
Noicattaro, forte boato nella notte: assalto allo sportello della Banca Popolare Pugliese
Ad agire un commando di almeno tre o quattro persone Un forte boato ha squarciato il silenzio poco prima delle 5 del mattino in via
Ad agire un commando di almeno tre o quattro persone. Un forte boato ha squarciato il silenzio poco prima delle 5 del mattino in via Siciliano, a Noicattaro, dove è stato fatto esplodere lo sportello Atm della Banca Popolare Pugliese. Secondo le prime informazioni, ad agire sarebbe stato un gruppo composto da almeno tre o quattro persone, con il volto coperto, che avrebbe utilizzato la consueta tecnica della marmotta. L’esplosione ha danneggiato la struttura e le vetrate della filiale, con detriti e calcinacci sparsi sull’asfalto. I malfattori si sarebbero dati alla fuga a bordo di un’auto di grossa cilindrata, dileguandosi nelle strade limitrofe prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Non è ancora chiaro se il colpo sia andato a segno e quale sia l’ammontare dell’eventualebottino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.
Gli agenti hanno formato un cordolo isolando i contestatori fino al rietro della situazione, mentre una delegazione ha avuto il permesso di incontrare la dirigenza. Attimi di tensione dopo la partita del Taranto contro l’Ateltico Acquaviva, giocata allo stadio Dimitri di Manduria e termina 1 – 1. Un risultato che ha scatenato il malcontento della tifoseria rossoblù, contro la squadra e la società. La protesta, maturata in tribuna, si è spostata all’esterno dello stadio. I tifosi hanno lanciato oggetti e rifiuti. Intervenuta la Polizia. Gli agenti hanno formato un cordolo isolando i contestatori fino al rietro della situazione, mentre una delegazione ha avuto il permesso di incontrare la dirigenza.
Un centinaio di loro ha protestato di fronte alla porta numero 1, altri hanno provato ad entrare nel settore centrale. Al termine della partita del Bari contro il Sudtirol, al fischio finale i tifosi hanno contestato la squadra e la società per l’ennesima sconfitta: un centinaio di loro ha protestato di fronte alla porta numero 1, presidiata dalle forze dell’ordine. Altri sostenitori invece hanno provato ad entrare nel settore centrale, mentre altri ancora sono andati davanti alla porta numero 8, dalla quale escono i calciatori nel dopogara.
É accaduto nell’istituto professionale Luigi Einaudi ai danni di un docente 61enne di lingua e letteratura straniera. A Foggia un padre ha schiaffeggiato l’insegnante della figlia, aggredendolo davanti agli altri studenti. L’episodio risale a venerdì scorso, è accaduto nell’Istituto professionale Luigi Einaudi. Il docente di lingua e letteratura straniera aveva rimproverato la ragazza per un comportamento non corretto. Lei ha avvisato il padre che, dopo aver saputo l’accaduto, si è precipitato a scuola, ha raggiunto l’insegnante e lo ha preso a schiaffi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il docente è stato trasportato al pronto soccorso. La prognosi è di sette giorni. Il docente è turbato e impaurito per quanto accaduto e per il momento non se la sente di tornare a scuola. Ha 61 anni e lavora nel mondo della scuola dal 2014. Aveva rimproverato la ragazza perché aveva i piedi appoggiati sulla sedia di fronte al suo banco. L’appello è rimasto inascoltato a quel punto l’insegnante si è avvicinato al banco, ha spostato il piede della ragazza con il suo e la studentessa ha iniziato ad urlare dicendo che il docente le aveva dato un calcio. Ha preso il telefono e ha avvisato suo padre. Il genitore è arrivato poco dopo, è entrato come un fulmine in classe e gli ha sferrato uno schiaffo a pieno volto, tanto forte da farlo cadere per terra. Poi ha preso la figlia ed è andato via. L’insegnante invece è stato soccorso dai colleghi che hanno chiamato le forze dell’ordine.
Si tratta di uno dei simboli del territorio della marina di Melendugno, un’immagine da cartolina tra le più note al mondo. di Matteo Bottazzo Crolla il celebre arco degli innamorati nella marina di Melendugno. La roccia non ha retto l’ultima ondata di maltempo, in particolare quella tra sabato 14 e domenica 15 febbraio. Questo è l’ennesimo cedimento che interessa la marina di Melendugno. Sempre più vittima dell’erosione costiera. In un attimo ha ceduto quello che è sempre stato uno dei simboli del territorio salentino, un’immagine da cartolina tra le più note anche all’estero. Arco di Sant’Andrea, Melendugno
“L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti davanti ad un’altra giovane vita spezzata troppo presto”. Saranno celebrati lunedì pomeriggio alle 16 nella chiesa del Palombaio i funerali di Gianvito Carelli, il 17enne morto nella notte fra venerdì e sabato a causa di un incidente stradale avvenuto lungo la provinciale 22 che collega Palombaio a Terlizzi. Secondo quanto emerso fino a questo momento sulla scorta delle indagini dei carabinieri della compagnia di Modugno, Gianvito sedeva sul sedile passeggero di una Jeep Ranegade, alla guida un suo amico 19enne. Per motivi che saranno chiariti dall’inchiesta avviata dalla procura di Bari, l’auto è uscita fuori strada e si è ribaltata: per Gianvito fatale l’impatto contro un muretto a secco. Sul sedile posteriore anche un 19enne: gli altri due occupanti dell’auto sono ricoverati all’ospedale Di Venere e al Policlinico, le loro condizioni non sono gravi. “L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti davanti ad un’altra giovane vita spezzata troppo presto”. Le manifestazioni previste a Palombaio in occasione del carnevale sono state cancellate. Sulla pagina Instagram dell’Istituto Vespucci di Molfetta il suo ricordo: “Pensiamo ai suoi sogni infranti, ai sacrifici che anche se giovanissimo ha fatto per costruire il suo futuro. Ricorderemo il suo sorriso, la sua dolcezza, il suo altruismo “.
Il fatto si è verificato in una palazzina delle case popolari della zona 167 del paese. A Tricase una donna di 42 anni è precipitata nel vuoto dal secondo piano della sua abitazione ed è ora ricoverata in gravi condizioni in ospedale. Sono in corso indagini per ricostruire l’accaduto e verificare se si sia trattato di un gesto volontario o di una caduta accidentale. Il fatto si è verificato in una palazzina delle case popolari della zona 167 del paese. Ad allertare i soccorsi una vicina di casa della donna.
Si tratta della prima squadra attrezzata per scenari alluvionali giunta sul posto. Sono arrivate anche le squadre di Soccorso Alpino e Speleologico della Puglia nella zone dei laghi di Sibari, in Calabria, colpite dall’alluvione. L’esondazione del fiume Crati ha causato gravi allagamenti, ci sono molte abitazioni invece dall’acqua. Durante un intervento la squadra pugliese ha messo in salvo la cagnolona Mia. Era nel giardino di pertinenza di un’abitazione completamente circondata dall’acqua e i proprietari erano disperati. Mia è stata messa sul canotto, portata al sicuro restituita alla sua famiglia. IL VIDEO DEL SALVATAGGIO
Per fortuna all’interno non c’era nessuno. Sul posto i vigili del fuoco e la polizia locale per mettere in sicurezza l’area. Tragedia sfiorata nel primo pomeriggio in via Galileo Galilei a Taranto. Un palo della luce è precipitato improvvisamente sulla carreggiata, finendo sopra un’auto parcheggiata, una Opel corsa. La vettura è stata danneggiata. Per fortuna all’interno non c’era nessuno. Sul posto i vigili del fuoco e la polizia locale per mettere in sicurezza l’area.
L’ultimo sopralluogo ha escluso problemi di staticità della palazzina di via Pascoli, al quartiere Libertà. Sono rientrate nelle proprie abitazioni le due famiglie fatte evacuare ieri sera a Bari dopo il cedimento di un balcone. L’ultimo sopralluogo ha escluso problemi di staticità della palazzina di via Pascoli, al quartiere Libertà. È stato inibito il balcone, probabilmente danneggiato durante i lavori in corso che ne avrebbero causato il crollo parziale.
. È stata chiusa al traffico questa mattina via Guinizzelli, non lontano dal centro di Andria, a causa di una fuga di gas. Sul posto agenti della polizia locale, vigili del fuoco e tecnici dell’Italgas per riparare la perdita causata da un automobilista che con la sua vettura ha colpito una condotta esterna e poi è fuggito senza lasciare tracce. Le forze dell’ordine stanno visionando le immagini di alcune telecamere di sicurezza della zona per rintracciare la persona che era alla guida del mezzo.
Feriti il conducente e un altro passeggero, che sono stato estratti dal veicolo accartocciato dai vigili del fuoco. Ancora una giovane vittima della strada stanotte, sulla provinciale che collega Terlizzi a Palombaio, frazione di Bitonto nel barese. A morire è stato Gianvito Carelli, 17 anni che era bordo dell’auto finita, pare autonomamente, fuori strada, anche per l’asfalto bagnato. Feriti il conducente e un altro passeggero, di 17 e 19 anni. Sono stato estratti dal veicolo accartocciato dai vigili del fuoco e portati al Policlinico e al Di Venere, dai soccorritori del 118.
La zona è stata transennata in attesa di ulteriori verifiche. Il cedimento di una porzione del balcone, è avvenuta nel tardo pomeriggio, in uno stabile di via Pascoli, al quartiere Libertà di Bari, dove erano in corso lavori di ristrutturazione. I vigili del fuoco, intervenuti con una squadra, hanno effettuato il sopralluogo e avvisato il i tecnici del Comune, che hanno inibito l’accesso alla palazzina, in attesa di ulteriori verifiche. Due famiglie, hanno lasciato la loro casa, e il marciapiede davanti alla palazzina, è stato transennato.
L’abitazione era vuota, e l’esplosione non ha causato feriti. Sul posto i vigili del fuoco che hanno già domato le fiamme. Paura in serata ad Adelfia, per l’ incendio scoppiato in un appartamento, dove sembra ci fossero diverse bombole di gas. Per fortuna l’abitazione era vuota, e l’esplosione non ha causato feriti. Sul posto i vigili del fuoco che hanno già domato le fiamme. L ’episodio si é verificato pochi giorni dopo la tragedia avvenuta di via Oberdan dove hanno preso la vita Rocco Lotito, 93 anni, e Antonietta Costantino, 91 anni, ritrovati senza vita sotto le macerie della loro casa crollata a causa di un’esplosione causata da una fuga di gas.
A lanciare l’allarme la Coldiretti della Basilicata che denuncia come gli allevatori siano ormai stremati, e rimasti soli contro la natura e contro l’indifferenza delle istituzioni. Dieci pecore sono state sbranate dai lupi la notte scorsa in un’azienda zootecnica di Marsico Nuovo, nel potentino, in contrada San Vito. Il branco era composto da almeno cinque lupi. A lanciare l’allarme la Coldiretti della Basilicata che denuncia come gli allevatori siano ormai stremati, e rimasti soli contro la natura e contro l’indifferenza delle istituzioni. Nemmeno i ricoveri messi in sicurezza sembrano bastare più e alle perdite dirette si sommano i rincari dei foraggi e del mantenimento. Le risposte istituzionali e i risarcimenti, quando arrivano – aggiunge l’organizzazione agricola lucana – sono spesso insufficienti a coprire lo sconcerto e la perdita di produttività. Per la Coldiretti la politica e gli enti competenti non possono più limitarsi alle statistiche, serve un piano di gestione dei grandi carnivori che tuteli chi, con fatica e sacrificio, garantisce la sopravvivenza delle nostre tradizioni.
La studentessa francese fu trovata senza vita il 18 ottobre del 2023 a Lecce dove si era trasferita per l’Erasmus. Si saprà tra qualche giorno se si dovrà ancora indagare sul caso di Julie Tronet, la studentessa Erasmus francese trovata senza vita, suicida, il 18 ottobre 2023, nell’appartamento che occupava in via Pappacoda a Lecce. Davanti alla gup di Lecce Tea Verderosasi è svolta l’udienza in camera di consiglio sull’opposizione dei genitori della 21enne francese avanzata attraverso i propri legali alla richiesta di archiviazione presentata dal pm Petrolo. L’opposizione, come argomentato dai legali avvocati Rosario Almiento e Giulio Bray, riguarda una serie di punti che non sarebbero stati sufficientemente indagati tra cui il mancato accesso all’IPhone della studentessa, perché bloccato. Nella vicenda risulta indagato un ragazzo 21enne della provincia di Brindisi con l’accusa di istigazione al suicidio e violenza sessuale, difeso dall’Avvocato Aldo Gianfreda. Al termine dell’udienza, il gup si è riservata la decisione. In aula era presente anche il padre della studentessa .
L’episodio è avvenuto lunedì sera, verso le 21, in piazza Moro. Va in stazione a Bari, sale su un taxi e si fa portare a Bitonto e scappa senza pagare. È accaduto lunedì sera, verso le 21, secondo quanto denunciato dal sindacato Usb dei tassisti. Sembra che la persona fuggita senza pagare si sia presentata alla fermata scalza e con i pantaloni strappati, affermando di essere stato aggredito. La polizia lo avrebbe anche fermato per ricostruire l’accaduto. Poi però ha preso il taxi, forse per tornare a casa. Fatto sta che ha viaggiato gratis. Il tassista che lo ha preso in carico ha lanciato un video-appello: “Non ti sei fatto sentire, non hai chiamato nessuno” dice il tassista, “Io non ti voglio rovinare perché stai già rovinato, quindi fai la brava persona e vieni a portare i soldi. Perché noi lavoriamo, siamo per strada la notte anche per aiutare la gente come te” e poi conclude, “Fai ll tuo dovere di cittadino onesto, sempre se lo sei”
Le indagini si sono concentrate subito su un 19enne, coetaneo della vittima: erano stati compagni di classe dall’asilo alle scuole medie. Ha avuto bisogno di chiedere aiuto all’intelligenza artificiale per sapere quali frasi utilizzare per perseguitare la sua vittima. Il 19enne arrestato dalla squadra mobile di Foggia poneva questo tipo di domande a chatGPT: “Cosa posso scrivere per poter destare scalpore tra gli adolescenti” o “ridicolizzare la vittima”. Sarebbe stato lui a creare i fotomontaggi denigratori di Arianna Petti, la 19enne che a luglio scorso aveva reso pubblico, con un videoselfie, il suo tormento. Quello di aver trovato affissi sui muri immagini volgari, con il suo volto e con offese di ogni genere. Un incubo infinito dal quale non sapeva più come uscirne.Gli investigatori però avevano qualche tracce utile e l’hanno seguita senza tralasciare alcun dettaglio.Le indagini si sono concentrate subito sul coetaneo della vittima, un ragazzo che Arianna conosceva da tempo, erano stati compagni di classe dall’asilo alle scuole medie. Si conoscevano bene ma per divergenze caratteriali avevano interrotto ogni tipo di frequentazione. Lui però era in possesso di foto di Arianna, era stata lei stessa a raccontarlo ai poliziotti. Agli investigatori aveva anche confidato che, in prima media, proprio quel ragazzino, l’aveva più volte bullizzata.La procura ha quindi disposto una consulenza tecnica su alcuni dispositivi informatici utilizzati dal 19enne arrestato. Ed è emerso l’utilizzo ambiguo di “chatGTP”, il programma di intelligenza artificiale a cui chiedeva consigli per essere cattivo.Arianna Petti, saputo del provvedimento giudiziario, ha finalmente tirato un sospiro di sollievo che non hanno cancellato i lunghi mesi si angoscia vissuti.Alle ragazze che si trovano a vivere situazioni del genere, raccomanda di denunciare, sempre. Perché il buio pesto in cui si sprofonda, non può cancellare la luce della giustizia
Il Bari International Film&Tv Festival (21-28 marzo) ripercorre la filmografia completa di Tornatore e Kechiche, tra classici, anteprime italiane e capolavori premi Oscar. Il premio Oscar Giuseppe Tornatore e il franco-tunisino Abdellatif Kechiche saranno i due registi a cui il Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, in programma a Bari dal 21 al 28 marzo prossimi, dedicherà due retrospettive. «Abbiamo scelto di rendere tributo a due cineasti dallo sguardo originale e vibrante: Tornatore e Kechiche parlano al cuore e alla coscienza del pubblico, chiamato di volta in volta a confrontarsi con la realtà del presente o con le contraddizioni della storia, tra nostalgia ed erotismo, incontro-scontro interculturale e cronaca sociale», spiega il direttore del festival Oscar Iarussi. «Sono felice di tornare a Bari e grato al Bif&st per questa retrospettiva dedicata al mio cinema. Il Bif&St è per me un festival speciale», dichiara il regista Tornatore. La retrospettiva su Tornatore, che sarà ospite del Bif&st 2026, si svolgerà al Multicinema Galleria e al Teatro Petruzzelli, e permetterà di ripercorrere l’intera filmografia del regista con 14 titoli: Il camorrista (1986), Nuovo Cinema Paradiso (1988), Stanno tutti bene (1990), Una pura formalità (1994), L’uomo delle stelle (1995), La leggenda del pianista sull’oceano (1998), Malèna (2000), La sconosciuta (2006), Baarìa (2009), L’ultimo Gattopardo: ritratto di Goffredo Lombardo (2010), La migliore offerta (2013), La corrispondenza (2016), Ennio (2021) e Brunello, il visionario garbato (2025). La retrospettiva dedicata a Abdellatif Kechiche comprenderà invece sette titoli: Tutta colpa di Voltaire (2000), La schivata (2003), Cous Cous (2007), Venere nera (2010), La vita di Adele (2013), Mektoub, my love – Canto uno (2017) e l’anteprima italiana assoluta di Mektoub, my love – Canto due (2025), l’atteso nuovo capitolo dell’opera totale del cineasta.
Via libera al rientro nel capoluogo: domiciliari a Bari per l’ex consigliere condannato per voto di scambio politico mafioso. Giacomo Olivieri torna a Bari. Il giudice Giuseppe De Salvatore ha autorizzato il trasferimento degli arresti domiciliari dell’ex consigliere regionale dalla residenza di Parabita, in provincia di Lecce, a un’abitazione nel capoluogo pugliese. La decisione è arrivata su richiesta della difesa, con il parere favorevole della Procura, che ha ritenuto sussistenti le condizioni per lo spostamento. Olivieri potrà quindi scontare la misura cautelare nella casa di un fratello a Bari. Il provvedimento non modifica la misura restrittiva, ma esclusivamente il luogo in cui vengono eseguiti i domiciliari a Bari. La condanna per voto di scambio politico mafioso L’ex esponente politico è stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione nell’ambito di un’inchiesta per voto di scambio politico mafioso. Secondo quanto ricostruito nel processo, Olivieri avrebbe stretto accordi con esponenti della criminalità organizzata per garantire un pacchetto di voti alla moglie, Maria Carmen Lorusso, candidata ed eletta consigliera comunale a Bari alle elezioni amministrative del 2019. L’accusa sostiene che l’accordo avrebbe avuto l’obiettivo di rafforzare il consenso elettorale in cambio di favori, configurando così il reato contestato. La sentenza di primo grado rappresenta un passaggio significativo nel procedimento giudiziario, che ora proseguirà nei successivi gradi di giudizio. Arresti domiciliari e sviluppi del procedimento Con il via libera al trasferimento, Olivieri rientra dunque a Bari, dove continuerà a scontare gli arresti domiciliari in attesa degli sviluppi del procedimento. Il caso resta al centro dell’attenzione politica e giudiziaria in Puglia, anche per le implicazioni legate alle elezioni comunali di Bari del 2019.

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Un centinaio di loro ha protestato di fronte alla porta numero 1, altri hanno provato ad entrare nel settore centrale Al termine della partita del

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“L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti

Il fatto si è verificato in una palazzina delle case popolari della zona 167 del paese A Tricase una donna di 42 anni è precipitata

Si tratta della prima squadra attrezzata per scenari alluvionali giunta sul posto Sono arrivate anche le squadre di Soccorso Alpino e Speleologico della Puglia nella

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Bif&st 2026 a Bari celebra Giuseppe Tornatore e Abdellatif Kechiche con due retrospettive, capolavori premi Oscar e anteprime italiane

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