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Cronaca

L’episodio a Taranto. Madre e figlia hanno raccontato che ci sono stati altre violenze simili. Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte. A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi.L’uomo avrebbe preteso di entrare in casa ma, di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Al diniego della madre di dargli i soldi, il 65enne avrebbe danneggiato alcuni suppellettili, arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri che hanno bloccato l’uomo, accompagnandolo in caserma. Episodi simili si sarebbero verificati già in passato: è stato attivato il “Codice rosso“.

A livello generale si è parlato di una diminuzione dei reati e di un aumento dell’attività repressiva, nonostante l’atavico problema della carenza di organici. Il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, lancia un allarme sui furti di mezzi agricoli e sul fenomeno del cavallo di ritorno: “Non pagate, denunciate”.  riprese di Roberto Cofano Intervista a Roberto Rossi, Procuratore della Repubblica di Bari

I carabinieri hanno trovato utilitarie e Suv, oltre a mezzi agricoli. Diversi depositi di mezzi rubati sono stati scoperti dai carabinieri all’interno delle aree rurali del Parco Naturale Regionale dell’Alta Murgia. I militari, supportati dai colleghi del 4° Reggimento a Cavallo e dallo Squadrone Cacciatori Puglia, hanno perlustrato aree impervie dove erano nascoste svariate autovetture, tra utilitarie e SUV, oltre a mezzi agricoli. I mezzi erano già stati in pratica cannibalizzati, spogliati cioè di motori, componenti meccaniche e carrozzeria. Le indagini puntano a isolare tracce biologiche o impronte utili a identificare i responsabili e ricostruire la rete logistica del traffico dei pezzi di ricambio sul mercato nero. Le perlustrazioni, annunciano dal comando provinciale, proseguiranno anche nelle prossime settimane.

Agli indagati viene contestata, a vario titolo, l’appartenenza a due gruppi criminali dediti allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Dalle prime ore dell’alba la Polizia di Stato di Brindisi, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 25 persone ritenute, allo stato delle indagini, appartenenti a due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti operative a Ostuni. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. Agli indagati viene contestata, a vario titolo, l’appartenenza a due gruppi criminali dediti allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Le accuse sono aggravate dall’uso di armi, dal metodo mafioso e dall’organizzazione in forma associativa. L’operazione, denominata “Clean”, è stata eseguita dagli investigatori della Squadra Mobile di Brindisi e del Commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni, con il supporto degli agenti del Commissariato di Mesagne. Alle attività hanno partecipato anche equipaggi dei Reparti prevenzione crimine del Servizio controllo del territorio, unità cinofile, artificieri e tiratori scelti della Polizia di Frontiera di Brindisi, oltre a un’unità del Reparto Volo di Bari. Complessivamente sono stati impiegati oltre 150 operatori della Polizia di Stato. L’operazione ha consentito di smantellare due presunti gruppi criminali ritenuti attivi nel traffico di droga nella cosiddetta “Città Bianca”.

Finalmente incubo finito per Francesco Bianco, Vito Busto e Silvio De Stena. Stanno rientrando in Italia i tre ginosini bloccati in Qatar dal 24 febbraio scorso a causa degli attacchi militari. Dopo diversi tentativi, i tre amici sono stati costretti a separarsi. Due di loro, Francesco Bianco e Vito Busto, domani (10 marzo) dovrebbero prendere il volo da Doha a Milano, mentre Silvio De Stena è già a Madrid e domani dovrebbe arrivare a Roma. Dalla capitale, a bordo di un pullman, arriverà a Matera per poi raggiungere il suo paese, Ginosa, intorno alle 22. In pratica quasi tre giorni per arrivare a casa a spese proprie. Un viaggio lungo ma finalmente l’incubo è finito, ha detto Silvio in costante contatto con il Tgnorba. Una vacanza che i tre amici ricorderanno per tutta la vita

Autore di importanti studi di diritto e pubblicazioni sul diritto dell’Unione Europea, fu attivo anche in politica come Consigliere comunale di Bari e Vicepresidente della Provincia . Lutto nel mondo dell’università. È morto all’età di 78 anni il professor Ennio Triggiani, docente di diritto dell’unione europea del dipartimento di scienze politiche dell’università di Bari. E dal 1994 al 1999 direttore del dipartimento di diritto internazionale della facoltà di giurisprudenza. Autore di importanti studi di diritto e pubblicazioni sul diritto dell’unione europea il professor Triggiani ha ricoperto anche il ruolo di presidente dell’accademia delle Belle arti di Bari. Attivo anche in politica fu Consigliere comunale di Bari dal 1995 al 1999 e Vicepresidente della Provincia ed Assessore alla cultura ed alla tutela dei beni culturali dal 1999 al 2004.

Si stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso l’attentatore in azione. Ha sporto denuncia questa mattina (9 marzo) il titolare dello studio dentistico in piazza Bacile a Spongano in Salento, oggetto di un atto intimidatorio avvenuto la sera tra venerdì e sabato scorsi. Il professionista avrebbe riferito ai carabinieri di non sapersi spiegare il motivo per cui qualcuno abbia esploso quattro colpi di pistola contro il portone dello studio. I carabinieri indagano sia nella vita privata che in quella professionale. Si stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso l’attentatore in azione. Intanto il presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Lecce, Salvatore Caggiula, ha espresso solidarietà e preoccupazione per un “atto intimidatorio che mina il clima di fiducia che deve esistere tra professionisti sanitari e cittadini”.

Il provvedimento è stato adottato a seguito delle verifiche condotte sulla richiesta di informazione antimafia pervenuta tramite la Banca dati nazionale antimafia da parte della Regione Basilicata – Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura. Il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha firmato oggi una nuova interdittiva antimafia nei confronti di una impresa individuale con sede legale in un comune della provincia ed operante nel settore dei servizi degli istituti di bellezza. Il provvedimento è stato adottato a seguito delle verifiche condotte sulla richiesta di informazione antimafia pervenuta tramite la Banca dati nazionale antimafia da parte della Regione Basilicata – Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura, avendo l’impresa individuale partecipato ad un bando Psr per fondi rurali. Verifiche che hanno accertato l’esistenza di elementi sintomatici di un pericolo di infiltrazione mafiosa, con possibile condizionamento delle scelte imprenditoriali, considerata la contiguità con elementi appartenenti a sodalizi criminali locali dei clan Riviezzi e Cassotta. Da gennaio 20222 sono 66 le misure amministrative antimafia adottate dalla Prefettura di Potenza.

L’episodio è stato denunciato agli organi competenti. A Potenza la notte tra l’8 e il 9 marzo qualcuno ha imbrattato con svastiche la sede dell’Unione sindacale di base Basilicata che si trova in piazzale Bratislava. Hanno anche stracciato la bandiera della Palestina. Le scritte, di colore rosso, sono comparse sulla porta di ingresso e su una colonna dei portici adiacente. Per la coordinatrice Usb Basilicata, Rosalba Guglielmi si tratta di “un’incursione fascista che rappresenta probabilmente un tentativo di intimidazione nei confronti di un punto di riferimento di carattere sindacale e sociale che la nostra organizzazione sindacale sta assumendo”. L’episodio è stato denunciato agli organi competenti.

Le circostanze sono state ricostruite anche attraverso gli impianti di videosorveglianza presenti sul posto. I carabinieri di Bari hanno arrestato un 41enne ritenuto responsabile di lesioni a personale sanitario e interruzione di pubblico servizio. Ieri sera, 8 marzo, l’uomo avrebbe aggredito il personale sanitario delpronto soccorso del Policlinico di Bari che stava prestando assistenza a una sua parente. Le circostanze sono state ricostruite anche attraverso gli impianti di videosorveglianza presenti sul posto.

In auto trovate tre dosi di cocaina. I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Comando Provinciale di Bari hanno arrestato un 26enne italiano per i reati di fuga e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’episodio è avvenuto questa notte, quando il conducente di un’autovettura non si è fermato all’alt, dandosi alla fuga. Gli agenti sono riusciti a fermarlo. Nell’auto sono state trovate 3 dosi di cocaina.

I rilievi dei carabinieri, una volta ultimati, hanno escluso l’utilizzo di esplosivo. Tentano di scardinare lo sportello bancomat ma il colpo fallisce. È accaduto la scorsa notte a Lequile. Ad essere presa di mira la postazione automatica della filiale della BCC di Leverano in via San Pietro in Lama. Il colpo però è fallito perché i malviventi seppur riusciti a sradicare la cassaforte con arnesi da scasso, l’hanno poi abbandonato sul posto. Danneggiata la porta dell’area d’ingresso. I rilievi dei carabinieri, una volta ultimati, hanno escluso l’utilizzo di esplosivo.

Il giovane è ricoverato in prognosi riservata. Un altro grave investimento si è verificato nella notte a Bari ai danni di un 32enne alla guida di un monopattino, ricoverato in prognosi riservata. Intorno all’1.30 è rimasto coinvolto in un incidente con un’auto sul Lungomare Di Crollalanza in prossimità di Largo Adua. Sul posto sono intervenuti un’ambulanza del 118 e la polizia locale che ha avviato accertamenti per ricostruire l’accaduto.I due mezzi coinvolti sono stati sequestrati.

La scoperta nelle campagne della periferia sud. Le volanti dell’UPGSP (‘Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) della Questura di Brindisi ha scoperto nelle campagne della periferia sud della città ben otto carcasse di autovetture quasi completamente cannibalizzate, risultate provento di furto. Nelle vicinanze di un canale di acque reflue un sacchetto in cellophane contenente munizioni per fucili da caccia. In particolare 90 cartucce inesplose di varie marche, di cui 89 calibro 12 e una sola calibro 20. Vicino a un rudere abbandonato trovata anche un’arma lunga occultata e smontata nelle sue parti.

L’operazione, coordinata dal Dda di Lecce, vede 8 indagati complessivi. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, i carabinieri della compagnia di Casarano hanno eseguito quattro arresti a carico di presunti componenti di un’organizzazione dedita a furti di rame, metalli vari e ricettazione nel Sud Salento. A finire in carcere Salvatore Vitali, 48enne di Casarano e Riccardo Attilio Viva, 28 anni di Taviano, mentre per Ivan Umberto Vitali, 19 anni di Casarano e Maria Rita Borasci, 24enne di Taviano, moglie di Viva, sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’operazione, coordinata dal Dda di Lecce, vede 8 indagati complessivi. Le indagini hanno preso il via con l’attentato incendiario la notte del 13 settembre 2024 ai danni della ditta che gestiva il bar dello stadio comunale “Capozza” di Casarano.

La scossa ha svegliato numerosi cittadini nei Comuni dell’area garganica. Terremoto, in nottata, sul Gargano. Una scossa di magnitudo 3.2 è stata registrata all’1.28 tra Vico e Peschici, a una profondità di 35 chilometri. La scossa ha svegliato numerosi cittadini nei Comuni dell’area garganica, ma non sembra abbia causato danni: i vigili del fuoco, infatti, non hanno ricevuto richieste d’intervento.

Ad attirare la sua attenzione i guaiti di un piccolo maremmano, scivolato in un vascone di un appezzamento, profondo 5 metri. I vigili del fuoco di Bari sono intervenuti nel pomeriggio (di domenica 8 marzo) ad Acquaviva delle Fonti, per salvare un cucciolo, finito in un pozzo. A dare l’allarme, è stato un ragazzo che abitualmente frequenta quelle campagne, in agro di Acquaviva per dare da mangiare ai randagi. Ad attirare la sua attenzione i guaiti di un piccolo maremmano, scivolato in un vascone di un appezzamento, profondo 5 metri. Ad attutire la caduta del materiale che era depositato sul fondo. Il cucciolo è stato raggiunto ai vigili del fuoco che lo hanno portato in salvo.

L’episodio, avvenuto durante il turno notturno, ha riacceso l’allarme tra i lavoratori a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino. Una profonda voragine si è aperta all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, lungo la strada che costeggia i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2. L’episodio, avvenuto durante il turno notturno, ha riacceso l’allarme tra i lavoratori a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino. A segnalare l’accaduto sono stati i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom, Uilm e Usb con una comunicazione ufficiale inviata al direttore di stabilimento, all’Ufficio Rin e al capo area Dta. Nel documento si parla di “un significativo cedimento del manto stradale neltratto che costeggia i reparti TNA2 e DBS2″. Secondo quanto riferito nella segnalazione sindacale, nella zona interessata dal cedimento sarebbe “presente anche una tubazione interrata”. Una circostanza che, secondo gli Rls, “avrebbe potuto compromettere seriamente l’incolumità dei lavoratori e la sicurezza dei mezzi in transito”.

I fatti risalgono al 31 agosto scorso quando Antonia Notarangelo, 75 anni, si sentì male a Vieste ma non c’erano ambulanze per poterla trasferire a San Giovanni Rotondo . Non c’erano ambulanze disponibili, la figlia la mise in macchina e tentò disperatamente di portarla a San Giovanni Rotondo. La madre morì durante il tragitto, la figlia ora è indagata per omicidio colposo. I fatti risalgono al 31 agosto scorso quando Antonia Notarangelo, 75 anni, si sentì male a Vieste. Attese invano un’ora al pronto soccorso ma la situazione era grave e la figlia allora decise di mettersi in auto. La signora Notarangelo morì dopo pochi chilometri da Vieste, all’altezza di Baia delle Zagare.  Il corpo della vittima sarà riesumato per effettuare l’autopsia. Il conferimento dell’incarico per lo svolgimento dell’esame autoptico è stato fissato per il 17 marzo. Insieme alla figlia sono indagate altre tre persone tra medici e infermieri. Undici le parti offese nel procedimento, tutti familiari della 76enne.

Erano presenti la scuola Galateo che il piccolo frequentava, le istituzioni cittadine, con sindaco, prefetto e questore e tanta gente comune. “Mio figlio è qui con noi, oltre le barriere. Tutto il popolo, bianco, nero, di qualsiasi colore davanti a lui oggi siamo tutti genitori, tutti siamo padri, madri e fratelli, Ibrham è figlio del popolo. Grazie a tutti per il sostegno che ci state dando”. Lo ha detto Khadim, padre del bambino senegalese di 11 anni morto improvvisamente lunedì scorso dopo che si era sentito male a scuola. Questa mattina (7 marzo) davanti alla camera mortuaria del Vito Fazzi di Lecce si è svolta una breve cerimonia di commiato. Erano presenti la scuola Galateo che il piccolo frequentava, le istituzioni cittadine, con sindaco, prefetto e questore e tanta gente comune. Si tratta di un tipo di cerimonia che non rientra negli usi della comunità senegalese, ma che la famiglia ha voluto per ringraziare la comunità salentina del moto d’affetto e vicinanza dimostrato. La salma nei prossimi giorni sarà trasferita in Senegal mentre a Lecce il 12 marzo, giorno del compleanno di Ibrham, la scuola gli dedicherà la piantumazione di un baobab, l’albero della vita.

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