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Politica

L’unica possibile secondo la maggioranza. Tutta austerità e tagli secondo le opposizioni. La manovra di bilancio vista e rivista fino all’ultimo istante in Commissione è arrivata in Aula, al Senato. Secondo le opposizioni, una legge che va contro lavoratori e pensionati e contro il Mezzogiorno. Riprese e Montaggio di Massimo D’OlimpioInterviste al senatore Francesco Boccia, Pd; senatrice Vita Maria Nocco, FdI

. Non nasconde tutte le difficoltà nella formazione della nuova giunta il neo presidente Antonio Decaro ospite sabato sera a Bari, ad un’iniziativa della Lilt. Nel mirino le regole che, a suo dire, tengono la politica regionale con le mani legate. La legge elettorale pugliese e la legge Laricchia, ribattezzata “anti trombati” e che per il neo presidente sembra ispirata all’autoconservazione degli eletti.  Il consiglio regionale fa le nomine, ma il presidente ci mette la faccia. Un corto circuito che, ricorda, nella scorsa legislatura ha già paralizzato le scelte. Garanti dei minori, dei detenuti e dei disabili scaduti ed in proroga da oltre un anno e mezzo, mesi di trattative tra i partiti per arrivare a un accordo sul Corecom. Il rischio, avverte Decaro, è rivivere a breve lo stesso film.  Duro anche il giudizio sul divieto della legge Laricchia di assegnare incarichi in enti e agenzie partecipate ai candidati non eletti alle regionali. In Puglia, accusa Decaro, vengono trattati da appestati. Un paradosso rispetto al quadro nazionale, dove – superata la legge Severino – chi ha ricoperto ruoli politici può tornare operativo. Sotto accusa anche statuto e legge elettorale pugliese che obbligano il presidente a scegliere gli assessori solo tra gli eletti, a differenza di altre regioni che possono nominare esterni.  Da ultimo Decaro ha ribadito l’annuncio: dopo il verdetto della Corte d’Appello nominerà la nuova squadra degli assessori per poi passare a riformare le leggi anti democratiche.

Modifiche necessarie, secondo la Maggioranza che invece sottolinea gli interventi a favore di casa e imprese. Si punta a chiudere i lavori della Commissione Bilancio entro venerdì e così poter far arrivare la Manovra, in Aula al Senato, lunedì 22 con il voto il 23. Poi il passaggio alla camera entro il 31 per evitare l’esercizio provvisorio. Le opposizioni puntano il dito sull’emendamento del Governo che ha modificato radicalmente la Manovra Interviste: Francesco Boccia Capogruppo Pd; Sen Dario Damiani Capogruppo FI e Relatore

La sanità è stata al centro della campagna elettorale delle regionali e resta uno dei temi più discussi. Ad Atreju, evento nazionale organizzato da Fratelli d’Italia, il confronto tra Governo e Regioni, che ha visto la partecipazione del presidente eletto della Regione Puglia, Antonio Decaro. In primo piano il problema delle liste d’attesa. Intervista a: Antonio Decaro, presidente eletto della Regione Puglia, e Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute

All’interno della manovra, su cui sta lavorando la commissione bilancio del Senato, anche alcuni interventi sulla Zes Unica Agricola. La Commissione Bilancio del Senato, punta a rispettare i tempi per portare in Aula la Manovra di Bilancio. Continua il nostro viaggio con i rappresentanti dei partiti su alcuni emendamenti specifici.  Riprese e Montaggio di Massimo D’OlimpioIntervista alla senatrice Vita Maria Nocco, Commissione Bilancio Senato

Sabato 13 parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Antonio Decaro, in attesa della proclamazione ufficiale come nuovo presidente della Regione Puglia, sta iniziando a costruire una nuova immagine istituzionale della Regione e a definire la sua agenda politica. Sabato 13 sarà a Roma come ospite della festa di Fratelli d’Italia, Atreju, dove parteciperà a un panel sulla trasparenza e l’efficienza nella sanità. Decaro ha ottimi rapporti sia con la premier Giorgia Meloni che con il vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto. Dopo la sua elezione, Decaro ha ringraziato Meloni per gli auguri e ha assicurato collaborazione istituzionale, ricordando però di essere sempre stato fermo nel difendere gli interessi dei Comuni, anche durante le discussioni sui fondi PNRR. Da ambienti di Fratelli d’Italia viene spiegato che l’invito rivolto a Decaro rientra nella loro visione politica, secondo cui è il voto popolare a legittimare chi governa.

Le priorità emerse sono tre: più semplicità, più coordinamento e investimenti più mirati. L’iniziativa comprende un nuovo portale Ue per le città, un helpdesk dedicato e una piattaforma per le città. Un dialogo permanente tra Bruxelles e le città, strumenti di semplificazione e investimenti più strategici a livello locale: sono tre i pilastri su cui si fonda l’agenda Ue per le città adottata oggi dal collegio dei commissari. Li indica il vicepresidente alla Coesione Raffaele Fitto sottolineando che il nuovo quadro europeo è pensato “per rispondere in modo concreto alle esigenze delle aree urbane” ed è frutto di “un anno di confronto diretto con sindaci e amministratori di tutta Europa”. Le priorità emerse sono tre: più semplicità, più coordinamento e investimenti più mirati. L’iniziativa comprende un nuovo portale Ue per le città, un helpdesk dedicato e una piattaforma per le città. “Il 75% degli europei vive nelle città e ogni giorno affronta sfide molto reali: accesso alla casa, sicurezza, costi della vita, mobilità, inclusione sociale”, ha ricordato Fitto. “Con l’agenda rafforziamo il ruolo delle città, rispondendo alle esigenze dei cittadini e ascoltando la voce dei sindaci”. 

Il presidente uscente ha salutato dipendenti e consiglieri regionali con parole commosse . “Sono qui a salutarvi con la stessa serenità di quando ti laurei e vinci il concorso in magistratura” ha dichiarato Michele Emiliano prima di salutare dipendenti e consiglieri regionali, “Io mi sento molto forte grazie a tutti voi grazie a tutti i pugliesi a tutte le persone che mi hanno aiutato a fare questo questo lavoro. Sono felice anche per quello che verrà perché per la Puglia bisogna continuare a lavorare, qualcosa di straordinario per superare la questione meridionale. La Puglia – ha proseguito Emiliano – è quella regione che ha la possibilità di dimostrare a tutta Europa e soprattutto all’Italia che i meridionali sono in grado di fare benissimo tutto”.

Sul piano più politico si è costituito un nuovo gruppo . A Potenza è stato introdotto il daspo urbano che potrà essere adottato dalla polizia locale come strumento per la sicurezza della città. Il provvedimento è stato approvato dal consiglio comunale del capoluogo lucano che ha anche impegnato con ordine del giorno il sindaco ad opporsi alle nuove ricerche di petrolio nel comprensorio dei comuni di Serra San Bernando confinante con Potenza. Sul piano più politico, tra le critiche dell’opposizione, si è costituito un nuovo gruppo denominato la “Potenza delle contrade”.

Il tema affrontato in consiglio comunale. Restituire vita al gemellaggio già esistente con Sparta per rafforzare l’identità di Taranto. Con mozione votata all’unanimità, il consiglio comunale tarantino, svolto in question time, si impegna a rivitalizzare il legame tra le due realtà, perchè come il Salento e la Valle d’Itria, anche la città dei due mari riscopra la sua identità e ne faccia un brand dal quale ripartire, per creare nuove alternative di sviluppo, considerato il momento di crisi economica e sociale in atto. La mozione è stata presentata dal consigliere Di Bello dalle fila dell’opposizione, ma ha trovato tutti d’accordo. Per il consigliere bisogna puntare su una maggiore valorizzazione culturale e turistica; sulla comunicazione, coinvolgendo scuole, università, realtà produttive. Il Comune lavorerà per intercettare i fondi europei, nazionali e regionali per attuare questa visione, ha assicurato il vice sindaco Giorno. L’altro tema affrontato, quello della sicurezza al piazzale Bestat, proposto da Vietri, Toscano e Lazzàro. Ha risposto l’assessore alle Municipalizzate, Cataldino: sono già in programma il potenziamento del servizio di pattugliamento e l’implementazione delle telecamere di videosorveglianza. Rinviata a nuova discussione la proposta di Di Cuia, perchè assente, di sottoscrivere un protocollo d’intesa per l’utilizzo delle strutture sportive militari dalle squadre giovanili, durante i lavori di ristrutturazione degli impianti sportivi comunali per i Giochi del Mediterraneo.

Sanità e crisi idrica saranno i primi dossier sul tavolo del neo governatore. Tutto da definire, invece, il futuro del governatore uscente. Visita a sorpresa, ieri, per il presidente Decaro al Pdta di Noci: uno dei presìdi di assistenza territoriale in via di conversione in casa di comunità. Decaro ha toccato con mano il lavoro quotidiano del personale sanitario ed ascoltato i pazienti della struttura che offre medici di famiglia associati, ambulatori per visite specialistiche e un cup per le prenotazioni. Una delle possibili risposte ai tempi biblici delle liste d’attesa. E proprio sanità e crisi idrica saranno i primi dossier sul tavolo del neo governatore e della nuova legislatura che comincerà, se tutto fila liscio, non prima di un mese, a gennaio 2026, quando la corte d’appello proclamerà gli eletti del parlamentino pugliese. Prima di quella data, ha ribadito Decaro, non sarà ufficializzata la nuova squadra degli assessori. Le poche certezze riguardano: parità di genere, visibilità dei territori e griglia di partenza. Tre o quattro assessori al Pd più la presidenza del consiglio; due alla civica Decaro presidente; uno a testa ad Azione e Cinque Stelle; e poi il possibile recupero di Avs e Popolari. Tutto da definire, invece, il futuro del governatore uscente. In base agli accordi Emiliano dovrebbe entrare nella giunta Decaro da assessore esterno, ma c’è chi dice che potrebbe tornare ad indossare la toga. Nel frattempo dopo dieci anni passati alla regione Puglia Emiliano saluterà politici e dipendenti invitati ieri via lettera. La cerimonia si svolgerà nell’agorà del consiglio regionale a partire dalle ore 11.

Con il commercialista Massimo Dinoia erano finiti ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sul trasferimento fraudolento di valori . Il Tribunale del Riesame di Bari ha annullato il provvedimento di arresto che era stato disposto dal gip di Trani nei confronti dell’ex vicesindaco di Barletta Nicola Salvemini e del commercialista Massimo Dinoia, finiti ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori.Salvemini, dopo 3 giorni di arresti domiciliari, si è visto revocare la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione di consulente del lavoro per 12 mesi, mentre Dinoia, che era ai domiciliari, è tornato libero.Gli avvocati – Claudio Cioce per Salvemini mentre Rinaldo Alvisi e Ruggiero Vitobello per Dinoia – hanno sostenuto l’inutilizzabilità delle intercettazioni e la mancanza di gravi indizi a carico dei propri assistiti.

Avvio di consiglio comunale infuocato a Brindisi. Al centro della seduta la delibera sulla variazione di bilancio scaduta, arrivata in aula 14 giorni oltre i termini. Il consigliere Pasquale Luperti si è riservato di presentare una mozione di sfiducia contro il presidente del Consiglio comunale, Gabriele Antonino, accusato di non aver vigilato sui tempi della delibera. Antonino, supportato dalla maggioranza, si è difeso spiegando di non aver mai ricevuto comunicazioni sui termini. La delibera, comunque, è stata riproposta e approvata con 18 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto. Luperti, pur non facendo formalmente parte della maggioranza, è stato candidato alle ultime regionali con Forza Italia. La campagna elettorale aveva congelato la crisi aperta a luglio dal gruppo consiliare di Fratelli D’Italia – con l’eccezione di Cesare Mevoli – che aveva chiesto un rimpasto o l’azzeramento della giunta. Chiusa la tornata elettorale, si capirà se i meloniani risolleveranno la questione. La vicenda è strettamente legata anche al risultato, inferiore alle aspettative, ottenuto dal candidato locale di Fratelli d’Italia, Massimiliano Oggiano. Questo potrebbe ridisegnare gli equilibri di forza all’interno della maggioranza e influenzare il rapporto tra i gruppi consiliari. Per l’opposizione la seduta odierna è stata una “resa dei conti interna alla maggioranza”. Il sindaco mentre il sindaco Giuseppe Marchionna ha preferito glissare sulle tensioni politiche.

Da Nichi Vendola a Lucia Parchitelli: i nomi. L’elenco degli esclusi eccellenti dal Consiglio Regionale pugliese è lungo. Ma il nome che fa più rumore è senza dubbio quello di Nichi Vendola: nonostante le quasi 10mila preferenze, l’ex governatore resta fuori, così come l’intera lista di Avs che non avrà alcun rappresentante. Non ce la fa l’assessore al turismo uscente Gianfranco Lopane, così come altri due colleghi in giunta: Fabiano Amati e Gianni Stea. Fuori dai giochi anche diversi consiglieri uscenti come Ruggero Mennea, Joseph Splendido, Sergio Blasi e Lucia Parchitelli. non entrano in consiglio altri due candidati di primo piano: l’assessore al comune di bari pietro petruzzelli e l’ex capo dipartimento alla cultura e al turismo della regione puglia aldo patruno.

In totale sono 20 le new entry. Tutti i nomi. Sono 20 i volti nuovi nella dodicesima legislatura della Regione Puglia. La provincia che ha cambiato più di tutte è la Bat con 6 new entry. Partiamo dal nord della Puglia, da Foggia. Le novità sono Rossella Falcone del Pd e Grazia Maria Starace della lista “Decaro presidente”, rispettivamente ex ed attuale assessore al turismo del comune di Vieste. Entra in consiglio anche l’avvocato Giulio Scapato, storico esponente socialista, eletto con la stessa civica. Nella provincia di Barletta-Andria-Trani i volti nuovi sono il segretario regionale del Pd Domenico de Santis, Ruggero Passero della lista “Per la Puglia” in passato assessore al comune di Barletta, Giovanni Vurchio in quota al partito democratico e presidente del consiglio comunale di Andria, Nicola Rutigliano della lista “Decaro presidente”, Marcello Lanotte, Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Barletta, e Andrea Ferri, Fratelli d’Italia, consigliere comunale a Trani. A Bari grande risultato per l’assessore comunale Elisabetta Vaccarella, Pd, la consigliera regionale più votata con quasi 27mila preferenze. New entry per la lista “Decaro presidente” il medico Felice Spaccavento ex consigliere comunale a Molfetta, Maria La Ghezza consigliera comunale dei 5 stelle a Polignano e Anna Carmela minuto esponente di Forza Italia. Nel brindisino due volti nuovi: Isabella Lettori, Partito Democratico, ex assessore ai servizi sociali del capoluogo, e Tommaso Gioia eletto nella lista “Decaro presidente” ex consigliere per la sanità di Emiliano. Nel Tarantino le novità sono l’ex sindaco di Fragagnano Giuseppe Fischetti per la lista “Decaro presidente”, Annagrazia Angolano dei 5 stelle ex candidata sindaca di Taranto e Giampaolo Vietri ex consigliere al comune di Taranto per Fratelli d’Italia. Due novità a Lecce, l’ex sindaco di Gallipoli Stefano Minerva per il Pd e l’ex assessora del capoluogo salentino Silvia Miglietta eletta per la civica “Decaro Presidente”.

Primo della lista Per la Puglia con 8.161 preferenze che sono state insufficienti a garantirgli l’elezione. Questa tornata elettorale ha lasciato fuori diversi nomi di spicco nel Brindisino, tra cui – dopo ben tre mandati – l’assessore regionale al Bilancio Fabiano Amati, insieme a consiglieri regionali uscenti che hanno avuto un ruolo rilevante nella passata legislatura. A non essere riconfermato il francavillese Maurizio Bruno, in quota al partito democratico. Stessa sorte per Mauro Vizzino, presidente della Commissione Sanità, candidato nella lista Per la Puglia ed Alessandro Leoci di Carovigno, della lista Avanti Popolari. Tra tutte, però, l’esclusione più clamorosa è proprio quella di Fabiano Amati, primo della lista Per la Puglia con 8.161 preferenze, insufficienti a garantirgli l’elezione

Nonostante il 4% raccolto alle urne, né Alleanza Verdi e Sinistra né  Avanti Popolari sono riusciti a superare la soglia d’ingresso al consiglio regionale. Nonostante il 4% raccolto alle urne, né Alleanza Verdi e Sinistra né  Avanti Popolari sono riusciti a superare la soglia d’ingresso al consiglio regionale. A condannare i due simboli è il cosiddetto effetto Decaro: il forte traino personale del candidato governatore capace di prendere più voti delle liste di centrosinistra ha innalzato l’asticella ammazza partitini. E così dopo il pieno di voti e ben cinque consiglieri regionali conquistati nel 2020, i Popolari dell’assessore uscente Stea resteranno all’asciutto.

Il sindaco Barbano era in carica da un anno e mezzo, al voto nella prossima primavera. All’indomani delle elezioni regionali cade l’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, guidata da un anno e mezzo dal sindaco Filippo Barbàno, sostenuto principalmente dal Movimento Cinque Stelle, proprio nella città del leader nazionale Giuseppe Conte. Nove consiglieri comunali – due del Partito Democratico, l’ex candidata prima cittadina del centrodestra, un esponente di Rifondazione e cinque civici – hanno protocollato le dimissioni davanti ai segretario comunale. A sostegno di Barbano restavano, quindi, solo sette consiglieri. Si dovrebbe tornare al voto la prossima primavera.

. “Il dato del milione di voti è importante ma il dato da sottolineare di più è quello di chi non è andato a votare”. Ha esordito così l’intervento a Votofinish il neo presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, “Ora il mio impegno è recuperare fiducia. Molte volte la politica tende a minimizzare ma per me se i cittadini non si interessano alla politica vuol dire che la politica non si interessa ai cittadini”. A chi lo “accusa” di piangere spesso, ha risposto: “Ho le mie fragilità non mi nascondo, ho pianto e non mi vergogno. Io sono fatto così, non sono un supeuomo, sono umano e vivo le mie emozioni” Circa la discontinuità con il passato, Antonio Decaro si è detto dispiaciuto per la mancata elezione di Nichi Vendola. Sulla mancata candidatura di Emiliano precisa: “Volevo trovarmi in una situazione in cui iniziare una pagina nuova. Non volevo discontinuità perché io politicamente sono cresciuto con lui. Michele Emiliano mi ha fatto entrare in politica e smettere di fumare e lo ringrazierò sempre” Sulla composizione della giunta non cede ad alcuna domanda: “È troppo presto” si affretta a dire ad ogni domanda incalzante del direttore Domenico Castellaneta e del vice direttore Antonio Procacci. Anche sul ruolo di Emiliano non fa eccezioni: “Michele Emiliano sicuramente continuerà a lavorare con noi e per noi, non so cosa farà nei prossimi mesi”.  Tra i primi temi affrontati quello della sanità: “In questi giorni tutti mi chiedono chi sarà l’assessore alla sanità” ha detto Decaro, “Ma per me non è importante chi ricoprirà quel ruolo. È importante standardizzare i processi. Capisco che non è facile soprattutto a causa dell’alta burocratizzazione. L’altro problema fondamentale sono le risorse: quelle messe a disposizioni sono inferiori, a parità dei servizi, all’aumento dei costi dei servizi stessi”. La prima emergenza che da presidente regionale si troverà ad affrontare sarà la crisi idrica. Antonio Decaro ha sottolineato quanto sia importante, in tal senso, il ruolo dell’Europa: “Siamo riusciti, insieme al commissario Fitto, a cambiare una norma europea che partendo dalla resilienza idrica, permette già con i fondi europei attuali, di finanziare le opere per la resilienza idrica. Sono tutte opere che si potranno realizzare con i fondi europei. Un’azione che abbiamo portato a compimento ascoltando i cittadini”  Antonio Decaro ha sottolineato quanto siano importanti i rapporti con il Governo: “Dopo la vittoria ho ricevuto la telefonata di tre ministri che si sono congratulati con me e mi hanno augurato buon lavoro e per me è importante”. Lui invece i sta impegnando a contattare chi non ce l’ha fatta alle elezioni: “Li sto chiamando uno per uno per ringraziarli. Chi governa è privilegiato, lo sa, non deve dimenticarlo. Bisogna stare attenti e tenere i piedi per terra”. A proposito di restare in contatto con la realtà ha ribadito: “Ho detto ai cittadini venitemi a prendere dal Palazzo della Regione che può diventare la prigione del potere. Portatemi in giro, anche negli autobus che non funzionano, perché solo così posso lavorare bene. Se sono tornato qui in Puglia l’ho fatto per dare una mano alla mia gente. Lo farò cercando la squadra migliore. Se le troverò tra quelli che già c’erano bene, ma non ci saranno preclusioni”

I messaggi ai neo eletti governatori Antonio De Caro, Roberto Fico e Alberto Stefani. “Il Sud ha bisogno di una strategia coesa e unitaria, capace di superare i vecchi schemi e di proporsi al Paese come un motore di sviluppo credibile e affidabile”. Così – in una nota diffusa dall’ufficio stampadella Giunta lucana – il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (Forza Italia), il quale ha inviato un messaggio di auguri ai neo eletti governatori Antonio De Caro (Puglia), Roberto Fico (Campania) e Alberto Stefani (Veneto). “Un augurio speciale al nuovo presidente veneto: è un segnale positivo e incoraggiante per la politica italiana vedere giovani talenti che assumono responsabilità così alte. Con i suoi 33 anni Stefani è il presidente di Regione più giovane attualmente in carica nel Paese, un dato che ci riporta alla storica elezione di Raffaele Fitto, eletto presidente della Puglia nel 2000 a soli 31 anni”. Bardi ha poi “focalizzato l’attenzione sulle Regioni del Mezzogiorno interessate dalla tornata elettorale, la Puglia e la Campania, nell’ottica di una proficua collaborazione per tutto il territorio meridionale: la Basilicata è storicamente e strutturalmente legata alle Regioni limitrofe con cui si intende rafforzare una sinergia istituzionale”. Il governatore lucano ha continuato “riaffermando la piena disponibilità della Basilicata alla collaborazione interregionale: la nostra Regione è pronta a sedersi al tavolo con i nuovi esecutivi di Puglia e Campania, e con tutte le altre Regioni, per costruire un Sud propositivo e capace di affrontare insieme le sfide del futuro, a partire dalla gestione dei Fondi europei, dalle infrastrutture e dal potenziamento dei servizi per i cittadini. Lavorare insieme, con lealtà e spirito costruttivo, è la chiave per dare all’intero Mezzogiorno il ruolo che merita nel panorama nazionale ed europeo”, ha concluso Bardi.

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