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Primo Piano

L’agricoltore salentino, condannato all’ergastolo, continua a ribadire la sua innocenza. Ha iniziato a rifiutare il cibo, annunciandolo alla sorella Caterina, motivando la decisione con la delusione e l’amarezza per l’esito di un processo su cui aveva riposto le speranze di poter vedere ribaltata la condanna all’ergastolo inflittagli dai giudici della Corte d’Appello di Lecce nel luglio 2012. Nel carcere di Borgo San Nicola dov’è detenuto, Giovanni Camassa, l’agricoltore salentino a cui i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro nei giorni scorsi hanno respinto la richiesta di revisione della sentenza di condanna al carcere a vita, riconoscendolo di fatto l’esecutore dell’omicidio di Angela Petrachi, ha cominciato lo sciopero della fame. Il corpo che diventa l’ultimo strumento di rivendicazione per proclamare la presunta ingiustizia di cui si dice vittima. Una forma di protesta contro i giudici, una forma di autodistruzione come temono i suoi familiari, preoccupati per il suo cuore ballerino, lui che si è sempre proclamato innocente per quell’orribile delitto che gli viene attribuito, l’uccisione di una giovane mamma di 31 anni di Melendugno, sua vicina di casa, scomparsa il 26 ottobre 2002 e poi ritrovata uccisa e brutalmente seviziata l’8 novembre successivo in un boschetto di Borgagne. Del dna di Camassa sui luoghi, sul corpo della vittima e sugli indumenti che indossava non è stata mai trovata alcuna traccia. I suoi legali intanto aspettano il deposito delle motivazioni dei giudici di Catanzaro per trovare profili di illegittimità da portare in Cassazione.

Un 60enne era stato aggredito con una mazza da baseball per poi essere raggiunto da due colpi di arma da fuoco. I carabinieri di Triggiano hanno arrestato due persone gravemente indiziate di tentato omicidio. I fatti risalgono allo scorso 3 agosto quando ad Adelfia, un 60enne del luogo, al termine di un litigio scaturito per futili motivi con un giovane 23enne, era stato aggredito da 2 persone, prima con una mazza da baseball e poi esplodendo nei suoi confronti due colpi di arma da fuoco. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica e hanno individuato i presunti responsabili che sono stati trasferiti nel carcere di Trani.

Nei giorni scorsi esplosi alcuni colpi di pistola contro un’abitazione e l’incendio della pizzeria Pizza e Core. Gli episodi nei quartieri di Carbonara e Ceglie del Campo . Non si è fatta attendere la risposta dello Stato ai due fatti di cronaca avvenuti nei giorni scorsi nei quartieri di Carbonara e Ceglie del Campo con l’esplosione di alcuni colpi di pistola contro un’abitazione e l’incendio di una pizzeria. La Polizia, con il supporto di un elicottero e delle unità cinofile, sta setacciando luoghi e abitazioni alla ricerca di droga e armi. Nei giorni scorsi era stato il sindaco di Bari, Vito Leccese, a sollecitare maggiori controlli dopo i due episodi.

Le indagini continuano per escludere che vi siano altri responsabili, possibili collegamenti esterni o altre persone coinvolte. Nascondeva nell’hard disk del PC oltre 600 file di materiale pedopornografico. Arrestato un 41enne nella provincia di Taranto. L’operazione è nata dal monitoraggio costante della Polizia Postale contro lo sfruttamento sessuale dei minori online ed è stata condotta dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Taranto, con decreto di perquisizione emesso dal tribunale di Lecce. La polizia ha sequestrato anche quattro hard disk contenenti complessivamente circa 7 terabyte di dati. Il 41enne è stato posto ai domiciliari e le indagini continuano per escludere che vi siano altri responsabili, possibili collegamenti esterni, o altre persone coinvolte nella diffusione del materiale pedopornografico.

La zona resta sotto controllo per verificare eventuali ulteriori criticità. Dopo le piogge degli ultimi giorni, smottamento del terreno ad Ascoli Satriano, nel Foggiano. L’episodio si è verificato in vico Alessandro Manzoni, dove sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale. Il movimento franoso ha interessato anche le fondamenta di un edificio, facendo scattare l’evacuazione di alcune abitazioni vicine, molte delle quali però erano già disabitate. Solo una famiglia ha dovuto lasciare casa ed è stata sistemata in un alloggio messo a disposizione dal Comune. La zona resta sotto controllo per verificare eventuali ulteriori criticità.

Al TgNorba il racconto dello studente universitario. Minacciato, picchiato e lasciato solo da passeggeri e personale di bordo: è l’odissea vissuta da un 24enne foggiano, aggredito su un treno, nelle scorse settimane, da una baby gang. La sua testimonianza al TgNorba. Intervista a Marco Rizzi, studente universitario

Le perdite di acqua sono causate dall’improvvisa rottura dell’impianto di climatizzazione . A causa della rottura improvvisa dell’impianto di climatizzazione si sono verificate delle copiose perdite d’acqua nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Scorrano , ubicato al quarto e ultimo piano della struttura. Seppur le perdite si siano registrate nell’area del corridoio, la direzione sanitaria ha disposto la sospensione di ogni attività e trasferimento dei pazienti ricoverati nel reparto, circa una decina, nei plessi ospedalieri di Lecce e Gallipoli. I trasferimenti saranno ultimati domani mattina (18 marzo) dopodiché inizieranno i lavori di ripristino dell’impianto . 

I ladri, dopo un inseguimento, sono riusciti a fuggire. Due pattuglie per tutta la città sono troppo poche, denuncia il gioielliere. Erano le 3 circa della scorsa notte quando 4 banditi, con il volto travisato, sarebbero entrati dalla porta di ingresso di questa gioielleria, Oro2, in viale Europa a Talsano, borgata di Taranto. Dopo aver sfondato le vetrine interne hanno prelevato monili in oro e argento causando numerosi danni strutturali al locale. L’allarme e’ stato lanciato da alcuni residenti della zona, testimoni oculari della rapina. Qui l’Intervista alla testimone

Si parla anche di una “colonizzazione dell’Amtab da parte dei Parisi e della trasformazione della municipalizzata in un ufficio di collocamento per soggetti contigui al clan mafioso. Giacomo Olivieri chiese aiuto per far eleggere la moglie Maria Carmen Lorusso non solo al clan Parisi ma anche ai Montani e agli Strisciuglio. Il gup Giuseppe De Salvatore lo scrive nelle oltre 1700 pagine di motivazioni della sentenza del processo abbreviato Codice Interno. L’avvocato barese è stato condannato a 9 anni di reclusione per aver chiesto voti in occasione delle elezioni comunali del 2019 ad alcuni soggetti vicini alla criminalità organizzata. Una condotta assunta con quella che viene definita “assoluta spregiudicatezza “. La scelta degli interlocutori da parte di Olivieri trova fondamento nella notorietà criminale dei promittenti.Si parla anche di una “colonizzazione dell’Amtab da parte dei Parisi e della trasformazione della municipalizzata in un ufficio di collocamento per soggetti contigui al clan mafioso. E ancora di un Assoggettamento dei vertici aziendali alle dinamiche mafiose”.Il giudice poi riconosce la gravissime ripercussioni in termini di danno all’immagine per il comune di Bari e la Regione Puglia.L’immagine dei due enti territoriali è stata mortificata a livello internazionale con un articolo pubblicato dalla CNN in cui si parlava della Puglia come terra di mafia a ridosso del G7. Il numero è la tipologia dei reati ha contribuito a minare il senso di sicurezza dei cittadini soprattutto in alcuni quartieri della città di Bari, mentre con riferimento al voto di scambio sarebbe stata compromessa la fiducia della gente verso le istituzioni.

Un grave danno di immagine per i mitilicoltori tarantini, denuncia Luciano Manna, dal momento che questo filmato ha avuto migliaia di visualizzazioni.. In un video pubblicato sui canali social alcuni commercianti napoletani mostrano e descrivono le qualità di queste cozze spacciandole per tarantine. In verità sono greche. Un grave danno di immagine per i mitilicoltori tarantini, denuncia Luciano Manna di Veraleaks, dal momento che questo filmato ha avuto migliaia di visualizzazioni. La stagione delle cozza tarantina è alle porte ma c’è chi lucra truffando i consumatori. Queste cozze greche vengono importate e immerse nei mari di Taranto. In questo caso mar Grande. Manna dichiara che la stessa famiglia tarantina che gestisce questi noti traffici ellenici da anni viola ripetutamente l’ordinanza sindacale di settembre 2022 che imponeva di allevare nel Mar Piccolo solo la cozza nera autoctona tarantina. A fare le ordinanze ci vuole poco, dice Veraleaks, poi serve farle rispettare perché queste operazioni sono sotto gli occhi di tutti ma nessuno interviene per vietarle.

“Noi siamo felici per la signora” scrivono dalla Misericordia, “Ma siamo ancora più orgogliosi dei nostri ragazzi. Il bene esiste”. Erano intenti a sistemare i vestiti donati all’associazione, quelli da destinare ai bisognosi, quando hanno trovato qualcosa di assolutamente inaspettato: una busta contenente 1500 euro. Erano dieci i volontari dell’associazione Misericordia di Orta Nova al lavoro sabato sera (14 marzo) e non hanno esitato un attimo a chiudere il sacco, portare il contenuto in segreteria e cercare i legittimi proprietari. Grazie anche alla videosorveglianza interna, sono riusciti ad individuare la signora che aveva portato la busta contenente anche i soldi. L’hanno chiamata e quando lei è tornata, l’emozione è stata grande. Erano i risparmi destinati al futuro del suo bambino.  “Noi siamo felici per la signora” scrivono dalla Misericordia, “Ma siamo ancora più orgogliosi dei nostri volontari”. Sabato sera ad Orta Nova c’era anche stata una tentata rapina ma per fortuna, ricordano, “Il bene esiste ancora e loro ne sono la testimonianza”.

A bordo del mezzo c’erano i volontari della Confraternita della Misericordia di Corato per fortuna illesi. È andata quasi completamente distrutta un’ambulanza della Confraternita della Misericordia di Corato tamponata da un tir, per cause che sono ancora da accertare, sull’autostrada A14 nelle all’altezza dello svincolo per Trani. A bordo del mezzo c’erano dei volontari per fortuna illesi. Massima vicinanza è stata espressa dal presidente regionale delle Misericordie Gianfranco Gilardi.

I titolari della pasticceria: “Chiediamo scusa”. Sta suscitando non poche polemiche, soprattutto sui social, la foto di una torta di compleanno segnata da una svastica centrale inscritta in un cerchio bianco su sfondo rosso, con il simbolo delle SS e rigorosamente nera: “Auguri Antonio – 19”, pubblicata dai titolari di una pasticceria a Matera sul proprio profilo Instagram. In poco tempo gli screenshot hanno cominciato a girare all’impazzata anche su WhatsApp tanto che i titolari dell’attività commerciale hanno rimosso la foto e la storia per evitare ulteriori eventuali polemiche. “È stato un post fatto con leggerezza e velocità, senza il giusto approfondimento. Chiaramente – hanno spiegato i titolari della pasticceria – prendiamo le distanze dal contenuto e chiediamo scusa per la pubblicazione di un post che non condividiamo nei contenuti. Abbiamo ingenuamente pensato alla parte artistica della torta, senza ragionare sul messaggio che si celava dietro. Il cliente voleva semplicemente fare uno scherzo al figlio, ma noi non sapevamo cosa fosse. Chiediamo scusa”.

Tra i destinatari della misura anche una quarta persona che al momento risulterebbe irreperibile. C’è anche l’ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi, il 36enne Pietro Guadalupi, tra le tre persone arrestate questa mattina nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Guadalupi, insieme a Adriano Vitale e Mauro Iaia, è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Ai tre è stata notificata nelle scorse ore, dalla squadra mobile di Brindisi, un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Maria Francesca Mariano su richiesta del pubblico ministero delladirezione Distrettuale Antimafia Carmen Ruggiero. Tra i destinatari della misura anche una quarta persona che al momento risulterebbe irreperibile.

Le auto in coda sono esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi. Dimenticate i listini standard e la solita fluttuazione di pochi centesimi. A Copertino, lungo una delle arterie principali della città, i prezzi del carburante hanno rotto ogni barriera della logica: 2 euro e 65 al litro. Una cifra che lascia a bocca aperta non solo per l’entità del rincaro, ma per un’anomalia rara: non c’è alcuna differenza tra benzina e diesel. Entrambi inchiodati su una soglia che rende un pieno da 100 euro un’operazione quasi quotidiana. Ma basta osservare il movimento sul piazzale per capire che il vero business qui parla un’altra lingua. Mentre le pompe dei carburanti tradizionali restano deserte, immobili come monumenti al caro-vita, la fila vera è tutta per l’erogazione del metano. Le auto in coda sono lì quasi esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi. In un territorio come il Salento, dove l’auto non è un vizio ma l’unico mezzo per lavoratori, pendolari e piccoli imprenditori, un prezzo simile colpisce duramente il portafoglio e innesca un effetto domino insostenibile sui trasporti e sulle merci. Chi vive la zona, però, ha imparato a leggere tra le righe. Tra app per il confronto prezzi e il passaparola, gli automobilisti locali si guardano bene dal fare benzina in questo punto vendita, sapendo che a pochi chilometri non mancano alternative decisamente più comiche — o meglio, umane — per non restare a secco. di Matteo Bottazzo

Alla guida del mezzo un ragazzino 13enne. I familiari della vittima hanno presentato denuncia. Epilogo tragico per un 88enne di Foggia: l’anziano è morto dopo oltre una settimana di ricovero in ospedale dopo essere stato investito da un monopattino mentre si trovava in viale Michelangelo. L’incidente è avvenuto il tardo pomeriggio dell’8 marzo scorso. Troppo gravi le lesioni riportate dall’anziano che è stato in coma, anche dopo un intervento chirurgico effettuato per ridurre un ematomacerebrale. Il monopattino era guidato da un ragazzino di poco più di 13 anni quando la legge autorizza la guidadei monopattini elettrici dai 14 anni in su. I familiari dell’88enne hanno presentato denuncia alle forze dell’ordine. Si tratta del primo caso di decesso che si verifica a seguito di un incidente con il monopattino in provincia di Foggia.

Le forze dell’ordine stanno eseguendo un decreto di sequestro emesso dalla procura della Repubblica di Bari. È in corso lo sgombero di un appartamento di proprietà di Arca Puglia al civico 43 di via Guglielmo Appulo, nel rione Japigia. Le forze dell’ordine stanno eseguendo un decreto di sequestro emesso dalla procura della Repubblica di Bari. L’abitazione, al secondo piano, attualmente occupato da un nucleo familiare composto da quattro persone, di cui fa parte Umberto Lafirenze, 36 anni, ritenuto unaffiliato del clan Parisi-Palermiti, per il quale sarebbe stato uno dei responsabili del traffico di droga. Nel febbraio scorso Arca aveva già notificato l’avviso di rilascio dell’immobile, con esecuzione fissata per il prossimo 21 aprile. In tutta la città di Bari Arca Puglia ha segnalato quasi 500 occupazioni abusive. “Siamo in un quartiere con un’alta concentrazione di edilizia popolare e questo è l’ennesimo intervento per il ripristino della legalità: queste case devono tornare a chi ne ha davvero bisogno”. Lo ha detto Piero De Nicolò, presidente di Arca Puglia Centrale, a margine dello sgombero. “Conclusa la fase operativa e amministrativa, l’alloggio sarà messo a disposizione del Comune di Bari, che potrà procedere all’assegnazione a chi ne ha realmente titolo”.

Danneggiati gli spazi e gli arredi esterni al locale. Indagano i carabinieri. Un incendio è divampato nella notte all’esterno di un bar a Brindisi in via Francia. Il rogo è di natura dolosa: dalle immagini di videosorveglianza si nota un uomo incappucciato che, poco dopo l’1, si introduce all’interno del dehors fino ad appiccare l’incendio, partito da un tavolino, per poi fuggire. Sul posto i vigili del fuoco. A causa delle fiamme sono stati danneggiati gli spazi e gli arredi esterni al locale. Indagano i carabinieri.

Nel registro degli indagati è stato iscritto un operaio: si tratta della persona che era alla guida di un muletto da cui la vittima sarebbe stata travolta. Investito dal camion in manovra, secondo una prima ricostruzione. L’autista del mezzo non si sarebbe accorto della presenza di qualcuno mentre faceva retromarcia e l’ha travolto. E’ morto così Luigi De Vanna, 72 anni, originario di Terlizzi, titolare di un’azienda di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari e bevande nella zona industriale di Ruvo di Puglia, via Antonio De Curtis, nel complesso che qui chiamano di Vincenzo Scardigno. E’ accaduto all’alba, secondo quanto è stato possibile appendere l’autista doveva scaricare della merce. Inutili i soccorsi, la vittima avrebbe riportato un trauma da schiacciamento. Sul posto i carabinieri che conducono le indagini e il personale dello Spesal dell’Asl di Bari, il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. Omicidio colposo il reato ipotizzato dalla procura di Trani, come atto dovuto la persona che era alla guida del camion, ora sequestrato, risulta indagato.

Tentato femminicidio nella tarda serata di ieri . Tentato femminicidio nella tarda serata di ieri (16 marzo) a Genzano di Lucania. Un uomo di 46 anni del posto ha sparato alla sua ex compagna di 52 anni nei pressi della sua abitazione. La vittima, rimasta ferita ad una spalla è stata trasportata all’ospedale San Carlo di Potenza, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul fatto indagano i carabinieri della Compagnia di Venosa che hanno subito individuato e fermato l’uomo, nonostante si fosse dato alla fuga.

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