POLITICA
Nel mirino la ripartizione falsata dei seggi provinciali e i singoli conteggi
Sono sette i ricorsi elettorali depositati al Tar Puglia da candidati e liste rimasti fuori dalla zona seggi che contestano l’assegnazione dei posti in consiglio regionale ed i criteri di calcolo della famigerata legge elettorale pugliese.
L’ultimo a depositare l’ex assessore Stea dei Popolari che si è unito ad Alleanza Verdi e Sinistra e al consigliere uscente Alessandro Leoci. Nel mirino la ripartizione falsata dei seggi provinciali e il calcolo della soglia di sbarramento effettuato sui voti attribuiti al candidato presidente e non su quelli delle liste. E così partiti che hanno raggiunto il 4% sono rimasti comunque fuori dai giochi e province popolose come Bari risultano sotto rappresentate avendo la metà degli eletti della minuscola Bat.
Contestazioni anche sui singoli conteggi. Nel Pd Sergio Blasi chiede di subentrare al collega Giovanni Vurchio, eletto nella bat. Francesca Bottalico, lista Decaro, rivendica il seggio del foggiano Giulio Scapato. In Fratelli d’Italia, Domenico Damascelli chiede il rientro forte di oltre 10 mila voti nel collegio barese, dove il partito ha eletto un solo consigliere.
L’uscente Pd Lucia Parchitelli, invece, si concentra sul ricalcolo del premio di maggioranza: secondo i suoi legali, al centrosinistra spetterebbero 32 seggi e non 29. Le possibilità di accoglimento restano limitate, salvo un intervento incidentale di natura costituzionale sulla tutela della rappresentanza democratica.













