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Manfredonia, 14enne morto in scooter. Il sindaco: “Guidare è come avere un’arma”

Dolore, a Manfredonia, per la morte di un 14enne, caduto da uno scooter condotto da un altro minore, rimasto ferito. “La sicurezza stradale non è un optional, perché guidare è come avere un’arma”, sottolinea il sindaco La Marca

La luce del giorno cancella i segni della tragedia avvenuta martedì sera, all’imbrunire. Ciò che resta, è il dolore della comunità di Manfredonia per la morte del 14enne Antonio Sinisi, che ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto alla periferia della città, su un cavalcavia che attraversa la Statale 89.

Il minore era in sella a uno scooter guidato da un amico di 15 anni, che è rimasto ferito: è stato trasportato dall’elisoccorso all’ospedale di San Giovanni Rotondo, ma non sarebbe in pericolo di vita.
I due sono andati a sbattere contro il guard rail dopo una manovra azzardata, forse un’impennata.
Sinisi ha battuto la testa ed è morto all’istante.

I due ragazzi non indossavano il casco e il 15enne – che è risultato negativo ad alcol e droga test – non aveva l’età per guidare un motociclo di quella cilindrata, per il quale bisogna aver compiuto 16 anni ed essere in possesso del patentino. Lo scooter appartiene a un familiare del 15enne.

Intervista a Domenico La Marca, sindaco di Manfredonia

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