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Cronaca

Ha denunciato all’autorità giudiziaria l’accaduto . Una lettera anonima “dal contenuto palesemente minatorio ed intimidatorio” è stata recapitata nei giorni scorsi all’ex assessore comunale di Ceglie Messapica, Antonello Laveneziana che aveva deciso di candidarsi a sindaco alle amministrative del 24 e 25 maggio prossimi. Laveneziana ha denunciato all’autorità giudiziaria l’accaduto ed ha annunciato di voler ritirare la propria candidatura. “Chi mi conosce, sa bene che questo modo di fare ed agire non mi appartiene e, pertanto, al fine di far si che la magistratura faccia luce su quanto accadutomi, ritengo opportuno, seppur con grande amarezza, ritirare la mia candidatura a sindaco della città di Ceglie Messapica. Ringrazio tutte e tutti coloro che con spirito libero e sincera abnegazione – ha riferito l’ex assessore – si erano messi a disposizione del mio progetto politico”.

Trovati in casa 650 grammi di hashish e 15 grammi di marijuana. A Brindisi la Polizia di Stato ha arrestato una coppia di giovani colti nella flagranza del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti del hashish e marijuana. L’uomo è un pregiudicato, la donna incensurata. Gli agenti avevano notato diversi movimenti sospetti nei pressi della loro abitazione. La perquisizione domiciliare ha permesso di trovare 650 grammi di hashish e 15 grammi di marijuana, oltre al kit necessario per il confezionamento e la vendita al dettaglio. L’uomo è in carcere, la donna ai domiciliari.

Il numero esatto dei veicoli distrutti è ancora in fase di accertamento. Un incendio è divampato nella tarda serata di ieri, 16 aprile, a Ostuni all’interno di un capannone nella zona industriale, distruggendo diversi ape calessino utilizzati per il trasporto turistico. Le fiamme si sono sviluppate poco dopo le 23 e sono state domate dopo circa cinque ore di intervento da parte dei vigili del fuoco, impegnati con due squadre provenienti dai distaccamenti di Ostuni e Brindisi, supportate da un’autobotte. L’allarme è stato lanciato da guardie giurate della Securitas Puglia. All’interno della struttura erano custoditi una decina di mezzi, tra elettrici e diesel, appartenenti a una società impegnata nei servizi turistici nella cosiddetta “Città Bianca”. Il numero esatto dei veicoli distrutti è ancora in fase di accertamento. Il capannone ha riportato danni limitati, principalmente annerimenti dovuti al fumo. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del commissariato di Ostun. Non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella dolosa. In corso accertamenti, anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e la relazione tecnica dei vigili del fuoco.

La paziente combatteva da circa un anno contro una leucemia. Era stata ricoverata per sottoporsi ad una terapia innovativa. Una donna di 50 anni di Lizzano è morta mentre le somministravano una trasfusione di sangue. È successo ieri sera all’ospedale Moscati di Taranto. La paziente combatteva da circa un anno contro una leucemia. Era stata ricoverata per sottoporsi ad una terapia innovativa. Il sangue, trattato geneticamente, proveniva da Amsterdam. Durante la trasfusione, la donna si è sentita male ed è morta per un arresto cardiaco. Tanti gli interrogativi che potranno essere chiariti solo con l’autopsia. La notizia ha scosso la comunità di Lizzano. La signora era sposata con due figli. La famiglia della donna ha incaricato l’avv. Dario Iaia per seguire il caso.

Il sindaco ha accolto la volontà dei familiari che hanno chiesto di non avere presenze istituzionali. L’amministrazione comunale di Bisceglie non sarà presente ai funerali della piccola Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un albero lo scorso 13 aprile. Lo scrive in un post sulla sua pagina Facebook il sindaco Angelantonio Angarano spiegando di voler accogliere la volontà dei familiari che hanno chiesto “che questo momento resti privo di presenze istituzionali”. Lo stesso sindaco, lo ricordiamo, aveva firmato l’ordinanza con la quale è stato proclamato il lutto cittadino. Le esequie avranno luogo oggi 17 aprile nella chiesa di Santa Caterina a partire dalle 16.

Anche tre società coinvolte per il decesso dell’operaio avvenuto lunedì scorso, colpito da un palo durante i lavori di manutenzione al quartiere Tamburi . Sono indagate sette persone e coinvolte tre società per la morte dell’operaio Domenico Di Ponzio, 38 anni di Taranto rimasto schiacciato, il 13 aprile scorso, dopo la caduta di un palo della pubblica illuminazione al quartiere Tamburi, durante un intervento di manutenzione. Un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare consulenti tecnici. Tra gli indagati anche l’amministratore unico dell’impresa del cantiere, alcuni dirigenti della ditta e un dipendente comunale. Omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e illecito amministrativo sono le ipotesi di reato. La vittima lavorava per la Tec gen. Srl , impresa specializzata in impianti elettrici. I pali venivano sollevati tramite fasce agganciate alla gru. Mentre Di Ponzio seguiva la manovra, uno di essi si è sganciato e avrebbe colpito la vittima al capo. Dai primi riscontri l’operaio sarebbe morto per arresto cardiocircolatorio causato da un trauma cranio-facciale. Bisognerà capire se siano state rispettate le misure di sicurezza e se le condizioni meteo, con allerta della Protezione civile, fossero compatibili con quelle operazioni.

L sacerdote di Noci è accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso in relazione all’incidente stradale che il 2 aprile dello scorso anno costò la vita alla 32enne di Turi. La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per don Nicola D’Onghia, il sacerdote di Noci accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso in relazione all’incidente stradale che il 2 aprile dello scorso anno costò la vita alla soccorritrice 32enne di Turi Fabiana Chiarappa.Quella sera – secondo la ricostruzione dell’accusa – don Nicola avrebbe travolto e ucciso la ragazza sulla strada statale 172 dei Trulli, dopo che la giovane si trovava sull’asfalto dopo essere uscita fuori strada con la sua motocicletta. Il prete, assistito dall’avvocato Federico Straziota, si è sempre difeso sostenendo di non essersi accorto di aver investito una persona, convinto invece di aver urtato una pietra. Per questo ha poi proseguito senza fermarsi a prestare soccorso.

L’uomo, 45 anni, di Maglie, da agosto 2024 ad ottobre 2025 avrebbe sottratto oltre 45mila euro. Un uomo di 45 anni di Maglie in servizio come caposala in un noto ristorante del centro di Lecce è indagato dalla Procura con l’accusa di furto aggravato e continuato. Da agosto 2024 a ottobre 2025 avrebbe sottratto dalla cassa oltre 45 mila euro, semplicemente cancellando dal computer parte delle comande dei tavoli e intascando i pagamenti in contanti. Dopo i primi sospetti da parte del titolare sono scattate le indagini della Gdf. Fondamentali le riprese delle telecamere di videosorveglianza interne da cui sarebbero emersi i reiterati ammanchi.

Inchieste delle procure di Lecce e Bari. Non solo la residenza per anziani Santa Caterina di Adelfia. La procura di Bari ha acceso un faro anche sulla gestione di altre Rsa che ricadono in tutto il territorio di competenza. Verifiche preliminari che esamineranno ogni aspetto, a 360 gradi: dalle gestione delle risorse finanziarie, all’assistenza sanitaria degli ospiti, al rispetto dei protocolli. Un’attività embrionale che, come sempre in questi casi, è stretta in un assoluto riserbo. In queste ore, intanto, i finanzieri della tenenza di Palo del Colle stanno esaminando la documentazione acquisita dopo le perquisizioni di ieri nella struttura di Adelfia, disposte dal procuratore aggiunto Giuseppe Gatti e dal sostituto Matteo Soave: sette gli indagati a cui viene provvisoriamente contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla corruzione, ai maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori. La procura ipotizza presunte condotte vessatorie ai danni degli ospiti, nonché il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori. Questo l’oggetto dell’inchiesta condotta dai magistrati baresi, che segue le orme di un separato e distinto procedimento avviato dalla procura di Lecce, sul fallimento della Grs, società che in passato gestiva alcune residenze per anziani. Intanto lunedì c’è stato un incontro fra il nuovo amministratore della Rsa di Adelfia, il sindaco Giuseppe Cosola e il dipartimento di prevenzione della Asl. La Asl di Bari ha pronto un piano di emergenza, che consiste nella creazione di una equipe medica pronta a subentrare nel caso si creassero criticità con il pagamento degli stipendi del personale in servizio. Il nuovo amministratore della Rsa ha garantito la prestazione dei servizi essenziali.

Intanto l’inchiesta della procura di Trani procede con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo e vede indagate 5 persone. Lo stato dei luoghi, la condizione dell’albero caduto. Se nel tratto di strada, via Veneziano, periferia di Bisceglie, era possibile la circolazione dei pedoni e se ci siano state violazioni sulla manutenzione del verde. In pratica bisognerà valutare la prevedibilità e la evitabilità dell’incidente in cui è morta, schiacciata da un pino, la 12enne Alicia Amoruso lo scorso 13 aprile, durante una giornata di forte vento. L’inchiesta della procura di Trani, che procede con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo e vede indagate 5 persone tra dirigenti e funzionari dell’ufficio tecnico e il rappresentante dell’azienda che si occupa del verde pubblico, si muove anche sul versante tecnico ingegneristico. I consulenti nominati, Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese, dovranno verificare se ci sono altre cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, idonee ad incidere su quanto è accaduto e sul decesso; oltre che verificare l’idoneità e i tempi delle attività eseguite dalla società investita dei compiti di manutenzione, anche valutando la correttezza della gara di affidamento. Tempo 60 giorni e la relazione tecnica dovrà essere depositata. Intanto oggi, venerdì 17 alle 16 saranno celebrati, nella chiesa di Santa Caterina, i funerali della bambina. Sarà lutto cittadino.

Accertate operazioni di deviazione, a mezzo di sabbia prelevata sul posto, del corso d’acqua naturale presente e proveniente dalla zona paludosa retrostante. Personale dell’Ufficio marittimo di Otranto ha sequestrato un’area demaniale marittima di 4 mila mq in località San Giorgio dove erano in corso operazioni di movimentazione della sabbia con relativo scavo per il successivo livellamento lungo l’arenile su cui sorge lo stabilimento balneare di un villaggio turistico del posto. Operazioni non autorizzate in difformità alla normativa urbanistico – paesaggistica e alle linee guida regionali sulla manutenzione stagionale delle spiagge. Accertate operazioni di deviazione, a mezzo di sabbia prelevata sul posto, del corso d’acqua naturale presente e proveniente dalla zona paludosa retrostante. In un’area, quella di Alimini, inserita nella rete di protezione “Natura 2000”, quindi sottoposta ad un regime di tutela e di vincoli specifici. I mezzi utilizzati per i lavori sono stati sequestrati e i proprietari segnalati all’Autorità Giudiziaria, al vaglio la posizione dei titolari dello stabilimento balneare.

La sostanza, del valore di diverse migliaia di euro, era nascosta in una botola. Nascondeva 60 grammi di cocaina in una botola ricavata nel bagno del locale che gestisce in centro a Castellaneta. In manette un 63enne. È stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri, impegnati in un controllo straordinario disposto dal Comando provinciale di Taranto. Dovrà rispondere di produzione, traffico e detenzione illecita di droga. La sostanza, del valore di diverse migliaia di euro, è stata inviata al laboratorio analisi. L’uomo, al momento, si trova agli arresti domiciliari.

Inchieste delle procure di Lecce e Bari. Saccheggiava le Rsa per poi accaparrarsi altre società. Con l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale è finito agli arresti domiciliari l’imprenditore brindisino 50enne Michele Schettino, amministratore di una società poi fallita che gestiva le residenze socio sanitarie per anziani di Miggiano e San Donaci. Sotto i riflettori anche la gestione di una Rsa ad Adelfia. Arresti domiciliari effettuati dalla guardia di finanza anche per Giovanni Vurro, 49 anni, di Adelfia, considerato il braccio destro di Schettino. Per altre due persone è stata disposta l’interdizione ad esercitare l’attività d’impresa e a ricoprire incarichi direttivi. Complessivamente nove gli indagati. Accertata la distrazione di circa 720 mila euro con una serie di artifici e una presunta rete societaria illecita. soldi poi utilizzati per viaggi, auto e altre spese personali. Accumulati debiti per oltre tre milioni di euro. Le inchieste sono due, distinte, condotte dalla procura di Lecce e dalla procura di Bari che si occupa di un altro filone, riguarda le collusioni con Asl e Regione che avrebbero dovuto controllare.

Si scava nella vita professionale e privata della vittima, si ascoltano parenti, amici, conoscenti, frequentatori della palestra. Dino Carta conosceva il suo assassino. La conferma arriva dalla registrazione di un audio catturato da una telecamera condominiale a pochi metri dal luogo dove lunedì sera a Foggia è stato ucciso il personal trainer 42enne. Sono i 40 secondi prima dell’omicidio: si sentono, sovrapposte e poco chiare, tre voci, tra cui quella di una donna, discutono animatamente, forse a causa di un cane, poi sembrerebbero le ultime disperate parole della vittima e gli spari. Nel filmato si vede il presunto killer: un uomo in biciletta con il capo coperto che si allontana. Sono questi i nuovi elementi su cui si concentrano le indagini anche se il suocero di Dino carta sostiene che quella non è la sua voce. Il procuratore di Foggia Enrico Infante ha sottolineato che occorre una perizia fonica per capire le voci, servono verifiche e riscontri anche sui filmati, ma gli inquirenti assicurano massimo impegno. Si scava nella vita professionale e privata della vittima, si ascoltano parenti, amici, conoscenti, frequentatori della palestra. L’appello, anche dall’avvocato della famiglia Carta, è a chiunque possa fornire elementi utili a collaborare, a farsi avanti, garantendo anche l’anonimato.

Il piccolo era stato ricoverato in rianimazione all’ospedale San Paolo. È morto il bambino di 7 anni che ieri sera al quartiere San Paolo di Bari è volato giù dall’ottavo piano, cadendo dal parapetto del palazzo in via Leotta, traverso di viale Europa, dove abita. La dinamica dell’incidente non è chiara. I carabinieri hanno avviato indagini per ricostruire l’accaduto: come il bambino si trovasse sul balcone e se ci fosse qualcuno con lui. Il piccolo aveva problemi di salute che lo rendevano particolarmente fragile e potrebbe essere sfuggito al controllo. Viveva con la madre. È arrivato al Policlinico in condizioni disperate, in arresto cardiaco. È stato sottoposto ad un intervento chirurgico urgente ed intubato, i medici hanno fatto il possibile per rianimarlo.

. “Erano due ragazzi molto giovani con il passamontagna, sapevano cosa volevano” racconta il titolare della Sunny Infissi di Modugno.  I2o ero con la mia compagna, l’hanno presa per i cappelli per intimarmi a fargli vedere dove fosse la cassaforte. Io ho reagito e lottato, volevo togliere il passamontagna per vederli il faccia.”.

L bambino, era in casa con la madre e non è ancora chiaro cosa sia accaduto esattamente.. Tragedia questa sera (15 aprile) al quartiere San Paolo di Bari. Un bambino di sette anni è volato giù dall’ottavo piano, cadendo dal parapetto del palazzo in via Leotta, traverso di viale Europa, dove abita. Il bambino, era in casa con la madre e non è ancora chiaro cosa sia accaduto esattamente. Il piccolo è stato ricoverato in rianimazione all’ospedale San Paolo. La madre sotto choc è stata sentita dai carabinieri.

Sul posto ci sono i carabinieri. Rapina a mano armata in serata nella zona artigianale di Modugno, ai danni della “Sunny infissi” che si trova in una traversa della provinciale 231. Ci sono i carabinieri sul posto, la dinamica di quanto accaduto è poco chiara ma i banditi, che erano a volto coperto, hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco. Il titolare dell’azienda è rimasto ferito, ci sono tracce di sangue sull’asfalto, è stato colpito alla testa nel corso della colluttazione con i malviventi

I destinatari sono dirigente, funzionari e istruttori della ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del comune. Controlli a tappeto, così come gli interventi sui rami pericolanti degli alberi, anche quelli all’interno della scuola “Riccardo Monterisi” frequentata dalla giovane Alicia Amoruso travolta e uccisa da un pino. A Bisceglie è l’operazione che i residenti della zona, oltre che alcuni movimenti civici, attendevano da tempo, più volte avevano denunciato lo stato in cui versano strade e marciapiedi, compresa via Veneziano dove ha trovato la morte la piccola. Agli abbattimenti definiti immotivati si è sempre opposta Legambiente, così come altre associazioni, spiegando che questo non è in contraddizione con la richiesta di controlli, monitoraggi, manutenzione e sostituzioni quando necessarie. In una nota respingono ogni tentativo di strumentalizzazione ribadendo che ogni decisione deve essere fondata su perizie, censimenti, pianificazioni. Intanto la procura di Trani, che ha disposto l’autopsia della 12enne, ha affidato un incarico di carattere ingegneristico tecnico ai professionisti Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese per verificare cause e dinamiche dell’evento che ha determinato il decesso. Contestualmente, come atto dovuto per procedere a questi accertamenti non ripetibili, ha notificatocinque informazioni di garanzia per il reato diomicidio colposo in concorso. I destinatari sono dirigente, funzionari e istruttori della ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del comune e cioè Giacomo Losapio, Nicola De Cesare, Domenico Cosmai, Mauro Tritto e Silvio Patruno.

Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. L’ipotesi più accreditata, la più plausibile emerge da fonti investigative, quella secondo cui Luigi Gentile, 61 anni, avrebbe ucciso la moglie, Patrizia Lamanuzzi, di 55 e poi si sarebbe tolto la vita. I due si stavano separando. Entrambi sono stati ritrovati sulla rampa del garage di un condominio di via Vittorio Veneto, a Bisceglie. Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. Le testimonianze dei vicini di casa

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