previste in conclusione entro le ore serali di oggi

. In Puglia esplode la tensione tra agricoltori e Consorzi di Bonifica dopo l’arrivo, nelle ultime settimane, di una lunga serie di fatture a conguaglio che stanno colpendo aziende agricole grandi e piccole. Si tratta di richieste di pagamento inviate dal Consorzio Stornara e Tara e dal Consorzio Terre d’Apulia, con importi che in molti casi risultano più che raddoppiati e che si riferiscono addirittura ai consumi del 2021 e del 2022. Una circostanza che ha provocato la dura reazione di Coldiretti Puglia, che definisce le notifiche “totalmente illegittime” e mette in guardia: se i Consorzi non ritireranno immediatamente le fatture, partirà una mobilitazione senza precedenti. Al centro della polemica ci sono le Deliberazioni Commissariali approvate nel dicembre 2022, che prevedono aumenti tariffari legati ai costi energetici e alla minore compartecipazione della Regione. Nonostante siano in vigore da oltre due anni, gli agricoltori affermano di non aver ricevuto comunicazioni chiare, né aggiornamenti tempestivi. Così oggi si ritrovano bollette retroattive, arrivate in alcuni casi senza dettagli sufficienti e con cifre che incidono pesantemente sui bilanci delle aziende. Emblematico il caso delle utenze zootecniche, costrette a fare i conti con un prezzo dell’acqua lievitato da 2 a 3,70 euro al metro cubo, un aumento superiore all’80% che ora viene richiesto in un’unica soluzione per annualità passate. Coldiretti denuncia una gestione amministrativa “inaccettabile”, accusando i Consorzi di scaricare sugli agricoltori ritardi, inefficienze e mancanza di trasparenza. “Si tratta di un colpo basso per imprese che già oggi fanno fatica a sostenere i costi di produzione”, afferma il presidente regionale Alfonso Cavallo, secondo cui “non è tollerabile attribuire ai produttori rurali la responsabilità delle criticità gestionali di chi eroga un servizio essenziale come quello idrico”. Cavallo avverte che l’organizzazione agricola non resterà a guardare e chiede un confronto immediato, altrimenti scatteranno forme di protesta diffuse. Preoccupato anche il direttore regionale di Coldiretti, Pietro Piccioni, che parla di “forzatura amministrativa priva di fondamento”, annunciando che sono già in corso verifiche legali e che l’associazione è pronta a difendere gli agricoltori anche sul piano giudiziario. Piccioni chiede inoltre alla Regione un intervento urgente per fare chiarezza, stabilire regole certe e porre fine a una situazione che definisce “ai limiti dell’assurdo”.Nel frattempo continuano ad arrivare segnalazioni da parte dei produttori, che lamentano calcoli poco chiari, comunicazioni inviate a distanza di anni e un impatto economico difficilmente sostenibile in un periodo in cui il settore è già logorato dalla crisi dei mercati, dalla siccità e dai costi energetici. L’acqua, elemento fondamentale per la sopravvivenza delle aziende agricole, rischia così di trasformarsi in un ulteriore fattore di stress per un comparto già fragile. Coldiretti avverte che, senza una rapida soluzione, la vicenda potrebbe degenerare in un problema sociale di ampia portata, coinvolgendo non solo gli agricoltori ma l’intero sistema economico regionale. L’associazione si dice pronta a rendere pubblica ogni evoluzione della situazione e a mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché, dopo anni di difficoltà, non siano ancora una volta gli agricoltori a pagare il prezzo di errori amministrativi che non hanno contribuito a generare.

Grazie alle piogge degli ultimi giorni, in ventiquattr’ore sono stati accumulati 5 milioni di metri cubi, passando così da 39 a 44 milioni. Torna a salire il livello della diga di Occhito, al confine tra Puglia e Molise, che assicura l’acqua potabile alla provincia di Foggia. Grazie alle piogge degli ultimi giorni, in ventiquattr’ore sono stati accumulati 5 milioni di metri cubi, passando così da 39 a 44 milioni. Nei prossimi giorni, sono previste altre precipitazioni, che dovrebbero garantire un’ulteriore scorta idrica. La diga di Occhito, in territorio di Carlantino, può accumulare fino a 220 milioni di metri cubi d’acqua.

Colpa della rottura di una condotta idrica a ridosso della linea ferroviaria adriatica Intervista a Matteo Facchino, agricoltore Servizio di Pietro Loffredo

Un’opera indispensabile per un investimento di 129 mln L’Autorita’ Idrica Pugliese (AIP) ha approvato il progetto definitivo per la realizzazionedell’impianto di dissalazione delle acque salmastre delle sorgenti del fiume Tara alle porte di Taranto. E’ un’opera destinata a fornire acqua ad una popolazione di circa 380milapersone e a dare un contributo importante sul fronte dell’attuale crisi idrica. Un primo atto di approvazione della variante urbanistica era avvenuto a marzo (con successivarettifica il 15 aprile). Si e’ trattato del provvedimento con il quale si dichiarava la pubblica utilita’ dell’opera. Ora, invece, e’ giunta l’approvazione definitiva da parte delconsiglio direttivo Aip ed e’ arrivata a seguito della autorizzazione da parte della Regione Puglia al prelievo di acqua superficiale dal Tara per destinarla al consumo umanopotabile nell’arco ionico-salentino.Il progetto, si spiega, si configura come un pilastro all’interno del Piano d’ambito 2020-2045 e del Piano degli interventi 2024-2029 dell’Autorita’idrica pugliese ed e’ riconosciuto “come essenziale per affrontare e superare la crisi idrica, rafforzandosignificativamente la resilienza dell’intero sistema idrico regionale. L’opera e’ interamente finanziata con risorse pubbliche, con un investimento complessivo stimato in 129 milioni di euro. Questa importante realizzazione e’ garantita da un mix di fonti strategiche. Include un contributo pari a 27,5milioni di euro come opera chiave del Pnrr. A cio’ si aggiungono circa 70 milioni di euro provenienti dai Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) e ulteriori stanziamenti coperti dai proventitariffari residuali”.

L’ascensore, inoltre, rischia la rottura delle funi, come ha certificato la ditta di manutenzione. I residenti delle palazzine dell’Arca al numero 117 di via Pertini, sono quasi tutti pensionati, e con invalidità. Servizio di Guglielmina Logroscino

Resta critica anche la situazione degli invasi Da lunedì 20 ottobre Acquedotto Pugliese attuerà ulteriori riduzioni di pressione su tutta la rete idrica. “Con i livelli attuali di prelievo (irriguo e industriale oltre quello per usi civili) e con i regimi di precipitazioni e temperature registrati a oggi, l’acqua a disposizione per il potabile è sufficiente a coprire l’intero fabbisogno garantito, oltre 4,3 milioni di persone, fino a gennaio. Le nuove riduzioni di pressione, insieme al risparmio di ognuno, possono allontanare questa scadenza, nell’auspicio di un miglioramento della tendenza climatica”. Oggi la disponibilità delle sorgenti è inferiore del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio e da queste dipende quasi un terzo dell’acqua potabile distribuita da Aqp. Ancora più critica la situazione degli invasi, “che garantiscono i restanti due terzi del fabbisogno idrico: le loro riserve sono crollate del 61%. E meno della metà di quest’acqua è effettivamente destinata all’uso potabile, il resto vieneassorbito da usi irrigui e industriali”.

Le reti saranno migliorate con impianti innovativi e sostenibili Servizio di Anna De Feo

La sindaca chiede l’intervento del prefetto di Foggia Servizio di Pietro Loffredo

Da lunedi aprono i primi cantieri e si procedera’ con l’espianto di oltre 1500 agrumi che verranno ripiantati. Il fiume Tara verra’ tutelato e monitorato, assicura l’Aqp. servizio di Annamaria Rosato; intervista Antonio De Leo direttore industriale Aqp

A causa della crisi idrica le campagne stanno morendo Servizio di Alessandra Martellotti.

Il dissalatore prende forma

Da lunedi aprono i primi cantieri e si procedera’ con l’espianto di oltre 1500 agrumi che verranno ripiantati. Il fiume Tara verra’ tutelato e monitorato,

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