
Foggia, ancora nessuna traccia di Elena: le ricerche continuano da 11 giorni
Viene scandagliato ogni angolo della statale 16, tra Foggia e San Severo, nel tratto dal ponte appena fuori il capoluogo dauno fino a borgo La

Viene scandagliato ogni angolo della statale 16, tra Foggia e San Severo, nel tratto dal ponte appena fuori il capoluogo dauno fino a borgo La Rocca. Continuano le ricerche di Elena Rebeca Burcioiu, la 21enne rumena di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio di lunedì 2 marzo, quando la sua amica connazionale, una 38enne, ne ha denunciato la scomparsa in Questura a Foggia. Viene scandagliato ogni angolo della statale 16, tra Foggia e San Severo, nel tratto dal ponte appena fuori il capoluogo dauno fino a borgo La Rocca. In azione le forzedell’ordine e la protezione civile con cani molecolari, in un piano coordinato dalla prefettura di Foggia. L’attenzione degli investigatori sarebbe rivolta nei confronti di un cittadino straniero che, nei giorni precedenti la scomparsa, avrebbe importunato le due donne mentre si trovavano lungo la statale 16. Nella mattinata del 2 marzo, poco prima di mezzogiorno, la 21enne è stata vista salire a bordo di un’auto nera in compagnia di un giovane. Alle 12.47 si perdono le tracce di Elena, dando inizio alle ricerche che vanno avanti da 11 giorni.
Lo ha riferito il ministro Urso. “Eserciteremo il diritto di Golden Power per tutelare ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale”. Lo ha dichiarato oggi al Senato il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, riferendosi all’ex Ilva. Il ministro ha annunciato la manifestazione di interesse del gruppo indiano Jindal per l’acquisizione dell’intero stabilimento. Jindal aveva già partecipato al precedente bando dei commissari straordinari, lanciato a luglio 2024, insieme agli azeri di Baku Steel, entrambi poi assenti nel nuovo bando partito lo scorso agosto. Nei giorni scorsi, i vertici di Jindal hanno incontrato Urso in India, dove il ministro era presente per un convegno. Durante l’incontro, Jindal ha avanzato richieste di informazioni sulla procedura di gara per l’ex Ilva. La vicenda segna un passo importante nella gestione e nel futuro dello stabilimento siderurgico italiano.
Al momento i medici non hanno dichiarato cause ufficiali del decesso. Aveva poco più di tre anni, Davide. È morto nel cuore della notte al Ss Annunziata di Taranto, dopo una corsa disperata in ambulanza, da Castellaneta marina. I medici hanno fatto l’impossibile per salvarlo ma non c’è stato nulla da fare. Al suo arrivo le condizioni erano già critiche. Stando alle prime informazioni sarebbe stata riscontrata la presenza di una patologia al sangue, della quale a quanto pare i genitori non sapevano nulla. Si è parlato di leucemia ma è stata solo una prima ipotesi, non confermata. Al momento i medici non hanno dichiarato cause ufficiali del decesso. Sempre secondo le prime ricostruzioni, Davide aveva la febbre già da qualche giorno. Poi avrebbe accusato mal di stomaco e mal di testa. Da qui la chiamata al 118. Diversamente da quanto appreso nelle prime fasi, non c’è stato alcun passaggio al pronto soccorso dell’ospedale San Pio di Castellaneta. La smentita è arrivata dalla dottoressa Chinellato, primario di Pediatria che ha espresso vicinanza e rispetto al dolore della famiglia in questo momento. Così tutta la comunità, il sindaco Di Pippa e l’amministrazione. La salma del piccolo è a disposizione del giudice che valuterà se procedere con l’autopsia. Davide aveva due fratellini più piccoli. Il papà, agricoltore, la mamma, casalinga. Una famiglia conosciuta nella piccola comunità di Castellaneta marina, sconvolta per il dramma che l’ha colpita.
Sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica. Si ferma per alcune ore la produzione di acciaio nell’Ex Ilva di Taranto. Alle 7 di questa mattina, 12 marzo, si è fermato l’altoforno 2, l’unico attualmente in funzione nello stabilimento, per consentire la sostituzione di una valvola. L’impianto resterà fermo per due turni di lavoro, fino alle 22, per un intervento di manutenzione considerato di breve durata. L’altoforno era stato riavviato a fine febbraio dopo due anni di stop, mentre l’Afo4 è in manutenzione e l’Afo1 resta sotto sequestro dopo l’incendio del maggio scorso. La giornata è importante anche per il futuro dello stabilimento: è atteso infatti il nuovo piano del fondo americano Flacks Group. Oggi sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica.
Per coprire il buco da 369 milioni la regione Puglia dovrà rivedere la rete ospedaliera. Nel mirino 18 ospedali tra tagli, accorpamenti e riconversioni di reparti e posti letto. Oltre alla manovra fiscale per tappare il buco da 369 milioni di euro della sanità, la regione Puglia sarà costretta a rivedere la rete ospedaliera. È la richiesta non rinviabile giunta dai Ministeri di Economia e Salute che da due anni sollecitano l’attuazione del piano operativo 2026-2028. Per arginare un deficit strutturale da 100 milioni l’anno, la giunta Decaro dovrà ob torto collo impugnare l’accetta per tagliare, riconvertire ed accorpare ospedali, reparti e posti letto. La scure si concentrerà sui piccoli ospedali dove reparti con bassi volumi di attività rischiano chiusure o trasferimenti. Entro tre anni spariranno i punti nascita sotto i 500 parti annui, le chirurgie con pochi interventi e le ortopedie sotto i mille casi l’anno. MAPPA DELLE STRUTTURE A RISCHIO Contiene 18 dei 28 ospedali pubblici in funzione. Nel Barese i presidi di Corato, Putignano, Monopoli e Triggiano. Nella Bat Bisceglie, Barletta e Andria. Nel Foggiano Lucera, Cerignola e San Severo. In Salento Casarano, Galatina e Copertino. Tre ospedali sotto tiro anche nel Tarantino: Santissima Annunziata, Grottaglie e Moscati. Nel Brindisino Mesagne e San Pietro Vernotico. In alcuni casi servizi e reparti saranno trasferiti nei nuovi ospedali, come il Monopoli-Fasano o il San Cataldo. Le altre strutture diventeranno centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale. Una cura da cavallo ad alto rischio sul piano politico con i territori pronti a scendere in piazza appoggiati dall’opposizione e dalle parti sociali.
I fatti risalgono al primo marzo scorso, il presunto responsabile è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza. Avrebbe piazzato un ordigno esplosivo, fabbricato artigianalmente con una tanica di benzina da 3 litri, 6 fiammiferi ed una sigaretta spezzata, in occasione di una riunione dei testimoni di Geova a Bari, nella sede di via Biccari, il primo marzo scorso. Per questo gli agenti della Questura di Bari hanno arrestato e condotto in carcere un 38enne di Bari, incensurato: le accuse contestate sono quelle di fabbricazione e detenzione di materiale esplodente. Secondo quando raccontato da alcuni fedeli, l’uomo si sarebbe presentato ad una riunione, a cui in quel momento stavano partecipando circa 78 persone, fra cui anche bambini, sedendosi in terz’ultima fila e portando con sé una busta di colore blu. I membri dell’assemblea, insospettiti dal suo atteggiamento, lo hanno invitando a lasciare la sala, ma l’uomo non ha voluto portare con sé la busta dicendo : “Quella deve restare lì “. Lo sconosciuto si è poi allontanato a bordo di un monopattino, mentre la polizia ha verificato il contenuto della busta. Il 38enne è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza.
Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, non è stata sufficiente a ribaltare il processo. Si conclude con la conferma della pena dell’ergastolo per Giovanni Camassa, il processo di revisione contro la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce del luglio 2012 che lo indicava come l’assassino di Angela Petrachi, la giovane mamma di Melendugno scomparsa il 26 ottobre 2002 e poi ritrovata uccisa e brutalmente seviziata l’8 novembre successivo in un boschetto di Borgagne. Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, presidente Giancarlo Bianchi, dove si è celebrato il processo di revisione la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, ovvero una piccola traccia di Dna riconducibile ad un altro uomo, rinvenuta sulle calze di nylon indossate dalla vittima non è stata dunque sufficiente a ribaltare il processo. Tutti gli elementi emersi nel processo d’appello del 2002 che allora portarono alla condanna al carcere a vita, sono rimasti fermi. Camassa è stato condannato al pagamento delle spese processuali nonchè alle spese di rappresentanza processuale sostenute dai figli della donna costituitisi parte civile e difesi dall’avvocato Silvio Verri. Il deposito della motivazione tra 90 giorni . Camassa era difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Marilina Strafella.
Esclusa l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli occupanti avrebbe visto lanciare un oggetto dalla statale poco prima dell’incendio.. Un incendio è divampato intorno alle 14:30 nel campo rom situato nel quartiere Poggiofranco, a ridosso della statale 16 a Bari, tra via Camillo Rosalba e via generale Della Chiesa. A prendere fuoco sono state cinque baracche. Per fortuna non si segnalano feriti. La colonna di fumo era talmente alta da essere visibile a molta distanza. Immediato l’intervento sul posto dei vigili del fuoco con quattro mezzi, tra cui tre autobotti, personale del distaccamento di Carrassi e il supporto della sede centrale, che hanno provveduto a spegnere le fiamme, a tagliare gli alberi pericolanti e a mettere in sicurezza diverse bombole di gas. Sono intervenuti anche i carabinieri, polizia locale con la polizia giudiziaria e gli assistenti sociali del Pis, il pronto intervento sociale del Comune. Le cause sono da accertare. Al momento si esclude l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli occupanti del campo, intenti a quell’ora a cucinare, avrebbe visto lanciare un oggetto dalla statale poco prima che scoppiasse l’incendio. Nel campo vivono circa quaranta persone da oltre 20 anni.
Lo ha deciso il gip Gabriella Pede, ritenendo che non possano essere considerate persone offese. Il comune di Bari e l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) sono stati esclusi dalla partecipazione all’udienza di opposizione alla seconda richiesta di archiviazione per l’omicidio di Benedetto Petrone, accoltellato all età di appena 18 anni in piazza Massari il 28 novembre 1977 ad opera di un gruppo fascista. Lo ha deciso il gip Gabriella Pede, ritenendo che non possano essere considerate persone offese. A distanza di 49 anni la procura di Bari ha iscritto sul registro degli indagati cinque persone: contro di loro alcune intercettazioni dalle quali emergerebbe un possibile coinvolgimento nell’omicidio. Ma secondo il procuratore capo Roberto Rossi, per quanto ci siano indizi e siano state effettuate indagini per chiarire ogni singola posizione, gli elementi emersi sono sono ritenuti insufficienti – in vista di un eventuale processo – per poter fondare una sentenza di condanna. Una tesi alla quale si è fermamente opposto l’avvocato Michele Laforgia, legale della famiglia Petrone, chiedendo nuovi accertamenti. Le difese degli indagati, rappresentati dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto, Angelo Loizzi, Luca Bruno – tutti dello studio FPS – e Mimmo Di Ciaula, prenderanno la parola il prossimo 13 maggio.
Il racconto della 38enne. Teme per la sorte della sua amica e per se stessa: dal 2 marzo, vive nel terrore una rumena di 38 anni, ossia dal giorno in cui è scomparsa Elèna, la sua connazionale non ancora ventunenne svanita nel nulla dopo essere salita su una BMW nera guidata da un ragazzo di circa 25 anni lungo la Statale 16, tra Foggia e San Severo. Al TgNorba la drammatica testimonianza dell’amica della ragazza scomparsa.
Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta. È terminato lo scavo in località “Tabarano”. L’indagine ispettiva disposta dalla Procura di Lecce non ha fatto emergere nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta Martucci, la ragazza di Torre San Giovanni scomparsa il 20 agosto 1999 all’età di 28 anni. Il solo elemento non compatibile con il terreno venuto fuori dallo scavo è stato del materiale di risulta, probabilmente sversato e occultato in maniera illecita in passato.
La struttura è improvvisamente crollata. Stava lavorando nelle campagne di Manduria in un vecchio fabbricato rurale quando, all’improvviso, ha ceduto ed è crollato. È successo intorno alle 10. Il proprietario, Leonardo Fanuli, 76enne del posto, è stato travolto ed è rimasto schiacciato sotto le macerie. I sanitari del 118, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. I vigili del fuoco hanno delimitato l’area e messo in sicurezza il fabbricato. Si indaga per chiarire la dinamica dell’incidente. Leonardo Fanuli era molto conosciuto a Manduria. È stato uno dei fondatori e presidente della Pro loco.
La preoccupazione principale riguarda la partecipazione di atleti provenienti da aree di conflitto che alloggeranno su due navi da crociera nella base della Marina Militare di Taranto. Se il conflitto si inasprisse sarebbe un potenziale bersaglio. Sono ore concitate per lo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto. Mentre i lavori nei cantieri proseguono senza sosta, preoccupa la situazione internazionale a causa del conflitto in corso. Mancano circa 5 mesi alla grande manifestazione e la macchina organizzativa sta entrando nella fase più delicata. Il commissario Ferrarese, che continua incessantemente a lavorare per il completamento delle opere, sarebbe già in contatto con il Governo. Al momento non si potrebbero fare previsioni a lungo termine. Il rischio è che l’evento sportivo possa essere rinviato all’anno prossimo. La preoccupazione principale riguarda la partecipazione di atleti provenienti da aree di conflitto che alloggeranno su due navi da crociera nella base della Marina Militare di Taranto. Se il conflitto si inasprisse sarebbe un potenziale bersaglio. Importante sarà il vertice programmato per i primi giorni di aprile a Taranto con il presidente del Coni, Bonfiglio, il commissario Ferrarese ed il ministro dello sport Abodi. Confermato, per ora, l’arrivo dal 26 al 30 marzo prossimi delle delegazioni dei comitati olimpici che effettueranno sopralluoghi nei cantieri. Intanto domani alle 16 scade il bando lanciato da Sport e salute per il nolo delle due navi che ospiteranno i 4500 atleti.
La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani. La fregata missilistica. “Federico Martinengo”, la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell’area di Cipro, per la difesa dell’isola. La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un’operazione che avviene nell’ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle.
È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta. Sono in corso in località “Tabarano” lungo la litoranea che collega le marine di Mancaversa e Torre Suda le operazioni di scavo disposto dalla Procura di Lecce volto a verificare l’eventuale presenza dei resti umani di Roberta Martucci sotto un cumulo di pietre, nel punto indicato punto indicato cinque mesi fa da una donna che, dopo aver appreso del caso solo di recente, si è ricordata di quello strano giaciglio pietroso da cui sprigionava un cattivo odore comparso all’improvviso a fine agosto 1999, proprio nei giorni della scomparsa di Roberta Martucci da Torre San Giovanni. Sul posto stanno operando i carabinieri con la ditta incaricata dello scavo. È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta. Di Roberta Martucci non si hanno più notizie dal 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni, marina di Ugento, senza farvi più ritorno.
Il dato è emerso ieri a Roma durante il tavolo tecnico di verifica. Una manovra correttiva da lacrime e sangue con l’aumento delle tasse per coprire il buco nei conti della sanità pugliese. È lo scenario confermato ieri 10 marzo dopo il tavolo tecnico tenuto a Roma tra la regione Puglia e i Ministeri di salute e finanze. Il deficit 2025 è schizzato a 369 milioni di euro per effetto di una serie di voci negative sui bilanci delle Asl. La mobilità passiva, i viaggi della speranza, da 253 milioni, la spesa farmaceutica fuori controllo, i 21 milioni e mezzo di risarcimenti per le trasfusioni di sangue infetto e circa 30 milioni di investimenti. Ma ad incidere anche il divario tra aumento dei costi e finanziamenti statali. A fronte di un rialzo del 4% per le spese di personale ed energia, il fondo nazionale ha riconosciuto alla Puglia solo l’1%. Senza questo squilibrio il buco si sarebbe assottigliato sui 130 milioni, in linea con quello del 2024. La Puglia, è emerso dal confronto, deve accelerare anche sul programma operativo: interventi su prevenzione, screening oncologici e assistenza territoriale. Nelle prossime settimane continuerà l’interlocuzione con i Ministeri per definire il dato finale del deficit. Entro fine aprile la Regione Puglia deve indicare a Roma le coperture finanziarie. Previsto l’aumento dell’Irpef sui redditi più alti e l’uso del bilancio autonomo, mentre è partita la razionalizzazione della spesa sanitaria per evitare l’anno prossimo di ritrovarsi nelle stesse condizioni.
La Polizia ha già rintracciato il presunto autore, un connazionale più grande con il quale il ragazzo avrebbe avuto una lite. Un ragazzo di 16 anni di origini egiziane è stato accoltellato a Bari, poco dopo le 19,30, nel giardino di piazza Gramsci, a pochi metri dalla spiaggia di Pane e pomodoro. Le sue condizioni non sono gravi, è stato ferito alla testa e ad una gamba e stato soccorso dal 118. La Polizia ha già rintracciato il presunto autore, un connazionale più grande con il quale il ragazzo avrebbe avuto una lite
Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia. Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista del rione Poggiofranco di Bari, accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un neonato trovato senza vita il 2 gennaio dello scorso anno nella culla termica della parrocchia.Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia: quando venne lasciato, il tappetino interno alla culla su cui venne adagiato, contrariamente a quanto sarebbe dovuto accadere, non fece partire la segnalazione sul telefono di don Ruccia, che quel giorno era fuori Bari. Ad accorgersi della presenza del bambino fu il titolare di una ditta di pompe funebri. Secondo le contestazioni della procura, il tappetino, concepito per funzionare come antifurto, non era idoneo per essere utilizzato all’interno della culla. Per il tecnico Vincenzo Nanocchio, colui che si occupò della realizzazione dell’impianto, il processo inizierà invece il prossimo 3 giugno.
Uno dei due feriti, recuperato dai vigili del fuoco, è stato trasferito in ospedale. Era vigile e cosciente . Sono miracolosamente vivi due operai, un 54enne di Laterza ed un 38 enne di Nardò, precipitati dal quinto al terzo piano all’interno del ponteggio in un cantiere di una palazzina popolare in via Garibaldi, nel centro storico di Taranto. Da una prima ricostruzione una trave in ferro avrebbe ceduto causando lo sbilanciamento del piano di calpestio dove stavano lavorando i due operai. Uno di loro è rimasto ferito lievemente mentre per recuperare l’altro è stato necessario intervenire con un carrello elevatore dei vigili del Fuoco per accedere alla struttura. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani ed i tecnici dello Spesal che dovranno chiarire la dinamica dell’incidente
Procedure complesse di trapianto coordinate da medici e specialisti: un gesto di grande generosità della famiglia della donatrice. Una serie di delicate procedure di prelievo di organi da una donatrice di 40 anni si è svolta nella notte all’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. A comunicarlo è stato l’ufficio stampa dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera, che ha espresso il più sentito ringraziamento a tutto il personale sanitario coinvolto. L’operazione ha richiesto un lavoro complesso e altamente coordinato, che ha coinvolto anestesisti, rianimatori, infermieri, coordinatori del percorso trapianti e operatori del Centro Regionale Trapianti. Hanno collaborato anche numerose specialità mediche tra cui nefrologi, senologi, radiologi, cardiologi, ginecologi, anatomo-patologi, chirurghi, microbiologi, medici di laboratorio, trasfusionisti, oltre a personale infermieristico, OSS, autisti e operatori del 118. Secondo la nota dell’ASM, il team ha garantito la gestione puntuale di tutte le fasi del processo, dall’accertamento della morte, alla procedura di prelievo, fino all’allocazione degli organi destinati al trapianto. Il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo, ha dichiarato: “Un pensiero di profonda gratitudine e commozione va soprattutto alla famiglia della donatrice, che in un momento di immenso dolore ha scelto un gesto di straordinaria generosità”. Anche l’assessore regionale alla sanità, Cosimo Latronico, ha espresso un sincero ringraziamento al personale sanitario per il lavoro svolto.

Viene scandagliato ogni angolo della statale 16, tra Foggia e San Severo, nel tratto dal ponte appena fuori il capoluogo dauno fino a borgo La

Lo ha riferito il ministro Urso “Eserciteremo il diritto di Golden Power per tutelare ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale”. Lo ha

Al momento i medici non hanno dichiarato cause ufficiali del decesso Aveva poco più di tre anni, Davide. È morto nel cuore della notte al

Sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica Si ferma

Per coprire il buco da 369 milioni la regione Puglia dovrà rivedere la rete ospedaliera. Nel mirino 18 ospedali tra tagli, accorpamenti e riconversioni di

I fatti risalgono al primo marzo scorso, il presunto responsabile è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza Avrebbe piazzato un ordigno esplosivo, fabbricato artigianalmente

Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, non è stata sufficiente a ribaltare il processo

Il rogo divampato nel primo pomeriggio: una densa nube di fumo visibile sulla ss16 da lunga distanza Esclusa l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli

Lo ha deciso il gip Gabriella Pede, ritenendo che non possano essere considerate persone offese Il comune di Bari e l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani)

Il racconto della 38enne Teme per la sorte della sua amica e per se stessa: dal 2 marzo, vive nel terrore una rumena di 38

Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di

La struttura è improvvisamente crollata Stava lavorando nelle campagne di Manduria in un vecchio fabbricato rurale quando, all’improvviso, ha ceduto ed è crollato. È successo

La preoccupazione principale riguarda la partecipazione di atleti provenienti da aree di conflitto che alloggeranno su due navi da crociera nella base della Marina Militare

La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani La fregata missilistica. “Federico Martinengo”, la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto

È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta Sono in corso in località “Tabarano” lungo la litoranea che collega le marine

Il dato è emerso ieri a Roma durante il tavolo tecnico di verifica Una manovra correttiva da lacrime e sangue con l’aumento delle tasse per

La Polizia ha già rintracciato il presunto autore, un connazionale più grande con il quale il ragazzo avrebbe avuto una lite Un ragazzo di 16

Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di

Uno dei due feriti, recuperato dai vigili del fuoco, è stato trasferito in ospedale. Era vigile e cosciente Sono miracolosamente vivi due operai, un 54enne

Procedure complesse di trapianto coordinate da medici e specialisti: un gesto di grande generosità della famiglia della donatrice Una serie di delicate procedure di prelievo