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Luglio 20, 2026

Il giovane si sarebbe tuffato ignorando i divieti presenti nella zona. Un giovane turista israeliano di 18 anni in vacanza nel Salento, è rimasto gravemente ferito tuffandosi dagli scogli che costeggiano il ponte del Ciolo a Gagliano del Capo, da un’altezza di circa 20 metri. Nell’impatto con l’acqua ha perso i sensi, soccorso dai bagnanti è stato affidato poi alle cure dei sanitari del 118 che lo hanno portato in ambulanza in codice rosso all’ospedale di Dea Fazzi di Lecce. Avrebbe riportato ferite alla testa e in varie parti del corpo. Il giovane che si trovava insieme a due amici, si è tuffato ignorando i divieti presenti nella zona. Sul posto è intervenuta la Capitaneria di Porto e I Carabinieri. Il Ponte del Ciolo, situato sulla litoranea adriatica, considerato un’icona del Salento, è stato riaperto e inaugurato il 24 aprile 2024 dopo un intervento di risanamento e consolidamento da parte della Provincia di Lecce.

Le stanze segrete della più grande opera fortificata della Puglia, cornice onirica di una mostra dedicata all’universo di William Shakespeare. Si chiama la Materia dei Sogni. Mondi e visioni dell’opera di Shakespeare il percorso allestito nei sotterranei del Castello Carlo V di Lecce, promosso dal Castello Svevo di Bari- Direzione regionale Musei nazionali Puglia in collaborazione con il Comune di Lecce. Ideata e realizzato da Peter Bottazzi e Silvia Rigon, con la consulenza scientifica dello Shakespeare Institute, la mostra, in programma fino al 10 gennaio 2027 mette in scena l’opera del grande drammaturgo inglese in un percorso fatto di installazioni, sculture, opere video, musiche originali, paesaggi sonori e dispositivi multimediali. Intervista a Anita guarnieri (dir. Castello Svevo di Bari), Adriana Poli Bortone (sindaco Lecce)

Il conducente è rimasto bloccato nell’abitacolo. Una squadra dei Vigili del fuoco, del distaccamento di Ostuni è intervenuta nel primo pomeriggio di oggi sulla strada che collega Carovigno a San Vito dei Normanni per un incidente stradale che ha visto coinvolta un’auto Peugeot con all’interno una sola persona. L’intervento è valso a soccorrere il conducente rimasto incastrato nell’abitacolo. Una volta liberato dalle lamiere è stato poi affidato al personale del 118 e trasportato all’ospedale Perrino di Brindisi in codice rosso.

I lavoratori erano sfruttati, sprovvisti di qualsiasi tutela. Lavoravano più di dieci ore al giorno per meno di 3 euro all’ora. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due imprenditori agricoli di Laterza, accusati di omicidio colposo, caporalato, sfruttamento e disastro ambientale per la morte del bracciante indiano, Rajwinder Sidhu Singh, che lavorava nella loro impresa zootecnica, deceduto due anni fa. In carcere da venerdì scorso, Giovanni e Carlo Giannico, padre e figlio, non hanno risposto alle domande del gip Mariano Robertiello. Secondo le ricostruzioni, avrebbero risparmiato 180mila su stipendi e contributi, e 170mila sullo smaltimento dei rifiuti, creando una vasca in cui avrebbero sversato di tutto. Aspetto sul quale sono ancora in corso le indagini. I lavoratori erano sfruttati, sprovvisti di qualsiasi tutela, hanno spiegato procuratrice e carabinieri. Lavoravano più di dieci ore al giorno per meno di 3 euro all’ora.

Le fiamme avevano ripreso vigore nella serata di domenica 19 luglio. Ora è stato domato. È stato domato ma non lascia affatto tranquilli l’incendio che da tre giorni ormai sta interessando i boschi introno al centro abitato di Minervino Murge. Alla base si ipotizza la matrice dolosa. Le indagini sono condotte dai carabinieri, coordinati dalla procura di Trani.

L’intervista alla direttrice artistica del festival, Rosella Santoro. Dopo il successo della tappa di Polignano a Mare, il festival del Libro Possibile si prepara a chiudere la stagione a Vieste con cinque appuntamenti a partire dal 21 luglio. Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

Diverse le vie interessate dai lavori. Siamo allo sprint finale dei cantieri targati Pnrr a Bari, nel Murattiano in particolare, cuore dei lavori tra riqualificazioni delle strade e realizzazione delle 4 linee per il Brt. Da oggi, nuovi restringimenti e strade chiuse nel cuore del quartiere. Con prevedibili caos nel traffico. Riprese e montaggio Orazio Corbacio Interviste : Michele De Palma, commerciante; Onofrio Morisco, commerciante; Domenico Scaramuzzi, assessore lavori pubblici Comune Bari

Tra i temi: i social, relazione tossica, violenza di genere, tecnologia, libertà . Mentre dai capannoni si intravedono i grandi personaggi del Carnevale 2026, i maestri cartapestai, grazie alla loro creatività e alle loro idee, sono pronti a svelare i bozzetti dei futuri carri allegorici ed il manifesto ufficiale della manifestazione. Tanti i messaggi che trapelano dai capannoni. Interviste: Giancarla Zaccaro, sindaco di Massafra; Antonello Giasi, presentatore storico Carnevale di Massafra; Lucia Di Giorgio, autrice Manifesto Carnevale 2027

La donna era stata sottoposta a 57 sedute di chemioterapia per un presunto tumore. In realtà, si trattava di un emangioma. Un tragico caso di malasanità nel Salento si è concluso con una sentenza del Tribunale civile di Lecce. La giudice Caterina Stasi ha stabilito un maxi-risarcimento di oltre 1,3 milioni di euro a favore dei familiari di una donna di 59 anni, deceduta nel febbraio del 2009. L’Asl di Lecce e un medico, all’epoca in servizio all’ospedale “Sambiasi” di Nardò, sono stati condannati in solido per colpa medica. Tra il 2004 e il 2007, la paziente è stata sottoposta a 57 sedute di pesante chemioterapia a base di mitoxantrone per un presunto tumore maligno. In realtà, si trattava di un emangioma gigante, una formazione del tutto benigna che richiedeva una diagnosi differenziale. Il sovraddosaggio prolungato del farmaco ha scatenato nella donna una grave mielodisplasia e leucemia mieloide acuta, portandola al decesso. L’errore è stato scoperto da un’équipe medica in Lombardia quando ormai era troppo tardi. Dopo la condanna penale definitiva del 2017, il giudizio civile chiude la vicenda risarcendo i familiari — assistiti dagli avvocati Stefano Prontera, Rocco Vincenti, Silvia De Cicco e Gian Maria Iasi — per i danni subiti in proprio e per il calvario patito dalla vittima.

Il ricordo per la morte di Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta. Il silenzio, sotto il solleone, ha accompagnato a Bari la deposizione delle corone d’alloro, sotto la targa della strada dedicata a Falcone e Borsellino, e davanti al murales che li raffigura, sul muro che delimita l’area delle casermette. È stato Nicola Grasso, assessore alla Legalità e all’antimafia sociale, a ricordare i nomi di tutte le vittime della strage di via D’Amelio, a Palermo, in cui, 34 anni fa, due mesi dopo la strage di Capaci, morirono il giudice Paolo Borsellino, e gli agenti della sua scorta. Erano gli anni del culmine del disegno eversivo, sconfitto dalla Repubblica, come ha ricordato il presidente Mattarella, con la cattura, e la condanna, di carnefici e mandanti. Intervista: Nicola Grasso, assessore alla Legalità Comune di Bari

Formazione, scambio culturale e crescita professionale le direttrici di un progetto che è molto più di una competizione. Corpi che si muovono all’unisono, cuori che battono al ritmo di un sogno. Galà conclusivo per l’edizione 2026 di World Dance Movement, tra i festival dedicati alla danza più accreditati a livello internazionale. Castellana Grotte per due settimane ha accolto giovani talenti provenienti da 4 continenti, protagonisti della manifestazione che da 18 anni porta l’eccellenza della danza mondiale nel cuore del sud est barese. Sul palco dell’evento allestito in Largo Porta Grande danzatori, aerialisti, insegnanti, coreografi e professionisti: una grande festa nel segno della danza in grado di contaminare il territorio con nuovi linguaggi artistici. Interviste: Annalisa Bellini, presidente World Dance Movement; Michele Assaf, direttrice artistica World Dance Movement; Vito Cassano Direttore World Dance Movement

Il Comune avvia il dialogo con associazioni e sindacato per realizzare la prima Agenzia sociale per la casa. Allarmanti i dati: 300 sfratti, 12mila alloggi sfitti, oltre 500 domande alle case popolari. Dopo oltre dieci di stallo, a Taranto, si torna a parlare di Agenzia sociale per la casa. L’assessorato alle Politiche sociali convoca associazioni e Sunia per avviare insieme l’impresa. C’è tanto da fare. Innanzitutto un censimento, per rimettere a mercato nuovi alloggi, scandagliando le proprietà del demanio o in mano a enti, come l’Inps. Poi, una mappatura: una verifica capillare degli inquilini aventi realmente ancora diritto. E incoraggiare i proprietari privati ad affittare superando timore di danni e abusivismi, con incentivi come il risparmio sulle tasse, spiega il Sunia che “accoglie con favore la convocazione – dice il segretario Lamusta – ma ora questa Agenzia va riempita” e chiede un nuovo incontro. Siamo in piena emergenza, oltre gli impatti di mille vertenze. Nuovi 4mila esuberi arriverebbero da Ilva, senza contare la crisi dell’indotto e di altre aziende. La fotografia del 2026 di Arca Jonica alla Cgil mostra oltre 500 domande alle case popolari e 1300 abusivi; 12mila alloggi privati sfitti. E nel 2025, 289 sfratti, spesso per morosità incolpevole, cioè di chi ha perso il lavoro, chi è entrato in difficoltà. Il Comune prevede già 300 euro di aiuto al canone, e sostiene 200 famiglie. La Regione mette in campo 45 milioni per l’abitare. Ma il problema è nazionale. E dal Governo, “un Piano casa che non basta”. Intervista a Tiziana Ronsisvalle, segretaria confederale CGIL Taranto

L’assessore regionale ha affermato: “Questo dimostra che la Basilicata non rincorre le altre regioni, ma traccia la strada nella medicina di prossimità”. “Vedere la nostra Basilicata citata su Sky Health come un modello virtuoso per lo screening contro il tumore della prostata è l’ennesima conferma della lungimiranza e della qualità della sanità lucana, specialmente nell’ambito della prevenzione oncologica”. Lo sottolinea l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, commentando la puntata della trasmissione nazionale andata in onda ieri su Sky TG24, dedicata alle nuove strategie nazionali per il contrasto al tumore della prostata. Nel comunicato è specificato che “nel corso della trasmissione, il professor Giuseppe Carrieri, presidente della Società italiana di Urologia (Siu), ha illustrato la proposta presentata al Comitato Lea del Ministero della Salute per istituire uno screening nazionale organizzato contro il tumore della prostata. Il professor Carrieri, che è stato alla guida dell’Urologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera, ha indicato proprio la Basilicata come esempio pilota di successo”. “Siamo stati la seconda regione in Italia, subito dopo la Lombardia, a credere in questo percorso – ricorda l’assessore – avviando già dal 3 giugno 2025 un programma strutturato, gratuito e capillarmente diffuso per gli uomini tra i 45 e i 70 anni. Il modello che la Siu propone oggi al Ministero della Salute per l’intero Paese è esattamente l’impianto organizzativo che noi abbiamo strutturato e che sta dando risultatistraordinari. merito va dato all’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo che ha progettato e realizzato il percorso di screening, nonché agli specialisti direttamente impegnati nelle fasi diagnostiche per l’individuazione tempestiva della patologia”. Allo stato “sono migliaia le adesioni registrate dall’Aor San Carlo di Potenza, azienda capofila del progetto, e da tutte le Aziende del Servizio Sanitario Regionale della Basilicata. Questo dimostra che la Basilicata non rincorre le altre regioni, ma traccia la strada nella medicina di prossimità” – conclude l’assessore regionale.

Tra gli ospiti gli europarlamentari Georgia Tracere e Alessandro Zan. Per la prima volta un coro lirico apre un corteo Pride e lo fa a Lecce, che lo scorso 18 luglio ha visto sfilare centinaia di persone tra piazza Italia e la suggestiva porta San Biagio. Musica, cultura, performance artistiche e rivendicazione dei diritti delle persone LGBTQI+ per la manifestazione che anche quest’anno, a distanza dalla prima edizione del 2016, continua a colorare la città, nei suoi vicoli storici, lungo il viale che costeggia il castello Carlo V piazza 300mila, e fino alla galleria Mazzini, dove dopo il corteo sono state organizzate performance e djset con alcuni dj tra cui Dodo, Pupa e Kee Ciardo. Interviste: Giorgia Tramacere, europarlamentare; Alessandro Zan – europarlamentare; Alessandro Guido, Assessore Welfare Comune di Lecce

Sono circa 20 le persone rimaste senza alloggio. Sono in corso valutazioni da parte della Procura di Bari sull’apertura di un’inchiesta relativaall’incendio scoppiato ieri nel campo rom di Japigia. Le fiamme, divampate di mattina, hannorapidamente interessato diverse baracche e cumuli di rifiuti, alimentando un rogo che ha sprigionato una densa colonna di fumo nero visibile da numerosi quartieri della città. Nel campo rom autorizzato diJapigia sono presenti circa 60 persone, tra cui 15 minori. In mattinata, il Centro operativo comunale ha effettuato un sopralluogo sul posto. Sono circa 20 le persone rimaste senza alloggio e, come spiega il Comune, “tutti hanno trovato una sistemazione nelle tende attrezzate messe a disposizione dellaProtezione civile regionale”. Presenti anche oggi i volontari della associazione Incontra che hanno distribuito circa 200 pasti tra colazione e pranzo, oltre a capi di biancheria intima e beni essenziali.

Se in Occidente abbiamo bisogno che l’altro verbalizzi continuamente ciò che prova, la cultura giapponese attribuisce un valore enorme al non detto. La scorsa sera ho rivisto Your Name. (Kimi no Na wa.). Era da un po’ che non mi immergevo nelle sue atmosfere fatte di comete luminose, cieli sconfinati e treni metropolitani che si sfiorano nella frenesia di Tokyo. Eppure il risultato è sempre lo stesso: una stretta al cuore e quella irresistibile voglia di interrogarmi su come amiamo oggi. Makoto Shinkai è uno dei più grandi narratori del cinema d’animazione contemporaneo. Da anni viene indicato come il naturale erede di Hayao Miyazaki, un’etichetta tanto prestigiosa quanto ingombrante, che lui stesso ha più volte cercato di scrollarsi di dosso. Se con il fondatore dello Studio Ghibli condivide la straordinaria capacità di costruire mondi visivamente incantevoli, il suo sguardo appartiene a una generazione diversa: quella cresciuta tra smartphone, connessioni permanenti e relazioni sempre più fragili. Ma cosa rende Your Name un manifesto così potente dell’amore contemporaneo? La risposta, probabilmente, si trova nel modo in cui la cultura giapponese vive i sentimenti. Il Musubi: quando l’amore è un filo invisibile C’è un dettaglio che colpisce fin dalle prime scene: Taki e Mitsuha, i due protagonisti, non si scambiano grandi dichiarazioni d’amore. Niente baci sotto la pioggia, promesse urlate negli aeroporti o finali costruiti per strappare l’applauso. In Giappone l’amore parla un linguaggio diverso. Nel film ritorna più volte il concetto di Musubi: il legame, l’intreccio dei fili del destino. Un’idea profondamente giapponese secondo cui le persone si incontrano, si allontanano e si ritrovano seguendo un filo invisibile che continua a unirle. I nodi possono stringersi o allentarsi, ma raramente si spezzano davvero. Se in Occidente abbiamo bisogno che l’altro verbalizzi continuamente ciò che prova, la cultura giapponese attribuisce un valore enorme al non detto. Comprendere l’altro prima ancora che parli è una forma di amore. La comunicazione passa attraverso i gesti, i silenzi, la capacità di percepire ciò che resta sospeso tra le parole. Due modi diversi di raccontare i sentimenti È qui che Shinkai si distingue anche dal cinema occidentale. Nei nostri film la distanza è quasi sempre un ostacolo da eliminare il prima possibile. In Your Name, invece, la distanza — geografica, temporale ed emotiva — diventa il cuore stesso della storia. L’assenza non indebolisce l’amore: lo rende più profondo. La nostalgia, quel natsukashii così difficile da tradurre in una sola parola, diventa la forma più autentica del desiderio. Perché Shinkai parla così bene alla nostra generazione? Forse perché racconta il nostro tempo meglio di quanto riusciamo a fare noi stessi. Siamo la generazione più connessa della storia e, paradossalmente, anche una delle più sole. Viviamo tra spunte blu, notifiche e storie che scompaiono dopo ventiquattro ore, ma spesso ci sentiamo fuori sincrono con chi ci circonda. È qui che Your Name colpisce nel segno. Non è soltanto una storia di scambi di corpo o di viaggi nel tempo. È la metafora di quella sensazione che conosciamo tutti: cercare qualcuno o qualcosa senza sapere esattamente cosa, attraversare la città con le cuffie nelle orecchie sperando che, tra la folla o nell’ennesimo vagone della metropolitana, esista qualcuno capace di riconoscerci. Se Hayao Miyazaki ci ha insegnato a sognare e a custodire il rapporto con la natura, Makoto Shinkai ci invita ad accettare la fragilità dei sentimenti in un mondo che corre troppo veloce. Forse è anche per questo che, ogni volta che scorrono i titoli di coda di Your Name, non resta solo la bellezza del film. Resta una domanda: siamo ancora capaci di aspettare qualcuno, di ascoltare il silenzio, di riconoscere un legame senza aver bisogno di definirlo?

Sindaci e associazioni in campo per tamponare l’emergenza sanitaria nei piccoli Comuni, come quelli dei Monti Dauni, con la carenza di medici e infermieri. Lo prevede un protocollo sottoscritto nei giorni scorsi, per favorire l’arrivo di personale specializzato nelle aree interne. Costruire la sanità pubblica dal basso, coinvolgendo i sindaci, ad esempio, nell’individuazione delle strutture idonee ad ospitare medici e infermieri disposti a lavorare nei centri delle aree interne, pagando l’alloggio ai professionisti: lo prevede il protocollo d’intesa sottoscritto tra il Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni e ‘Assimefac’, l’Associazione Società Scientifica Interdisciplinare, di Medicina di Famiglia e di Comunità. L’associazione si occuperà della formazione nella telemedicina per gli esami a distanza, per intervenire rapidamente in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso o dell’ambulanza, che spesso è senza medico. Intervista a Virgilio Caivano, portavoce coordinamento nazionale Piccoli Comuni,

Presentata in consiglio regionale la nuova edizione della sagra della percoca di Loconia, appuntamento che valorizza un’eccellenza dell’agricoltura pugliese. Non è solo una festa di contrada, ma una vetrina per l’agricoltura pugliese ed un prodotto d’eccellenza che racconta identità, tradizione e lavoro. Torna a Loconia, minuscola frazione di canosa di circa 200 anime, la sagra della percoca, la manifestazione dedicata al frutto simbolo del territorio. In consiglio regionale organizzatori e istituzioni hanno presentato il programma dell’edizione 2026 con appuntamento fissato per il 26 luglio. Protgagoniste dell’evento ovviamente loro, le percoche, coltivate nelle campagne della bat, ma anche degustazioni, show cooking, musica, spettacoli e percorsi alla scoperta delle produzioni locali. Obiettivo promuovere una filiera economicamente importante, ma soprattutto attrarre visitatori, sostenendo il turismo enogastronomico. Intervista a Francesco Paolicelli (assessore agricoltura Regione Puglia), Cristina saccinto (assessore cultura comune di Canosa di Puglia)

Con una delibera, la giunta comunale di Bari ha previsto la possibilità di realizzare alloggi per affitti brevi per coloro che dovessero decidere di riqualificare l’area dell’ex Mitiladriatica a Santo Spirito, oggi un rudere. Ma alcuni consiglieri di maggioranza non ci stanno. Chiedono di ritirare il provvedimento e un confronto pubblico sulle questioni che riguardano quello e altri pezzi di costa barese da recuperare. Si tratta del provvedimento che apre alla possibilità di realizzare alloggi per affitti brevi nell’area dell’ex Mitiladriatica di Santo Spirito, nato con l’obiettivo di favorire la riqualificazione del rudere, dopo tre bandi andati deserti tra il 2023 e il 2024. I gruppi consiliari che fanno riferimento a Michele Laforgia chiedono il ritiro della delibera e l’apertura di un confronto pubblico sul futuro dell’intera costa barese. Intervista a Victor Laforgia – Consigliere Comunale di Bari, Pietro Petruzzelli – Assessore allo Sviluppo Economico Comune di Bari

“Ai fomentatori di odio online mi sentirei di rassicurare che con le tasse non si paga l’umanità” scrive l’assessore Michelangelo Cavone. Hanno esultato come se fosse il gol vittoria in una finale. Davanti a loro però non c’era un rettangolo da gioco e due squadre a contendersi qualche trofeo, ma il campo nomadi di Bari Japigia in fiamme. Ieri un incendio ha distrutto parte delle case, 25 persone sono state ospitate in tende. Tra loro anche donne, anziani e bambini. Sette le baracche completamente distrutte. Ma di fronte a questo dramma che ha colpito una parte della comunità barese, gli odiatori seriali hanno dato il peggio di sè. Commenti di odio hanno invaso i social network. anche le notizie sul rogo pubblicate sulla pagina Facebook del TgNorba hanno registrato frasi di questo calibro: “Maledetti”, “Dannati”, “Che bella notizia” e ancora “Queste sono le conseguenze del paese dei balocchi in cui viviamo”. A rispondere al tenore di questi commenti è stato Michelangelo Cavone, assessore ai diritti civili e inclusione sociale di Bari. “Ai fomentatori di odio online mi sentirei di rassicurare che con le tasse non si paga l’umanità. Quella stessa umanità che non compare in nessun bilancio dello Stato, è un dono del cielo, una scelta, un dovere morale. Ed è ciò che distingue una comunità da una folla che esulta davanti alla sofferenza altrui”.

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