Solo il 21,6% delle donne ha contratti da dirigente contro il 78,4% dei colleghi uomini.
In Basilicata lavora il 40,9% delle donne contro il 59,1% degli uomini, con contratti di lavoro principalmente occasionali. Il dato medio regionale evidenzia un tasso di disoccupazione del 6,7%, con un tasso di disoccupazione femminile pari a circa il doppio rispetto agli uomini. Sono questi alcuni dei dati del Rendiconto di genere Inps 2025, presentato a Potenza.
Tra gli altri dati evidenziati, l’inattività colpisce in misura più significativa la componente femminile, tra ilavoratori dipendenti del settore privato in Basilicata solo il 21,6% delle donne ha contratti da dirigente contro il 78,4% dei colleghi uomini. Tra i quadri il genere femminile rappresenta il 26,4% mentre quello maschile il 73,6%.
Rispetto alla tipologia di contratto le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato sono il 30,6%, mentre il 38,6% ha un contratto a tempo determinato. Nel 2024 le lavoratrici part-time risultano il 63,5% rispetto al 36,5% dei lavoratori, con un gap del 27%.
Nel settore pubblico della Basilicata il divario retributivo di genere giornaliero è meno marcato rispetto al settore privato, ma la retribuzione media giornaliera delle donne rimane inferiore a quella degli uomini.
“Parlare di divario di genere in Basilicata – ha detto Anna Russelli, segretaria regionale della Cgil Basilicata, significa parlare di una ferita ancora aperta nel nostro sistema economico e sociale. I dati ci dicono che il gap tra uomini e donne nel lavoro supera i 29 punti percentuali, uno dei valori più alti d’Europa. Quando parliamo di divario di genere non ci riferiamo solo alla differenza di salario, ma a un insieme di disuguaglianze che le donne incontrano nel lavoro e nella società: minori opportunità di accesso all’occupazione, maggiore precarietà, salari mediamente più bassi, carriere più lente e una distribuzione ancora profondamente squilibrata del lavoro di cura nelle famiglie”.