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Primo Piano

Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis patteggiano cinque anni, Connie Sciannimanico condannata a quattro anni e mezzo, tre anni per l’imprenditore Giuseppe Rucci . La giustizia ha emesso condanne e patteggiamenti per i dipendenti dell’ASL di Bari e gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti per dirottare appalti pubblici nel settore sanitario. Le pene più severe sono state comminate a Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, rispettivamente ex direttore dell’Unità di ingegneria clinica e responsabile dell’Unità Edilizia sanitaria. I due hanno patteggiato cinque anni di reclusione, assistiti dagli avvocati Antonio La Scala, Alessandro Faggiani e Antonio Portincasa. A quattro anni e mezzo è stata condannata la funzionaria Connie Sciannimanico, difesa dagli avvocati Gaetano e Vito Sassanelli, che aveva scelto il rito abbreviato. La giudice Isabella Valenzi ha escluso per lei il ruolo di promotrice della presunta associazione a delinquere. Per tutti e tre i dipendenti della ASL, attualmente sottoposti agli arresti domiciliari, è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di un risarcimento civile a favore dell’azienda sanitaria. Condanna a tre anni di reclusione in abbreviato anche per l’imprenditore Giuseppe Rucci, titolare di un’azienda di Bitonto, assistito dall’avvocato Massimo Chiusolo. Tra gli altri imputati che hanno patteggiato figurano: Paola Andriani (moglie di Iacobellis) a 3 anni; Giovanni Crisanti, a 3 anni e 8 mesi; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; e Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi. L’inchiesta, coordinata dalla pm Savina Toscani e condotta dalla Guardia di Finanza, nel novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di 10 misure cautelari con accuse di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, falso e turbata libertà degli incanti. Secondo l’accusa, i funzionari pubblici coinvolti avrebbero ricevuto tangenti dagli imprenditori, favoriti nella gestione di alcuni appalti sanitari, configurando così un vero e proprio “sistema” di corruzione nel settore sanitario.

Sono imputati per tentato omicidio e lesioni. Rischiano 4 anni e 8 mesi di reclusione. La Procura di Bari ha chiesto due condanne a 4 anni e 8 mesi di reclusione per la violenta aggressione avvenuta a Santeramo in Colle il 14 maggio scorso, quando tre uomini avrebbero brutalmente picchiato una persona, tentando anche di darle fuoco, a causa di alcuni messaggi su Instagram inviati alla ex fidanzata di uno di loro. Gli imputati, arrestati alcune settimane dopo l’episodio e tuttora detenuti, sono accusati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Le richieste di condanna, avanzate nel processo con rito abbreviato, riguardano Francesco Sgaramella (47 anni) e Leonardo Fraccalvieri (38 anni), con esclusione dell’aggravante della premeditazione. La sentenza è prevista per il 20 gennaio 2026. Il terzo imputato, Francesco Molinari (35 anni), è a processo con rito ordinario. Secondo le indagini dei carabinieri, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè. Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme agli altri due, aggredendolo con calci e pugni fino a tentare di darlo alle fiamme. Gli aggressori avrebbero bloccato la vittima a terra, cospargendone il corpo di benzina e utilizzando un accendino, ma il tentativo non è riuscito perché l’uomo è riuscito a liberarsi e a scappare.

Il Dossier “Indifesa 2025” di Terre des Hommes evidenzia la necessità di una legge nazionale sull’educazione alla salute e di maggiore collaborazione tra scuole, famiglie e servizi sanitari.

Cinque procedure dall’inizio del 2025, tre in pochi giorni: decisivo il trapianto allogenico per pazienti senza donatore familiare. Policlinico di Bari, nuovo record nelle donazioni di midollo osseo: in soli venti giorni sono stati effettuati tre espianti da donatore non familiare, il quinto dall’inizio del 2025. A renderlo noto è lo stesso presidio universitario sanitario attraverso una comunicazione ufficiale. Gli interventi consentiranno a pazienti affetti da tumori del sangue, privi di legami familiari o di consanguineità con il donatore, di accedere al trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, una procedura che può rappresentare l’unica possibilità terapeutica potenzialmente curativa per alcune gravi patologie ematologiche, nei casi in cui le terapie convenzionali risultino inefficaci o non più praticabili. Per il Policlinico di Bari si tratta del numero più alto di espianti registrato negli ultimi anni. Un dato che conferma l’elevato livello di attività trapiantologica e l’efficienza del percorso clinico-assistenziale dedicato ai pazienti ematologici. A sottolineare il valore di questo risultato è Pellegrino Musto, direttore dell’Unità di Ematologia con Trapianto, che evidenzia “l’importanza fondamentale della donazione di cellule staminali e la straordinaria generosità dei giovani pugliesi, testimoniata concretamente in questi giorni”. Le donazioni sono state effettuate in forma anonima da cinque giovani pugliesi, tutti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, fascia prevista per l’accesso al Registro dei donatori di midollo osseo. Come sottolinea il Policlinico, “con ogni probabilità hanno salvato la vita ad altrettanti pazienti, seguiti in diversi centri di Ematologia italiani, che non conosceranno mai il nome del loro donatore, ma conserveranno per sempre il valore inestimabile di questo gesto”.

Porcelli, Misceo e Gambacorta vincono la prima edizione del Premio di Laurea “Umberto Ruggiero”. Emanuele Bartolomeo Porcelli, Nicola Misceo e Michele Gambacorta sono i tre giovani ingegneri del Politecnico di Bari (PoliBa) vincitori della prima edizione del Premio di Laurea “Umberto Ruggiero”, sostenuto dall’Associazione Termotecnica Italiana, sezione Puglia e Basilicata, nata per ricordare Umberto Ruggiero, storico presidente. L’obiettivo, ricorda il Politecnico di Bari in una nota, era “premiare e sostenere giovani ingegneri e architetti che con la propria tesi di laurea si distinguono nel mondo della ricerca e della tecnica con proposte e soluzioni sperimentali di indubbia qualità”. I tre studenti hanno vinto 1.500 euro ciascuno e hanno avuto l’opportunità di presentare il proprio lavoro di tesi con l’ausilio di slide esplicative. Nicola Misceo, di Cellamare (Bari), si è laureato in Ingegneria Energetica con la tesi “Indagine sperimentale sulle fiamme a getto di idrogeno originate da perdite da serbatoi in pressione”. Nel contesto della transizione energetica, Misceo ha approfondito le tecnologie basate sull’idrogeno. Emanuele Bartolomeo Porcelli, di Trani (Barletta-Andria-Trani), ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Meccanica con la tesi “Simulazioni CFD di un motore a combustione interna con iniezione diretta di idrogeno”, analizzando l’alimentazione dei motori tradizionali a idrogeno. Michele Gambacorta, di Bari, ha ottenuto la laurea magistrale in Ingegneria Energetica con la tesi “Accumulo di energia termica nel calcestruzzo: approcci di progettazione numerico-sperimentale accoppiati”, focalizzata sullo studio di nuovi utilizzi del calcestruzzo per l’accumulo energetico.

Si svolgeranno questo pomeriggio (16 dicembre) alle 15.45 i funerali di Giulia Todaro, la 19enne di Lizzano morta dopo un malore all’ospedale Giannuzzi di Manduria. Il feretro partirà dalla camera ardente allestita alla Casa dell’Ulivo e raggiungerà la parrocchia san Pasquale Baylon a Lizzano. La notizia della scomparsa improvvisa di Giulia ha sconvolto l’ intera comunità. La ragazza da qualche giorno accusava stanchezza e dolori mestruali forti. L’arrivo al pronto soccorso di Manduria. Le sue condizioni erano già gravi. Dalle analisi è emersa una forte anemia. Inutile la trasfusione urgente e tutte le manovre possibili per rianimarla. Giulia, unica figlia, non ce l’ha fatta. I medici hanno disposto subito l’esame autoptico ma la mamma Loredana e il papà Mimmo hanno rinunciato. Il corpo di Giulia, cosi, è stato trasferito alla casa funeraria l’Ulivo sulla via per Torricella. Una perdita che lascia senza parole, ha commentato la sindaca Lucia Palombella. 

In cinque, armati e a volto coperto, misero a segno il colpo il 20 gennaio scorso in una rivendita di bar/tabacchi sulla statale 100, vicino Mottola . Armati e a volto coperto, seminarono terrore in un’area di servizio sulla Statale 100, nel territori di Mottola. Era il 20 gennaio 2025. A distanza di 11 mesi i cinque rapinatori stati individuati e arrestati dai carabinieri di Gioia del Colle. Sono accusati in concorso di di rapina, furto, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, con le aggravanti di “aver commesso il fatto con volto coperto, l’utilizzo di armi e usando violenza su beni esposti alla pubblica fede”, spiegano i carabinieri che hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Taranto. I banditi puntarono la pistola contro la giovane dipendente del bar tabacchi e fuggirono via con denaro e sigarette per un valore di circa 5mila euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, agirono con un mix di violenza e spavalderia. Prima di scappare, uno dei rapinatori consegno un cioccolatino alla dipendente terrorizzata. 

“Mi mancava la tranquillità, il calore, sentirmi qualcuno, fare parte di una comunità” racconta al TgNorba, “Mi mancava uscire la mattina e sapere che quelle poche persone che incontrerai di diranno buongiorno”.. Lucia Abitante ha 30 anni, commercialista, ed è originaria di San Paolo Albanese, il più piccolo comune lucano (circa 200 abitanti). Appena 18enne si trasferì a Roma per inseguire i suoi sogni: studiare, diventare qualcuno, affermarsi nel mondo del lavoro.  Dopo 12 anni però si è resa conto che la Capitale non era più il posto in cui voleva vivere: “Qui a San Paolo c’è un’identità, la gente sceglie di vivere in un modo diverso” racconta Lucia Abitante nell’intervista al TgNorba, “Mi mancava la tranquillità, il calore, sentirmi qualcuno, fare parte di una comunità. Mi mancava uscire la mattina e sapere che quelle poche persone che incontrerai di diranno buongiorno”.  Ai suoi coetanei lancia un messaggio: “Non dovete ascoltare la gente che vi dice che siete pazzi, tornate, provateci, se avete la possibilità fatelo. Poi si può sempre cambiare” Qui l’intervista: (Lucia Abitante, commercialista)

È morto a 87 anni l’ex parlamentare, ricordato per il suo impegno politico e la dedizione verso la città di Bari e il Paese. È morto a 87 anni Ettore Bucciero, ex senatore di Alleanza Nazionale, a Bari, sua città natale. Bucciero, malato da tempo, è stato eletto in Parlamento dal 1994 al 2006 e ha ricoperto anche il ruolo di membro della commissione antimafia. La notizia della sua morte è stata data da Irma Melini, ex consigliera comunale di Forza Italia, che lo ha ricordato come una guida politica e figura di riferimento, elogiando il suo rigore, la passione e il suo impegno verso il Paese.

L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto. Incidente mortale sul lavoro a Viggiano, nel Potentino: un operaio di 67 anni è morto schiacciato dalla terra che avrebbe dovuto scaricare dal camion. L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto.Immediato l’intervento degli operatori sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’uomo. Sul posto anche i Vigili del fuoco, i Carabinieri della Compagnia di Viggiano che stanno conducendo accertamenti sull’incidente insieme con il personale della Medicina del Lavoro dell’Azienda sanitaria di Potenza. La Procura della Repubblica ha disposto l’autopsia

L’accusa è di omicidio preterintenzionale in relazione al decesso di un 48enne di Salve avvenuto la nottre fra giovedì e venerdì scorso in un appartamento di Presicce Acquarica. Ci sono tre agenti della Questura di Lecce indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale in relazione al decesso di un 48enne di Salve morto nel corso di un blitz antidroga nella notte fra giovedì e venerdì scorso in un appartamento di Presicce Acquarica. L’iscrizione nel fascicolo deve considerarsi un atto dovuto per consentire lorodi difendersi e nominare un consulente tecnico in occasione degli accertamenti irripetibili. Come l’autopsia, disposta dal pm Maria Vallefuoco, che venerdì mattina conferirà l’incarico al medico legale Alberto Tortorella. Secondo quanto emerso, l’uomo era all’interno di un appartamento in cui i poliziotti stavano effettuando una perquisizione. In un primo momento, la segnalazione giunta al 113 era relativa ad una presunta sparatoria, ma una volta giunti in casa i poliziotti avrebbero trovato alcune dosi di droga. Due i soggetti arrestati, per i quali oggi si è svolto l’interrogatorio di convalida. Pare che il 48enne si sia improvvisamente accasciato, e nonostante i soccorsi tempestivi da parte del 118 per lui non c è stato più nulla da fare. Le circostanze in cui si è verificato il decesso sono ancora poco chiare, per questo l’autopsia potrebbe fornire elementi utili alle indagini.

È entrata alle 7.30 in ospedale a Manduria ma le sue condizioni erano molto gravi. Appena arrivata ha perso i sensi. Tragedia nel Tarantino. Una ragazza di 19 anni, Giulia Todaro, di Lizzano, è morta subito il ricovero nell’ospedale di Manduria. Era stata portata al pronto soccorso dai genitori perché da due giorni accusava un forte mal di testa. Ma non stava bene già dai giorni precedenti, accusava un senso di debolezza che non riusciva a spiegarsi. È entrata al pronto soccorso alle 7.30 ma le sue condizioni erano molto gravi. Appena arrivata in ospedale ha perso i sensi. Aveva uno stato di forte anemia. Il personale medico si è mobilitato e le sono state fatte subito trasfusioni. Alle 13.40 ne è stato constatato il decesso. I genitori non hanno voluto che fosse effettuata l’autopsia e la salma della ragazza sarà trasportata in serata nella casa funeraria. La sindaca di Lizzano, Lucia Palombella, ha espresso il dolore di tutta la comunità, rimasta sgomenta per questa tragedia. La famiglia della ragazza era molto conosciuta in paese, madre casalinga, padre venditore ambulante di frutta e verdura. La19enne era la loro figlia unica. 

Il duo comico Foggiano ha registrato un milione di presenze in tre settimane pari a 7.103.609 di euro. Pio e Amedeo con “Oi Vita Mia” conquistano titolo di miglior film italiano della stagione con quasi un milione di presenze in tre settimane pari a 7.103.609 di euro. Il film, diretto e interpretato da Pio e Amedeo, dopo l’ottimo esordio al botteghino, continua a registrare numeri da record: al terzo weekend di programmazione il film ha incassato 1.138.691 euro, campione di incassi di questa stagione cinematografico.  Oi Vita Mia si conferma un vero fenomeno di pubblico, capace di conquistare le sale di tutta Italia grazie a una storia che unisce comicità, emozione e autenticità.  Nel cast oltre a Pio e Amedeo anche Lino Banfi, Ester Pantano, Cristina Marino, Marina Lupo, Adriana De Meo ed Emanuele La Torre.  In Oi Vita Mia Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

Del caso sono stati informati la diocesi e la Sovrintendenza dei beni culturali. La Concattedrale di Ostuni perde pezzi e per sicurezza è stata chiusa a turisti e fedeli. Nei giorni scorsa hanno ceduto parti del soffitto, forse a causa delle infiltrazioni che hanno indebolito la struttura. Del caso sono stati informati la diocesi di Brindisi-Ostuni e la Sovrintendenza dei beni culturali. Sono stati già effettuati alcuni sopralluoghi per pianificare gli interventi e presto saranno eseguiti rilievi tecnici per capire in che condizioni è il soffitto.  Sarà riaperta solo al termine dei lavori 

I carabinieri, insieme ai medici veterinari dell’Asl di Foggia, stanno verificando le condizioni di salute dell’animale, che verrà ricoverato presso un centro recupero fauna selvatica. Non solo fiumi di droga e soldi. La malavita, com’è noto, ama mostrare la propria forza anche detenendo animali selvatici. Un povero lupo è stato trovato dai Carabinieri Forestali in un’angusta gabbia. Si trovava in una zona rurale riconducibile ad uno dei destinatari dell’ordine di custodia cautelare che ha interessato 25 persone nel Foggiano .  I carabinieri, insieme ai medici veterinari dell’Asl di Foggia, stanno verificando le condizioni di salute dell’animale, che verrà ricoverato presso un centro recupero fauna selvatica, dove inizierà, dopo le cure necessarie, un percorso finalizzato alla sua liberazione in natura.

Gli studenti chiedono un incontro urgente con il direttore dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario . Un gruppo di studenti del gruppo ‘Cambiare Rotta su Bari’ si è incatenato davanti alla sede barese dell’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia, per protestare “contro il grave ritardo nell’erogazione delle borse di studio”. Hanno ricevuto la comunicazione che la borsa non arriverà entro il 31 dicembre. I 4400 idonei la riceveranno solo nei primi mesi del nuovo anno. E questo nonostante la Regione Puglia abbia stanziato 21 milioni di euro a favore dell’Adisu: i fondi però non sono ancora stati trasferiti, causando ulteriori ritardi. Così gli studenti si trovano ad affrontare difficoltà economiche notevoli. Secondo quanto denunciano la situazione nei prossimi anni è destinata a peggiorare. La ministra Bernini ha annunciato 250 milioni di euro aggiuntivi per il diritto di allo studio a fronte però di notevoli tagli all’università effettuati lo scorso anno. La manovra finanziaria in pratica comporta una riduzione di almeno 150 milioni di euro destinati al diritto allo studio e ai servizi essenziali per gli studenti. Gli studenti chiedono un incontro urgente con il direttore dell’Agenzia per il diritto allostudio universitario e una data per l’erogazione di tutte le borse di studio per gli studenti idonei.

Il Tribunale convalida i provvedimenti della Procura: fatture false per 220 milioni di euro, sequestri per 6 milioni e 82 denunciati. Il G.I.P. del Tribunale di Trani ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza disposto dalla Procura della Repubblica di Trani per fermare un vasto sistema di frode fiscale attivo in diverse Regioni italiane e che ha coinvolto 87 aziende. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, ha portato al sequestro di 37 società “cartiera”, utilizzate esclusivamente per emettere fatture per operazioni inesistenti e consentire indebiti vantaggi fiscali ad altre imprese. È stato inoltre disposto un sequestro da circa 6 milioni di euro nei confronti di 50 società beneficiarie della frode, limitatamente al 2024. L’indagine è partita da un controllo fiscale effettuato a Trani nell’agosto scorso su una società attiva nel commercio di prodotti non alimentari. Durante le verifiche, i finanzieri hanno riscontrato l’assenza di documentazione commerciale a supporto dei rapporti con alcuni fornitori, oltre a gravi irregolarità fiscali riconducibili agli stessi. Gli elementi emersi hanno portato alla segnalazione del caso alla Procura di Trani. Gli approfondimenti successivi, coordinati dall’Autorità giudiziaria, hanno permesso di individuare numerosi fornitori accomunati da identici segnali di rischio fiscale: mancate dichiarazioni dei redditi e IVA, assenza di versamenti, nessun dipendente, nessun bene intestato e assenza di sedi operative reali. In totale sono state individuate 37 società cartiera, distribuite su tutto il territorio nazionale e in gran parte riconducibili a soggetti di origine asiatica, che tra il 2024 e il 2025 hanno emesso fatture false per circa 220 milioni di euro, con un’IVA evasa stimata in oltre 45 milioni di euro. Sulla base delle prove raccolte, la Procura di Trani ha disposto il blocco immediato delle società cartiera per evitare la prosecuzione della frode e il sequestro delle somme illecitamente ottenute dalle 50 aziende beneficiarie, presenti in diverse Regioni. Al termine delle indagini sono state denunciate 82 persone per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. È stato inoltre richiesto all’Agenzia delle Entrate di sospendere le compensazioni fiscali legate a crediti IVA indebiti, per un valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, così da evitare ulteriori danni alle casse dello Stato. L’inchiesta, ancora in corso, rientra nell’attività della Guardia di Finanza per contrastare le frodi fiscali più dannose per l’economia legale, la concorrenza leale e i lavoratori, spesso coinvolti loro malgrado in sistemi fraudolenti.

Serve un intervento urgente del Governo: gli impianti Enel restano strategici per la sicurezza energetica ma costano 100 milioni l’anno. La centrale Enel di Brindisi, così come la centrale di Civitavecchia, entro fine anno potrebbe chiudere i battenti. È necessario, nel giro di due settimane, un intervento del Governo. In realtà è questa la sorte decisa per le centrali a carbone dal Piano nazionale energia. Ma nel frattempo è necessario garantire l’approvvigionamento energetico per motivi di sicurezza nazionale. Infatti il ministro dell’Ambiente non le spegne in quanto possono garantire, in caso di emergenza, 4.650 megawatt di potenza, anche se inquinano. Tenerle aperte, queste centrali elettriche, però, come accade da fine 2023, costa 100 milioni di euro l’anno senza che producano e vendano energia. Il rischio è quello di nuovi oneri in bolletta. L’alternativa è quella del passaggio di proprietà degli impianti Enel allo Stato. Così potrebbero essere classificate come strutture strategiche per la sicurezza energetica. In buona sostanza, quelle spese potrebbero diventare debito pubblico destinato alla difesa. Bisogna decidere quanto prima: al primo gennaio non resta molto tempo.

L’uomo denuncia nell’intervista, a volto coperto, il ricatto a cui è stato sottoposto per anni. Gli autotrasportatori non dovrebbero guidare per più di 9 ore di fila e invece molti superano di gran lunga questo limite, mettendo a rischio la loro vita e quella degli altri. Abbiamo raccolto la testimonianza di un camionista pentito che ci spiega quello che succede. “I committenti ti fanno firmare dei contratti, dove tu devi attenere alle regole da un lato” racconta senza mostrare il volto,  “dall’altro lato poi ti redigono dei fogli di viaggio dove ti fanno fare proprio il delinquente”. Ovvero: non autorizzano il doppio equipaggi, quindi il secondo autista, ma al tempo stesso ti dicono che devi prendere un carico a Polignano e devi stare dall’altra parte dell’Italia entro dieci ore e fare una serie di consegne. “Significa che uno si parte da Bari e deve andare a Polignano e già ti sei mangiato un’ora di guida” spiega ancora il camionista. “Andando a Verona, per esempio, hai 10 ore di guida. Quindi già abbiamo sforato di minimo due ore. Poi devi fare le consegne, e servono tra le 4 e le cinque ore”. In pratica rispettare la legge è impossibile. “Noi viaggiamo senza scheda significa che due ore due tre ore ore le dovevo rubare perché qua si parla di rubare, rubare le ore così si dice in gergo, in pratica tu non risulti sulla scheda” spiega ancora il camionista pentito, che alla fine è stato ridotto sul lastrico perché non accettava più i ricatti delle aziende. “Col senno di poi mi dovevo fermare prima” dice sconsolato, “Non accettare i loro ricatti, perché io l’ho fatto per per la mia famiglia e anche per i lavoratori che avevo con me, dipendenti che adesso non ho più”

Giorni fa era morto il padre Giulio, 51 anni. La madre ha autorizzato l’espianto offrendo una speranza di futuro a piccoli pazienti . La madre di Francesco Nappi, il bambino di 9 anni morto ieri, a seguito di un incidente avvenuto giovedì nei pressi di Pantano di Pignola, in cui ha perso la vita anche il padre Giulio di 51 anni, ha autorizzato l’espianto degli organi del piccolo. L’intervento è avvenuto nelle scorse all’ospedale San Carlo di Potenza dove il bambino era giunto in in condizioni gravissime ed è stato assistito per due giorni nel reparto di Terapia intensiva. La donazione, resa possibile anche dalla compatibilità clinica e biologica, ha permesso che gli organi prelevati fossero destinati a piccoli pazienti e giovani adulti, offrendo loro una concreta speranza di futuro e una nuova prospettiva di vita. ulla vicenda è intervenuto anche i governatore lucano, Vito Bardi, che si è impegnato “a fornire tutto il supporto necessario, auspicando una riflessione collettiva sulla sicurezza stradale, affinché simili tragedie non si ripetano mai più”.

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