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Uno studio su oltre 23mila adulti individua in 7 ore e 18 minuti la durata ideale del sonno per ridurre il rischio di insulino-resistenza e mette in guardia sugli effetti del recupero eccessivo nel weekend
Dormire in media 7 ore e 18 minuti per notte potrebbe rappresentare la durata ideale per ridurre il rischio di insulino-resistenza, una condizione che spesso precede il diabete di tipo 2. È quanto emerge da un ampio studio osservazionale pubblicato su BMJ Open Diabetes Research & Care.
La ricerca suggerisce che non solo dormire troppo poco, ma anche dormire troppo, potrebbe influire negativamente sul metabolismo del glucosio.
Lo studio: oltre 23mila adulti analizzati
I ricercatori hanno esaminato i dati di 23.475 persone tra i 20 e gli 80 anni, raccolti tra il 2009 e il 2023 nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES). Per oltre 10mila partecipanti erano disponibili anche informazioni dettagliate sul sonno nel weekend.
Per valutare il rischio metabolico è stato utilizzato l’Estimated Glucose Disposal Rate (eGDR), un indicatore dell’insulino-resistenza calcolato in base a:
- Circonferenza vita
- Glicemia a digiuno
- Pressione arteriosa
Valori inferiori a 6-7 mg/kg/min indicano un rischio più elevato, mentre valori superiori a 10 mg/kg/min sono associati a un rischio più basso. Nel campione analizzato, il valore medio era pari a 8,23.
La relazione tra durata del sonno e metabolismo
L’analisi ha evidenziato una relazione a U rovesciata tra durata del sonno nei giorni feriali e rischio metabolico.
- Sotto le 7 ore e 18 minuti: aumentare il sonno migliorava l’eGDR
- Oltre le 7 ore e 18 minuti: l’eGDR tendeva a peggiorare
L’effetto risultava particolarmente evidente nelle donne e nelle persone tra i 40 e i 59 anni.
Recuperare sonno nel weekend: aiuta o peggiora?
Un altro aspetto chiave riguarda il cosiddetto “sonno compensatorio” del fine settimana.
- Chi dormiva meno della soglia ottimale durante la settimana e recuperava 1-2 ore nel weekend mostrava un miglioramento dell’eGDR.
- Chi invece già superava la soglia ideale nei giorni feriali e aggiungeva più di 2 ore nel fine settimana presentava un peggioramento dell’indicatore metabolico.
Quasi il 48% dei partecipanti ha dichiarato di recuperare ore di sonno nel weekend.
Sonno e diabete: una relazione bidirezionale
Secondo gli autori, esiste una relazione bidirezionale tra sonno e metabolismo. Un controllo glicemico non ottimale è associato sia a una durata troppo breve sia eccessiva del sonno, oltre che a disturbi del riposo.
Questo può generare un circolo vizioso:
- La disfunzione metabolica altera il sonno
- Un sonno irregolare peggiora ulteriormente la salute metabolica
Limiti dello studio
Trattandosi di uno studio osservazionale, non è possibile stabilire un rapporto diretto di causa-effetto. Inoltre, la durata del sonno è stata auto-riferita, elemento che potrebbe influire sull’accuratezza dei dati.
Quante ore dormire per la salute metabolica?
Alla luce dei risultati, dormire circa 7 ore e 18 minuti a notte potrebbe rappresentare un punto di equilibrio per ridurre il rischio di insulino-resistenza e diabete di tipo 2.
Anche la gestione del recupero di sonno nel weekend potrebbe avere un ruolo importante nella regolazione metabolica e nella prevenzione delle malattie croniche.













