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Febbraio 10, 2026

Antonio Esposito, di Matera, era stato definito “molto brutto” per la deformità facciale. Al TgNorba Antonio Esposito, 31 anni, docente di Matera, professionista del calcio e cantautore, conferma di aver accettato le scuse del deputato Luigi Marattin, segretario del Partito liberaldemocratico che nei giorni scorsi in un post sui social lo ha definito “davvero molto brutto” dopo che l’insegnante con una deformità facciale lo aveva criticato commentando un post su Gaza. Intervista ad Antonio Esposito, insegnante

Danneggiati quattro distributori automatici e portate via le monete. Nuovo raid vandalico in una scuola a Lecce. Ignoti nottetempo sono penetrati all’interno dell’Istituto Tecnico Economico “Olivetti” sito in via Marugi, danneggiando le quattro macchinette dei distributori automatici presenti nel plesso scolastico e portando via le monete. Sull’episodio indagano gli agenti della Questura. Si tratta del terzo episodio, in pochi giorni dopo quelli del Fermi e del Banzi.

L’operazione è del comando provinciale carabinieri di Bari. L’omicidio avvenne il 14 novembre 2003. I familiari della vittima: “Giustizia è fatta”. Due arresti per l’omicidio mafioso di cui rimase vittima Danilo Abiuso, ucciso a Valenzano la sera del 14 novembre 2003.  A distanza di ben 23 anni, anche grazie al prezioso contributo di alcuni collaboratori di giustizia, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno arrestato Luigi Guglielmi e Giovanni Partipilo, entrambi già detenuti. Indagata a piede libero anche una terza persona, per la quale però il gip non ha ravvisato la sussistenza di esigenze cautelari. Abiuso, all’epoca 22enne, venne raggiunto da almeno 8 colpi di pistola mentre parlava al telefono in largo Marconi. Il suo omicidio – secondo gli investigatori- sarebbe inserito nell’ambito dei contrasti fra in clan Strisciuglio e Di Cosola.  I familiari della vittima, completamente estranei a contesti criminali, hanno espresso soddisfazione sui social. “Giustizia è fatta – hanno scritto – grazie a tutti coloro che hanno collaborato per questa operazione”.

L’indagine è stata condotta tra ottobre 2024 e febbraio 2025 e rientra nell’operazione “Crocevia”, conclusasi il 9 ottobre 2024 con l’arresto di 10 persone. Quattro persone sono state arrestate per detenzione e spaccio di droga, furto aggravato, detenzione di armi e tentata estorsione. Si tratta di soggetti di età compresa tra 37 e 62 anni, di cui 3 di Minervino Murge e uno di Cosenza residente ad Andria. L’ordinanza è stata adottata dal Tribunale di Trani su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della Bat. L’indagine è stata condotta tra ottobre 2024 e febbraio 2025 e rientra nell’operazione “Crocevia”, conclusasi il 9 ottobre 2024 con l’arresto di 10 persone. Gli indagati rimasti in libertà, subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, hanno immediatamente ripreso a gestire gli affari illeciti nel centro murgiano così permettendo il proseguimento del controllo del mercato degli stupefacenti. Per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per i rimanenti invece gli arresti domiciliari. Uno dei quattro soggetti continuava a delinquere anche in carcere dal cui interno continuava a coordinare le illecite attività.

Nel mirino la ripartizione falsata dei seggi provinciali e i singoli conteggi. Sono sette i ricorsi elettorali depositati al Tar Puglia da candidati e liste rimasti fuori dalla zona seggi che contestano l’assegnazione dei posti in consiglio regionale ed i criteri di calcolo della famigerata legge elettorale pugliese. L’ultimo a depositare l’ex assessore Stea dei Popolari che si è unito ad Alleanza Verdi e Sinistra e al consigliere uscente Alessandro Leoci. Nel mirino la ripartizione falsata dei seggi provinciali e il calcolo della soglia di sbarramento effettuato sui voti attribuiti al candidato presidente e non su quelli delle liste. E così partiti che hanno raggiunto il 4% sono rimasti comunque fuori dai giochi e province popolose come Bari risultano sotto rappresentate avendo la metà degli eletti della minuscola Bat. Contestazioni anche sui singoli conteggi. Nel Pd Sergio Blasi chiede di subentrare al collega Giovanni Vurchio, eletto nella bat. Francesca Bottalico, lista Decaro, rivendica il seggio del foggiano Giulio Scapato. In Fratelli d’Italia, Domenico Damascelli chiede il rientro forte di oltre 10 mila voti nel collegio barese, dove il partito ha eletto un solo consigliere. L’uscente Pd Lucia Parchitelli, invece, si concentra sul ricalcolo del premio di maggioranza: secondo i suoi legali, al centrosinistra spetterebbero 32 seggi e non 29. Le possibilità di accoglimento restano limitate, salvo un intervento incidentale di natura costituzionale sulla tutela della rappresentanza democratica.

La scritta è accompagnata da simboli riconducibili all’area anarchica, e un messaggio che auspica l’incendio dei CPR, i centri per il rimpatrio dei migranti. Scritte minacciose sono comparse sotto il ponte dello svincolo verso Tolve, in Basilicata. Si legge “Più sale meno pepe”, accompagnato da simboli riconducibili all’area anarchica, e un messaggio che auspica l’incendio dei CPR, i centri per il rimpatrio dei migranti. Una minaccia che appare diretta a Pasquale Pepe, vicepresidente della Regione Basilicata, residente a Tolve e che percorre quotidianamente quella strada. È stato lo stesso Pepe a segnalare l’accaduto sui social, dichiarando di provare indifferenza per i responsabili e ribadendo che la sua forza resta l’affetto della gente.

Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione. Fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due foggiani, di 62 e 39 anni ritenuti appartenenti alla banda che ha assaltato un portavalori sulla statale Brindisi- Lecce. Sono accusati in concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Poco dopo le 8.40 di ieri, 9 febbraio, il commando ha interrotto l’assalto e ha tentato la fuga, dividendosi tra strade secondarie e campagne. Durante la corsa viene fermata un’auto in coda. Alla guida c’è una giovane donna diretta all’Università di Lecce per un esame. Davanti alle armi, implora: “Ho una figlia, non mi fate del male”. I rapinatori le portano via l’auto e proseguono la fuga. Nel frattempo intervengono i carabinieri. Una pattuglia intercetta i banditi: l’auto dell’Arma viene colpita, il parabrezza è forato ad altezza uomo. Il proiettile poteva uccidere, i militari si salvano per pochi centimetri. La statale 613 viene chiusa in entrambi i sensi di marcia. Migliaia di automobilisti restano bloccati mentre scatta la caccia all’uomo. L’inseguimento prosegue tra Campi Salentina e Guagnano, due rapinatori abbandonano i mezzi e tentano la fuga a piedi nelle campagne. Un carabiniere li rincorre e, dopo una violenta colluttazione, riesce a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo viene fermato anche il secondo. I due, Giuseppe Russo, 62 anni, e Giuseppe Iannelli, 39 anni, entrambi foggiani, vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio. Al termine degli accertamenti e dei riscontri investigativi, scatta il fermo di indiziato di delitto. Come detto, sono accusati, in concorso, di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Entrambi non hanno precedenti specifici. Si attende che il gip fissi l’udienza per laconvalida del fermo.  Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione.

Luca Petruzzo, brigadiere in servizio a Cellino San Marco e Giuseppe Conte, vicebrigadiere di Brindisi, sono due dei militari intervenuti durante la rapina. Luca Petruzzo, brigadiere in servizio a Cellino San Marco, è uno dei carabinieri che hanno inseguito i due presunti componenti della banda che ha assaltato il portavalori con Kalashnikov ed esplosivo sulla strada Brindisi-Lecce. “Ho ingaggiato l’inseguimento dell’auto con il collega a folle velocità – hadetto ai cronisti – e loro hanno sparato contro la nostra auto di servizio: siamo riusciti a evitare il primo colpo di fucile, il secondo ha colpito il parabrezza. Abbiamo ancora continuato nonostante i due colpi fino a quando siamo entrati nel centro abitato dove c’erano scolaresche ai bambini e lì abbiamo desistito per evitare conseguenze”. Hanno sparato per uccidere? “Penso di sì”, ha risposto. Poi ha precisato: “Non ci sentiamo eroi, facciamo il nostro lavoro”. Il vicebrigadiere Giuseppe Conte, del nucleo operativo radiomobile di Brindisi, non era in servizio ma si trovava sulla strada nel momento dell’assalto. Per questo ha dato l’allarme ma si è lanciato all’inseguimento dei malviventi con la propria auto. “Ho messo in sicurezza le persone ed è sopraggiunta una macchina dalla parte posteriore – ha spiegato ai giornalisti – ho provato a bloccarla pensando fosse qualche utente della strada che si si stava infilando per per avvicinarsi. Ma sono ripartiti e da lì ho cominciato ad inseguirli per una quindicina di chilometri. Durante l’inseguimento ero continuamente incontatto con la centrale, dando tutte le indicazioni che potevano essere date. In tutto questo sono stato speronato due volte da un’altra macchina, che credo fosse un’auto di supporto dei malviventi”. “Il nostro è un lavoro di squadra, non di un singolo militare”, ha concluso.

L’anziano, incensurato, ha ferito a colpi di pistola il ragioniere della farmacia agricola del figlio, per cause non ancora chiarite. Quattro ore da incubo, a Cerignola, a causa del gesto dell’85enne Giuseppe Quarticelli. Prima il litigio nell’azienda di famiglia, con l’esplosione di cinque colpi di pistola che hanno ferito un dipendente; poi la fuga in auto, per barricarsi – armato – in un appartamento dall’altra parte della città. Infine, l’irruzione dei carabinieri del reparto speciale della SOS – la Squadra Operativa di Supporto – che lo hanno bloccato e consegnato al personale del 118. Qui il servizio L’anziano, incensurato, ha ferito a colpi di pistola il ragioniere della farmacia agricola del figlio, per cause non ancora chiarite. L’uomo è stato raggiunto al torace dai proiettili ed è ricoverato in prognosi riservata. Pare che l’arma fosse legalmente detenuta. Dopo la fuga in auto, l’anziano si è barricato nel suo appartamento. L’intervento dei carabinieri della ‘SOS’ è stato risolutivo. Il Colonello Giovanni Capone, comandante provinciale dei carabinieri, racconta: “Siamo intervenuti anche con il nostro negoziatore, ci siamo assicurati che l’uomo stesse bene, considerata l’età avanzata. Mon ha opposto alcun tipo di resistenza, verosimilmente ha anche problemi di salute”. 

I carabinieri stanno cercando eventuali connessioni fra la caduta ed un tentativo di furto ai danni di un appartamento al terzo piano in via Ravanas, nel quartiere Libertà. Sono ancora gravi le condizioni dell’uomo di 51 anni ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari con diverse fratture causate probabilmente da una caduta da diversi metri di altezza. Ad accompagnarlo al pronto soccorso, domenica scorsa, sono stati alcuni familiari. Non è chiaro cosa gli sia accaduto. I carabinieri stanno cercando di capire se possano esserci eventuali connessioni fra la sua caduta ed un tentativo di furto ai danni di un appartamento ubicato al terzo piano di una palazzina di via Ravanas, nel quartiere Libertà .In queste ore gli uomini dell’Arma stanno visionando le telecamere di videosorveglianza della zona.

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