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Francesco Iato

Un doveroso omaggio della città ad un artista di fama mondiale dalle sculture arcaizzanti. A Mola di Bari si riaccende la luce su un protagonista del Novecento, l’artista Bruno Calvani a cui è dedicata una splendida retrospettiva inaugurata nel castello. Intervista a Massimo Guastella, direttore artistico mostra Calvani

La sperimentazione è partita nella Asl di Bari. Rivoluzione in vista per la sanità pugliese con il debutto del cup unico per prenotare velocemente visite ed esami, l’annuncio ieri (25 febbraio) in commissione sanità. Intervista a Donato Pentassuglia, assessore sanità regione Puglia

Un’occasione di divertimento e coinvolgimento collettivo per una festa che affonda le sue radici nel medioevo. Si è chiuso con la tradizionale gara di ballo, la finalissima tra i migliori ballerini dei sei festini organizzati, il carnevale di Sammichele di Bari. Un appuntamento giunto alla quindicesima edizione, molto sentito da grandi e piccini, ma soprattutto dagli appassionati di danza, protagonisti di una sfida a colpi di tango e liscio. Un omaggio simbolico alla maschera tipica dell’omen curt, “l’uomo corto”, figura centrale del carnevale Sammiche­lino presente nella tradizione locale sin dall’Ottocento. Interviste a Franco Deiure, direttore artistico gara di ballo; Lorenzo Netti, sindaco Sammichele di Bari Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Cresce l’attesa per il Martedì grasso e il gran finale. Il paradosso è il filo conduttore della 632ª edizione del Carnevale di Putignano, per raccontare e sbeffeggiare il quotidiano: dalla schiavitù dei telefonini ai temi del fine vita e della disabilità, fino all’uomo guidato dall’intelligenza artificiale, immaginata come una nuova religione con i suoi ministri. Il casinò distopico la metafora di un’umanità che continua a inseguire un gioco in cui non si vince mai. E mentre cresce l’attesa per il martedì grasso e il gran finale, gli organizzatori tracciano un primo bilancio. Interviste a Francesco Boccia, capogruppo senatori Pd; Michele Vinella, sindaco di Putignano

Presentato dall’associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri con l’esigenza di potenziare la rete dei defibrillatori. L’arresto cardiaco è una delle principali cause di morte nel mondo. Può colpire chiunque, in qualsiasi momento e in qualunque luogo, spesso senza alcun segnale premonitore. In Italia provoca tra i 60 e i 70 mila decessi ogni anno: uno ogni dieci minuti. Da questi numeri allarmanti nasce il progetto “Puglia cardioprotetta”, presentato lunedì 9 febbraio alla Regione Puglia. Un modo di potenziare capillarmente la rete dei defibrillatori, portandoli negli edifici pubblici e nelle aziende, passando da uno ogni mille abitanti a uno ogni 280. Un modello già sperimentato con successo a Piacenza, città simbolo della prevenzione cardiaca, dove il potenziamento ha consentito di salvare oltre 60 mila vite ogni anno, contro le appena 2 mila registrate in precedenza. E la prevenzione parte anche dalla formazione. Dal 9 al 15 febbraio i cardiologi dell’anmco entreranno nelle scuole pugliesi per diffondere la cultura del primo soccorso e del contrasto all’arresto cardiaco tra studenti e docenti. Interviste a Massimo Grimaldi, cardiloco presidente anmco, e Giuseppe Silipo, direttore generale ufficio scolastico Puglia.

Nel mirino la ripartizione falsata dei seggi provinciali e i singoli conteggi. Sono sette i ricorsi elettorali depositati al Tar Puglia da candidati e liste rimasti fuori dalla zona seggi che contestano l’assegnazione dei posti in consiglio regionale ed i criteri di calcolo della famigerata legge elettorale pugliese. L’ultimo a depositare l’ex assessore Stea dei Popolari che si è unito ad Alleanza Verdi e Sinistra e al consigliere uscente Alessandro Leoci. Nel mirino la ripartizione falsata dei seggi provinciali e il calcolo della soglia di sbarramento effettuato sui voti attribuiti al candidato presidente e non su quelli delle liste. E così partiti che hanno raggiunto il 4% sono rimasti comunque fuori dai giochi e province popolose come Bari risultano sotto rappresentate avendo la metà degli eletti della minuscola Bat. Contestazioni anche sui singoli conteggi. Nel Pd Sergio Blasi chiede di subentrare al collega Giovanni Vurchio, eletto nella bat. Francesca Bottalico, lista Decaro, rivendica il seggio del foggiano Giulio Scapato. In Fratelli d’Italia, Domenico Damascelli chiede il rientro forte di oltre 10 mila voti nel collegio barese, dove il partito ha eletto un solo consigliere. L’uscente Pd Lucia Parchitelli, invece, si concentra sul ricalcolo del premio di maggioranza: secondo i suoi legali, al centrosinistra spetterebbero 32 seggi e non 29. Le possibilità di accoglimento restano limitate, salvo un intervento incidentale di natura costituzionale sulla tutela della rappresentanza democratica.

È uno dei primi provvedimenti varati in favore delle donne . 5,6 milioni di euro per potenziare i centri anti-violenza sostenendo le donne vittime di maltrattamenti attraverso assistenza legale, psicologica ed economica con una particolare protezione per gli orfani dei femminicidi. È uno dei primi provvedimenti in favore delle donne varati ieri, 5 febbraio, dalla regione Puglia che nel 2026 punta a rendere più incisiva e capillare la rete dei 31 centri anti violenza, 112 sportelli dedicati, 24 fra case rifugio, recupero e prima accoglienza. Intervista a Cristian Casili, assessore politiche sociali regione Puglia

C’è il rischio di un vuoto amministrativo. Ore decisive per la sanità pugliese alle prese con la scadenza di mandato per cinque commissari straordinari di altrettante aziende sanitarie: Asl Bat e Taranto, Policlinico Riuniti, Ircss Bellis e Oncologico di Bari. I commissari sono in proroga da quasi un anno tra veti politici e pastoie burocratiche. Il termine del 7 febbraio rappresenta la scadenza definitiva dopo l’ultimo prolungamento stabilito prima del voto dall’ex presidente Emiliano, che aveva fissato il rinnovo entro un mese dall’insediamento del nuovo governatore. Il presidente Decaro, però, vuol riaprire gli albi degli idonei onde ampliare la platea dei candidati e puntare su top manager anche da fuori regione. Di traverso il parere negativo dell’avvocatura che ha congelato l’iter. In giornata la presidenza regionale deve decidere il da farsi per evitare un pericoloso vuoto di potere, scegliendo fra una delle tre soluzioni in campo: l’ennesima proroga di sei mesi per i commissari in carica – Di Matteo, Colacicco, Pasqualone, Delle Donne e Fruscio – in alternativa la nomina di nuovi direttori generali attingendo dagli elenchi aggiornati la scorsa estate. O, ancora, usare la proroga come ponte per rifare la selezione e riaprire gli albi come richiesto da Decaro. L’orientamento è quello di allungare la vita ai commissari in carica per non creare scossoni al piano anti liste d’attesa appena partito. Decisione che potrebbe essere confermata nel vertice straordinario convocato stamattina, 6 febbraio, alle 10 alla Regione Puglia con tutti i manager della sanità pugliese.

I primi provvedimenti sono finiti nel mirino anche delle opposizioni. Piano anti–liste d’attesa e orari prolungati calati dall’alto, carenze di personale, recupero forzoso di 30 milioni di euro a carico dei medici di famiglia per quote pro capite a paziente erroneamente liquidate. Ma soprattutto la postura autoritaria e antisindacale assunta dall’assessorato alla salute. È il contenuto della diffida urgente inviata alla Regione Puglia da nove sigle sindacali dei medici. Interviste a Donato Pentassuglia (assessore sanità regione Puglia); Paolo Pagliaro (capogruppo Fratelli d’Italia regione Puglia)

Poli Bortone tradita dai franchi tiratori. Nella sesta provincia esplode il centrosinistra. Due autogol a distanza di poche ore hanno scatenato il caos nelle amministrazioni provinciali di Lecce e della Bat. A Lecce è saltata l’elezione a presidente della provincia nel centrodestra della sindaca Adriana Poli Bortone, tradita dai franchi tiratori. Nella Bat è esploso nel centrosinistra il caso Lodispoto: il presidente coinvolto in un’inchiesta per corruzione, sfiduciato da dimissioni di massa, ma rimasto incollato alla poltrona. L’epilogo ieri, con l’addio contemporaneo di dieci consiglieri su dodici, in un’azione bipartisan che ha spinto, fra gli altri i sindaci, di Andria, Trani, Bisceglie e Canosa a chiedere il passo indietro. Ma Lodispoto è rimasto al suo posto rivendicando la legge Delrio. La sfiducia, ha commentato, “è un attacco personale, una vendetta per aver sostenuto il presidente Decaro alle regionali senza appoggiare i consiglieri locali”. Sarcastico il commento dell’eurodeputato Ventola: “Lodispoto è una figura mitologica”, ha detto, “un tutt’uno corpo poltrona che resta in sella nonostante la sfiducia all’unanimità”. Ora la parola torna alle urne con nuove elezioni fissate per il 12 aprile. Intanto a Lecce si è aperta la caccia ai traditori che hanno consegnato la clamorosa vittoria a Fabio Tarantino, sindaco di Martano, sostenuto dal campo largo. La sindaca Poli Bortone ha smentito voci di dimissioni circolate a caldo. Ma nel campo sovranista la resa dei conti è già iniziata, con riflessi visibili anche nei precari equilibri del centrodestra in consiglio regionale.

In Fratelli d’Italia, invece, fa rumore lo strappo tra meloniani e l’area Gemmato, che fa capo al sottosegretario alla Salute. Partenza in salita per i gruppi di opposizione entrati in consiglio regionale ieri, 2 febbraio, con mezz’ora di ritardo a causa delle tensioni interne sulla spartizione dei due posti disponibili per l’ufficio di presidenza. Resta in piedi il caso Lobuono, l’ex sfidante di Decaro, messo ai margini dal suo partito, Forza Italia, che lo ha escluso dalla scelta del capogruppo e, per ora, gli ha negato altri ruoli. Lobuono attende l’intervento dei vertici romani del partito per rientrare dal gruppo Misto al quale ha aderito sbattendo la porta. In compenso ad inizio seduta il presidente Decaro lo ha abbracciato dedicandogli poi un passaggio del suo discorso.

L’ex sindaco di Gallipoli eletto all’unanimità. Nella prima riunione di insediamento del nuovo gruppo del Pd in Consiglio Regionale rivendicata anche per Matarrelli la poltrona di presidente dell’assemblea.

Presentando l’iniziativa, il neo assessore al ramo si è detto favorevole all’invio di un commissario statale per gestire l’emergenza Xylella. Cade in una fase complessa per il settore olivicolo la seconda edizione di Evolio Expo, la fiera dell’olio extravergine di qualità presentata all’assessorato all’agricoltura. Da un lato il commissariamento statale proposto per l’emergenza Xylella, dall’altro l’invasione sui mercati di prodotto contraffatto. Un doppio fronte che rende urgente la valorizzazione della filiera. Appuntamento da giovedì 29 a sabato 31 gennaio alla Fiera del Levante.

Gli Oaesis avranno il compito di promuovere questo simbolo, portandolo con loro in tour tra palchi e platee. Risate, applausi ed un teatro Esmeraldo sold out hanno fatto da cornice a Rutigliano alla consegna del titolo di ambasciatori del fischietto in terracotta al duo Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi. Cerimonia conclusiva della storica sagra che ogni anno, dal giorno di Sant’Antonio, celebra l’arte dei figuli rutiglianesi risalente ad 8 mila anni fa. Il fischietto è un simbolo identitario che unisce maestria e creatività artigiana, satira, ironia e sberleffo. Ingredienti che Toti e Tata hanno portato per decenni in televisione, a teatro e al cinema, conquistando generazioni di spettatori.

Oggi il Pd, primo partito, riunirà gli eletti per sciogliere la pre-intesa sul nome del nuovo presidente del consiglio. Al via le trattative fra i partiti in vista del primo consiglio regionale dell’era Decaro. La maggioranza è chiamata a trovare la quadra su presidenza dell’assise, ufficio di presidenza e commissioni permanenti. Oggi il Pd, primo partito, riunirà gli eletti per sciogliere la pre-intesa sul nome del nuovo presidente del consiglio. Che, salvo sorprese, sarà Toni Matarrelli, per dare visibilità a Brindisi esclusa dalla giunta regionale. Il ruolo di capogruppo è promesso a Stefano Minerva. Ma la prova del nove è fissata il 2 febbraio, prima riunione d’insediamento del nuovo parlamentino. Il Pd punta a quattro postazioni fra le sei presidenze di commissione ed i due incarichi dell’ufficio di presidenza. In pole position le donne rimaste fuori dalla giunta: la presidente uscente Capone e la più suffragata tra i Dem, Vaccarella. Se il Pd farà la parte del leone, al resto degli alleati – lista Decaro, Cinque Stelle e Per la Puglia – resteranno le briciole. Tra i nomi in campo per la lista Decaro il consigliere Spaccavento che potrebbe guidare la commissione sanità. Nei cinque stelle sono in corsa le consigliere Barone e La Ghezza. Trattative aperte anche fra i partiti di centrodestra: le minoranze sono in disaccordo sui loro rappresentanti per la vice presidenza ed il segretario d’aula con un intesa sinora saltata a causa di tensioni interne a Fratelli d’Italia, il gruppo d’opposizione più numeroso.

Un Decaro come raramente lo si è visto: spontaneo, ironico, politico fino in fondo. Succede al confronto “La Puglia che voglio”, promosso dai Rotary Club di Bari, un faccia a faccia di oltre due ore che il direttore del TgNorba Domenico Castellaneta ha trasformato in una gustosa ed accattivante intervista.

A questo punto si sblocca anche la formazione della giunta che, tra venerdì e sabato, dovrebbe essere definita e dovrebbe anche rispettare la parità di genere. L’ex presidente Michele Emiliano non avrà un posto da assessore nella Giunta regionale pugliese. Per lui però è pronto l’incarico di consigliere giuridico del Presidente Antonio Decaro. Quest’ultimo ha sciolto il nodo più complicato dopo due incontri con Emiliano: prima una telefonata (la sera del 14) e poi un faccia a faccia di persona per definire meglio quello che sarà il suo ruolo. Decaro nella riorganizzazione dello staff, nelle ultime ore, aveva ridotto da 21 a nove i consiglieri del presidente, cinque politici e quattro tecnici. Michele Emiliano dovrebbe quindi occupare uno dei nove posti disponibili. Solo dopo l’accettazione formale dell’incarico, Emiliano potrà chiedere al Csm l’aspettativa dalla Magistratura. A questo punto si sblocca anche la formazione della giunta che, tra venerdì e sabato, dovrebbe essere definita e dovrebbe anche rispettare la parità di genere.

Per la nomina della giunta è ormai questione di ore. La nuova giunta regionale è in rampa di lancio, come annunciato ieri dal presidente Decaro a margine del tavolo contro l’abusivismo edilizio. A dispetto della cabala, l’ufficialità potrebbe arrivare già sabato 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio. Un segnale concreto è arrivato dal via libera alla riorganizzazione della macchina regionale. Decaro ha tagliato lo staff presidenziale da 21 a 9 collaboratori. Sullo sfondo, però, resta il caso Emiliano sul quale Decaro è intervenuto a smorzare i toni, ma senza chiarire se l’ex presidente farà parte della squadra degli assessori. Di certo la soluzione del caso Emiliano darebbe la stura al resto delle nove nomine in giunta. Quattro più la presidenza del consiglio spettano al Pd. Fra i papabili gli assessori uscenti Pentassuglia, alla Sanità e Ciliento insieme a Paolicelli il più votato. Due posti alla lista Decaro presidente, Starace e Miglietta, uno a Per la Puglia, l’assessore uscente Leo, un altro ai Cinque Stelle con i quattro eletti in corsa. Ad Avs il secondo assessorato esterno con tre papabili: Pierucci, Maraschio e Cataldo.

Puglia e Molise hanno deciso di non disperdere più l’acqua in eccesso . In attesa di presentare nei prossimi giorni ai partiti la squadra degli assessori, il presidente Decaro si è concentrato ieri sulla crisi idrica. Una riunione durata oltre tre ore, svoltasi in videoconferenza con la regione Molise, promossa dalla cabina di regia nazionale contro la siccità, al termine della quale è stata perfezionata una convergenza strategica. Puglia e Molise hanno deciso di non disperdere più l’acqua in eccesso del Liscione: circa 60 milioni di metri cubi annui che finiscono in mare. Da qui l’accordo su un progetto atteso da anni: realizzare nuove condotte, da affiancare a quelle esistenti, per creare un tubone lungo 24 chilometri finalizzato a portare l’acqua dall’invaso del Liscione fino al nodo idraulico di Finocchito, nel Foggiano. Un’opera che garantirebbe risorse idriche alla Puglia, ma anche all’agricoltura del Basso Molise. Il Governo ha stanziato 41 milioni di euro in finanziaria, di cui 15 per la progettazione da completare entro il 2026. Se i lavori partiranno un anno dopo, nel 2027, ci sarà un ulteriore finanziamento da 99 milioni. Quattro-cinque anni i tempi stimati per il completamento. Decaro ha indicato la società acque del sud come ente attuatore. E, da ultimo, ha illustrato dati incoraggiante per gli invasi che riforniscono di acqua la Puglia con livelli simili al 2025, addirittura in crescita per Sinni e Pertusillo. Continuando a evitare sprechi, ha spiegato il Governatore, si può ipotizzare un’estate sicura almeno per il potabile.

Falò grandi e piccoli come segni di fede ma anche come occasioni di incontro. Grande festa ieri sera, 11 gennaio, a Castellana Grotte dove fra sacro e profano si è rinnovato il rito delle fanove in onore della patrona, la Madonna della Vetrana.

Regione Puglia, Minerva capogruppo Pd

L’ex sindaco di Gallipoli eletto all’unanimità Nella prima riunione di insediamento del nuovo gruppo del Pd in Consiglio Regionale rivendicata anche per Matarrelli la poltrona

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