
Vele spiegate e spade sguainate: il 17 maggio i pirati conquistano il Teatro Apollo di Lecce
Avventura, mistero e colpi di scena approdano al Teatro Apollo di Lecce il 17 maggio 2026 con La Maledizione dei Caraibi, un musical originale ambientato
. Avventura, mistero e colpi di scena approdano al Teatro Apollo di Lecce il 17 maggio 2026 con La Maledizione dei Caraibi, un musical originale ambientato nei Caraibi del Settecento. I protagonisti della storia includono il pirata vagabondo Jack Sparrow, il fabbro Will Turner e Elizabeth Swan, figlia del governatore di Port Royal, i cui destini si intrecciano quando il temibile capitano Hector Barbossa rapisce Will per un antico vincolo con il padre. Accanto a loro, Angelica, figlia del pirata Barbanera, dà il via a un viaggio che porta i compagni d’avventura a confrontarsi con il leggendario Davy Jones, che ha nascosto il proprio cuore in un forziere dotato di un potere oscuro ambito da tutti i pirati dei Caraibi. Il musical, con musiche inedite di Emanuele Stracchi e la regia di Valeria Nardella, porta il pubblico in un mondo fatto di scenografie immersive e atmosfere suggestive, dove azione e poesia si intrecciano. Un cast di performer professionisti recita, canta e balla dal vivo per tutta la durata dello spettacolo, supportato da costumi e ambientazioni curate nei minimi dettagli per restituire il fascino dell’epoca. 🎟️ Biglietti disponibili su TicketOne:https://www.ticketone.it/event/la-maledizione-dei-caraibi-teatro-apollo-20432773/?affiliate=IGA
. Sarà una serata all’insegna della comicità quella del 25 aprile con i PanPers protagonisti di “Terapia di coppia”, lo spettacolo che mette sotto la lente – con ironia e autoironia – il loro storico sodalizio artistico. Dopo anni trascorsi fianco a fianco tra palcoscenici, trasferte, camerini condivisi, autogrill, social network e successi, qualche attrito diventa inevitabile. Basta una parola fuori posto e la discussione si trasforma in un piccolo caso diplomatico. Perché se è vero che gli opposti si attraggono, è altrettanto vero che talvolta si mettono seriamente alla prova. Da qui nasce l’idea di affidarsi a una “terapia” capace di analizzare differenze caratteriali, contraddizioni e manie quotidiane, nel tentativo di salvare una coppia artistica che dura da oltre dieci anni. Con il loro stile diretto e contemporaneo, i PanPers costruiscono un viaggio comico nel dualismo dell’animo umano, alternando battute rapide, situazioni paradossali e osservazioni che conquistano il pubblico. Riusciranno a superare incomprensioni e rivalità? La risposta arriva sul palco, in uno spettacolo che trasforma le dinamiche di coppia in pura energia teatrale. 🎟️ Biglietti disponibili su TicketOne:https://www.ticketone.it/event/panpers-terapia-di-coppia-teatro-kismet-opera-20634241/?affiliate=IGA
Secondo i dati InfoCamere 2023, il tessuto imprenditoriale pugliese si trasforma: calano i negozi di prossimità a Bari, mentre aumentano imprese nei settori servizi, turismo e consulenza. Il tessuto imprenditoriale pugliese mostra segnali di crescita, ma il commercio tradizionale continua a registrare un calo significativo, con impatti evidenti soprattutto sul territorio di Bari. Lo confermano i dati di InfoCamere sull’evoluzione delle imprese negli ultimi dieci anni, che evidenziano una trasformazione strutturale del sistema economico regionale (fonte InfoCamere). Secondo l’analisi, mentre aumentano le imprese nei settori dei servizi, del turismo e della consulenza, il commercio al dettaglio, in particolare quello di prossimità, continua a contrarsi. “Il sistema economico pugliese sta cambiando profondamente – afferma Raffaella Altamura, presidente di Confesercenti Bari – se da un lato cresce il numero complessivo delle imprese, dall’altro si riducono i negozi di vicinato, fondamentali non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale. Questa contrazione rischia di impoverire i quartieri e ridurre i servizi locali rivolti ai cittadini”. Le cause della contrazione del commercio tradizionale Secondo un’indagine di Confesercenti Bari, le principali cause del calo dei negozi tradizionali sono: Riduzione del potere d’acquisto delle famiglie Aumento dei costi di gestione Concorrenza delle grandi catene e dell’e-commerce Trasformazione delle abitudini di consumo, con acquisti più pianificati e meno impulsivi “Non si tratta di una crisi del sistema imprenditoriale, ma di una sua riconfigurazione – aggiunge Altamura – che impatta soprattutto sul commercio indipendente e può portare allo svuotamento commerciale di interi quartieri. Per invertire questa tendenza servono politiche di sostegno alle micro e piccole imprese, incentivi alla nascita di nuove attività e il rafforzamento dei distretti urbani del commercio. Difendere i negozi sotto casa significa proteggere l’identità e la vitalità delle nostre comunità”.
Secondo i dati Istat 2023, nel Mezzogiorno il lavoro da remoto resta sotto la media nazionale (13,8%), con poche eccezioni regionali e un gap strutturale rispetto al Centro-Nord e all’Europa. Lo smart working in Italia nel 2023 conferma forti differenze tra Nord e Sud e una diffusione ancora inferiore rispetto alla media europea. Secondo i dati ufficiali dell’Istat, il lavoro da remoto continua a rappresentare una trasformazione strutturale del mercato del lavoro italiano, avviata durante la pandemia ma oggi stabilizzata. Quanti sono gli smart worker in Italia nel 2023? Nel 2023 sono circa 3,4 milioni gli occupati che hanno lavorato da remoto almeno in parte, pari al 13,8% del totale. Nel dettaglio: 1 milione e 436 mila lavoratori (5,9%) hanno svolto l’attività da casa per almeno metà dei giorni lavorativi. 1,9 milioni (7,9%) hanno adottato modalità di lavoro agile in forma più occasionale. Il dato resta stabile rispetto al 2022, ma è nettamente superiore al periodo pre-pandemico 2018-2019, quando gli smart worker erano appena il 4,8%. Il picco si era registrato nel 2021 con il 15,1%. Smart working in Italia: differenze tra Nord, Centro e Sud Le differenze territoriali sono tra gli elementi più evidenti emersi dal report Istat. Nord-Est e Centro in testa Nord-Est: 17,1% di occupati in lavoro da remoto Centro: circa 16% Nord-Ovest: 11,9% Sud: 10,2% Isole: 9,7% Le regioni del Centro-Nord mostrano una maggiore diffusione grazie alla presenza di settori terziari avanzati, grandi aziende e infrastrutture digitali più sviluppate. Le regioni dove lo smart working è più diffuso A livello regionale, la classifica vede: Lazio: 21,5% (prima in Italia) Lombardia: 18,6% Piemonte: 14,5% Liguria: 14% Nel Mezzogiorno, quasi tutte le regioni restano sotto il 10%, con alcune eccezioni: Campania (11,1%) Abruzzo (10,3%) Sardegna (10,2%) Valle d’Aosta e Basilicata si fermano all’8,8%. Le città italiane con più lavoratori da remoto Tra i Comuni con oltre 150 mila abitanti, le percentuali più alte si registrano nelle grandi aree metropolitane come: Milano Roma Bologna Torino Qui incidono la forte presenza di grandi imprese, pubbliche amministrazioni strutturate e un’economia orientata ai servizi avanzati. Smart working in Italia vs Europa: il confronto 2023 Nel confronto europeo, l’Italia resta indietro. Secondo i dati di Eurostat, nel 2023 solo il 5,9% degli italiani lavora abitualmente da casa, contro una media UE del 9,1%. I Paesi più avanzati sono: Finlandia (22,2%) Irlanda (21,8%) Svezia (15,3%) Belgio (14,6%) Anche Germania e Francia superano il 10%. Perché lo smart working è meno diffuso nel Sud? La minore diffusione del lavoro agile nel Mezzogiorno è legata a: Struttura produttiva meno orientata ai servizi avanzati Minore presenza di grandi aziende Infrastrutture digitali meno sviluppate
Il racconto del dramma silenzioso di quattro donne bulgare, braccianti stagionali nei campi del sud Italia. Dopo l’allarme lanciato da Confagricoltura sui lavoratori stranieri, c’è il teatro che accende i riflettori sul lato più oscuro del sistema. “Il sogno di Monèva” porta in scena una denuncia forte del caporalato e dello sfruttamento nei campi del sud Italia. Montaggio di Maria Cristina Quintale
Bagno di folla ieri per l’ultima sfilata dei carri allegorici della 632° edizione. Si chiama “L’Ultima Corrida” il carro vincitore della 632ª edizione del Carnevale di Putignano. L’opera, firmata dall’Associazione culturale Carta e Colore con Paolo e Vito Mastrangelo, conquista il primo posto con una provocazione potente: un toro meccanico che si ribella ai matador, ribaltando i ruoli della tradizione. Una denuncia contro lo sfruttamento animale, che trasforma la vittima in simbolo di forza e riscatto. Al secondo posto si classifica “Il MessIA” di Angelo Loperfido. Un trono di circuiti e una figura sospesa tra sacro e tecnologia raccontano, in chiave satirica, il culto contemporaneo dell’Intelligenza Artificiale. Un messaggio chiaro: attenzione a non trasformare lo strumento in divinità, smarrendo il senso critico umano.Terzo gradino del podio per “It’s My Life” di Deni Bianco, un carro che affronta il tema del fine vita. Un uomo incatenato a un letto, tra simboli religiosi e sanitari, diventa metafora della libertà di scelta, in un equilibrio delicato tra etica, fede e dignità personale.Sette i grandi carri in concorso, frutto del lavoro dei maestri cartapestai, custodi di un’arte che a Putignano si tramanda da generazioni. Accanto a loro, anche un ottavo carro fuori concorso, “Il Factotum dell’Inconcludenza”.Dall’eutanasia alla ludopatia, dall’intelligenza artificiale al femminicidio, la cartapesta si è fatta ancora una volta specchio della realtà.A colpire, oltre alla qualità artistica, è stato il boom di presenze. Migliaia di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia hanno affollato le strade di Putignano per assistere alla sfilata finale, trasformando la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Un successo che conferma il Carnevale non solo come evento storico, ma come esperienza condivisa. Perché quando la cartapesta prende vita, Putignano diventa il cuore pulsante di un’Italia che sa ancora emozionarsi insieme.
Dopo oltre vent’anni da The Passion of the Christ, Mel Gibson torna a Matera con un progetto cinematografico ambizioso. Le riprese, concentrate nella suggestiva Murgia Materana, vedranno Mariela Garriga e Riccardo Scamarcio nei ruoli di Maria Maddalena e Ponzio Pilato. Il 20 aprile, la città dei Sassi tornerà sotto i riflettori internazionali grazie alle riprese di The Resurrection of the Christ, il nuovo atteso progetto cinematografico del regista premio Oscar Mel Gibson, che ritorna a Matera dopo il successo planetario di The Passion of the Christ, uscito oltre vent’anni fa. Tra i principali protagonisti ci saranno Mariela Garriga, attrice cubano-statunitense, e l’attore italiano Riccardo Scamarcio, originario di Andria, che interpreteranno rispettivamente Maria Maddalena e Ponzio Pilato. La produzione, curata da Tea Time Film S.r.l. per conto della Panorama Films Srl, ha già effettuato le prime riprese della seconda unità il 18 e 19 febbraio, immersa nei paesaggi mozzafiato della Murgia Materana, un set naturale che aggiunge autenticità e suggestione alle scene senza bisogno di scenografie invasive. Secondo quanto indicato nella delibera della giunta comunale, le riprese successive, previste ad aprile, interesseranno esclusivamente le aree murgiane, con location selezionate come il Belvedere di Murgia Timone e altre zone panoramiche individuate durante la fase preparatoria. L’obiettivo è mantenere la naturalità del paesaggio, valorizzando le caratteristiche uniche del territorio materano senza alterarne l’aspetto originario. Il film, della durata stimata di circa 150 minuti, racconterà le ore successive alla crocifissione di Cristo fino alla Resurrezione, offrendo una prospettiva nuova su uno dei momenti più significativi della storia cristiana. La produzione punta a una distribuzione internazionale nelle sale cinematografiche in occasione della Pasqua 2027, offrendo così un appuntamento cinematografico che unisce spiritualità, drammaticità e fascino paesaggistico. Per gli appassionati di cinema e per la città di Matera, il ritorno di Mel Gibson rappresenta non solo un evento culturale di rilievo, ma anche un’opportunità di visibilità globale, consolidando ancora una volta il ruolo della città lucana come set naturale d’eccellenza per produzioni cinematografiche di respiro internazionale. La combinazione tra interpreti di fama mondiale, regia premiata e scenari unici promette di rendere The Resurrection of the Christ un progetto memorabile, capace di richiamare l’attenzione di critica e pubblico internazionale.
Il Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà denuncia le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e propone modelli di collaborazione tra Stato, territori e comunità per garantire equità e sostenibilità. Il Rapporto “Sussidiarietà e Salute”, presentato oggi dalla Fondazione per la Sussidiarietà nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati, evidenzia criticità nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e propone un modello di collaborazione tra Stato, territori e comunità per migliorare equità, sostenibilità e qualità delle cure. All’evento sono intervenuti il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà Maurizio Lupi. Il rapporto è stato redatto con il contributo di accademici e ricercatori di università italiane e internazionali, tra cui Bicocca, Bocconi, Brunel University, Ca’ Foscari, York, Università Cattolica, Parma, Pavia, Sant’Anna di Pisa e Verona. Dati chiave sulla sanità italiana Il Rapporto mostra una crescente perdita di universalismo ed equità nel SSN: 9-10% della popolazione rinuncia o rinvia cure per motivi economici o lunghe attese; oltre il 20% tra i più svantaggiati. Tasso di mortalità evitabile correlato al titolo di studio: 39,6/10.000 per chi ha licenza elementare, 20,3/10.000 per laureati. Circa 4 milioni di over65 non autosufficienti e oltre 5,5 milioni di anziani vivono soli; il 14% degli over65 è a rischio isolamento sociale. L’Assistenza domiciliare integrata (ADI) copre solo il 30,6% degli anziani non autosufficienti, mentre gran parte della cura ricade sulle famiglie. La spesa sanitaria out-of-pocket italiana è tra le più alte d’Europa: 24% della spesa totale, contro il 15% della media UE, con un aumento costante dal 2010. Criticità strutturali del SSN Secondo il Rapporto, i principali problemi del sistema pubblico sono: Sottofinanziamento cronico (circa 37 miliardi di euro di tagli 2010-2019) Risorse allocate per prestazioni e non per integrazione dei percorsi assistenziali Mancanza di continuità e integrazione tra sanitario e sociosanitario Carenza di personale, in particolare medici di medicina generale I pazienti cronici e fragili subiscono maggiormente questi limiti, spesso attraversando più setting di cura senza responsabilità unitaria. Modelli efficaci e proposte di riforma Il Rapporto sottolinea l’efficacia dei modelli basati su collaborazioni strutturate tra enti sanitari, come le Botteghe di Comunità della ASL di Salerno, coinvolgendo 29 comuni e oltre 28.000 cittadini. Le principali proposte includono: Incremento della spesa sanitaria e introduzione di budget di cura per pazienti fragili Rafforzamento dell’assistenza territoriale con cabine di regia distrettuali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità Istituzione di un Servizio nazionale per la non autosufficienza Piani pluriennali per assunzione e valorizzazione del personale sanitario, con retribuzioni in linea con la media UE Migliore regolazione del privato accreditato, orientato a ridurre disuguaglianze e inefficienze Sussidiarietà come chiave per equità e sostenibilità Per Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, il rapporto indica che l’alternativa non è tra pubblico e privato, ma tra un Paese che garantisce cure per tutti e uno dove si cura solo chi può permetterselo. La sussidiarietà diventa così l’architettura istituzionale dell’universalismo, rendendo il diritto alla salute effettivo, misurabile e sostenibile nel tempo.
Scopri il nuovo ecosistema digitale: Assegno Unico, bonus asilo nido, congedi parentali e oltre 300 servizi pubblici a portata di app, per semplificare la vita delle famiglie italiane. A Roma, a Palazzo Chigi, l’INPS e il Governo hanno lanciato il Portale della Famiglia e della Genitorialità, un nuovo strumento digitale pensato per semplificare la vita di genitori e famiglie. Dietro il progetto ci sono il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, e il ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella. Si tratta di un vero e proprio ecosistema online, accessibile anche da app, che mette insieme in un unico spazio 40 prestazioni INPS dedicate a famiglie e genitori e circa 300 servizi offerti da altre Pubbliche Amministrazioni. In pratica, tutti i bonus, i congedi e le agevolazioni diventano più facili da trovare e utilizzare, senza la burocrazia complicata di una volta. La piattaforma è organizzata in sette sezioni: Servizi INPS, Diventare genitori, Crescita bambina/bambino, Disabilità, Centri per la famiglia, Servizi di prossimità e altri strumenti utili. L’accesso avviene con SPID o CIE e la home page mette subito in evidenza i servizi più rilevanti, organizzati in base ai momenti chiave della vita familiare. Tra le prestazioni disponibili ci sono: Assegno Unico Universale, bonus nuovi nati, bonus asilo nido, bonus mamme, congedi parentali, carte dedicate, bonus sociali, prestazioni per figli con disabilità, sostegno a lavoratori domestici e molto altro. Insomma, un vero “tutto in uno” per la famiglia italiana. Oggi queste misure riguardano oltre 10 milioni di ragazzi e 6,5 milioni di famiglie, ma ogni anno moltissime altre persone entrano in contatto con l’INPS. Il portale nasce proprio per mettere al centro le esigenze dei genitori, offrendo un punto unico di accesso per ogni fase della crescita dei figli, adattato alla situazione familiare e al territorio di residenza. Una delle novità più importanti è la gestione interistituzionale e interoperabile: per la prima volta in Italia, INPS e altre amministrazioni pubbliche collaborano all’interno dello stesso sistema. Così si possono trovare informazioni, linee guida e servizi non solo nazionali ma anche regionali, dal registro dell’anagrafe alla scelta del pediatra, dalle vaccinazioni obbligatorie agli asili nido e scuole, fino al supporto sociale per famiglie e caregiver. Per il ministro Eugenia Roccella, “Avere strumenti chiari e accessibili per la famiglia è fondamentale. Il portale INPS è pensato per semplificare la vita dei genitori, rendendo lo Stato più vicino e concreto. Sostenere famiglie e figli non è una spesa, è l’investimento più importante per il futuro del Paese.” Il presidente Gabriele Fava aggiunge: “Il Portale della Famiglia non crea nuovi bonus né cambia la normativa: organizza e semplifica le prestazioni esistenti, riducendo il tempo perso tra procedure e modulistica. È un passo concreto per costruire servizi affidabili e vicini alle persone, in grado di accompagnare le famiglie nella crescita dei loro figli.” In sintesi, con questo portale tutto diventa più chiaro: dai bonus per i neonati ai congedi parentali, dalle carte dedicate ai servizi per figli con disabilità. Un unico clic, un unico accesso, tutto quello che serve per vivere meglio la genitorialità oggi in Italia.
Secondo l’ordine servono la stabilizzazione della costa, campagne di educazione e un approccio multidisciplinare. “Il crollo dell’arco di Sant’Andrea a Melendugno solleva preoccupazioni sia per la sicurezza che perla conservazione dell’ambiente”. Lo dichiara in una nota, Giovanni Caputo, presidente dell’ordine dei geologi della Puglia in riferimento al crollo avvenuto in Salento. Il maltempo ha cancellato uno dei tratti costieri più iconici del Salento: l’imponente l’arco dei faraglioni di Sant’Andrea, conosciuto anche come arco dell’amore, si è completamente sbriciolato in acqua. Il crollo sarebbe stato causato dalle mareggiate e dalle piogge violente di questi giorni. Si tratta del danno più importante causato dall’erosione costiera al paesaggio del Salento. “È un colpo al cuore durissimo – commenta il sindaco Maurizio Cisternino -. Sparisce uno dei tratti turistici piu famosi della nostra costa edell’Italia intera”. Sulla situazione delle coste pugliesi l’ordine dei geologi dice: “Il 53% delle coste pugliesi è a rischio erosione e sul territorio sono state censite 839 frane con 63mila persone che risiedono in territori colpiti da frane”. Caputo elenca anche le misure che possono essere intraprese per affrontare e comprendere meglio la situazione tra cui “il monitoraggio, per valutare i rischi di ulteriori crolli, e l’analisi del terreno, delle sue caratteristiche fisiche e dell’erosione costiera. È fondamentale non soltanto la stabilizzazione della costa – continua – ma anche promuovere campagne di educazione per sensibilizzare la popolazione e i visitatori sulla fragilità dell’ecosistema costiero e sulla necessità di proteggere aree come quella dell’arco di Sant’Andrea”. Risulta importante un approccio multidisciplinare capace di coinvolgere “geologi, ingegneri e biologi marini per sviluppare un piano integrato di gestione del rischio e di conservazione”, conclude l’ordine dei geologi.
Una storia antica che parla ancora al presente. Un racconto di conflitto e riconciliazione. Una lite per la caccia, un onore violato, un servitore mutilato. Dalle campagne del sud-est barese a una città libera e protestante dell’Europa del seicento. La sala degli atti parlamentari della biblioteca del Senato ha ospitato un evento dedicato alla storia barocca pugliese. Al centro, la faida tra i Carafa di Noicattaro e gli Acquaviva di Conversano, raccontata nel libro il “Duello di Norimberga” dello storico Vito Didonna. Una vicenda che affonda le radici nel duello del 5 novembre 1673, nato da una lite per la caccia e consumato lontano dalla puglia. Non solo uno scontro tra nobili, ma uno specchio dei codici cavallereschi, delle gerarchie feudali e delle tensioni sociali del seicento europeo. A rendere unica questa storia è l’esito finale: la riconciliazione tra le due famiglie. Un gesto che segna il passaggio dal potere delle casate aristocratiche allo stato moderno. L’iniziativa è stata promossa dalla senatrice Maria Nocco, in collaborazione con la “Libera università della terza età di Noicattaro”. Presentata la seconda edizione del volume, arricchita da nuovi documenti d’archivio, anche in lingua tedesca un racconto che parte dalla microstoria e diventa memoria condivisa,per ricordare che, talvolta, la pace è l’atto più potente della storia. Intervista a Maria Nocco, senatrice di Fratelli d’Italia
Scopri perché gli italiani scelgono weekend romantici e esperienze culturali per San Valentino, con consigli low cost e pacchetti tutto compreso. Immaginate una coppia che sogna di trascorrere un San Valentino speciale. Secondo un’indagine condotta da Impresa Cultura Italia-Confcommercio, in collaborazione con Swg, la scelta del regalo per San Valentino sembra sempre più orientata verso le esperienze piuttosto che gli oggetti materiali. A convincere la maggioranza degli italiani non è un elegante libro o una cena al ristorante, ma un weekend culturale in una città italiana, indicato dal 76% degli intervistati, davanti alla cena (71%), a un biglietto per uno spettacolo dal vivo (65%) e al classico libro (63%). Giovani e weekend culturale: l’esperienza al primo posto Tra gli under 34, l’interesse per un fine settimana culturale sale all’80%, segno di una domanda che cerca momenti condivisi, esperienze personalizzate e ricche di significato simbolico. Per loro, l’esperienza culturale ha un valore superiore all’oggetto, ma senza dimenticare il portafoglio: oltre la metà dei giovani (56%) afferma che la spesa per San Valentino non dovrebbe superare i 50 euro. Un approccio pragmatico e misurato alla festa degli innamorati, che deve rimanere low cost senza rinunciare all’emozione. Pacchetti tutto compreso e prenotazioni flessibili: cosa cercano gli italiani Quando si parla di organizzare un’uscita speciale o un weekend romantico, non è solo la destinazione a fare la differenza. La praticità e la chiarezza dei prezzi diventano determinanti: il 32% degli intervistati privilegia pacchetti tutto compreso, mentre il 24% ritiene fondamentale poter prenotare o cancellare all’ultimo momento senza penali. Le esperienze esclusive e i servizi di trasporto comodi o inclusi restano importanti, ma occupano posizioni più defilate nelle preferenze. Osservatorio 2025: i dati sui weekend culturali L’Osservatorio 2025 sui consumi ed esperienze culturali conferma come il weekend culturale stia conquistando sempre più spazio come regalo di San Valentino: circa due italiani su tre dichiarano di voler ricevere o regalare un’esperienza di questo tipo. La spesa media per un weekend culturale si aggira intorno ai 167 euro a persona, e il 45% degli intervistati non intende superare i 100 euro. Nel 2025, due italiani su cinque hanno partecipato a un weekend culturale, di cui il 28% in una regione diversa dalla propria e il 13% all’interno della propria regione. La maggior parte (69%) ha soggiornato in strutture ricettive, mentre il 24% ha fatto solo la visita giornaliera e il 7% ha preferito fermarsi da amici. Carlo Fontana: l’importanza di sostenere i weekend culturali Secondo Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, è fondamentale rafforzare le politiche di sostegno alla domanda culturale: “Rafforzare strumenti come le detrazioni sulle spese in cultura può ampliare l’accesso dei cittadini e accompagnare la crescita del settore. I weekend culturali rappresentano uno stimolo concreto alla partecipazione culturale e alla valorizzazione del patrimonio delle città italiane”. In sintesi, l’esperienza culturale si conferma come il regalo di San Valentino ideale, capace di unire emozione, scoperta e attenzione ai costi, in perfetto equilibrio tra cuore e ragione.
Lenticchie, ceci, fagioli e soia: tutte le proprietà dei legumi e perché inserirli nella dieta almeno 3 volte a settimana. Dall’aumento del senso di sazietà al controllo della glicemia, dalla riduzione del rischio cardiovascolare al miglioramento della funzionalità intestinale, fino alla promozione di un’alimentazione sostenibile per il pianeta: sono molteplici i benefici derivanti dall’inserimento dei legumi nella dieta, almeno tre volte a settimana, come indicato dalle Linee guida per una sana alimentazione. A sottolinearlo è l’Istituto superiore di sanità (ISS), in vista della Giornata mondiale dei legumi, che si celebra domani. “I legumi rappresentano una componente fondamentale di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile”, spiega l’ISS. “Sono una fonte preziosa di proteine vegetali, ricchi di fibre, poveri di grassi e naturalmente privi di colesterolo, presente solo negli alimenti di origine animale”. Tra i legumi più noti, le lenticchie si distinguono per il loro contenuto di ferro, potassio, fosforo e acido folico, nutrienti fondamentali per la produzione di globuli rossi, soprattutto nelle donne in età fertile, nei bambini e durante la gravidanza. Oltre a questo, forniscono una buona quantità di proteine vegetali e fibre, utili per la regolarità intestinale e il controllo della glicemia. Dal punto di vista ambientale, i legumi sono un alimento virtuoso: la loro coltivazione sostenibile e la lunga conservabilità li rendono ideali anche per ridurre lo spreco alimentare. I ceci, ad esempio, contengono fibre solubili che contribuiscono a controllare il colesterolo LDL e a regolare la glicemia post-prandiale, supportando la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2. Sono inoltre ricchi di acido folico e vitamine del gruppo B, fondamentali durante i periodi di crescita e la gravidanza. Grazie al loro elevato potere saziante, i ceci sono ideali nei regimi alimentari controllati e rappresentano una scelta sana e sostenibile anche dal punto di vista climatico. Tra i legumi più proteici ci sono i fagioli, ricchi di zinco, potassio e magnesio, minerali essenziali per il sistema immunitario, la funzione muscolare e l’equilibrio elettrolitico. La buccia dei fagioli, ricca di fibre insolubili, favorisce la regolarità intestinale e aiuta a prevenire disturbi come stitichezza e malattie diverticolari. I piselli, invece, contengono più zuccheri semplici rispetto ad altri legumi, ma sono una buona fonte di proteine, vitamina A e acido folico. Delicati e facilmente digeribili, apportano fibre utili al benessere intestinale. Le fave, legume primaverile, offrono ferro non-eme, vitamina B1 (tiamina), fibre e proteine vegetali, insieme a discreti livelli di potassio. Sono naturalmente povere di grassi e contribuiscono al senso di sazietà e alla buona funzionalità intestinale. È importante ricordare, tuttavia, che chi soffre di favismo, una rara malattia genetica, deve evitarle completamente. Anche il lupino, meno diffuso nella dieta quotidiana, è un legume ricco di nutrienti: ha un contenuto proteico elevato, molte fibre e pochi zuccheri, rendendolo adatto a chi deve controllare la glicemia. È inoltre fonte di calcio, ferro e potassio. Contiene composti bioattivi (alcaloidi) che, se non correttamente trattati, possono risultare amari o tossici: per questo va consumato solo dopo adeguata lavorazione industriale o preparazione domestica corretta. La cicerchia è un legume particolarmente saziante e nutriente, ricco di proteine, fibre, calcio e fosforo. L’ISS raccomanda però di consumarla con moderazione e dopo un adeguato ammollo e cottura, poiché contiene una neurotossina responsabile del latirismo, una malattia neurodegenerativa che può causare paralisi, convulsioni e atrofia muscolare se il legume viene assunto in grandi quantità per periodi prolungati. Infine, la soia è il legume con il più alto contenuto proteico e una delle poche fonti vegetali a fornire tutti gli amminoacidi essenziali, rendendola una proteina “completa” comparabile a quella animale. È inoltre ricca di grassi insaturi, omega-3 e omega-6, fitosteroli e isoflavoni, noti per i potenziali benefici su sistema cardiovascolare e salute ormonale.
Un luogo dedicato a Morris, per non dimenticare la voce e il cuore di un artista che ha lasciato il segno. Nel 2012, a soli 36 anni, Morris fu colpito da un ictus che lo costrinse a mesi di coma e, al risveglio, a vivere nello stato di locked-in, una condizione in cui la mente resta lucida ma il corpo è completamente paralizzato. Riusciva a comunicare solo con il battito delle ciglia. È rimasto così per quasi un anno, fino al 25 giugno 2014, quando un arresto cardiaco ha messo fine alla sua vita. La cerimonia di intitolazione si è svolta con la partecipazione dei familiari, dell’assessora Carla Palone, della presidente del municipio I Annamaria Ferretti e del comandante Michele Palumbo. Montaggio di Maria Cristina Quintale
Prossime date: 7-15 e 17 febbraio. Grande successo a Putignano per la prima delle quattro sfilate del Carnevale, giunto quest’anno alla 632esima edizione. Alle 15 in punto è ufficialmente entrata nel vivo la manifestazione simbolo della tradizione pugliese. Fino al 17 febbraio sono previsti oltre cento appuntamenti tra riti, teatro, concerti, laboratori e spettacoli. Montaggio di Leo TribuzioImmagini di Cosimo Caragiulo
Numeri preoccupanti dal report della Corte d’Appello di Bari. Nel distretto della Corte di Appello di Bari in un anno i femminicidi sono aumentati del 33%, con il “dato allarmante” del 300% in più registrato nel capoluogo. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione sull’andamento dei reati nel periodo luglio 2024-giugno 2025, presentata in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario. Dal report si evince che sono diminuite del 16% (da 31 a 26) le denunce di omicidi volontari consumati. In controtendenza, tuttavia, risulta l’aumento del 33% per gli omicidi la cui vittima era di sesso femminile (da 6 a 8). “Appare allarmante – si legge nella relazione – il dato statistico della Procura di Bari che ha registrato una variazione rispetto all’ultimo anno pari al 300% poiché il numero dei procedimenti iscritti è passato da 1 a 4 segnati”. Sono, inoltre, aumentate (da 66 a 82, +24%) le denunce di omicidi tentati; stesso andamento per il dato relativo alle vittime di sesso femminile (+29%), passato da 7 a 9. Sono aumentate anche le denunce di omicidi colposi per violazione delle norme sulla circolazione stradale: 137 rispetto alle 124 del precedente periodo, con un incremento del 10% ed in 38 casi gli autori del reato sono rimasti ignoti. Sono aumentate, da 25 a 29 (+16%), anche le denunce di omicidi colposi per infortuni sul lavoro. Le denunce del reato di stalking registrano una “moderata diminuzione” evidenzia la relazione, pari al -9% (da 1.447 a 1.321).
Dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes i rischi del web tra giovani e adolescenti. Il web non è solo uno spazio di libertà, ma sempre più spesso si trasforma in un luogo di rischio, soprattutto per i più giovani. Le minacce più gravi arrivano dal revenge porn e dal bullismo online, fenomeni che segnano profondamente la vita digitale degli adolescenti italiani. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’“Osservatorio Indifesa”, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community di Scomodo, con l’obiettivo di ascoltare la voce degli under 26 su violenza, sicurezza digitale e pericoli della rete. Il report, diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), raccoglie le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani. I dati raccontano una realtà complessa e allarmante: le ragazze dichiarano di aver subito violenza più dei ragazzi (57% contro 42%), mentre la percentuale più alta riguarda le persone non binarie, con il 67% (dato da interpretare con cautela per la numerosità ridotta del campione).Ma i pericoli non si fermano al digitale: per le ragazze i contesti più rischiosi sono anche i luoghi pubblici non controllati – come strade e mezzi pubblici – e le relazioni intime e familiari. Per i ragazzi, invece, emergono come più critici la scuola e il contesto amicale. Gli adolescenti mostrano una forte consapevolezza dei rischi del web, ma il pericolo più temuto è uno: il revenge porn.Per il 59% degli intervistati rappresenta la minaccia principale, soprattutto per le ragazze e per le fasce d’età più alte. I giovani sanno che condividere immagini intime è pericoloso: il 79% definisce questa pratica ad alto rischio e la quasi totalità è consapevole dei propri diritti, sapendo di poter denunciare e chiedere la rimozione dei contenuti diffusi senza consenso. Più fragile, invece, la consapevolezza sulla manipolazione delle immagini da parte di terzi: deepfake, modifiche digitali e contenuti alterati restano fenomeni difficili da riconoscere. Le risposte incerte e le mancate dichiarazioni, secondo l’Osservatorio, indicano una zona grigia di inconsapevolezza digitale. C’è poi un’esperienza che accomuna quasi tutti: essere contattati da sconosciuti online. È successo a circa l’80% dei ragazzi.Per le ragazze questo genera soprattutto paura, disagio e insicurezza, mentre tra i ragazzi emerge una percentuale maggiore di curiosità, segno di una diversa percezione del rischio. Per i maschi, in particolare i più giovani, il pericolo principale resta il cyberbullismo: lo dichiara il 45% dei ragazzi e il 42% del campione totale.Quando vivono episodi di bullismo o cyberbullismo, i giovani si confidano soprattutto con gli amici, soprattutto nelle fasce d’età più alte, mentre i più piccoli si rivolgono più facilmente ai genitori. Il quadro che emerge è chiaro: il mondo digitale è parte integrante della vita dei giovani, ma senza strumenti adeguati può diventare uno spazio di violenza, solitudine e vulnerabilità.La sfida oggi non è solo proteggere, ma educare alla sicurezza digitale, costruire consapevolezza, rafforzare le reti di ascolto e creare una cultura del web fondata su rispetto, responsabilità e tutela della persona. Perché la vera sicurezza online non nasce dalla tecnologia, ma dalla cultura, dalle relazioni sane e dalla capacità di riconoscere il pericolo prima che diventi violenza.
Oltre 2,2 milioni nell’ultimo weekend e record storico nelle sale italiane. Checco Zalone con Buen Camino continua a dominare senza rivali il box office del weekend, incassando 2.202.373 euro tra venerdì e domenica e superando la soglia dei 73 milioni complessivi (73.404.661 euro) in cinque settimane di programmazione. Un risultato storico che consacra il film come il maggiore incasso di sempre nelle sale italiane. Resta stabile al secondo posto La Grazia di Paolo Sorrentino, che raccoglie 1.669.913 euro nel fine settimana, portando il totale a 4.949.490 euro in due settimane, secondo i dati Cinetel dal 22 al 25 gennaio. Debutta direttamente sul terzo gradino del podio Marty Supreme di Josh Safdie, con Timothée Chalamet e Gwyneth Paltrow: il film, un racconto sul cambiamento dell’America contemporanea, incassa 1.604.045 euro in quattro giorni. Al quarto posto esordisce anche 2 Cuori e 2 Capanne di Massimiliano Bruno, con Edoardo Leo e Claudia Pandolfi, che affronta il contrasto tra amore coniugale e desiderio di libertà, chiudendo il weekend con 923.378 euro. Scivola al quinto posto la commedia a episodi Prendiamoci una pausa, che incassa 514.143 euro nel weekend e raggiunge 1.385.514 euro complessivi in due settimane. Segue, in sesta posizione, Avatar: Fuoco e Cenere, nuovo capitolo della saga di James Cameron, con 412.902 euro nel fine settimana e un totale di 25.424.266 euro in sei settimane. Tra i nuovi ingressi, debutta al settimo posto Sentimental Value di Joachim Trier, film danese vincitore dell’ultimo Oscar europeo, che racconta i legami familiari e la forza dei sentimenti, con 378.592 euro incassati in quattro giorni. All’ottavo posto si piazza Return to Silent Hill di Christophe Gans, che totalizza 355.382 euro nello stesso periodo. Scende al nono posto il legal movie storico Norimberga, con Russell Crowe, che incassa 324.124 euro nel weekend e sale a 8.364.307 euro complessivi in sei settimane. Chiude la top ten un’altra nuova entrata, Mercy: Sotto Accusa di Timur Bekmambetov, che mette a confronto etica umana e giustizia algoritmica dell’intelligenza artificiale, con 293.656 euro. Nel complesso, gli incassi totali del weekend raggiungono 10.346.294 euro, segnando un calo del 9% rispetto alla settimana precedente.
Sul tema interviene l’ordine delle psicologhe e psicologi di Puglia . “La comunità Lgbtqia+ è esposta a processi di discriminazione che in moltissimi casi provoca stress. Gli interventi legislativi attuali stanno cercando di negare diritti, inoltre non abbiamo a disposizione tutti gli elementi di sostengono e supporto che possano determinare processi di autoaffermazione. Per questo è importante l’intervento psicologico”. Lo ha detto il docente di UniBa Alessandro Taurino, coordinatore della commissione dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi della Puglia che si occupa di diritti, a margine del convegno, ospitato nella sede dell’università Aldo Moro, “Intervento clinico e supportopsicologico per le persone Lgbtqia+”, promosso dallo stesso Ordine. “Tante difficoltà che le persone appartenenti alla comunità Lgbtqia+ incontrano – ha detto Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine – sono collegate a fattori culturali e al tema dei diritti sul quale l’Ordine degli psicologi è fortemente impegnato. Siamo in un mondo in cui i diritti sembrano in fase di regressione, stiamo combattendo contro gli ostacoli all’educazione sessuo-affettiva, come Ordine stiamo continuando ad aderire al Pride, abbiamo fondato una commissione che si occupa esplicitamente di queste tematiche perché sono la cartina di tornasole di come il mondo funziona”. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli: “Il sostegno psicologico è una delle possibili attività che si possono mettere in atto per una comunità che vive una realtà che talvolta esprime disagio, perché le disuguaglianze in questo Paese sono tante. Noi diciamo che le professioni sanitarie sono attente a questi bisogni. Noi – ha aggiunto – stiamo rivedendo il nostro codice di deontologia, e uno dei temi più importanti è proprio il rispetto dei diritti dei cittadini, il principio che il medico si china sul bisogno delle persone senza esprimere un giudizio. Partendo dal principio che i diritti sono un pezzo della nostra Costituzione e rappresentano le fondamenta della nostra democrazia”.
Demoskopika: borghi, aree interne e parchi intercettano una domanda in forte crescita. Nel 2026 la Puglia e la Basilicata si candidano a essere tra i territori chiave del turismo diffuso italiano, grazie alla forza della loro rete di piccoli Comuni a vocazione turistica. Secondo le stime dell’istituto Demoskopika, gli oltre 2.600 borghi italiani sotto i 5mila abitanti potrebbero raggiungere 21,3 milioni di arrivi (+5,3% sul 2025) e 79,9 milioni di presenze (+6,9%), con una permanenza media stabile a 3,7 giorni. Una crescita che coinvolge direttamente le due regioni, dove aree interne, centri storici, costa adriatica e ionica e grandi parchi naturali rappresentano un’alternativa sempre più attrattiva alle mete sovraffollate. In Puglia, il turismo dei piccoli Comuni si consolida tra Valle d’Itria, Gargano, Subappennino Dauno e Salento interno, territori capaci di intercettare una domanda orientata verso borghi, masserie, cammini, enogastronomia e turismo lento. In Basilicata, il ruolo delle aree interne lucane, dal Pollino al Parco dell’Appennino Lucano, passando per i borghi della collina materana e del Vulture, rafforza un modello di sviluppo fondato su esperienze autentiche e sostenibili, in forte sintonia con le comunità locali. I numeri aiutano a comprendere la portata del fenomeno. I flussi complessivi generati dai piccoli Comuni italiani sono ormai paragonabili a quelli delle grandi città simbolo dell’overtourism. Nel 2024, Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli hanno concentrato oltre 23 milioni di arrivi e 72,1 milioni di presenze, mentre i borghi sotto i 5mila abitanti hanno registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze. Un confronto che evidenzia come territori come Puglia e Basilicata, pur lontani dai grandi hub urbani, possano assorbire volumi significativi di domanda grazie a una rete capillare di destinazioni minori. In questo scenario, i piccoli Comuni pugliesi e lucani emergono come una leva strategica per la redistribuzione dei flussi turistici, contribuendo a ridurre la pressione sulle città d’arte e sulle località più congestionate. Un ruolo che rafforza il posizionamento delle due regioni come laboratori dell’undertourism, capaci di coniugare crescita economica, tutela del paesaggio e qualità dell’esperienza. Nel complesso, il turismo nei Comuni turistici sotto i 5mila abitanti rappresenta circa il 14% degli arrivi complessivi e il 15,3% delle presenze totali in Italia. Una quota tutt’altro che marginale, che conferma come l’undertourism sia una tendenza strutturale e non episodica. Una traiettoria che Puglia e Basilicata, forti di un patrimonio diffuso e identitario, appaiono oggi particolarmente attrezzate a intercettare e guidare.

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