
Michele Mannatrizio, 80 anni: “La cataratta? Torni nel 2029”
Succede a Trani. L’anziano vede poco, ha difficoltà a muoversi, non guida più ma deve aspettare ancora Michele Mannatrizio, 80 anni, di Trani, avrebbe potuto
Succede a Trani. L’anziano vede poco, ha difficoltà a muoversi, non guida più ma deve aspettare ancora . Michele Mannatrizio, 80 anni, di Trani, avrebbe potuto anticipare l’intervento ma le prime date disponibili sono all’ospedale di Andria e per lui spostarsi è praticamente impossibile. La Asl fa sapere che comunque si lavora per anticipare le prestazioni troppo lontane rispetto alle esigenze. Michele spera in una chiamata, non vede più bene, rimuovere la cataratta dagli occhi è urgente. Qui l’intervista al signor Michele
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase e quelli di Presicce agli ordini del maresciallo Maggio. Furto con spaccata nella notte, verso le 3.30, ai danni della gioielleria Jamboree di Presicce. I ladri, armati di mazze, hanno colpito la vetrina esterna e, una volta rotta, hanno rubato tutti i gioielli che erano esposti. Poi sono scappati via senza riuscire ad entrare nel negozio per prendere altro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase e quelli di Presicce agli ordini del maresciallo Maggio.
Secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi. Nuove accuse per il sindaco di Modugno Nicola Bonasia, indagato dalla procura di Bari per voto di scambio politico mafioso.Nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, firmato dal pm della Dda Fabio Buquicchio con il visto del procuratore capo Roberto Rossi, viene formalmente contestato un nuovo episodio di corruzione elettorale, in concorso con tre imprenditori parenti fra loro: il primo cittadino e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Antonio Lopez – arrestato a novembre scorso e ora ai domiciliari – avrebbero – secondo l’accusa – promesso posti di lavoro o l’assegnazione di lavori comunali in cambio di appoggio elettorale in occasione delle elezioni amministrative del settembre 2021 e del successivo turno di ballottaggio di ottobre. Bonasia risponde di tre episodi di voto di scambio politico mafioso: sempre secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi.In tutto, l’inchiesta coinvolge a vario titolo 14 persone.In seguito all’arresto dell’assessore Lopez – che in un lungo interrogatorio fece parziali ammissioni – la Prefettura inviò la commissione d’accesso per verificare la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. Nessuno scioglimento – ha deciso il Viminale – ma la nuova amministrazione che salirà in carica dopo le elezioni del prossimo 24 e 25 maggio dovrà lavorare sotto lo stretto monitoraggio della Prefettura.
Laureata in giurisprudenza, aveva partecipato e vinto per un progetto scientifico in ambito oncologico del Policlinico. La Regione Puglia ha bloccato la procedura di assunzione al Policlinico di Bari per una borsa di studio di un anno dell’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, prima arrestata ed ora processo con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno” che nel febbraio 2024 ha svelato presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città. In serata si è appreso che la Regione ha inviato gli ispettori del Nirs (nucleo ispettivo regionale sanitario) per verificare la regolarità della procedura e ha bloccato l’assunzione in ragione del procedimento penale cui è sottoposta la Lorusso. Il bando prevedeva l’esclusione di candidati con carichi pendenti e richiedeva una dichiarazione al riguardo per poter essere ammessi. Lorusso è moglie dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, anche lui arrestato per la stessa inchiesta e già condannato in primo grado a nove anni di reclusione sempre per scambio elettorale politico-mafioso. L’accusa è di aver raccolto a pagamento voti dai clan baresi per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie nel 2019. Con Maria Carmen Lorusso è imputato anche il padre, Vito Lorusso, medico oncologo. “La dott.ssa Maria Carmen Lorusso – dichiara l’avvocato Luca Castellaneta – travolta da questa campagna mediatica denigratoria, tiene a precisare che in sede di domanda di partecipazione al bando ha espressamente indicato i procedimenti penali pendenti a suo carico”. Pertanto, la notizia riportata da alcuni media che “non ha reso noto di essere a processo” non è assolutamente vera, sostiene il legale. Che aggiunge: “Certa di aver meritato l’assegnazione della borsa di studio, confida nell’esito positivo degli accertamenti disposti dalla Regione”.
In diretta su Telenorba il Corteo di San Nicola da Bari. La Caravella è partita dal Castello Svevo di Bari intorno alle 20.45, poco più tardi rispetto all’orario stabilito. Tantissima la gente assiepata dietro le transenne, provengono da ogni parte della Puglia ma anche da altre regione, dalla Campania in particolare. Il direttore artistico e regista del corteo, Gianni Ciardo, ha voluto salutare tutti con un messaggio semplice, diretto ed efficace: “San Nicola è nostro. Se non fosse stato nostro, lo avremmo rubato. Niente di grave, lui ci avrebbe perdonato, anche perché sarebbe stato un furto d’amore e quando c’è amore tutto è perdonato”. Tra i figuranti anche il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che interpreta un nobile della città. Per lui una tradizione che si rinnova da oltre 10 anni e a cui, ha detto, non può assolutamente rinunciare. Potete seguire il Corteo in diretta su Telenorba
Era successo già tre mesi fa, sempre nella stessa scuola. A Taviano un ragazzino di scuola media, di soli 13 anni, si è presentato a scuola con una pistola scacciacani nello zaino. Il 13enne avrebbe mostrato l’arma ai compagni di classe e quando la notizia è arrivata alle orecchie dei professori, è immediatamente intervenuto il dirigente scolastico che ha chiamato i carabinieri. Era successo già tre mesi fa, a febbraio, sempre nella stessa scuola. La pistola, prima del tappo rosso, è stata sequestrata dai militari. Anche questo caso è finito all’attenzione del Tribunale per i minorenni.
Nicola Morelli, 21 anni, ha rilasciato dichiarazioni spontanee dicendo di aver sentito gli spari ma di non aver visto cosa fosse accaduto. È rimasto in silenzio Dylan Capriati, il nipote di Lello, fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalle modalità mafiose per aver ucciso a colpi di pistola Filippo Scavo, 42 anni, del clan Strisciuglio, la notte fra il 19 ed il 20 aprile scorso nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Il giovane, difeso dall’avvocato Donato Colucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di convalida, che si è svolto anche alla presenza dei pm Bruna Manganelli e Marco D’Agostino.Si è formalmente avvalso della facoltà di non rispondere anche Nicola Morelli, 21 anni, che però ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni.Ha spiegato che quella sera si era recato in discoteca con un gruppo di amici, tutti incensurati. Poi avrebbe incontrato Dylan Capriati, dicendo però di non conoscere il ragazzo che era con lui, Aldo Lagioia, pure lui fermato per l’omicidio e ora detenuto a Trani. “Ho visto che fuori dalla discoteca si era creata tensione con Scavo – ha dichiarato – loro sono entrati e io li ho seguiti ma sono rimasto vicino alla porta. Poi ho solo sentito gli spari, non ho visto cosa è successo, e sono andato via.L’avvocato Valeria Volpicella ha chiesto al gip di attenuare la misura cautelare.La decisione sulla convalida dei tre fermi arriverà nelle prossime ore. si sono svolti anche gli interrogatori per gli 11 arrestati nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Lello Capriati: secondo quanto emerso, la maggior parte degli indagati sarebbe rimasta in silenzio.
Rigettati i ricorsi presentati contro la graduatoria delle ultime elezioni di novembre scorso. Gli aspiranti consiglieri Sergio Blasi del Pd, Francesca Bottalico della lista Decaro Presidente e Domenico Damascelli per Fratelli d’Italia per ora restano fuori dal Consiglio Regionale pugliese. Il Tar di Bari ha infatti rigettato i ricorsi presentati contro la graduatoria delle ultime elezioni di novembre scorso. Di certo la battaglia giudiziaria proseguirà davanti al Consiglio di Stato. Oggetto di contestazione da parte del collegio difensivo, l’interpretazione data dalla Corte d’Appello sui criteri di attribuzione dei seggi in case a quanto previsto dalla legge regionale. In particolare, la deroga al principio della ripartizione proporzionale dei voti. È stata rinviata al prossimo 20 maggio, invece, la discussione dei ricorsi presentati da Lucia Parchitelli, prima dei non eletti nella lista Pd della circoscrizione di Bari, Alleanza Verdi e Sinistra e Gianni Stea per Avanti Popolari.
Sono stati avvistati e filmati vicino l’uscita per il quartiere San Paolo. Un allegra comitiva quella avvistata oggi sulla strada statale 16, in direzione Bari, vicino all’uscita per San Paolo. Gli automobilisti hanno filmato un asinello e tre pony, probabilmente fuggiti da qualche maneggio, trotterellare non proprio tranquillamente tra il traffico. Il video dell’insolita comitiva in tangenziale qui Ovviamente si è registrato qualche disagio alla circolazione, senza gravi conseguenze. Tutti hanno rallentato e prestato attenzione ai quattro “amici” in tangenziale. La speranza è che siano stati recuperati e messi al sicuro
Nelle motivazioni della sentenza di condanna è scritto che nessuno dei presenti quella sera collaborò con le forze dell’ordine. “Sono andato in discoteca per divertirmi ma ero armato perché ora non si sta più tranquilli”. È l’ammissione di Michele Lavopa, che la sera del 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta sparò verso Eugenio Palermiti jr, nipote dell’omonimo boss di Japigia ma purtroppo per errore uccise la 19enne Antonella Lopez. Nelle motivazioni alla condanna a 18 anni e 8 mesi, il gup Susanna De Felice ripercorre tutte le tappe della vicenda. “Qualche tempo fa sono stato picchiato da un gruppo di ragazzi sul fortino di Bari Vecchia – racconta Lavopa nell’interrogatorio – per una questione di ragazze. Fra loro c’era anche Eugenio Palermiti. Da quale momento in me qualcosa è cambiato”. Di Palermiti jr, condannato a 4 anni e 6 mesi per essere entrato al Bahia con due pistole, parla il pentito Gianfranco Catalano, dicendo al pm Fabio Buquicchio che il giovane girava armato per difendere il proprio prestigio criminale: “I Palermiti hanno i palazzi interi di soldi, lui non lo faceva per quello ma solo perché si voleva far vedere”. Si aggiungono poi le dichiarazioni del pentito Massimo Soloperto: “Calcoli che vanno a ballare armati da almeno più di 10 anni, succede questo nelle discoteche. Perché c’è sempre questa rivalità tra i clan. Uno che va a ballare non ha nessun senso che si porta una pistola, invece loro comunque la portano per sentirsi al sicuro”. Il giudice fa poi riferimento all’atteggiamento omertoso di chi quella sera era nel locale: oltre 1000 ragazzi, nessuno ha collaborato, è assurdo pensare che non ci sia stata neanche una persona che abbia assistito all’omicidio. Palermiti, si legge in sentenza, è entrato in discoteca atteggiandosi a giovane boss.
Devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture. Due giovani di 32 e 27 anni, originari di San Severo sono stati arrestati dalla polizia di Ravenna per la rapina a due gioiellerie di un centro commerciale della città romagnola che lo scorso10 novembre scorso fruttò quasi 325 mila euro di bottino. I due sono stati bloccati nei giorni scorsi a Cerignola. La rapina era stata commessa a ridosso dell’orario di chiusura da quattro uomini. Con mazzette da muratore e cacciaviti, i quattro avevano spaccato e scardinato diverse vetrinette delle due gioiellerie per sottrarre i gioielli. Gli investigatori sono riusciti a individuare l’auto usata poi per la fuga verso il Foggiano. I due devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture.
Rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola”. “Nel nome di San Nicola, sento il dovere di rivolgere un monito e un appello alla città: non deleghiamo ad altri la liberazione di Bari”. È il monito che l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, diffonde alla vigilia della festa di San Nicola e all’indomani del blitz che ha portato a 14 misure cautelari per due omicidi di mafia. “L’antimafia è compito di tutti” ricorda Satriano che, rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola. Non vogliamo essere ostaggio di chi controlla con la paura, imbavaglia nel silenzio e rinchiude nella rassegnazione”. Dopo la recrudescenza degli episodi criminali, serpeggiava la paura sulla festa del Santo Patrono. Motivo per cui sono aumentate le misure di sicurezza. Ma per Monsignor Satriano Bari non può abituarsi alla violenza. “Non possiamo permettere che i nostri quartieri diventino nomi legati alla paura, né che le strade, le piazze, i luoghi della vita ordinaria siano trasformati in scenari di sopraffazione”. Infine rivolge un pensiero ai più giovani: “Non consegnate la vostra vita a chi vuole usarla, non lasciatevi rubare il cuore. Siete fatti per la libertà, per l’amicizia vera, per la bellezza e per l’amore”.
È imputata con l’accusa di voto di scambio politico mafioso nell’ambito del processo Codice Interno. La ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, moglie dell’avvocato Giacomo Olivieri, è risultata vincitrice di un avviso pubblico per il conferimento di una borsa di studio del valore di 25mila euro lordi della durata di un anno come Data Manager presso il Policlinico di Bari. Si tratta di una selezione effettuata per colloquio e per titoli. La Lorusso, laureata in Giurisprudenza, si è classificata al primo posto fra sette candidati conseguendo 22 punti. L’avviso era rivolto a laureati in Biologia, Scienze Biotecnologiche, Farmacia o discipline Economico-Giuridiche. La Lorusso è imputata con l’accusa di voto di scambio politico mafioso nell’ambito del processo Codice Interno. Il marito Olivieri è stato già condannato in abbreviato a 9 anni di carcere: ora si attende che venga fissato l’appello. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, fa sapere di aver inviato gli ispettori del NIRS per fare luce sulla vicenda.
Colpita la filiale della Banca del Mezzogiorno . Ennesimo assalto con l’esplosivo ad un bancomat nella notte appena trascorsa. I malviventi hanno preso di mira la filiale della Banca del Mezzogiorno di Giovinazzo. Da accertare se siano fuggiti con il bottino. Ingenti i danni all’apparecchio ed agli uffici. La violenta deflagrazione ha svegliato tutti i residenti del quartiere.
L’arcivescovo di Bari-Bitonto rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola”. “Nel nome di San Nicola, sento il dovere di rivolgere un monito e un appello alla città: non deleghiamo ad altri la liberazione di Bari”. È il monito che l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, diffonde alla vigilia della festa di San Nicola e all’indomani del blitz che ha portato a 14 misure cautelari per due omicidi di mafia. “L’antimafia è compito di tutti” ricorda Satriano che, rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificanoin San Nicola. Non vogliamo essere ostaggio di chi controlla con la paura, imbavaglia nel silenzio e rinchiude nella rassegnazione”. Dopo la recrudescenza degli episodi criminali, serpeggiava la paura sulla festa del Santo Patrono. Motivo per cui sono aumentate le misure di sicurezza. Ma per Monsignor Satriano Bari non può abituarsi alla violenza. “Non possiamo permettere che i nostri quartieri diventino nomi legati alla paura, né che le strade, le piazze, i luoghi della vita ordinaria siano trasformati in scenari di sopraffazione”. Infine rivolge un pensiero ai più giovani: “Non consegnate la vostra vita a chi vuole usarla, non lasciatevi rubare il cuore. Siete fatti per la libertà, per l’amicizia vera, per la bellezza e per l’amore”
Undici sono stati arrestati per l’omicidio di Lello Capriati. Tre ventenni invece, Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Nicola Morelli, sono stati fermati per l’omicidio di Filippo Scavo. Domani mattina inizieranno gli interrogatori delle 14 persone finite in carcere a Bari per gli omicidi di Lello Capriati, ad aprile del 2024 e Filippo Scavo, aprile 2026. Una guerra di mafia che vede contrapposti i clan baresi Strisciuglio e Capriati e nella quale si inserirebbe anche l’agguato nel ristorante di Bisceglie avvenuto il 30 aprile scorso e costato la vita ad un cameriere ucciso per errore. Il vero obiettivo dei killer sarebbe stato il titolare, ritenuto vicino ai Capriati. Dei 14, 11 sono stati arrestati per l’omicidio di Lello Capriati. Tre ventenni invece, Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Nicola Morelli, sono stati fermati per l’omicidio di Filippo Scavo. L’autopsia di quest’ultimo sarà eseguita martedì 12 maggio dal professor Francesco Introna dell’istituto di medicina Legale di Bari.
E’ avvenuto il 5 maggio del 2026. I quattro ladri arrivano a bordo di un’Audi, abiti scuri, volto coperto. In tre minuti netti, quindi con tutta calma, . È sera a Santeramo in Colle ma non è tardi. Mancano cinque minuti 22 quando in corso Roma, in pieno centro cittadino, le telecamere di videosorveglianza filmano l’ennesimo furto d’auto. Qui il video del furto E’ avvenuto il 5 maggio del 2026. I quattro ladri arrivano a bordo di un’Audi, abiti scuri, volto coperto. In tre minuti netti, quindi con tutta calma, riescono a rubare l’auto grigia parcheggiata, una Mercedes GLC del valore di circa 65mila euro. L’agganciano con un cavo e la trascinano via. Immagini che purtroppo sono diventate fin troppo diffuse per un fenomeno, quello dei furti d’auto, sempre in costante crescita.
L’attività dei militari si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani . Sono in corso da parte dei carabinieri perquisizioni nella sede di una impresa che si occupa, in appalto, della manutenzione del verde a Bisceglie. L’attività dei militari si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani e finalizzata a fare chiarezza sulla morte di Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile. L’inchiesta, aperta per concorso in omicidio colposo, conta cinque indagati.
Era stato condannato in passato per l’omicidio del maresciallo capo medaglia d’oro alla memoria Marino di Resta . I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza hanno localizzato e tratto in arresto un latitante ricercato da gennaio dell’anno scorso. Si tratta di Carmine Marolda, 64 anni di Venosa. Era stato condannato in passato per l’omicidio del maresciallo capo medaglia d’oro alla memoria Marino di Resta che venne ucciso mentre era in servizio a Pescara 27 anni fa. È stato trovato a Foggia in un’abitazione di edilizia popolare. L’operazione, coordinata dalla Dda del capoluogo lucano, ha visto l’impiego del Gruppo di Intervento Speciale e dei Reparti Territoriali dell’Arma a supporto della fase esecutiva.
Fra gli atti dell’inchiesta immagini postate sui social dai detenuti. “Il piatto va servito freddo. Ognuno avrà ciò che merita“. Un’arma lunga automatica all’interno di un frigo è la simbolica immagine postata nelle storie di Instagram da un detenuto vicino ai Capriati, recluso nella prima sezione del carcere di Bari. È il 19 aprile, il 42enne di Carbonara Filippo Scavo è appena stato ucciso. In un altro post, si brinda con le birre. Ma se i Capriati festeggiano, gli Strisciuglio invece rovesciano un biliardino del carcere per non farlo utilizzare, in segno di lutto. I pm valorizzano i contenuti dei social nel decreto di fermo emesso per l’omicidio Scavo nei confronti di Dylan Capriati, nipote di Lello, Aldo Lagioia e Michele Morelli. Quella sera al Divine Club di Bisceglie nessuna lite: l’assassino matura invece in quella che viene definita “un’atavica e feroce contrapposizione armata fra i due clan”. Dylan Capriati e Lagioia sono armati, Morelli invece no. Entrano dal varco D. Tutto accade in appena 11 secondi. “La gestione dei flussi – scrivono i magistrati a proposito dei controlli – non era rigidamente impermeabile”. Gli addetti alla sicurezza avrebbero assunto un atteggiamento omertoso, mentre invece un avventore avrebbe riferito di aver assistito all’omicidio. Nessun riferimento all’assassinio del cameriere Lino Pizzi a Bisceglie, ucciso probabilmente per errore: “Stiamo indagando – dice il procuratore Rossi – ma di certo si tratta di una vicenda legata alla criminalità organizzata “. Il gip Vittorio Rinaldi, a proposito della contrapposizione fra i rampolli dei clan, parla di una sfacciata disinvoltura nell’utilizzo delle armi, dell’indifferenza rispetto a rischio di poter ferire innocenti. Alla base dei contrasti motivi più che banali: uno sguardo di troppo alle ragazze, liti per l’acquisto di bottiglie, biglietti o autografi. L’omicidio Scavo – secondo la Dda – rappresenta una sorta di vendetta per quello di Lello Capriati, morto il 1 aprile 2024 a Torre a Mare. Per la Squadra Mobile, a sparare fu Gianluca Marinelli, in sella ad una moto guidata da Nunzio Losacco.

Succede a Trani. L’anziano vede poco, ha difficoltà a muoversi, non guida più ma deve aspettare ancora Michele Mannatrizio, 80 anni, di Trani, avrebbe potuto

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase e quelli di Presicce agli ordini del maresciallo Maggio Furto con spaccata nella notte, verso

Secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi Nuove accuse per il

Laureata in giurisprudenza, aveva partecipato e vinto per un progetto scientifico in ambito oncologico del Policlinico La Regione Puglia ha bloccato la procedura di assunzione

In diretta su Telenorba il Corteo di San Nicola da Bari La Caravella è partita dal Castello Svevo di Bari intorno alle 20.45, poco più

Era successo già tre mesi fa, sempre nella stessa scuola A Taviano un ragazzino di scuola media, di soli 13 anni, si è presentato a

Nicola Morelli, 21 anni, ha rilasciato dichiarazioni spontanee dicendo di aver sentito gli spari ma di non aver visto cosa fosse accaduto È rimasto in

Rigettati i ricorsi presentati contro la graduatoria delle ultime elezioni di novembre scorso Gli aspiranti consiglieri Sergio Blasi del Pd, Francesca Bottalico della lista Decaro

Sono stati avvistati e filmati vicino l’uscita per il quartiere San Paolo Un allegra comitiva quella avvistata oggi sulla strada statale 16, in direzione Bari,

Nelle motivazioni della sentenza di condanna è scritto che nessuno dei presenti quella sera collaborò con le forze dell’ordine “Sono andato in discoteca per divertirmi

Devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture Due giovani di 32 e 27 anni, originari di San Severo

Rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola” “Nel nome di San Nicola,

È imputata con l’accusa di voto di scambio politico mafioso nell’ambito del processo Codice Interno La ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, moglie

Colpita la filiale della Banca del Mezzogiorno Ennesimo assalto con l’esplosivo ad un bancomat nella notte appena trascorsa. I malviventi hanno preso di mira la

L’arcivescovo di Bari-Bitonto rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola” “Nel nome

Undici sono stati arrestati per l’omicidio di Lello Capriati. Tre ventenni invece, Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Nicola Morelli, sono stati fermati per l’omicidio di

E’ avvenuto il 5 maggio del 2026. I quattro ladri arrivano a bordo di un’Audi, abiti scuri, volto coperto. In tre minuti netti, quindi con

L’attività dei militari si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani Sono in corso da parte dei carabinieri perquisizioni nella sede di una impresa

Era stato condannato in passato per l’omicidio del maresciallo capo medaglia d’oro alla memoria Marino di Resta I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale

Fra gli atti dell’inchiesta immagini postate sui social dai detenuti “Il piatto va servito freddo. Ognuno avrà ciò che merita“. Un’arma lunga automatica all’interno di