“Ai fomentatori di odio online mi sentirei di rassicurare che con le tasse non si paga l’umanità” scrive l’assessore Michelangelo Cavone
Hanno esultato come se fosse il gol vittoria in una finale. Davanti a loro però non c’era un rettangolo da gioco e due squadre a contendersi qualche trofeo, ma il campo nomadi di Bari Japigia in fiamme. Ieri un incendio ha distrutto parte delle case, 25 persone sono state ospitate in tende. Tra loro anche donne, anziani e bambini. Sette le baracche completamente distrutte. Ma di fronte a questo dramma che ha colpito una parte della comunità barese, gli odiatori seriali hanno dato il peggio di sè.
Commenti di odio hanno invaso i social network. anche le notizie sul rogo pubblicate sulla pagina Facebook del TgNorba hanno registrato frasi di questo calibro: “Maledetti”, “Dannati”, “Che bella notizia” e ancora “Queste sono le conseguenze del paese dei balocchi in cui viviamo”.
A rispondere al tenore di questi commenti è stato Michelangelo Cavone, assessore ai diritti civili e inclusione sociale di Bari. “Ai fomentatori di odio online mi sentirei di rassicurare che con le tasse non si paga l’umanità. Quella stessa umanità che non compare in nessun bilancio dello Stato, è un dono del cielo, una scelta, un dovere morale. Ed è ciò che distingue una comunità da una folla che esulta davanti alla sofferenza altrui”.











