
Castelluccio dei Sauri, tre appuntamenti al Teatro Don Ciccio fino al 9 maggio
Tre appuntamenti pensati per coinvolgere pubblici di tutte le età. A Castelluccio dei Sauri prende il via la nuova stagione teatrale organizzata dal Comune in

. Tre appuntamenti pensati per coinvolgere pubblici di tutte le età. A Castelluccio dei Sauri prende il via la nuova stagione teatrale organizzata dal Comune in collaborazione con Puglia Culture, ospitata al Teatro Don Ciccio. Il cartellone propone un percorso vario, tra musica, teatro brillante e spettacoli dedicati ai più piccoli, con l’obiettivo di rendere il teatro un luogo di incontro e condivisione per tutta la comunità. Il programma Si parte sabato 18 aprile (ore 21) con “A Mimmo”, omaggio a Domenico Modugno a trent’anni dalla sua scomparsa. Protagonista sul palco Pino Ingrosso, che con voce e chitarra ripercorre i grandi successi dell’artista pugliese, accompagnando la musica con racconti, aneddoti e materiali video. Accanto a lui l’attore Gino Cesaria, con la regia di Daniela Guercia. Il secondo appuntamento è in programma lunedì 27 aprile (ore 10.30) con “Il sogno di Matteo”, spettacolo matinée dedicato alle scuole primarie e firmato da Il Carro dei Comici. Un’occasione per avvicinare i più giovani al teatro attraverso il linguaggio della narrazione e del gioco. La stagione si conclude sabato 9 maggio (ore 21) con “SPOS(s)ATI”, produzione I Like Puglia con Antonio Stornaiolo e Daniela Baldassarra. Uno spettacolo ironico e attuale che affronta il tema della coppia, tra stereotipi, contraddizioni e nuove dinamiche della vita di oggi. Una proposta culturale pensata per offrire momenti di intrattenimento ma anche di riflessione, capace di parlare a generazioni diverse e rafforzare il legame tra teatro e territorio. Info e biglietti🎟️ Posto unico: 8 euro📍 Teatro Don Ciccio, Via Taverna Grande – Castelluccio dei Sauri🕘 Biglietteria aperta dal 3 aprile (lunedì e venerdì 9.30–11.30 / 18.00–19.30) e la sera degli spettacoli dalle 19.00📞 Info: 345 1528836🌐 www.pugliaculture.it
. Prosegue nel cuore del Salento la V edizione di “Salento in Cima alla Cuccagna”, il circuito itinerante che riporta nelle piazze una delle tradizioni più spettacolari e coinvolgenti del territorio. Dopo le prime tappe, l’appuntamento è il 12 aprile a Tuglie, dove la competizione continua tra tecnica, forza e gioco di squadra. Il palo della cuccagna, oggi disciplina riconosciuta dal CONI, non è solo una prova fisica ma un vero e proprio sport che unisce coordinazione, strategia e spirito di gruppo. Le squadre, composte da quattro atleti, si sfidano scalando un palo cosparso di grasso, in un equilibrio perfetto tra tradizione e competizione. Il circuito, unico nel suo genere nel Sud Italia, coinvolge quest’anno otto comuni della provincia di Lecce e registra una crescita significativa, con il raddoppio delle squadre partecipanti. Dopo Merine, le tappe proseguiranno a Merine (il 19 aprile), a Collepasso (25 aprile), San Donato di Lecce (2 maggio), fino alla grande finale prevista a Galatina in autunno. A rendere ancora più speciale ogni appuntamento è la presenza, fuori gara, della squadra professionista dell’ASD Madonna di San Fili – Palo della cuccagna di Monteroni di Lecce, punto di riferimento nel Mezzogiorno e protagonista anche a livello nazionale. Non manca l’attenzione alle nuove generazioni: in ogni tappa è previsto anche un palo dedicato ai bambini, per far vivere da vicino l’esperienza della cuccagna e tramandare una tradizione che oggi guarda al futuro.Informazioni: Facebook: ASD Madonna di San Fili – Palo della cuccagna Instagram: sanfili_palodellacuccagna Mail: [email protected] Cell.: 3939934438 ASD Madonna di San Fili – Palo della cuccagna – Via San Fili ang. Via Messapia, 2, Monteroni di Lecce (LE).
. Un mese di incontri, mostre e workshop per raccontare il legame tra turismo e sviluppo. A Martina Franca arriva Itria Living Experience – Where Tourism Meets Business, progetto che mette al centro la Valle d’Itria come territorio di opportunità e crescita. Cuore dell’iniziativa il Palazzo Ducale, che dal 9 aprile al 10 maggio ospiterà eventi, esposizioni e momenti di networking. Il programma nel dettaglio: 9 aprileApertura dell’evento con inaugurazione (16:00–18:00) al Salotto Cinese del Palazzo Ducale.In serata (19:30), inaugurazione su invito della mostra “Movimenti d’Arte”. Dal 10 aprileExpo dei partner (10:00–19:00) con presentazione di servizi e progetti.Alle 16:00 primo workshop dedicato al rapporto tra turismo e investimenti. 11 aprileEstensione dell’esposizione ai corridoi della Sala D’Avalos. 12 aprileChiusura della mostra “Movimenti d’Arte” con networking finale (17:00–19:00).Nella stessa giornata, in Biblioteca Comunale, milonga di tango argentino. Dal 13 aprile al 10 maggioAllestimento permanente nella Sala Multimediale del Palazzo Ducale, aperto al pubblico. 17–19 aprileOpen house con visite a immobili sul territorio e occasioni di networking. Workshop tematici (più date)Incontri sulla finanza agevolata con focus su strumenti regionali, nazionali ed europei per gli investimenti. 22 aprileApprofondimento sul “brand Valle d’Itria” con partner e realtà del territorio. 24 aprileIncontro su turismo e cultura (18:00–20:00).A seguire, dalle 21:00, musica dal vivo al Frantoio Rosso Ipogeo. 6–10 maggioExpo finale con talk e workshop nella Sala Multimediale. 10 maggioChiusura ufficiale in Villa Garibaldi con i Mercati della Terra di Slow Food e concerto jazz di Camillo Pace. Tra i momenti più significativi anche la mostra “Movimenti d’Arte”, con opere di artisti contemporanei come Ugo Nespolo, Angelo Accardi e Marco Lodola, in dialogo con giovani talenti emergenti. Un progetto che punta a creare connessioni e nuove prospettive per il territorio, come sottolinea l’ideatore Michele Capsalachi: non solo evento, ma una vera piattaforma di sviluppo per la Valle d’Itria. Per info e programma completo: itrialivingexperience.com.
Guida al nuovo servizio di Agenzia delle Entrate-Riscossione: come consultare cartelle, richiedere il prospetto di sintesi e pagare online. Gestire cartelle esattoriali, avvisi e pagamenti diventa più semplice. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha lanciato la nuova versione del servizio online “Situazione debitoria – Consulta e paga”. Grazie alla collaborazione con Sogei, il portale offre ora un’interfaccia più intuitiva e un prospetto di sintesi dettagliato per avere sempre sotto controllo i propri debiti fiscali. Cosa puoi fare con il nuovo servizio online La piattaforma permette di ottenere una panoramica completa sulla propria posizione fiscale con pochi clic. Ecco le principali funzionalità: Monitoraggio importi: visualizzazione chiara delle somme da versare e di quelle già saldate. Stato delle agevolazioni: controllo in tempo reale su piani di rateizzazione e rottamazioni attive. Verifica procedure: informazioni su eventuali procedure di riscossione, cautelari o esecutive in corso. Pagamenti rapidi: possibilità di procedere al saldo degli atti direttamente online. Il nuovo Prospetto di Sintesi: tutti i dati in 24 ore Una delle novità più rilevanti è la possibilità di richiedere un prospetto di sintesi globale. Questo documento, disponibile per il download entro 24 ore dalla richiesta, aggrega tutti gli atti legati al codice fiscale dell’utente su base nazionale. Quali informazioni contiene il prospetto? All’interno del documento sono riportati dati analitici fondamentali: Tipologia del documento ed Ente creditore. Data di notifica e importo del carico iniziale. Dettaglio versamenti effettuati e somme residue. Sospensioni e misure agevolative applicate. Totale aggiornato del debito residuo. Come accedere a “Situazione debitoria – Consulta e paga” Il servizio è accessibile dal sito ufficiale www.agenziaentrateriscossione.gov.it attraverso diverse modalità, garantendo la massima sicurezza e profilazione: Area Riservata Cittadini e Imprese: accesso tramite identità digitale (SPID, CIE e CNS). Professionisti e imprese possono utilizzare anche le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. EquiPro: l’area dedicata esclusivamente agli intermediari fiscali abilitati a Entratel, che possono così gestire la situazione dei propri assistiti. Consiglio utile: Per i nuovi utenti è disponibile una guida alla navigazione scaricabile dal sito, che illustra passo dopo passo come sfruttare tutte le nuove funzionalità del portale.
Battuta 2-0 dal Lazio nella finale disputata a Francavilla. Dalla delusione della selezione pugliese nell’Under 19 ai successi netti di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Ecco come sono andate le finali del torneo delle regioni. Montaggio di Leo Tribuzio
La partecipazione degli operatori anche in qualità di interpreti ha rafforzato il legame con gli ospiti, restituendo l’immagine di una comunità che lavora insieme. A Venosa il centro dei padri trinitari porta in scena l’ultima cena con ospiti e operatori, unendo riabilitazione e inclusione. Realizzato anche un cortometraggio tra le vie della città. Montaggio di Maria Cristina Quintale
. Una serata dedicata alla libertà creativa e alla ricerca sonora: il 24 aprile, a partire dalle ore 20.30, il Teatro Kismet di Bari ospita “Empathy Box 2026”, festival di musica improvvisata e sperimentale ideato dall’Associazione Culturale Banderumorose e realizzato in collaborazione con Teatri di Bari. L’evento si propone come uno spazio aperto all’incontro tra linguaggi musicali diversi, dove improvvisazione, tecnologia e sperimentazione convivono in un’unica esperienza performativa. Il programma attraversa generi e approcci differenti, dal jazz d’avanguardia alla musica elettronica, fino alle forme più radicali di ricerca sonora. Cuore del festival sarà la Banderumorose Orchestra, collettivo di improvvisatori che darà vita a diverse formazioni. Tra queste, il duo Giuliano Di Cesare e Ambro Basho con il progetto “Blood”, e il quartetto “Mind The Gap”, composto da Michele Magno, Ambro Basho, Vittorio Fornarelli e Luca Antonazzo, affiancati da Vittorino Curci, figura di riferimento della scena improvvisativa europea. Tra gli ospiti anche Il Comitato Centrale, gruppo di musicisti nocesi, insieme al chitarrista Eugenio Sanna, protagonista del progetto audiovisivo “Contemporary Crossing”. A chiudere la serata sarà la BRIO – Banderumorose Improvisers Orchestra, ensemble esteso che riunisce numerosi artisti del collettivo, con la partecipazione di Eugenio Sanna, Vittorino Curci e Michele Lomuto, musicista attivo a livello internazionale nel campo della musica contemporanea. L’ingresso è a contributo libero, a conferma della volontà di rendere accessibile a tutti una proposta artistica che punta sulla condivisione e sull’ascolto attivo. Attiva da anni nella promozione della musica d’avanguardia, l’Associazione Banderumorose ha contribuito a costruire una rete di esperienze e collaborazioni che hanno reso Bari un punto di riferimento per la sperimentazione sonora.
. Dal 13 al 16 maggio 2026, alle ore 21, l’Auditorium Comunale R. Gervasio ospita “Arpiamoci e partite”, lo spettacolo che unisce musica, comicità e tradizione lucana. Protagonisti sul palco Dino Paradiso e l’arpista Daniela Ippolito, per quattro serate all’insegna dell’ironia e dell’identità culturale. Lo spettacolo nasce come un vero e proprio racconto teatrale-musicale, capace di ribaltare un luogo comune: quello che vede la Basilicata e il Sud come un limite per chi vuole emergere. Attraverso aneddoti storici, sketch e momenti musicali, Paradiso e Ippolito riportano alla luce la storia dei viggianesi, musicisti che con la loro arpa hanno viaggiato e lavorato nelle grandi capitali europee, dimostrando come il territorio possa essere invece un trampolino di lancio per il talento. Non mancano momenti sorprendenti e narrativi, come quello dedicato alla cosiddetta “madre delle rivelazioni”, che svela l’ispirazione dietro la storia di Remì, collegata proprio ai bambini viggianesi che seguivano i genitori nelle loro esperienze artistiche. Uno spettacolo che alterna risate, racconto e musica dal vivo, con l’obiettivo di valorizzare la cultura lucana in chiave contemporanea, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza dinamica e partecipativa. I biglietti sono disponibili online sulla piattaforma Vivaticket: https://www.vivaticket.com/…/dino-paradiso…/298373
. A 80 anni appena compiuti, Tullio De Piscopo sceglie il palco per festeggiare uno dei traguardi più importanti della sua vita. Nasce così “80 Tullio – The Last Tour… Nun ’o saccio!”, un viaggio musicale che attraversa decenni di carriera, successi e collaborazioni che hanno segnato la storia della musica italiana e internazionale. Prodotto da CE Agency e JM Production Booking Agency, il tour si presenta come un concentrato di energia, ritmo e memoria musicale, con una scaletta che riporta sul palco i brani più iconici dell’artista. Tra questi, successi intramontabili come Andamento lento, E allora e allora, Primavera (Stop Bajon), Qui gatta ci cova, ’E fatto ’e sorde! E? e Libertango, insieme a momenti dedicati alle sue incursioni nel jazz, nel pop e nelle sperimentazioni sonore. Le prossime date porteranno De Piscopo in tutta Italia: si parte da Bitritto il 17 aprile al Palatour, per poi proseguire a Palermo il 20 aprile (Teatro al Massimo), Catania il 21 aprile (Teatro ABC), Milano il 15 maggio (Teatro Dal Verme) e Torino il 16 ottobre (Teatro Colosseo). Ma il tour è anche un racconto personale. Sul palco trovano spazio i ricordi e gli omaggi agli artisti che hanno segnato il suo percorso umano e professionale. Tra questi, l’indimenticabile Pino Daniele, definito “fratello d’anima”, e James Senese, compagno di una lunga avventura musicale. Un pensiero speciale è rivolto anche al maestro argentino Astor Piazzolla, figura chiave nella sua evoluzione artistica. Nel corso della sua carriera, De Piscopo ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi della musica, da Enzo Jannacci a Franco Battiato, da Mina a Lucio Dalla, fino a leggende internazionali come Quincy Jones e Dizzy Gillespie. “80 Tullio” non è solo un tour, ma un vero e proprio racconto in musica, capace di unire generazioni diverse nel segno di un artista che ha fatto della performance dal vivo la sua linfa vitale. Un appuntamento imperdibile per chi ama la musica che ha fatto storia… e continua a farla.
Al teatro kismet di bari uno spettacolo che colpisce come un pugno allo stomaco e non lascia indifferenti. In scena la storia di una donna intrappolata nella violenza quotidiana, in un ciclo da cui sembra impossibile uscire. Un colpo, la caduta, il silenzio. Ma la fine non arriva mai. Al teatro Kismet di Bari, Emma Dante porta in scena uno spettacolo duro che affronta il tema del femminicidio attraverso una narrazione simbolica e ciclica. La protagonista, uccisa dal marito, continua a vivere intrappolata in una quotidianità che si ripete senza soluzione. Ogni sera la violenza esplode, ogni mattina tutto ricomincia: la donna si rialza, sistema la casa, prepara il caffè, torna al suo ruolo, come se nulla fosse accaduto. La casa diventa così una prigione silenziosa, dove il dolore si confonde con l’abitudine e con l’indifferenza di chi guarda senza intervenire. La scena della violenza è costruita con crudezza: l’uomo la afferra, la trascina, la colpisce.La testa della donna finisce sul tavolo, nello stesso punto della routine domestica, in un cortocircuito tra normalità e orrore.Servizio di Giovanna De Crescenzo
Si intitola “Ballata per la Katër i Radës”, lo spettacolo scritto da Giorgia Salicandro e diretto da Tonio De Nitto andato in scena al teatro Paisiello di Lecce. Una tragedia che resta nella memoria: il naufragio, alla fine degli anni 90, della Katër i Radës. Oggi diventa racconto in teatro, per non dimenticare e per trasmetterne la memoria alle nuove generazioni. Perché nessuno debba mai morire sognando una vita migliore. Servizio di Giovanna De CrescenzoMontaggio di Luigi Aloisio
. Melissano si prepara ad accogliere per il secondo anno la rassegna musicale “Solo di giovedì”, dedicata alla dimensione più intima e autentica della musica dal vivo. Un ciclo di concerti che, dal 9 aprile e fino al 7 maggio, porterà sul palco del Don Ray Club, lo spazio musicale di comunità dedicato al carismatico musicista e performer Donato Manco, quattro serate all’insegna del jazz e del cantautorato. La rassegna, organizzata dalla Camerata Musicale Salentina con il patrocinio del Comune di Melissano e in collaborazione con l’Associazione Junior Band, propone quattro appuntamenti con inizio alle 20.15, pensati per offrire al pubblico un’esperienza musicale ravvicinata, capace di valorizzare l’espressività degli artisti e il dialogo diretto con gli spettatori. Il programma si apre giovedì 9 aprile con “The Legend of Bird”, omaggio al grande Charlie Parker. Protagonisti della serata saranno Francesco La Viola al sax, Giancarlo Del Vitto alla chitarra e Michele Colaci al contrabbasso, che accompagneranno il pubblico in un viaggio nel cuore del bebop, ripercorrendo alcune delle pagine più significative del repertorio del leggendario sassofonista americano. Il secondo appuntamento, giovedì 16 aprile, vedrà sul palco Silvia Manco, voce e pianoforte, insieme al contrabbassista Marco Bardoscia con il concerto “Feelin’ Good with Nina”, un tributo a Nina Simone. Il programma attraverserà alcune delle canzoni più celebri legate alla grande artista, affiancate da brani di autori come George Harrison, Gershwin e altri protagonisti della grande musica. Giovedì 23 aprile spazio al cantautorato con Luigi Mariano, voce, chitarra e pianoforte, che presenterà “Io e Gaber”, un concerto in cui le sue composizioni si alterneranno ai brani del grande Giorgio Gaber, in un dialogo musicale e narrativo che rende omaggio a una delle figure più originali della canzone d’autore italiana. La rassegna si concluderà giovedì 7 maggio con “Cortese in solo”, il concerto di Michele Cortese, che proporrà un repertorio tratto dalla sua produzione discografica più recente, in una dimensione essenziale e diretta che mette al centro la forza della canzone e l’incontro con il pubblico. Con “Solo di giovedì” il Don Ray Club, sito presso il Palazzo Santaloja (Via Leonardo da Vinci, angolo Via Sicilia), diventa un punto di riferimento per chi ama la musica dal vivo e le atmosfere raccolte dei concerti in cui ogni nota può essere ascoltata da vicino, tra jazz, grandi omaggi e cantautorato contemporaneo. PREZZI dei BIGLIETTI Posto Unico: Intero € 10, Ridotto, Convenzioni e Speciale € 8 RIDOTTO, CONVENZIONI E SPECIALE: Over 65 | Docenti | Studenti | Abbonati 56^ Stagione Serale e Concerti con Aperitivo CMS 25/26 | Tesserati Ass. Junior Band | Soci FAI | Dipendenti e Studenti Università del Salento | Dipendenti BPP Banca Popolare Pugliese | Dipendenti e Studenti Conservatorio di Musica “T. Schipa” di Lecce | Iscritti agli Ordini degli Ingegneri, dei Farmacisti, degli Architetti e degli Avvocati della Provincia di Lecce | Cral Inps di Lecce | Pro Loco di Lecce Per l’acquisto online e nei punti vendita del circuito Vivaticket è previsto un diritto di prevendita aggiuntivo di 1,50 €. CARTA DEL DOCENTE – CARTA DELLA CULTURA – CARTA DEL MERITO Acquista con Carta del Docente e Carte della Cultura presso gli uffici o via email! Scegli come esercizio “Fisico” e come categoria “Spettacoli dal vivo” per Carta del Docente e “Concerti” per Carta della Cultura e Carta del Merito. BIGLIETTO SOSPESO Un “biglietto sospeso” per chi non può permettersi di andare a teatro: solidarietà e cultura si fondono nell’iniziativa della Camerata Musicale Salentina. Il meccanismo è molto semplice: chiunque, con soli 2 €, può offrire un “biglietto sospeso” e fare in modo che il teatro sia davvero uno strumento di cultura per tutti. Per ogni biglietto sospeso donato, la Camerata ne offrirà un altro. Le Associazioni solidali che vogliono collaborare a questo progetto possono contattare gli uffici della Camerata al 348 0072655. INFO Camerata Musicale Salentina Viale Oronzo Quarta, 20 – Lecce Tel: 0832 309901 – Cell: 348 0072654 (Info) – 348 0072655 (Biglietteria) Email: [email protected] Sito: www.cameratamusicalesalentina.com Marco Bardoscia © Roberto Cifarelli
Le mattine sono state riservate alle scuole. Le sere, invece, spazio anche alle famiglie. Il teatro che diventa gioco, scoperta e meraviglia. A Gravina in Puglia, il Vida ha dedicato un’intera settimana ai più giovani con gli spettacoli della compagnia di David Conati, arrivata da Verona. Per una settimana intera, il palcoscenico si è trasformato in un viaggio tra cabaret, musica e letteratura. Non la solita recita, ma un modo nuovo di raccontare i classici. In scena, quattro attori hanno guidato il pubblico tra miti greci, storie fantastiche e le avventure di dante viandante. Montaggio di Luca Caradonna
Divina Commedia – Opera Musical conquista il pubblico con una rilettura contemporanea del capolavoro dantesco. Dalla selva oscura alla luce del paradiso. Al teatro Team di Bari ha preso vita il viaggio di Dante nella Divina Commedia opera musical.
. Nasce a Foggia un nuovo spazio dedicato ai giovani interpreti. Si chiama Primavera Musicale, la rassegna promossa dall’Associazione Amici della Musica nell’ambito della 56ª Stagione Concertistica, che porta in scena i migliori talenti del Conservatorio “Umberto Giordano”. I prossimi appuntamenti: 14, 21 aprile e 18 maggio, tutti alle ore 18 nella Sala Mazza del Museo Civico, pensati come occasione concreta di crescita professionale per gli studenti del Biennio di II livello, chiamati a confrontarsi con il pubblico in un contesto concertistico di alto profilo. La direzione artistica è affidata al maestro Agostino Ruscillo, che ha voluto il progetto come ponte tra formazione accademica e carriera musicale. Il cartellone attraversa repertorio solistico, musica da camera e linguaggi contemporanei, offrendo uno spaccato della vitalità artistica del Conservatorio foggiano. Il 14 aprile, Manuela Varva e il Duo Harmonique, il 21 aprile il recital di Gabriella Russo e, in chiusura il 18 maggio, Gabriele d’Aloia e Giuliano Caposeno con un programma dedicato a percussioni ed elettronica. Un progetto che mette in dialogo istituzioni, formazione e territorio, offrendo ai giovani musicisti una vera esperienza professionale e al pubblico un nuovo appuntamento culturale accessibile. 👉 Biglietti e informazioniBiglietti e abbonamenti disponibili esclusivamente presso il botteghino del Teatro Giordano.Info e prenotazioni: 389 127 6549
La portaerei Giuseppe Garibaldi potrebbe diventare a Taranto un centro di attrazione culturale e turistica, valorizzando storia e innovazione navale. Francesco Caizzi, vicepresidente nazionale e leader pugliese della Federalberghi, ha ribadito la necessità che la storica portaerei Giuseppe Garibaldi torni a Taranto. Recenti voci su una possibile cessione della nave al governo indonesiano hanno riaperto il dibattito sul futuro di uno dei simboli più importanti della Marina Militare Italiana. Caizzi sottolinea che Taranto rappresenta il luogo naturale per la “Garibaldi”, grazie alla sua storia operativa, alle infrastrutture strategiche come l’Arsenale e la Base Navale, e al legame storico-funzionale con la difesa marittima italiana. Secondo il vicepresidente di Federalberghi, trasformare la nave in un Museo del Mare, con spazi dedicati a turismo scolastico e giovanile, rappresenterebbe un progetto culturale ed economico di grande valore, capace di rafforzare la riconversione turistica e culturale del capoluogo ionico. Il progetto potrebbe essere gestito con la collaborazione del MarTa e di imprenditori privati del settore turistico, creando un modello innovativo di valorizzazione del patrimonio navale italiano. Caizzi invita il Governo a valutare seriamente questa possibilità, evidenziando che Taranto ha storia, titoli e visione per accogliere la “Garibaldi” e trasformarla in un simbolo non solo di memoria, ma anche di sviluppo culturale e turistico. Informazioni sulla portaerei Giuseppe Garibaldi La portaerei Giuseppe Garibaldi è stata la prima portaerei italiana a propulsione convenzionale progettata per operazioni di aviazione imbarcata. Entrata in servizio nel 1985, ha partecipato a numerose missioni internazionali, incluse operazioni NATO e missioni di pace. La nave è lunga 180 metri e può trasportare fino a 16 aerei tra caccia e elicotteri. Negli ultimi anni, la “Garibaldi” è stata al centro di dibattiti sul suo futuro, compresa la possibilità di cessione o dismissione. La proposta di trasformarla in museo e attrattore turistico a Taranto valorizzerebbe la storia della Marina Militare italiana e la posizione strategica della città, contribuendo allo sviluppo del turismo culturale e alla promozione dell’identità marittima italiana.
Quasi 18.000 aggressioni registrate: infermieri e donne le categorie più colpite. Nel 2025 sono state registrate quasi 18.000 aggressioni contro operatori sanitari e socio-sanitari, coinvolgendo 23.367 professionisti, considerando che un singolo episodio può riguardare più persone. I dati provengono dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata dal Ministero della Salute in occasione della Giornata di prevenzione contro la violenza agli operatori sanitari. Aggressori e tipologia di episodi Gli aggressori principali sono pazienti, seguiti da familiari e caregiver. La maggioranza degli episodi riguarda aggressioni verbali (69%), mentre quelle fisiche (25%) e contro la proprietà (6%) risultano meno frequenti. Le donne sono le più colpite, superando il 60% dei casi nella maggior parte delle Regioni. Categorie professionali più colpite Personale infermieristico: 55% Medici: 16% Operatori socio-sanitari (OSS): 11% Altre categorie: 12% (dipendenti non sanitari, front office 3%, vigilanti e soccorritori 9%) Luoghi più critici Le aggressioni si verificano prevalentemente in ambito ospedaliero, con il Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e le Aree di Degenza come zone a maggior rischio. Gli Istituti Penitenziari riportano numeri stabili (428 segnalazioni nel 2025 contro 433 nel 2024). Trend e considerazioni Rispetto al 2024, le segnalazioni mostrano una leggera diminuzione (da 18.392 a quasi 18.000), mentre il numero totale di operatori aggrediti aumenta (da 22.000 a 23.367). Un numero più alto di segnalazioni può indicare una cultura della segnalazione più diffusa, non necessariamente un incremento reale degli episodi. Prevenzione e sicurezza La raccolta dati e la consapevolezza rappresentano strumenti fondamentali per prevenire aggressioni e garantire la sicurezza degli operatori sanitari, con particolare attenzione a infermieri e personale femminile.
I dati mostrano l’ampia diffusione della violenza fisica, psicologica ed economica tra le donne che intraprendono un percorso di uscita attraverso i Centri antiviolenza. Secondo gli ultimi dati Istat, tra le donne che stanno affrontando un percorso di uscita dalla violenza sulle donne attraverso i Centri antiviolenza (CAV) emergono numeri molto significativi sulle diverse forme di abuso subite. Il 64,5% delle donne ha subito violenza fisica, mentre il 52,3% ha ricevuto minacce. Il 10,4% ha dichiarato di aver subito stupro o tentato stupro. A questo dato si aggiunge un ulteriore 13,6% che ha subito altre forme di violenza sessuale, tra cui molestie sessuali, molestie online, revenge porn e costrizione ad attività sessuali umilianti o degradanti. Il 22,8% delle donne vittime di violenza ha subito stalking o cyberstalking. Ancora più diffusa è la violenza psicologica, che spesso accompagna altre forme di abuso e riguarda quasi nove donne su dieci seguite dai centri antiviolenza. Anche la violenza economica rappresenta un fenomeno rilevante: il 39,7% delle donne ne è vittima. Le fasce d’età più colpite dalla violenza I dati mostrano che alcune fasce d’età risultano più esposte a specifiche forme di violenza domestica e di genere. Le donne tra i 30 e i 39 anni sono quelle che hanno subito più frequentemente violenza fisica (70,2%). La violenza sessuale colpisce soprattutto le donne sotto i 29 anni (41,2%). Tra le donne con più di 30 anni, il 96,9% ha subito almeno una forma di violenza, tra cui minacce, stalking, violenza psicologica o economica. Nella maggior parte dei casi le violenze non si presentano isolate ma si sovrappongono. Solo il 15,7% delle donne ha subito un unico tipo di violenza, mentre: il 24,8% ha subito due forme di violenza il 26,9% tre forme di violenza il 32,6% più di quattro forme di abuso Violenza economica e dipendenza finanziaria Un elemento centrale nel fenomeno della violenza di genere riguarda la dipendenza economica. Nel 2024 il 45,5% delle donne seguite dai centri antiviolenza dichiara di non essere economicamente autonoma. Le differenze cambiano molto in base alla situazione lavorativa: 14,7% tra le donne occupate oltre 82% tra le disoccupate 86,6% tra le studentesse 83,7% tra le casalinghe La mancanza di autonomia economica rappresenta spesso un fattore che rende più difficile uscire da una relazione violenta. I figli testimoni della violenza domestica Un altro dato particolarmente grave riguarda la presenza dei figli durante gli episodi di violenza domestica. Nel 79,2% dei casi i figli assistono alla violenza subita dalla madre. Inoltre: nel 24,7% dei casi anche i figli diventano vittime dirette di violenza nel 15,7% dei casi la donna ha subito violenza durante la gravidanza Chi sono gli autori della violenza Secondo il report Istat, nel 96,8% dei casi la violenza è commessa da un solo autore, mentre nel 2,7% dei casi gli autori sono due. Nella maggioranza delle situazioni l’autore della violenza è una persona legata affettivamente alla vittima: 52,8% partner 26,1% ex partner 10,7% altri familiari o parenti 10,4% persone esterne alla famiglia o alla relazione Identikit dell’autore della violenza Dalle informazioni disponibili emerge che l’autore della violenza è: un uomo nel 97% dei casi italiano nel 75,8% tra i 30 e i 59 anni nel 75,4% dei casi Nel dettaglio: 21% tra i 30 e i 39 anni 30,7% tra i 40 e i 49 anni 23,5% tra i 50 e i 59 anni Per quanto riguarda il livello di istruzione, il 79,9% possiede un titolo di studio di scuola secondaria e il 74,2% risulta occupato, di cui il 61,4% con un lavoro stabile. Infine, quasi un autore su quattro (24,8%) presenta una forma di dipendenza, come alcol, droghe, gioco d’azzardo o psicofarmaci. Nel 12,4% dei casi l’autore era già stato violento con altre donne, ma nel 63,6% dei casi la vittima non era a conoscenza di questi precedenti.
La ricerca è stata coordinata da John Spencer della University of East Anglia, insieme a colleghi di Lancaster University e Durham University. Cosa sono le funzioni esecutive e perché sono importanti Le funzioni esecutive comprendono: Autoregolazione Controllo degli impulsi Capacità di concentrazione Flessibilità cognitiva Adattamento a nuove situazioni Queste competenze si sviluppano rapidamente durante la scuola dell’infanzia, fase cruciale per la socializzazione e l’apprendimento delle regole. Lo studio: 139 bambini seguiti per anni Lo studio ha monitorato 139 bambini tra i 2 anni e mezzo e i 6 anni e mezzo. Di questi, 94 erano già stati valutati prima della pandemia, permettendo ai ricercatori di confrontare lo sviluppo cognitivo prima e dopo i lockdown. Per misurare le competenze è stata utilizzata la Minnesota Executive Function Scale, uno strumento standardizzato che analizza il controllo degli impulsi e la capacità di cambiare strategia o attività. I risultati: progressi più lenti dopo il lockdown I bambini che frequentavano la scuola dell’infanzia quando sono iniziate le restrizioni hanno mostrato: Crescita più lenta dell’autoregolazione Maggiori difficoltà nel controllo degli impulsi Minore flessibilità nel passare da un compito all’altro Secondo i ricercatori, la chiusura delle scuole e la riduzione delle interazioni sociali hanno limitato un periodo chiave per lo sviluppo socio-emotivo. Il ruolo del contesto familiare Lo studio conferma inoltre che: Le differenze individuali nelle funzioni esecutive tendono a restare stabili nel tempo I bambini provenienti da famiglie con livello socioeconomico più basso ottengono punteggi mediamente inferiori Tuttavia, anche tenendo conto di età e background familiare, l’impatto della pandemia rimane evidente. Quali conseguenze per il futuro? Secondo gli autori, una parte della generazione che ha iniziato la scuola nel 2020 potrebbe aver bisogno di supporto aggiuntivo nei prossimi anni da parte di scuole, insegnanti e servizi sanitari. Lo studio solleva infine una questione cruciale: come proteggere lo sviluppo cognitivo e socio-emotivo dei bambini in caso di future emergenze nazionali . I lockdown durante la pandemia di Covid-19 hanno avuto un impatto significativo sullo sviluppo cognitivo dei bambini più piccoli. Secondo uno studio pubblicato su Child Development, le restrizioni hanno rallentato la crescita delle funzioni esecutive, abilità fondamentali per l’apprendimento e la regolazione del comportamento. La ricerca è stata coordinata da John Spencer della University of East Anglia, insieme a colleghi di Lancaster University e Durham University. Cosa sono le funzioni esecutive e perché sono importanti Le funzioni esecutive comprendono: Autoregolazione Controllo degli impulsi Capacità di concentrazione Flessibilità cognitiva Adattamento a nuove situazioni Queste competenze si sviluppano rapidamente durante la scuola dell’infanzia, fase cruciale per la socializzazione e l’apprendimento delle regole. Lo studio: 139 bambini seguiti per anni Lo studio ha monitorato 139 bambini tra i 2 anni e mezzo e i 6 anni e mezzo. Di questi, 94 erano già stati valutati prima della pandemia, permettendo ai ricercatori di confrontare lo sviluppo cognitivo prima e dopo i lockdown. Per misurare le competenze è stata utilizzata la Minnesota Executive Function Scale, uno strumento standardizzato che analizza il controllo degli impulsi e la capacità di cambiare strategia o attività. I risultati: progressi più lenti dopo il lockdown I bambini che frequentavano la scuola dell’infanzia quando sono iniziate le restrizioni hanno mostrato: Crescita più lenta dell’autoregolazione Maggiori difficoltà nel controllo degli impulsi Minore flessibilità nel passare da un compito all’altro Secondo i ricercatori, la chiusura delle scuole e la riduzione delle interazioni sociali hanno limitato un periodo chiave per lo sviluppo socio-emotivo. Il ruolo del contesto familiare Lo studio conferma inoltre che: Le differenze individuali nelle funzioni esecutive tendono a restare stabili nel tempo I bambini provenienti da famiglie con livello socioeconomico più basso ottengono punteggi mediamente inferiori Tuttavia, anche tenendo conto di età e background familiare, l’impatto della pandemia rimane evidente. Quali conseguenze per il futuro? Secondo gli autori, una parte della generazione che ha iniziato la scuola nel 2020 potrebbe aver bisogno di supporto aggiuntivo nei prossimi anni da parte di scuole, insegnanti e servizi sanitari. Lo studio solleva infine una questione cruciale: come proteggere lo sviluppo cognitivo e socio-emotivo dei bambini in caso di future emergenze nazionali
La dieta mediterranea si aggiorna al modello 3D: oltre a cosa mangiare, ora conta anche quando mangiare, sincronizzando nutrienti, ormoni e ritmi biologici per prevenire obesità e malattie metaboliche. La dieta mediterranea, da sempre modello di longevità ammirato in tutto il mondo, si aggiorna e si trasforma in versione 3D. Per la prima volta, oltre alla quantità e qualità dei nutrienti, si considera anche la loro collocazione temporale, sincronizzata con i ritmi biologici, ormonali e metabolici nell’arco delle 24 ore. Questo nuovo approccio, sviluppato dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE) in collaborazione con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) e pubblicato sulla rivista Current Nutrition Reports, ridisegna la classica piramide della dieta mediterranea. Il risultato? Una strategia concreta per prevenire obesità e malattie metaboliche, armonizzando le raccomandazioni alimentari con l’orologio biologico e le oscillazioni di insulina, cortisolo e melatonina. “La dieta mediterranea non è più solo una questione di cosa si mangia, ma soprattutto di quando lo si fa”, spiega Diego Ferone, presidente SIE e docente di Endocrinologia all’Università di Genova. “Il metabolismo segue ritmi circadiani e gli ormoni chiave modulano l’appetito, il dispendio energetico e persino la qualità del sonno. Mangiare gli stessi alimenti in momenti diversi può avere effetti metabolici molto diversi, con implicazioni su peso, diabete e funzionalità endocrina”. Sole e Luna: la nuova dimensione temporale della piramide Il modello introduce simboli intuitivi: il Sole per la colazione e il pranzo, la Luna per i pasti serali. Simbolo del Sole: indica i momenti migliori per consumare carboidrati complessi (pane, pasta, cereali integrali), legumi, frutta e verdura, sfruttando la massima sensibilità all’insulina nelle ore diurne. Simbolo della Luna: orienta i pasti serali verso proteine magre, verdure e alimenti “amici del sonno” come noci, semi e latticini, ricchi di triptofano e melatonina, favorendo il riposo e la rigenerazione muscolare notturna. Studi mostrano che assumere 40 grammi di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, mentre spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati a colazione riduce significativamente il rischio di sindrome metabolica. L’olio extravergine d’oliva: il protagonista indiscusso Secondo Massimiliano Caprio, ordinario di Endocrinologia all’Università Telematica San Raffaele di Roma, l’olio extravergine d’oliva (EVOO) resta il cuore della dieta mediterranea. Le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono universali e flessibili: consumato di giorno o di sera, riduce il rischio cardiovascolare fino al 39% e dimezza la mortalità complessiva. Un incremento di soli 10 g al giorno può ridurre ulteriormente il rischio del 10%. Cronotipo e metabolismo: gufi e allodole La vera innovazione della nuova piramide è l’attenzione al cronotipo individuale. I “gufi” tendono a concentrare i pasti nelle ore serali, con ridotta sensibilità insulinica e potenziali conseguenze metaboliche negative. La piramide li aiuta a riallinearsi, distribuendo meglio il carico calorico durante le ore di luce. Le “allodole”, mattinieri, beneficiano naturalmente di colazione abbondante, pranzo sostanzioso e cena leggera, in linea con la fisiologia circadiana. Non solo cibo: uno stile di vita integrato Come sottolinea Cannavò, presidente eletto SIE, la nuova piramide non è solo guida alimentare, ma manifesto dello stile di vita mediterraneo. Include: attività fisica alla luce del sole sonno di qualità convivialità rispetto della stagionalità e della biodiversità Tutti elementi che contribuiscono in modo integrato alla salute endocrino-metabolica, valorizzando tradizione, sostenibilità e innovazione scientifica. “Integrare la dimensione temporale e ormonale aggiorna un patrimonio culturale straordinario”, conclude Ferone. “Questa nuova piramide è uno strumento utile non solo per la prevenzione, ma anche per la pratica clinica, verso una nutrizione sempre più personalizzata e fisiologicamente fondata”.

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