
Taranto: arrestato scassinatore seriale di distributori h24, incastrato dai filmati di sorveglianza
L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a

L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a scappare. Arrestato dalla polizia lo scassinatore seriale dei distributori h24 di Taranto. È un 41enne, già denunciato a dicembre scorso, ora accusato di tentata rapina aggravata. Ad incastrarlo i filmati delle telecamere di videosorveglianza. L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a scappare. Dopo la denuncia della vittima, gli agenti hanno rintracciato il 41enne. Nella sua auto è stato ritrovato l’arnese da scasso impiegato per i furti. Durante la perquisizione domiciliare, invece, sono stati trovati gli indumenti indossati di volta in volta. Proseguono le indagini, perché l’uomo è sospettato di almeno altri otto furti compiuti nei mesi scorsi.
Prende il posto di mons. Domenico Cornacchia. Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi mons. Domenico Basile, del clero della diocesi di Andria, finora vicario generale. Si tratta del primo nuovo vescovo italiano del pontificato di Leone XIV. Succede al vescovo Domenico Cornacchia che lascia per limiti di età, avendo compiuto 75 anni lo scorso febbraio. Basile, prete dal 1991, 59 anni, vicario generale dal 2021, è nato il 3 giugno 1966 ad Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Ha studiato filosofia e teologia al Seminario vescovile di Andria e poi nel Pontificio Seminario regionale pugliese “Pio XI” di Molfetta. È stato ordinato sacerdote il 14 settembre 1991.
Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Una risposta concreta alle attese che pesano sui cittadini. A Nardò, nel presidio territoriale dell’ex ospedale Sambiasi, la sanità accelera e mette il turbo sulle liste d’attesa: in una sola settimana sono state erogate circa 160 prestazioni di Tac, con e senza contrasto. Un risultato reso possibile grazie all’attivazione della nuova apparecchiatura di radiologia e a un’iniziativa straordinaria messa in campo dalla Asl di Lecce. Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Un lavoro intenso, che ha coinvolto medici, tecnici e personale sanitario, con l’obiettivo di recuperare esami programmati da tempo e garantire risposte più rapide ai pazienti in attesa di completare il proprio percorso diagnostico. L’obiettivo non è solo aumentare i numeri, ma anche garantire qualità e appropriatezza delle prestazioni. Dalla Asl sottolineano che l’esperienza di Nardò dimostra come una buona programmazione e lavoro integrato tra distretto, Cup e ospedale possano migliorare l’accesso ai servizi sanitari. C’è però un dato che fa riflettere: nonostante le chiamate attive, nessun paziente ha accettato di sottoporsi alla Tac con mezzo di contrasto nelle sedute straordinarie del 21 e del 23 dicembre. Un elemento che riporta al centro il tema dell’appropriatezza prescrittiva e dell’uso responsabile delle risorse sanitarie. In una regione che ancora fa i conti con liste d’attesa lunghe e ritardi diffusi, l’esempio di Nardò rappresenta un positivo segnale di efficienza e programmazione concreta.
Tra loro Pentassuglia, Ciliento, Vaccarella e Paolicelli. Ma l’attesa ormai è agli sgoccioli. In attesa di ufficializzare la squadra degli assessori, il presidente Decaro ha firmato ieri i decreti di nomina per il suo staff ristretto. Capo di gabinetto sarà il dottor Pellegrino, già direttore generale al comune di Bari. Confermata l’avvocato Rossana Lanza alla guida dell’avvocatura regionale, mentre Aurelia Vinella sarà la portavoce. Il tutto con l’orecchio teso alla Corte d’Appello di Bari, pronta a proclamare i 50 nuovi consiglieri regionali. Un passaggio atteso nelle prossime ore o, al più tardi, a inizio della prossima settimana. Secondo i rumors, l’elenco definitivo degli eletti ricalcherà quello diffuso a caldo la sera del voto. Subito dopo decaro presenterà la giunta: otto assessori scelti dal consiglio e due esterni. Cinque incarichi, presidenza del consiglio compresa, andranno al Pd; due alla lista Decaro presidente; uno ciascuno a movimento 5 Stelle e Per la Puglia. Tra i papabili l’uscente assessore Pd Pentassuglia, in pole position per guidare la Sanità. Con lui le Dem Ciliento e la new entry Vaccarella, oltre al fedelissimo del presidente, Paolicelli. In forse l’ingresso come assessore esterno dell’ex governatore Emiliano, con deleghe possibili alle crisi industriali o alla legalità. Più probabile l’assessorato esterno ad Alleanza Verdi e Sinistra, rimasta fuori dal consiglio insieme ai Popolari per effetto della soglia di sbarramento. L’attesa è agli sgoccioli, ma le scelte definitive restano ancora in stand by.
Intanto, c’è stato il ricorso contro il no della Procura al dissequestro dell’altoforno 1, sequestrato dopo l’incendio del 7 maggio. Arriva una bella boccata d’ossigeno per le imprese dell’indotto. La regione Puglia ha infatti assegnato oltre 12 milioni di euro a 75 imprese. Le risorse provengono dall’avanzo vincolato regionale e sono destinate alle aziende con crediti prededucibili verso il siderurgico. Sempre sul fronte ex Ilva, c’è da segnalare il ricorso presentato al gip Mariano Robertiello contro il no della Procura al dissequestro dell’altoforno 1, sequestrato dopo l’incendio del 7 maggio. L’azienda contesta la durata del sequestro probatorio, ritenendola non coerente con i principi indicati dalla Cassazione. Ieri mattina al Ministero dell’Ambiente si è tenuta la conferenza dei servizi sull’istanza relativa allo stop di tre batterie delle cokerie, a partire dal 20 gennaio e fino ad aprile. Il parere del Mase (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) potrebbe arrivare già oggi.
Tutti chiedono la messa alla prova. Le decisioni sono attese nelle prossime udienze.. Studenti nei guai in Salento. Due vicende giudiziarie coinvolgono alcuni minorenni dell’istituto professionale “Filippo Bottazzi” di Casarano. Un 16enne andrà a processo per aver minacciato, insieme al padre, un docente dopo alcune note disciplinari: il professore fu costretto a rifugiarsi in bagno e a chiedere aiuto al 112. Parallelamente, quattro studenti tra i 16 e i 17 anni sono accusati di insulti razzisti e minacce contro un compagno di origine senegalese: tre respingono le accuse, uno ammette parzialmente le proprie responsabilità. Tutti chiedono la messa alla prova. Le decisioni sono attese nelle prossime udienze.
I lavoratori minacciano azioni di protesta forti che potrebbero bloccare la mobilità cittadina. Tensione sempre più alta tra i sindacati e la Sgm, azienda che gestisce il trasporto pubblico e i parcheggi a Lecce. Cobas denuncia le condizioni di lavoro logoranti per gli oltre 120 dipendenti che lamentano turni massacranti. Durante un incontro con il Prefetto di Lecce, il sindacato ha parlato di gestione “insostenibile” legata a carenze igieniche a causa dell’assenza dei bagni pubblici ai capolinea e mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. Il rappresentante dei Cobas, Massimo Mancarella, ha chiesto soluzioni immediate da parte dell’azienda. I lavoratori minacciano azioni di protesta forti che potrebbero bloccare la mobilità cittadina. La palla passa ora al comune di Lecce e al management di Sgm.
Situazione critica a Taranto, diminuiscono gli accessi negli ospedali della Bat. I dettagli dalle altre province. Altra giornata difficile ieri nei pronto soccorso di Puglia e Basilicata a causa del super afflusso di pazienti legato al picco influenzale. Situazione critica al Santissima Annunziata di Taranto dove ieri sera il pronto soccorso era decisamente ingolfato: 5 pazienti in codice rosso hanno atteso una barella per circa un’ora, mentre altri 13 in codice azzurro hanno dovuto aspettare non poco per essere visitati. Ma al Santissima Annunziata la situazione è critica da giorni. Si registrano mediamente 220-250 accessi al giorno con picchi di 330 pazienti. Il primario del pronto soccorso, Giuseppe Turco, però rivendica l’accesso immediato con posti sempre liberi per i codici rossi grazie ad una equipe dedicata. Il vero problema è che mancano 7 medici e oltre 250 posti letto. Meno difficile la situazione negli altri pronto soccorso della provincia: Castellaneta, Manduria e Martina Franca. Scesi al di sotto della soglia dei 200 gli accessi giornalieri al pronto soccorso del Policlinico di Bari dove l’attesa per le emergenze in codice rosso è in media di 15 minuti, ma diventa di oltre un’ora per gli altri codici, arancione compreso che riguarda i casi urgenti. Più complicata la situazione a Monopoli dove ieri per tre pazienti giunti in codice rosso si è registrata un’attesa di mezz’ora e per casi arancione l’attesa ha superato le tre ore. In media al San Giacomo c’è da fare una coda di oltre due ore. Decisamente migliori i tempi al Perinei di Altamura. Diminuiscono gli accessi nei pronto soccorso degli ospedali della Asl Bat dove molti riguardano le complicanze dell’influenza. Anche sui presidi del Salento pesa l’influenza con un costante afflusso. Se la gestione dei casi più critici è sotto controllo, la situazione si complica per i codici bianchi e verdi: al Fazzi di Lecce e al Perrino di Brindisi i tempi di attesa superano spesso le due ore. Al pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia l’attesa per i codici rossi è in media di 15 minuti. In Basilicata in aumento gli ingressi al pronto soccorso del San Carlo di Potenza con punte di 250 pazienti al giorno.
L’incidente è avvenuto in via Roma, vicino allo stadio. Tragico incidente stradale in centro a Lecce. L’auto guidata da Antonio Mele, 96 anni, per cause in corso di accertamento, si è ribaltata in Via Roma, vicino allo stadio. L’uomo è morto sul colpo, sua moglie, 92 anni, è stata trasportata in ospedale ed è in gravi condizioni. Non si esclude che la vittima possa avere avuto un malore.
Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow. Sono partiti dal porto di Taranto i primi tre container (degli 11 complessivi) con munizioni e armi provenienti da Israele e diretti in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa. Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow. In queste ore sono stati contattati alcuni mezzi e autisti idonei per il trasporto internazionale di merce pericolosa. Durante i controlli della Capitaneria di porto e del terminalista Yilport, è stato riscontrato che i camion e gli autisti dell’impresa privata, contrattualizzata dal Ministero, erano sprovvisti delle autorizzazioni necessarie. I containers sono rimasti sulla banchina tutta la notte vigilati da guardie armate. Si sta cercando in queste ore di reperire altri mezzi e personale per il trasporto ma, quasi certamente, le operazioni si protrarranno anche nella giornata di domani.
La piccola era arrivata in pronto soccorso con un grave offuscamento visivo e una paralisi dei muscoli oculari. Straordinario il lavoro di un team multidisciplinare. Una bambina di 10 anni ha recuperato completamente la vista dopo un complesso percorso diagnostico e terapeutico che ha visto il lavoro sinergico dei reparti di Neurologia del Giovanni XXIII e la Neurochirurgia e l’Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari. La piccola è arrivata in Pronto Soccorso pediatrico con un grave offuscamento visivo e una paralisi dei muscoli oculari. Le indagini diagnostiche avevano rivelato una mastoidite all’orecchio destro complicata da una trombosi venosa cerebrale, estesa fino al seno cavernoso, con un alto rischio di perdita irreversibile della vista. Da subito è stato attivato un team multidisciplinare tra neurologi pediatrici, neurochirurghi e otorinolaringoiatri, che hanno discusso il caso e deciso di intervenire chirurgicamente insieme: da un lato gli otorinolaringoiatri dell’equipe diretta dal prof. Nicola Quaranta con un drenaggio trans-timpanico per eliminare l’infezione che aveva innescato la trombosi, dall’altro l’equipe Neurochirurgica diretta dal prof. Francesco Signorelli con una derivazione spinale esterna capace di ridurre la pressione intracranica in maniera indiretta e ridurre la compressione sui nervi ottici, in modo tale da salvaguardare la vista. “Un approccio delicato, mininvasivo e mirato – spiega il prof. Francesco Signorelli – che ci ha permesso di salvare la vista della bambina evitando l’impianto di protesi definitive. In età pediatrica questo è un aspetto fondamentale, perché i bambini crescono e una protesi avrebbe richiesto nel tempo nuovi interventi di sostituzione”. Il protocollo di trattamento e gestione dell’ipertensione intracranica cronica condiviso fra le unità operative di Neurologia pediatrica e Neurochirurgia del Policlinico ha fatto registrare nei 20 giorni successivi all’intervento la una progressiva riduzione delle pressioni intracraniche e una totale regressione del deficit di motilità degli occhi. Dopo tre settimane la derivazione è stata rimossa, e la bimba è potuta tornare a casa. Al controllo a sei mesi, la trombosi si è quasi del tutto risolta e la vista è completamente recuperata, senza alcun deficit residuo. “Nel 2025 – conclude il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – al Policlinico di Bari sono state eseguite oltre 70 procedure neurochirurgiche su bambini, la metà delle quali per tumori cerebrali seguiti anche nell’oncologia pediatrica. Risultati come questo dimostrano l’eccellenza e la forza del nostro modello multidisciplinare, in cui specialisti di diverse aree lavorano insieme per offrire ai pazienti, anche ai più piccoli, le cure più sicure e avanzate”.
Gli altri due sono riusciti a fuggire. Dovrà rispondere di furto aggravato in concorso un uomo di 40 anni, arrestato a Taranto dai Carabinieri, dopo la segnalazione di un vigilante. Insieme a due complici, ancora da rintracciare, ha rubato 400 metri di cavo di rame rivestito, per un peso complessivo di circa 680 chilogrammi, in una azienda situata sulla statale 7, vicino alla stazione Bellavista, in direzione Massafra. I tre hanno tentato la fuga ma sono stati raggiunti dopo un breve inseguimento. Il 40enne è stato arrestato in flagranza di reato. Gli altri 2 sono fuggiti. Secondo quanto accertato il cavo di rame era destinato all’alimentazione di una cabina elettrica di una nota azienda tarantina, indispensabile per l’azionamento di alcune pompe.
Il presidente della provincia Bat è coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione. La richiesta arriva dai sindaci di Bisceglie, Trani, Andria e San Ferdinando. I sindaci di Bisceglie Angelantonio Angarano, di Trani Amedeo Bottaro, di Andria Giovanna Bruno e di San Ferdinando di Puglia Michele Lamacchia, del Partito democratico, hanno chiesto le dimissioni del presidente della Provincia Bernardo Lodispoto, coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione, insieme ad altre 4 persone. “Piena fiducia nell’operato della magistratura e convinzione nella corretta e ampia collaborazione dei soggetti coinvolti”, scrivono in una nota, spiegando che la questione provinciale “resta politica”. I sindaci scrivono che già da tempo hanno “ritirato l’appoggio di maggioranza al presidente Lodispoto, chiedendone verifica formale a fine novembre, dalla quale emergeva la carenza dei minimi presupposti utili a proseguire con serenità ed efficacia l’azione politico-amministrativa”. Aggiungendo che la “mancata partecipazione alla sessione di bilancio di metà e fine dicembre, ha ulteriormente cristallizzato questo stato di cose”. Per questo hanno chiesto a Lodispoto di prendere atto di questo impasse e conseguentemente di rendere agevole un nuovo corso politico per l’Ente Provincia che ha da raggiungere importanti e attesi obiettivi di miglioramento delle Comunità della sesta provincia pugliese, considerando anche l’imminente voto primaverile che interesserà il rinnovo del consiglio provinciale e a cui sarebbe opportuno si abbinasse pure il cambio al vertice”.
Nei prossimi giorni la Prefetta Anania avvierà un ciclo di incontri istituzionali con i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, con i Sindaci dei Comuni capoluogo, con il Presidente della Provincia e con le altre Autorità civili, militari e religiose. Si è insediato questa mattina (7 gennaio) la nuova Prefetta della provincia di Barletta Andria Trani, Flavia Anania. Nata il 20 gennaio 1962, proviene da Genova, dove ricopriva l’incarico di Vice Prefetto Vicario. La tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e il contrasto a ogni forma di criminalità, con particolare riguardo ai fenomeni di criminalità organizzata, costituiranno un asse prioritario e quotidiano dell’azione prefettizia, ha fatto sapere. Nei prossimi giorni la Prefetta Anania avvierà un ciclo di incontri istituzionali con i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, con i Sindaci dei Comuni capoluogo, con il Presidente della Provincia e con le altre Autorità civili, militari e religiose.
. Tutto rinviato. Il carico di munizioni , proveniente dal porto israeliano di Haifa, a bordo della nave cargo Danica Rainbow, è fermo sulla banchina del molo polisettoriale di Taranto. In seguito ai controlli della Capitaneria di Porto e del terminal Yilport, è stato accertato che gli autisti dei camion che avrebbero dovuto portare i container in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa, sono sprovvisti delle patenti necessarie per il trasporto internazionale di armi ed esplosivi su strada. Intanto la nave è ripartita ed i mezzi dell’impresa privata contrattualizzata dal Ministero sono tornati indietro. Si dovrà individuare un’altra agenzia per il trasporto. I container, intanto, sono a terra in attesa di essere consegnati. Già le operazioni di scarico avevano fatto registrare qualche ritardo a causa della pioggia e del vento che ha soffiato in queste ore. Poi l’imprevisto burocratico ha bloccato tutto. Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per affari sporchi, hanno commentato sui social numerosi attivisti, mentre il consiglio comunale candida i bambini di Gaza al Nobel per la pace e espone la bandiera della Palestina dalle finestre di palazzo di città.
Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Stava per avviare uno spettacolo pirotecnico, previsto a chiusura di un evento pubblico del 3 sera a Taranto, senza aver rispettato le misure di sicurezza previste dalla legge. Fortunatamente se n’è accorta la polizia che ha fermato tutto, denunciando il responsabile, un 45enne originario della provincia jonica, già denunciato nel 2024 per commercio abusivo di esplosivi. Prima dell’accensione, il team Artificieri della Polizia ha deciso di effettuate un controllo sul terrazzo dal quale sarebbe dovuto partire lo spettacolo. Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Il materiale esplodente, tutto posto sotto sequestro, era posizionato sul davanzale del terrazzo con il rischio che finisse giù ferendo qualcuno. Oltre alla denuncia, al dipendente della ditta incaricata del servizio, è stato ritirato il patentino autorizzativo alla fabbricazione, alla vendita ed all’uso di materiale pirotecnico.
I tecnici di Acquedotto Pugliese stanno eseguendo un delicato intervento di riparazione che proseguirà per tutta la giornata. Disagi oggi, 7 gennaio a Foggia, a causa della rottura improvvisa di un tronco idrico. I tecnici di Acquedotto Pugliese stanno eseguendo un delicato intervento di riparazione che proseguirà per tutta la giornata. Per consentire l’esecuzione dei lavori è stato necessario, nella giornata odierna, interrompere la regolare distribuzione idrica nei quartieri San Lorenzo e CEP in via Imperiale angolo via Smaldone. I disagipotrebbero essere avvertiti soprattutto negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo. Si invitano i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi.
“Non possiamo permettere che un’arteria storica così vitale resti esclusa dal sito Unesco proprio mentre Matera si prepara a un nuovo, importante protagonismo internazionale nel 2026“, afferma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Domenico Bennardi, che ha depositato un’interrogazione consiliare per sollecitare l’Amministrazione comunale sul tema del riconoscimento Unesco per il tratto materano e murgiano della Via Appia.”Il tracciato della Via Appia – Regina viarum è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel luglio 2024″, ha aggiunto l’ex sindaco, “ma con l’esclusione del Tratto 015, che interessa direttamente Matera e diversi comuni della Murgia pugliese. Mentre altri territori laziali inizialmente esclusi hanno già ottenuto il reintegro Unesco nel luglio 2025 attraverso la procedura di modifica minore dei perimetri, come assicurato dal Ministero della Cultura, per il tratto materano e murgiano si registra invece ancora un preoccupante stallo. A causa del periodo di commissariamento non si è potuto incidere e sollecitare politicamente, ma ora l’obiettivo deve essere comune e condiviso anche con i territori limitrofi“.Secondo Bennardi, dato il recente stanziamento di circa 5 milioni di euro da parte del Ministero della Cultura per le celebrazioni di Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026 e in virtù di questo proficuo rapporto di collaborazione con il Governo nazionale, è fondamentale che l’Amministrazione comunale non perda di vista il dossier della Via Appia.”Chiedo al sindaco Nicoletti di riferire sullo stato delle interlocuzioni con il Ministero della Cultura“, ha concluso Bennardi, “e di farsi promotore di una rete istituzionale con i comuni di Altamura, Santeramo in Colle, Laterza e Castellaneta. Se il Lazio ha già ottenuto il reintegro, significa che la strada è percorribile: serve però un’azione amministrativa costante e determinata per non lasciare Matera e la Puglia fuori da questo prestigioso riconoscimento Unesco“.
La situazione nel dettaglio in tutte le province. Sanità al collasso in Puglia. Il picco dell’influenza stagionale sta mettendo a dura prova la maggior parte dei Pronto soccorso dislocati sul territorio regionale. Complici la presenza di turisti, la carenza dei medici e i tanti – forse troppi – accessi impropri, il sistema è in tilt. Il risultato: reparti intasati e operatori sfiancati. A Bari, nelle ultime ore, è stato potenziato il personale in alcune strutture, per far fronte alle diverse emergenze. In affanno anche i reparti di Medicina e Pneumologia. Stessa situazione a Molfetta, dove una donna di 94 anni è stata ricoverata ed è seguita con particolare attenzione al Pronto soccorso. A Foggia, se non è emergenza, poco ci manca: centinaia di accessi al policlinico Riuniti, a fronte di un vuoto d’organico del 50%. Dall’inizio delle feste, incremento di accessi anche a “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo: sono il 30% in più del normale. Non va meglio nel Brindisino: a Ostuni, c’è solo un medico per turno. Al “Perrino” la situazione più critica: due medici in turno per decine di pazienti. Anche qui pesa la carenza dei posti letto, specie in Medicina, Pneumologia e Geriatria. Cambia la provincia, ma non la situazione: al “SS. Annunziata” di Taranto a pesare è soprattutto la carenza di medici; al Pronto soccorso, secondo una stima della Cgil, ne servirebbero altri sette. Al “Vito Fazzi” di Lecce, si registrano tanti accessi di bambini e anziani con patologie croniche: da qui la situazione di affanno. Criticità, ma nessuna emergenza, nei principali Pronto occorso della Bat: anche qui si sente la carenza di personale e l’affluenza è copiosa per influenza e malanni tipici dei periodi festivi (come i problemi gastrointestinali). Il consiglio, per evitare di intasare le corsie, è quello di rivolgersi in prima istanza ai medici di base e andare in ospedale solo per le emergenze. Quelle vere.
L’istituto “Ammirato-Falcone” resterà chiuso fino al 10 gennaio. Oggi, mercoledì 7 gennaio 2026, oltre mezzo milione di studenti torneranno tra i banchi in Puglia e in Basilicata dopo le vacanze natalizie. Tutti tranne circa 400 studenti leccesi dell’istituto comprensivo “Ammirato-Falcone”, in via Raffaello Sanzio, che dovranno attendere lunedì, 12 gennaio. La scuola resterà infatti chiusa fino al 10 gennaio a causa di un guasto alla pompa di calore dell’impianto di riscaldamento. Le basse temperature non consentono lo svolgimento in sicurezza delle lezioni, per questo la sindaca Poli Bortone ha firmato un’ordinanza che sospende le attività fino alla fine della settimana.

L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a

CHIESA Prende il posto di mons. Domenico Cornacchia Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi mons. Domenico Basile, del clero della diocesi di

SANITÀ Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi

POLITICA Tra loro Pentassuglia, Ciliento, Vaccarella e Paolicelli. Ma l’attesa ormai è agli sgoccioli In attesa di ufficializzare la squadra degli assessori, il presidente Decaro

SIDERURGICO Intanto, c’è stato il ricorso contro il no della Procura al dissequestro dell’altoforno 1, sequestrato dopo l’incendio del 7 maggio Arriva una bella boccata

CRONACA Tutti chiedono la messa alla prova. Le decisioni sono attese nelle prossime udienze. Studenti nei guai in Salento. Due vicende giudiziarie coinvolgono alcuni minorenni

TRASPORTI I lavoratori minacciano azioni di protesta forti che potrebbero bloccare la mobilità cittadina Tensione sempre più alta tra i sindacati e la Sgm, azienda

SANITÀ Situazione critica a Taranto, diminuiscono gli accessi negli ospedali della Bat. I dettagli dalle altre province Altra giornata difficile ieri nei pronto soccorso di

cronaca L’incidente è avvenuto in via Roma, vicino allo stadio Tragico incidente stradale in centro a Lecce. L’auto guidata da Antonio Mele, 96 anni, per

Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow Sono partiti dal porto di Taranto i primi tre container (degli 11 complessivi) con

L’OPERAZIONE La piccola era arrivata in pronto soccorso con un grave offuscamento visivo e una paralisi dei muscoli oculari. Straordinario il lavoro di un team

CRONACA Gli altri due sono riusciti a fuggire Dovrà rispondere di furto aggravato in concorso un uomo di 40 anni, arrestato a Taranto dai Carabinieri,

POLITICA Il presidente della provincia Bat è coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione. La richiesta arriva dai sindaci di Bisceglie, Trani, Andria e San Ferdinando

nomine Nei prossimi giorni la Prefetta Anania avvierà un ciclo di incontri istituzionali con i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, con i Sindaci dei Comuni

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cronaca Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato Stava

L’EPISODIO I tecnici di Acquedotto Pugliese stanno eseguendo un delicato intervento di riparazione che proseguirà per tutta la giornata Disagi oggi, 7 gennaio a Foggia,

L’INTERVENTO “Non possiamo permettere che un’arteria storica così vitale resti esclusa dal sito Unesco proprio mentre Matera si prepara a un nuovo, importante protagonismo internazionale

SANITÀ La situazione nel dettaglio in tutte le province Sanità al collasso in Puglia. Il picco dell’influenza stagionale sta mettendo a dura prova la maggior

ISTRUZIONE L’istituto “Ammirato-Falcone” resterà chiuso fino al 10 gennaio Oggi, mercoledì 7 gennaio 2026, oltre mezzo milione di studenti torneranno tra i banchi in Puglia