
Nessuna traccia di Elena, la 21enne scomparsa lunedì scorso a Foggia
L’amica che ha denunciato la scomparsa avrebbe fatto riferimento ad alcuni uomini che, nelle settimane precedenti, le avrebbero importunate Ancora nessuna traccia di Elena Rebeca

L’amica che ha denunciato la scomparsa avrebbe fatto riferimento ad alcuni uomini che, nelle settimane precedenti, le avrebbero importunate. Ancora nessuna traccia di Elena Rebeca Burcioiu, la ragazza rumena di 21 anni scomparsa da lunedì scorso. La prefettura di Foggia ha diffuso una sua foto chiedendo a chiunque abbia notizie di contattare il 112. Elena è giunta a Foggia circa tre mesi fa, e con una sua amica si prostituiva nei pressi della statale 16 in direzione San Severo. L’amica che ha denunciato la scomparsa avrebbe fatto riferimento ad alcuni uomini che, nelle settimane precedenti, le avrebbero importunate.
Probabilmente ha avuto un malore mentre era seduto sulla balaustra che costeggia il passeggio . Un turista di 68 anni di Milano in vacanza ad Otranto è precipitato dal lungomare degli Eroi dove stava passeggiando questo pomeriggio con la moglie. Probabilmente si è sentito male, forse un capogiro che lo ha colto mentre era seduto sulla balaustra che costeggia il passeggio. L’uomo è precipitato da un’altezza di circa 5 metri. Soccorso da un’ambulanza del 118 è stato portato in codice rosso al Vito Fazzi dove i sanitari gli hanno riscontrato varie fratture e un trauma cranico. É grave ma non in pericolo di vita.
Quando il carro funebre è andato via, il bimbo più grande, solo 6 anni, ha allungato la mano e ha sussurrato “Addio papà” Uno dei momenti più struggenti che rimarrà inciso nella sua memoria per l’eternità. “Sei stato un padre meraviglioso” grida la moglie Giusy davanti alla bara di Loris mentre esce dalla chiesa di sant’Egidio al Tramontone. Domenica scorsa Loris era nella stessa chiesa con i suoi due figlioletti, Riccardo e Salvatore, uno di loro in braccio al papà orgoglioso. Il suo sguardo parlava di futuro e di una normalità quasi scontata. Eppure a distanza di pochi giorni quell’immagine si è infranta. Loris ora giace in quella fredda bara e davanti a lui ci sono i suoi bambini, la moglie, la sua mamma consumati dal dolore. Era una morte che si poteva evitare ha detto don Carmine Agresta durante l’omelia I funerali di Loris e l’intervista don Carmine Agresta parroco chiesa sant’Egidio Quando il carro funebre è andato via, il bimbo più grande, solo 6 anni, ha allungato la mano e ha sussurrato “Addio papà” Uno dei momenti più struggenti che rimarrà inciso nella sua memoria per l’eternità
Immediata la reazione e la solidarietà del sindaco Michele Sollecito: “Non ci lasceremo intimorire da niente e nessuno” . Atto intimidatorio nei confronti del comandante della polizia locale di Giovinazzo Vito Bovino. Banneggiata la sua auto: bucato uno sportello. Immediata la reazione e la solidarietà del sindaco Michele Sollecito. “Non ci lasceremo intimorire da niente e nessuno e presto, grazie alle immagini riprese dalle telecamere, sarà individuato il responsabile”, ha dichiarato il sindaco, “Vito Bovino è una persona perbene e un bravissimo comandante che si è perfettamente inserito nel nostro tessuto cittadino, sono certo che il non arretrerà di un passo sul suo incedere”.
Politrauma da precipitazione con fratture multiple a livello addominale e toracico: è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal prof. Davide Ferorelli. Politrauma da precipitazione con fratture multiple a livello addominale e toracico. É emerso dall’autopsia eseguita in tarda mattinata sul corpo di Loris Costantino, l’operaio della ditta Gea Power, morto lunedi scorso all’agglomerato dell’ex Ilva. L’esame è stato eseguito dal prof. Davide Ferorelli, specializzato in medicina legale, dell’Università di Bari ed è durato quasi 3 ore. Questa mattina sono iniziati gli interrogatori e davanti al tribunale, in segno di solidarietà, si sono radunati i colleghi di Loris della Gea Power. Intanto la procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove si è verificato l’incidente. Dieci persone sono indagate per omicidio colposo: sei di Acciaieria d’Italia e quattro dell’impresa dell’indotto. Domani mattina (7 marzo) alle 9.30 la salma, dall’obitorio del SS. Annunziata, verrà trasferita alla chiesa di Sant’Egidio. Alle 15 si terranno i funerali.
Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e il personale del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare.Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti dalla carreggiata. Schianto mortale, in serata, lungo la Statale 16, tra San Severo e Foggia. Un uomo di circa 60 anni, non ancora identificato perché sprovvisto dei documenti, è deceduto nell’impatto tra la sua auto e un’altra vettura, il cui conducente ha riportato lievi ferite.Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e il personale del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti dalla carreggiata.Sull’accaduto indagano i carabinieri. Pesanti i disagi alla viabilità, con lunghe file di auto e mezzi pesanti.
Del camionista distratto nessuna traccia. Non è escluso che si possa essere trattato di uno di quei mezzi adibiti alla vendita per strada di frutta e ortaggi. Non hanno creduto ai proprio occhi gli automobilisti che questa mattina (6 marzo) stavano transitando lungo la circonvallazione sud di Squinzano quando all’improvviso si sono accorti della presenza di numerose banconote sull’asfalto, perse da un camion che non accortosi di quanto stava accadendo ha continuato la sua marcia senza fermarsi. Il risultato di questa “apparizione” è la coda di automobilisti che si è formata a raccogliere l’inattesa manna composta soprattutto da biglietti da 5 euro. Fino a questo pomeriggio sul posto c’era ancora gente che cercava qualche banconota. Del camionista distratto nessuna traccia. Non è escluso che si possa essere trattato di uno di quei mezzi adibiti alla vendita per strada di frutta e ortaggi.
L’uomo l’ha strattonata e l’ha derubata di circa 4 mila euro. Immediata la denuncia ai Carabinieri. Con la solita truffa telefonica un’anziana donna è stata aggredita e derubata nella sua casa. È successo a Taranto. Il responsabile, un 19enne originario della Campania, già rintracciato e denunciato, avrebbe chiamato sull’utenza fissa la pensionata spacciandosi per il figlio. Le avrebbe riferito che un dipendente delle Poste italiane si sarebbe recato da lei per consegnarle un pacco in cambio di una somma di denaro. Quando il finto postino è arrivato a casa, la donna, dopo aver aperto la porta, ha capito di essere vittima di un raggiro e ha tentato di rientrare, ma l’uomo l’ha strattonata e l’ha derubata di circa 4 mila euro, somma che la vittima aveva già preparato. Immediata la denuncia ai Carabinieri che attraverso i profili social ed il riconoscimento fotografico da parte della donna, sono riusciti ad intercettarlo e a denunciarlo.
A scoprirlo gli ispettori di Legambiente. Non sono bastati i cartelli di divieto lungo la costa di Porto Cesareo. Un giovane pescatore salentino ha parcheggiato la sua auto su una duna nella riserva regionale, in un’area protetta. A scoprilo gli ispettori di Legambiente. L’automobilista, per raggiungere la cima della duna, ha danneggiato la recinzione e la vegetazione presente lungo il percorso. le dune sono ricche di biodiversità e per questo tutelate da normative nazionali e internazionali. Il giovane è stato sanzionato e denunciato per danneggiamento di bellezze naturalistiche.
Perlustrato per tutta la notte un vascone irriguo e le campagne nei pressi della Statale. Impegnati anche i sommozzatori dei vigili del fuoco nelle ricerche di una rumena di 20 anni scomparsa da lunedì scorso nelle campagne di Foggia. Della cittadina dell’est si sono perse le tracce tra l’imbocco della Statale 16, in direzione San Severo, e Borgo La Rocca, frazione agricola a una decina di chilometri dal capoluogo dauno. I sommozzatori hanno perlustrato per tutta la notte un vascone irriguo e le campagne nei pressi della Statale, vicino al luogo in cui era stato recuperato il cellulare della ragazza. Le ricerche hanno dato esito negativo. La ventenne pare si prostituisse da alcuni giorni vicino a un ponte allo svincolo per Manfredonia, in base a quanto raccontato alla polizia da un’altra rumena. In questo periodo, le due sarebbero state importunate da un uomo, anch’egli cittadino dell’est. Lunedì mattina, la ventenne si sarebbe appartata con un cliente e poi è sparita. La prefettura ha attivato il piano provinciale di ricerca, coordinato dalla polizia. Le operazioni dei sommozzatori, al momento, sono state sospese.
Oggi l’autopsia sul corpo dell’operaio 36enne. Il pm Marco Colascilla Narducci della Procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove lunedì è morto Loris Costantino, 36 anni, di Taranto, dipendente dell’impresa di pulizie industriali Gea Power. Il pm, nell’immediatezza del fatto, ha messo sotto sequestro l’area ed ha inviato successivamente dieci avviso di garanzia per omicidio colposo a sei rappresentanti di Acciaierie d’Italia – tra cui il direttore generale della società e il direttore dello stabilimento di Taranto – e a quattro dell’impresa Gea Power. Oggi, intanto, il medico legale Davide Ferorelli, dell’Università di Bari, su incarico della Procura effettuerà l‘autopsia sul corpo di Costantino. L’operaio lascia moglie e due figli. Anche l’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dove è avvenuto il precedente incidente mortale, vittima il 47enne Claudio Salamida, dipendente di Acciaierie d’Italia, è tuttora sequestrata e rimane sequestrato anche l’altoforno 1 dopo l’incendio di maggio a una delle tubiere dove transita l’aria calda per il processo di fusione.
L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti. Un calvario di degenze da un ospedale all’altro, fino al decesso avvenuto lo scorso 23 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. È la storia di una donna di 55 anni di Nardò al centro di un’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Lecce dopo l’esposto denuncia della figlia della donna che con il proprio legale di fiducia chiede di sapere per cosa è morta sua madre e se si sarebbe potuta salvare, quindi l’accertamento di eventuali responsabilità dei medici che l’hanno avuta in cura. Una storia iniziata lo scorso 5 novembre quando la donna colta da forti dolori addominali si reca al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino dove viene dimessa dopo 15 giorni con l’indicazione di eseguire approfondimenti diagnostici al Fazzi. Ci ritornerà pochi giorni dopo per essere sottoposta ad un intervento di colecistectomia d’urgenza. Viene dimessa agli inizi di dicembre ma a casa i dolori all’addome continuano. Le condizioni di salute peggiorano tanto da arrivare ad uno stato di allettamento costante che avrà come unico risultato un caotico andirivieni dagli ospedali. Copertino, Fazzi, poi di nuovo Copertino, per poi finire in Rianimazione a Gallipoli e da qui trasportata ancora al Fazzi dove dopo qualche giorno il 23 febbraio, morirà. L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti.
Il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie, non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio. La Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Gallipoli ha sequestrato 115 chilogrammi di pescato di vario genere privo di tracciabilità. I militari hanno sanzionato quattro persone, contestando violazioni amministrative per un importo complessivo di 18.000 euro. Dopo il sequestro, il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie, non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio affinché possa essere distribuito a persone e famiglie bisognose.
L’animale è stato sollevato tramite apposite imbracature. Nel pomeriggio di ieri, 5 marzo, i Vigili del Fuoco del Comando di Matera hanno portato a termine un delicato intervento di soccorso di un bovino di circa 4 quintali in Contrada Pecorella a Montalbano Jonico. L’animale, scivolato in una scarpata, era rimasto intrappolato in una zona impervia, non riuscendo a risalire. Data la complessità del terreno, è stato necessario l’intervento del Nucleo Elicotteristi del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Bari. Il mezzo ha permesso il sollevamento in sicurezza del bovino tramite apposite imbracature, così da metterlo in salvo e restituirlo al proprietario.
L’uomo non è in pericolo di vita. Ci sarebbero screzi per questioni di droga alla base del ferimento avvenuto ieri sera, 5 marzo, a Monte Sant’Angelo, di un 45enne. L’uomo è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco in una stradina nei pressi di piazza Duca d’Aosta, in pieno centro. Il 45enne – che avrebbe precedenti penali – è stato ferito al bacino ed è stato trasportato all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Per fortuna, non è in pericolo di vita.Sull’accaduto indagano i carabinieri, che avrebbero già individuato la persona che ha sparato: dovrebbe trattarsi di un giovane con precedenti per spaccio.
. La procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex assessore regionale allo Sviluppo Economico ed ex vicesindaco di Lecce Alessandro Delli Noci ed altri 26 imputati – oltre a tre società – accusati a vario titolo e in diversa misura di associazione a delinquere, corruzione, e truffa e reati fiscali. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 10 luglio.L’indagine, che riguarda il periodo compreso tra il 2018 e il 2021, ruota attorno a presunti favori elargiti nei confronti di alcuni imprenditori (per possibili investimenti in ambito turistico-ricettivo) in cambio di sostegno elettorale.La procura di Lecce nel giugno scorso chiese gli arresti domiciliari per Delli Noci, salvo poi revocare la richiesta dopo le dimissioni dello stesso.
L’incidente è avvenuto a Filiano, in provincia di Potenza. Tragico incidente ieri pomeriggio (4 marzo) in un’azienda agricola a Filiano, nel potentino. Un uomo di 57 anni, Leonardo Guglielmi, è morto per le gravi ferite riportate dall’aggressione di un toro. E’ successo nell’azienda agricola, all’ingresso del paese, che l’uomo gestiva assieme alla moglie. Da una prima ricostruzione l’incidente sarebbe avvenuto mentre il 57enne stava facendo rientrare l’animale nella stalla. Sul posto operatori del 118, che non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo e i carabinieri che indagano sull’accaduto.
. Nonostante i furti d’auto in pieno giorno siano diventati sempre più frequenti, sconvolge sempre il modus operandi dei ladri. Guardate questi che sono stati filmati dalla videocamere di sorveglianza ad Orta Nova, nel foggiano IL VIDEO DEL FURTO Ci impiegano poco più di un minuto per sbloccare il suv e poi, utilizzando un’altra auto, fuggire via con il bottino. Nel video si vede, alla fine, la proprietaria che accortasi di quanto stesse accadendo, ha tentato di intervenire ma si è dovuta fermare per non rischiare di essere investita
L’uomo, un 49enne del posto, era un paziente e da tempo la tempestava con messaggi minatori . Momenti di tensione nella serata di ieri (4 marzo) a Gallipoli, dove i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un 49enne del posto per atti persecutori nei confronti di una dottoressa di medicina generale. L’uomo è stato bloccato mentre tentava di sfondare a calci e pugni la porta d’ingresso dello studio medico all’interno del quale si trovavano la professionista e la sua segretaria che, temendo per la propria incolumità, si erano chiuse a chiave in attesa dell’arrivo dei militari dell’Arma. Dai primi accertamenti è emerso come l’uomo fosse paziente della dottoressa e autore da tempo di comportamenti persecutori. La professionista avrebbe infatti ricevuto numerosi messaggi dal contenuto minatorio e a sfondo sessuale, inviati anche tramite “WhatsApp”, tali da crearle un forte stato di paura per la propria incolumità. Analoghe minacce sarebbero state rivolte anche alla segretaria dello studio. Proprio a seguito delle precedenti segnalazioni e della denuncia presentata dalla vittima, i Carabinieri avevano già attivato servizi di vigilanza e controllo nei pressi dei luoghi frequentati dalla professionista, circostanza che ha consentito ai militari di intervenire con rapidità nel momento in cui la situazione è precipitata.
L’esame autoptico disposto dall’Asl era stato chiesto dal medico del Pronto Soccorso del Fazzi dove il bambino era arrivato in condizioni disperate. Ucciso da una polmonite emorragica, causata probabile da un virus influenzale. È quanto emerge dall’autopsia di Ibrham, il bambino deceduto lunedì scorso a Lecce, a soli 11 anni. Era rientrato da scuola perché le insegnanti, preoccupate per le condizioni di salute, tosse insistente e occhi lucidi , avevano allertato i genitori. L’esame autoptico disposto dall’Asl era stato chiesto dal medico del Pronto Soccorso del Fazzi dove il bambino era arrivato in condizioni disperate. L’autopsia è stata effettuata presso l’obitorio del Fazzi dal primario del reparto di anatomia patologica Alessandro D’Amuri e dall’anatomo patologo Ermenegildo Colosimo. L’esame ha evidenziato un’alterazione polmonare dettata da un fatto acuto virale che non ha lasciato scampo al piccolo sofferente, come emers,o anche per una patologia cardiaca probabilmente congenita . La conferma arriverà dagli esami istologici. La salma è stata già restituita alla famiglia per le procedure di rimpatrio in Senegal dove sarà tumulata. A sostegno della famiglia sono state avviate numerose collette, dalla scuola, l’istituto Galateo, dalla comunità senegalese dagli amici musicisti di Khadim, il padre di Ibrham, co fondatore del gruppo Ghetto Eden e dall’intero popolo salentino

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