Resterà ancora nella comunità protetta dove si trova dalla fine scorso mese la 15enne pakistana sottratta alla famiglia dalla Procura per i Minorenni di Lecce con un provvedimento d’urgenza perché ritenuta promessa in sposa dal padre nel Paese di origine ad un connazionale un cugino molto più anziano di lei
I giudici del Tribunale dei Minori hanno disposto il prolungamento della permanenza nella struttura per la necessità di approfondire gli aspetti emersi, demandando ai servizi sociali competenti l’avvio di un percorso multidisciplinare e di monitoraggio, rimandando così a settembre ogni decisione. Il provvedimento arriva dopo l’ascolto a cui la 15 enne e i genitori sono stati sottoposti, ciascuno separatamente.
Da quanto emergerebbe dalle dichiarazioni rese, cadrebbe del tutto l’ipotesi di un matrimonio forzato o combinato. Un progetto arrivato all’attenzione dei servizi sociali del comune del Sud Salento dove la famiglia abita, ma rivelatosi non fondato giacchè a smentirlo sarebbe stata la stessa 15enne dichiarando ai giudici che non vi sarebbe stato alcun progetto in tal senso da parte dei genitori, né tantomeno di aver subito alcuna costrizione.
Sarebbe emerso come il reale nucleo del disagio manifestato dalla ragazzina alle compagne di scuola, su cui si sta concentrando l’attenzione delle istituzioni, sarebbe semplicemente di natura scolastica ed educativa, legato al suo desiderio di voler completare il percorso di studi superiori in Italia, un obiettivo che comunque i genitori, assistiti dall’avvocato Marco Stefanelli non intenderebbero ostacolare.












